Mai avrei pensato di dirlo, ma ultimamente mi sono trovato in sintonia perfetta con le esternazioni di persone nei confronti delle quali – per così dire – non ho mai provato né stima né simpatia: Michele Santoro, Marco Travaglio e persino Silvio Berlusconi. Un chiarimento preventivo è d’uopo. Non si ignora quanto siano infingardi questi personaggi, in particolare il presidente del Monza neo-promosso in Serie A. Infatti, non ci si può scordare di quello che successe nel 2011: non solo Berlusconi tradì l’alleato Gheddafi, con cui aveva di fatto stipulato una vera e propria alleanza militare, ma consegnò per la sua ignavia (e soprattutto per il suo tornaconto personale) il paese a Monti e a tutti quei potentati transnazionali che in pochi anni hanno reso questa nostra Italia un paese derelitto, alla mercé di quanto di più brutto esista su questa pianeta. Però, cribbio, Berlusconi ha detto e sta dicendo cose giuste nei riguardi della Russia e del conflitto attualmente in corso in Ucraina! È sorprendente anche per me doverlo riconoscere, ma è così: si dà il caso che l’ex cavaliere nel corso degli anni abbia spesso proferito parole di assoluto buon senso relativamente alla Russia. Evidentemente è proprio vero che anche un orologio rotto segna per due volte il giorno l’ora corretta!

Prima di tutto, Berlusconi ha fatto una puntualizzazione ottima e precisa: il fatto che l’Italia fornisca armi all’Ucraina in guerra contro la Russia ci rende agli occhi di quest’ultima un paese apertamente ostile: “Io dico che inviare armi significa essere cobelligeranti, essere anche noi in guerra. Cerchiamo di far finire in fretta questa guerra. Se dovessimo inviare armi, sarebbe meglio non farne tanta pubblicità”1. Ineccepibile. Ha proprio ragione.

Ma non è finita qui. In tempi non sospetti, già nel 2015, Berlusconi, stigmatizzando il comportamento di alcuni governi occidentali che si erano rifiutati di partecipare alla parata del 09 maggio sulla Piazza Rossa, ebbe a dire parole che oggi risuonano quasi come profetiche: “Davvero pensiamo, dopo decenni di guerra fredda, che sia una prospettiva strategica lucida quella di costringere la Russia ad isolarsi? Costringerla a scegliere l’Asia e non l’Europa? Crediamo che questo renderà il mondo un luogo più sicuro, più libero, più prospero? Perché allora isolare Putin? Perché costringerlo ad alzare i toni della sfida con l’Occidente? Perché invitarlo a considerare la Federazione Russa una potenza asiatica? È vero, con la Russia ci sono delle serie questioni aperte. Per esempio la crisi ucraina. Ma sono problemi che è ridicolo pensare di risolvere senza o contro Mosca. Anche perché in Ucraina coesistono due ragioni altrettanto legittime, quelle del governo di Kiev e quelle della popolazione di lingua, cultura e sentimenti russi. Si tratta di trovare un compromesso sostenibile fra queste ragioni, con Mosca e non contro Mosca2.

Anche recentemente Berlusconi si è distinto – positivamente, si deve riconoscere – per dichiarazioni perspicaci e condivisibili: “Da questo punto di vista, la crisi Ucraina ha reso evidente una realtà molto amara. La risposta dell’Occidente è stata compatta, ma cosa intendiamo come Occidente? Gli Stati Uniti, l’Europa, alcuni Paesi del Pacifico tradizionalmente legati agli Stati Uniti come l’Australia e il Giappone. Pochissimo altro, nel mondo. Ancora una volta rimpiango che i miei tentativi di portare la Russia nel campo occidentale siano stati boicottati da alcuni leader europei. Se ci fossimo riusciti, oggi lo scenario europeo sarebbe molto diverso. Invece quello che la crisi ucraina ci mette sotto gli occhi è un dato preoccupante per il presente e soprattutto per il futuro. La Russia è isolata rispetto all’occidente, ma l’occidente è isolato rispetto a tutto il mondo3.

Ribadisco che mai mi sarei immaginato di dover pubblicamente elogiare Berlusconi per via di alcune sue dichiarazioni. Ma si tratta solo di un paradosso. Personalmente ritengo che queste pur apprezzabilissime puntualizzazioni non possano bastare per poter cambiare idea sul soggetto. Su di lui rimangono moltissime ombre: i suoi presunti rapporti con la mafia siciliana, la sua affiliazione alla P2, le sue cosiddette “cene eleganti”, le “olgettine” lanciate in politica (che ancora oggi dettano legge a detrimento degli italiani), da ultimo la misteriosa scomparsa di una di queste che minacciava di fare rivelazioni esplosive4… Ce ne è abbastanza per non farsi piacere il personaggio. In ogni caso, queste sue dichiarazioni sono pienamente condivisibili e meritano un più accurato approfondimento, in special modo per quell’ultima frase: “La Russia è isolata rispetto all’occidente, ma l’occidente è isolato rispetto a tutto il mondo”.

Berlusconi ha centrato il problema: l’occidente nella sua lotta contra la Russia, ormai trasformatasi in una vera e propria guerra per procura con il tramite dell’Ucraina5, si è ritrovato solo e non viene seguito dal resto del mondo. L’esattezza di questa affermazione di Berlusconi è chiaramente espressa nella seguente figura:

Come si nota facilmente, solo quello che la Russia chiama “occidente collettivo” ha elevato sanzioni contro la stessa. L’America Latina, l’Africa e l’Asia intere, ossia la larga maggioranza della popolazione mondiale, si sono ben guardate dallo schierarsi apertamente contro la Russia come abbiamo fatto noi occidentali.

Le ragioni di ciò sono ben evidenti.

  1. Reputano che ciò che succede in Ucraina non è affar loro, trattandosi di una mera questione interna tra Russia e Ucraina.
  2. Non hanno la pretesa, come l’occidente collettivo dall’alto delle sue presunte libertà e democrazia, di ergersi a salvatori e guide dell’intero genere umano.
  3. Si rendono conto che non è da persone intelligenti inimicarsi un paese da cui si dipende fortemente per il proprio stesso benessere economico, importando da quest’ultimo gas, petrolio, grano, varie altre derrate agricole, fertilizzanti, metalli, minerali e chi più ne ha più ne metta.
  4. Non è mai una buona cosa rendersi ostili agli occhi della principale potenza nucleare al mondo dalla quale si potrebbe venire inceneriti nel giro di pochi minuti col tramite dei suoi missili ipersonici.
  5. Le sanzioni alla Russia sono inutili perché semplicemente non possono funzionare nei confronti di una nazione le cui ricchezze materiali sono stimate in 75.000 miliardi di dollari6.
  6. Queste sanzioni stanno ottenendo il solo risultato di impoverire chi effettivamente le sta elevando, tanto che viene da chiedersi se gli stati occidentali non siano in guerra contro le loro stesse popolazioni.

Di questo se ne è accorto anche l’ex presidente della Russia Dimitrij Medvedev, che pure difficilmente può essere considerato nemico del nostro paese, che in diverse occasioni ha scelto come meta delle sue vacanze7. Ciononostante, ci è andato giù pesantissimo. In una recente intervista che ha suscitato molto scalpore perché ha detto peste e corna degli occidentali, non ha potuto fare a meno di puntualizzare come “gli imbecilli europei nel loro zelo hanno dimostrato ancora una volta di considerare i propri cittadini, i propri affari, come nemici non meno dei Russi”8.

Difficile non essere d’accordo con lui. Le sanzioni, di cui i politici nostrani si vantavano perché secondo le loro intenzioni, affamando la popolazione russa, avrebbero rapidamente ridotto in ginocchio un regime dispotico e totalitario, stanno invece affamando noi occidentali mentre i Russi, anzi, ne stanno traendo enorme beneficio per un motivo assai banale: esporteranno anche di meno, ma siccome ciò che esportano è diventato più costoso, guadagnano di più9.

Si stima che a fine anno, con gli attuali prezzi degli energetici, i ricavi della Federazione Russa da petrolio e gas potrebbero salire dai 235 miliardi di dollari del 2021 a circa 285 miliardi10. La celebre maschera di Tafazzi non avrebbe saputo fare di meglio: “Non compriamo più gas e petrolio dalla Russia – ci dicevano – così non finanziamo più la loro sporca guerra imperialista”. Appunto.

Il fatto è che nessuno attualmente in Europa può fare a meno delle importazioni dalla Russia. Il non compianto senatore americano McCain ebbe modo di definire nel 2014 la Russia “una pompa di benzina che si illude di essere stato”11. Definizione decisamente impropria e rancorosa, questa, giacché tutti noi sappiamo che la Russia è molto di più di una semplice pompa di benzina. Ma quand’anche fosse solo questo e nient’altro, ecco, non è da furbi farsela nemica perché poi senza di loro ti tocca andare a piedi. Ed è quanto sta succedendo a noi occidentali. Tutta Europa dipende per il gas dalla Russia.

Guardando questa figura, ci si chiede dove andranno a parare quegli stati che ultimamente hanno manifestato una certa ostilità nei confronti della Russia pur importando da questa la totalità o quasi del gas di cui le loro industrie ed i loro cittadini hanno continuamente bisogno. Si pensi ad esempio alla Finlandia che ha appena optato per entrare nella NATO rinunciando così alla propria proverbiale neutralità (tanto proverbiale che per essa fu appositamente coniato il termine di finlandizzazione12). Essendosi la Finlandia rifiutata di pagare in rubli così come preteso da Mosca, oggi Gazprom le ha interrotto ogni fornitura di gas13. Come pensano i finnici di sostituire il gas russo? Fa freddo da loro, e non poco.

Ma i finlandesi si dicono tranquilli poiché contano di aumentare le importazioni di gas liquefatto dagli USA e di altro gas dai vicini paesi del Baltico14. Senonché il gas americano è notoriamente molto più costoso di quello russo. In più, il gas usato da Lituania, Estonia e Lettonia è anch’esso in prevalenza di origine russa. Quindi, in concreto, vi è da credere che la Finlandia continuerà ad importare gas russo. Questo, però, non avverrà direttamente ma per vie traverse. Il gas di cui la Finlandia farà uso proverrà sì dalla Russia ma verrà prima consegnato ai paesi baltici per poi essere convogliato nel paese scandinavo. Ma sempre di gas russo si tratta. Semplicemente i finlandesi pagheranno molto di più per avere lo stesso prodotto di prima. Evidentemente la loro dieta è a base di pane e volpe…

Uguali considerazioni vanno fatte anche a proposito della Moldavia, dove la situazione si sta facendo sempre più incandescente dopo il fermo per 30 giorni dell’ex presidente Dodon, accusato di malversazioni varie15. Come pensano i moldavi di poter far fronte ad un’eventuale interruzione del gas dalla Russia qualora la politica filoatlantista dell’attuale presidente, la sorosiana Maia Sandu, dovesse portare ad un notevole peggioramento dei rapporti coi Russi per via della Transnistria, regione questa a maggioranza russofona? Confidano nell’aiuto americano? Sì, certo, gli USA presumibilmente si affretteranno a vender loro il loro gas. Ma a prezzi molto superiori a quelli praticati dai Russi. Per un paese piccolo e non particolarmente ricco come la Moldavia sarà una catastrofe, considerando inoltre che l’inflazione ha raggiunto nel paese il 30%16.

Ma le cose non vanno bene neppure per i “grandi”. Nel Regno unito ci si è visti costretti a elargire un bonus di £ 650,00 alle famiglie più sfavorite perché possano far fronte all’aumento dei costi energetici17: il pericolo è che senza aiuti centinaia di migliaia di famiglie britanniche si ritrovino impossibilitate a pagare il riscaldamento della propria abitazione. Nella stessa Germania, la locomotiva d’Europa la cui industria però resta fortemente dipendente dalle importazioni dalla Russia, si è ben consapevoli che farne a meno significa affossare l’economia18.

È dunque normale che i paesi europei bisticcino tra di loro per la questione delle sanzioni alla Russia. Per fortuna non tutti i politici europei passano le loro giornate a stillarsi il cervello, in quello che Medvedev giustamente chiama stupido zelo, al fine di escogitare quanto più rovinose sanzioni possibili da applicare alla Russia. Anche perché queste sono rovinose solo per i paesi che le applicano. Ad esempio, è stato calcolato che le aziende occidentali che sino a poco tempo fa potevano operare liberamente in Russia hanno già perso oltre 59 miliardi di dollari di possibili guadagni19. Qua da noi in Italia l’ISTAT ha appena comunicato di aver rivisto al ribasso le prospettive di crescita del PIL20. Benché si stimi anche una diminuzione del tasso di disoccupazione, non è comunque un buon viatico, considerando il crollo economico che c’è stato nel 2020 a seguito della pandemia.

In più c’è chi ha avuto la possibilità perfino di fare affari d’oro aggirando le suddette sanzioni economiche. Per esempio i grandi armatori di Grecia, Cipro e Malta hanno incrementato, se non addirittura raddoppiato, il volume del commercio di petrolio dalla Russia21. Infatti, con i prezzi energetici alle stelle, hanno convenienza a trasportare il petrolio russo verso paesi non europei, anche lontani (come India e Cina22) che, poco restii ad assecondare l’ideologia green così in voga nei paesi occidentali, invece non fanno tanto gli schizzinosi sulla provenienza di quel greggio di cui sanno di aver comunque bisogno.

Il che stona enormemente con la situazione che vive il comune cittadino europeo che, per colpa di queste medesime sanzioni, farà sempre più fatica a sbancare il lunario per via dell’inflazione galoppante e della stagflazione prossima a venire. Eh sì, perché quest’inflazione galoppante che in Europa non si vedeva praticamente dagli anni ’70, e che in molti paesi è ormai prossima alla doppia cifra, costringerà le principali banche centrali al mondo ad alzare i tassi di interesse nell’illusione di poter tenere tutto sotto controllo23. Ma sarà un rimedio peggiore del male. Infatti ha senso aumentare il costo del denaro allorquando si verifica una forte spinta inflattiva per un eccesso di domanda di beni e di servizi. Ma oggi l’inflazione è generata principalmente da due fattori: l’eccesso di offerta di moneta (si stampa troppo!) e le politiche sanzionatorie e follemente ideologizzate dell’occidente collettivo, anche in chiave ecologista, che avevano portato ad un’esplosione dei prezzi degli energetici ancora prima che avesse inizio la guerra in Ucraina. D’altro canto, come può mai esserci inflazione da eccesso di domanda quando in Italia negli ultimi trent’anni i salari medi sono persino diminuiti?

In queste condizioni rendere il denaro più caro porterà solo le aziende europee, già provate dal caro carburante, a soffrire ancora di più. Gli investimenti saranno ridotti, molte produzioni si fermeranno, si perderà competitività sui mercati internazionali… Soprattutto, succederà che i debiti pubblici di molti paesi europei, purtroppo in primis l’Italia, andranno fuori controllo e questo creerà frizioni all’interno della UE dove i paesi del nord, i cosiddetti “virtuosi”, faranno pressioni affinché si implementino politiche di austerità. Inevitabilmente tutto questo si ripercuoterà anche sul tasso di disoccupazione che in molti paesi sarà destinato ad aumentare sensibilmente. E pensare che l’ISTAT a tutt’oggi sostiene il contrario, che il tasso di disoccupazione in Italia calerà! Speriamo che non si sbaglino, ma è difficile dar loro credito. Già ora c’è una certa apprensione per quanto succederà nelle prossime settimane allorché si sa già che la FED provvederà ad alzare i tassi di interesse24.

Nel mentre i Russi gongolano. Non potrebbe essere diversamente. Il rublo si impenna, è più forte che mai25 ed i Russi stanno vincendo la guerra, non solo quella contro l’Ucraina ma soprattutto quella economica contro l’occidente collettivo. Stanno emergendo le prime crepe sul fronte occidentale. Il presidente croato Zoran Milanovic ha schiettamente affermato che: “sfortunatamente le sanzioni non stanno funzionando. Ed il rublo non è caduto. La Russia non sta risentendo affatto di tutto ciò dal punto di vista finanziario. Il prezzo lo pagheranno i cittadini europei mentre Vladimir Putin continuerà a sorridere soddisfatto”26. Persino nel Regno Unito, uno dei paesi maggiormente accecati dalla follia russofobica, ci si sta rendendo conto dello stato delle cose. Il quotidiano The Guardian, notoriamente riferimento del ceto medio progressista e cosmopolita, si è spinto a chiedersi addirittura se non sia il caso di porre fine a queste sanzioni visto quanto esse abbiano rafforzato la Russia ed al contrario indebolito i paesi del blocco occidentale27.

In realtà, non è che in Russia siano tutte rose e fiori. È evidente che le sanzioni fanno male anche a loro, seppure in misura inferiore rispetto a quanto sta oggi capitando all’occidente. L’inflazione è notevolmente aumentata per la difficoltà di approvvigionamento di prodotti importati dall’estero28, e questo avrà inesorabilmente ripercussioni anche sulla crescita del PIL, destinato a decrescere in maniera sensibile29.

Tuttavia l’economia della Russia sta affrontando le difficoltà molto meglio del previsto e secondo Putin la situazione, tutto sommato, può essere considerata come sotto controllo30 perché la Russia è in grado di farvi fronte molto meglio di ogni altro paese. Che la Russia sia in grado di fronteggiare le difficoltà economiche molto meglio di quanto gli occidentali avevano valutato ce lo spiega bene un economista russo, Vasily Koltashov: “Questa valutazione errata è stata costruita a causa della valutazione dell’economia attraverso il prisma del prodotto interno lordo, dove le economie occidentali hanno tratto un PIL enorme per se stesse, e hanno tratto dalla Russia il 3% dell’economia mondiale. Come si è visto, lo stato reale dell’economia russa non era affatto visibile. Si scopre che il valore dell’economia non è determinato da come si calcola il PIL, ma dalla misura in cui questa economia dispone di risorse reali e materiali. In realtà, l’economia russa ha vinto perché Marx aveva ragione e Milton Friedman e altri premi Nobel americani per l’economia avevano torto”.

Detto in poche parole, il PIL nei paesi occidentali, cosiddetti avanzati, è determinato da tutta una serie di beni e servizi immateriali, quali banche, finanza, assicurazioni, immobiliare, moda, vacanze, divertimento… e tanto, tanto debito. Il PIL della Russia è invece generato da cose materiali, di valore, beni tangibili e non gravate da debito, come gas, petrolio, oro, ferro, alluminio, titanio, carbone, grano, fertilizzanti, uranio, terre rare…

Insomma, i Russi potrebbero anche fare a meno dei vestiti di Armani, delle vacanze a Forte dei Marmi ed in Costa Azzurra, delle Mercedes e delle Ferrari… Alla fine, non sono che beni voluttuari, e quindi potenzialmente superflui. Siamo noi occidentali a non poter fare a meno di tutto ciò che sino ad ora i Russi ci hanno venduto a buon mercato, pena la fine del nostro benessere economico. Putin ha quindi il coltello dalla parte del manico, e lo sa bene. Persino gli Stati Uniti non sono nelle condizioni di poter ignorare questa realtà. Ad esempio, essi continuano a dipendere fortemente dalle importazioni di uranio dalla Russia per il loro nucleare31 e non hanno mai limitato le importazioni di greggio russo:

D’altro canto, sotto Biden è successo questo:

Alla luce di quanto sopra detto, non sorprende dunque che con il passare dei mesi dall’inizio della guerra in Ucraina l’umore dell’opinione pubblica occidentale nei riguardi di quest’ultima e soprattutto delle politiche sanzionatorie dell’occidente stia incominciando, lentamente ma inesorabilmente, a cambiare. Solo due mesi fa, quando la guerra era iniziata da poche settimane, la larga maggioranza della popolazione dei paesi occidentali tendeva a manifestare, se non proprio aperta ostilità, quanto meno una certa avversione nei confronti della Russia e del suo presidente Vladimir Putin, rei di aver intrapreso una campagna militare che in molti hanno giudicato di tipo imperialista. Alla fine, non c’è neanche di che meravigliarsene. In gran parte ignara di quanto stava succedendo realmente in Donbass sin dal 2014, questa opinione pubblica occidentale è rimasta sconvolta quando la Russia ha dato il via alla sua speciale operazione di “denazificazione” dell’Ucraina.

Ribadiamo ancora una volta che chi ha sempre seguito con attenzione e spirito critico gli avvenimenti del Donbass si aspettava l’inizio di questa guerra già da parecchio tempo. Anzi, piuttosto costui è rimasto sorpreso del fatto che solo adesso i Russi si siano risoluti per la guerra. Però, evidentemente, anche loro avevano bisogno di prendere tempo, sia per poter sviluppare in tutta tranquillità quelle armi ipersoniche che hanno già iniziato a fare capolino in Ucraina, sia perché il Cremlino avesse la possibilità di rafforzare le strutture portanti dell’economia russa in vista delle sanzioni che si sapeva che le potenze occidentali avrebbero implementato nei confronti della Federazione.

Ma oggi, dopo ormai più di cento giorni di guerra, sempre più persone iniziano ad avere una prospettiva più chiara del conflitto, e soprattutto dell’inutilità delle sanzioni elevate alla Russia. Anzi, magari fossero solo inutili! Il vero problema è che sono catastrofiche per chi le emette! Dunque poco a poco stanno cambiando i “sentimenti” dell’opinione pubblica occidentale. Non siamo a livelli di “c’aveva ragione Putin”, nel senso che ancora oggi solo una ristretta minoranza degli occidentali ritiene che le vere responsabilità del conflitto siano da addebitarsi all’Ucraina, e non alla Russia. Ma qualcosa sta cambiando.

In Francia un recente sondaggio ha messo in mostra come il 52% degli interpellati creda che la Russia abbia almeno un minimo di ragione in questa guerra, e cioè che almeno uno dei motivi per cui l’hanno iniziata fosse un motivo sufficientemente valido; il 28% ritiene che vi sia effettivamente in atto una persecuzione nei confronti della minoranza russofona del Donbass; un 10% crede che l’Ucraina sia retta da una giunta neonazi32.

Negli USA la politica dell’amministrazione Biden verso la Russia sta suscitando sempre più malumore. A marzo il 60% degli intervistati riteneva che gli USA non potessero sottrarsi alle proprie responsabilità e dovessero pertanto avere un ruolo di primo piano nel conflitto in Ucraina; oggi questa cifra è scesa al 45%. Nel contempo Biden riscuote sempre meno consensi: ormai la metà degli americani disapprova apertamente il modo in cui la sua amministrazione si sta relazionando con la Russia33. Non diversamente vanno le cose in Germania, dove nell’ex DDR, in maniera abbastanza sorprendete dati i trascorsi, il 58% delle persone afferma che occorrerebbe tenere una linea moderata verso la Russia (questa percentuale cala al 40% nell’ovest del paese)34. In un altro paese dell’ex blocco sovietico, la Bulgaria, dove nelle settimane precedenti vi erano state persino manifestazioni popolari a sostegno della Russia, il governo ha detto basta: “basta continuare a dare armi all’Ucraina, ciò che eravamo tenuti a fare, l’abbiamo fatto. Che l’Ucraina ora si arrangi”. Questo in sintesi ciò che ha detto il premier bulgaro Petkov35.

In Italia? Anche nel nostro paese qualcosa si sta muovendo. Recentemente il Corriere della Sera ha commissionato un sondaggio per valutare l’umore degli italiani circa la guerra in corso in Ucraina36. Alla fine, niente di eclatante. Manco a dirlo, i più favorevoli alle sanzioni alla Russia sono gli elettori di sinistra. Ma sono sempre meno gli italiani convinti della bontà di queste sanzioni. Qualche dubbio in più c’è. D’altronde, solo individui che agiscono secondo uno stupido zelo, ossia i pidioti, possono ritenere che valga la pena pagare un litro di benzina più di due euro per combattere la guerra di Putin!

Non si tratta di grandi numeri, certo. Non sono che piccole variazioni. Non è che l’opinione pubblica occidentale sia diventata di punto in bianco russofila. Come detto, la maggior parte dei cittadini dei paesi occidentali vedono ancora la Russia e Putin come fumo negli occhi. Però le crescenti difficoltà economiche che le famiglie stanno incontrando per il crollo dei principali indici economici stanno facendo sì che sempre più persone si pongano dei quesiti. Ed in molti casi sta cambiando se non proprio il loro giudizio sulla Russia, comunque quello sulle sanzioni ad essa elevate.

Tutto questo merita un maggiore approfondimento. Lo si farà nel prosieguo dell’articolo, allorché diverrà chiaro perché si è scelto per esso un titolo apparentemente così bislacco.

  • 1 https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/20/berlusconi-con-linvio-di-armi-in-ucraina-anche-noi-in-guerra-meglio-non-fare-pubblicita-no-ad-aggressione-contro-la-russia/6599595/
  • 2 https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/silvio-berlusconi-e-la-profezia-nel-2015-se-isoliamo-putin-la-russia-si-unira-alla-cina_49934851-202202k.shtml
  • 3 https://www.ilgiornale.it/news/politica/russia-ha-gi-perso-fronte-occidente-pi-unito-e-determinato-2039219.html
  • 4 https://www.epochtimes.it/news/caso-ruby-avvelenata-imane-fadil-denunciava-oscenita-e-riti-satanici/
  • 5 https://www.newyorker.com/news/daily-comment/ukraine-is-now-americas-war-too
  • 6 https://republicofmining.com/2019/01/07/russias-75-trillion-in-resources-is-why-sanctions-are-impossible-preston-business-review-december-31-2018/
  • 7 https://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/italia-russia-medvedev-atteso-in-serata-a-cervinia-483043/
  • 8 https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/ucraina-guerra-giorno-104-le-parole-pesanti-che-orientano-la-crisi
  • 9 https://www.zerohedge.com/energy/russia-sees-extra-64-billion-oil-revenue-june-prices-rally
  • 10 https://www.businessinsider.com/russia-make-more-money-off-energy-exports-thanks-to-europe-2022-6?r=US&IR=T
  • 11 https://www.politico.com/story/2014/03/john-mccain-russia-gas-station-105061
  • 12 https://it.m.wikipedia.org/wiki/Finlandizzazione
  • 13 https://www.rainews.it/articoli/2022/05/finlandia-gazprom-stop-alla-fornitura-di-gas-b499c9a2-ab8d-4e02-85e7-2b9776adfb4c.html
  • 14 https://tg24.sky.it/mondo/2022/05/22/finlandia-gas-russo#03
  • 15 https://www.repubblica.it/esteri/2022/05/26/news/moldavia_ex_presidente_filorusso_dodon_arrestato-351359848/amp/
  • 16 http://sakeritalia.it/europa/la-moldavia-si-avvicina-ad-unapocalisse-economica/
  • 17 https://www.express.co.uk/finance/personalfinance/1621357/cost-of-living-payment-one-off-650-date-eligible
  • 18 https://www.nicolaporro.it/basta-accusare-solo-orban-cosi-berlino-frena-sulle-sanzioni-a-putin
  • 19 https://www.wsj.com/articles/business-losses-from-russia-top-59-billion-as-sanctions-hit-11654853400
  • 20 https://www.milanofinanza.it/news/istat-taglia-le-stime-di-crescita-dell-italia-al-2-8-nel-2022-e-vede-l-inflazione-al-5-8-202206071158427213
  • 21 https://www.independent.co.uk/news/business/russia-ukraine-oil-sanctions-shipping-b2092658.html
  • 22 https://asia.nikkei.com/Business/Energy/China-and-India-buy-more-Russian-oil-blunting-Western-sanctions
  • 23 https://www.corriere.it/economia/finanza/22_giugno_09/bce-svolta-lagarde-tassi-aumento-luglio-settembre-3321fea0-e7f4-11ec-9c6f-1c1396d6dedb.shtml
  • 24 https://www.money.it/Last-hurrah-certifica-recessione-Big-Bang
  • 25 https://www.cbsnews.com/news/russia-ruble-currency-2022/#app
  • 26 https://tass.com/world/1458621?utm_source=&utm_medium=referral&utm_campaign=&utm_referrer=
  • 27 https://www.theguardian.com/commentisfree/2022/jun/02/russia-economic-war-ukraine-food-fuel-price-vladimir-putin
  • 28 https://www.inflation.eu/it/tassi-di-inflazione/russia/attuale-cpi-inflazione-russia.aspx
  • 29 https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/07/la-banca-mondiale-taglia-ancora-le-stime-sulleconomia-globale-per-la-russia-calo-di-quasi-il-9-del-pil-putin-industria-rallenta/6618802/
  • 30 https://ria.ru/20220607/inflyatsiya-1793728544.html
  • 31 https://scenarieconomici.it/gli-usa-dipendono-dalluranio-russo-biden-vuole-43-miliardi-per-superare-la-dipendenza/
  • 32 https://www.ladepeche.fr/2022/03/27/guerre-en-ukraine-52-des-francais-convaincus-par-au-moins-une-des-theses-russes-sur-le-conflit-10197633.php
  • 33 https://thehill.com/opinion/international/3507340-could-russia-win-a-public-relations-war-against-the-west/
  • 34 https://www.welt.de/debatte/kommentare/plus239153313/Deutschlandtrend-Warum-unter-den-Ostdeutschen-so-viele-Putin-Versteher-sind.html
  • 35 https://www.zerohedge.com/geopolitical/bulgaria-says-weve-done-enough-aid-ukraine-nato-eu-cracks-deepen
  • 36 https://www.corriere.it/politica/22_giugno_08/guerra-ucraina-sondaggio-9b4c96f8-e69a-11ec-864b-88ccbc1cac69.shtml