Oggi vorrei inaugurare un altro filone di “indagine” qui su ExitEconomics.
In particolare, vorrei occuparmi di valutare uomini politici e consulenti di uomini politici che possono avere un futuro rilevante nella guida di un Paese.
Non mi soffermo su uomini che stanno giá guidando il paese, ma su uomini che sembrano avere le carte per guidare il paese o diventare importanti consulenti di uomini di stato.
Intendiamoci: non é che penso prenderanno decisioni giuste per il proprio paese; non é detto. Sto dicendo che faranno “carriera” nello stato e le loro decisioni impatteranno la vita di milioni di cittadini.

Perché faccio questo? per due ragioni.
1) Mi piace. Una persona cerco di valutarla sia per le competenze tecniche che per le “soft skills”, cioé per capacitá di comunicazione, collaborazione, leadership. Lo faccio con me stesso, in primis.
2) E’ utile:  come piccolo investitore mi serve capire come tira l’aria nei paesi in cui ho investimenti.

Ce ne sarebbe una terza, di ragione: e cioé vedere come le mie analisi possono essere sbagliate o giuste dopo qualche anno. Questo mi consente di raffinare la mia capacitá di giudizio perché lascio qualcosa di scritto che puó essere usata per fare un confronto quantitativo fra le mie opinioni di oggi e i riscontri futuri. Se mi sbaglio, cerco di capire perché, e raffinare il tiro. Scrivere é ESSENZIALE, e se il post é pubblico, non c’é modo di nascondersi.

Oggi mi occupo di Alberto Bagnai.
Mi occupo di lui per due motivi:
1) Primo, personale: é stato uno dei primi economisti di cui ho letto i libri. Nel lontano 2012, lessi “Il tramonto dell’euro”e fu una lettura molto interessante: molti presupposti economici non li condivido OGGI, ma ANNI FA ebbe il merito di aprirmi la mente sull’idiozia di una certa mentalitá per cui l’Europa é tutta bella e gli italiani sono dei cialtroni: mi ero abbeverato per ANNI alla fonte di giornali aventi grande ego e poca conoscenza come Repubblica, la Stampa e Corriere.
2) Secondo, politico. Bagnai é una persona molto intelligente, molto sicuro di sé all’apparenza, e che per cultura umanistica spicca in un Parlamento dove i deputati hanno giá problemi con i congiuntivi.
Poiché la gente non fa differenza fra conoscenza reale e arte oratoria, questa sua capacitá dialettica, e il suo grande ego, lo hanno aiutato a diventare responsabile economico del primo partito italiano, la Lega.

Un po’di storia:
Bagnai nel 2011 era professore associato di economia e, per sua stessa ammissione, voleva diventare musicista di professione. Dell’economia gli fregava poco, come scrisse in diversi post pubblicati sul suo sito, Goofynomics (mi ricordo una sua frase che suonava pressappoco cosí : “dell’economia mi frega la metá di un cavolo di niente”). Per sua stessa ammissione, ha visto colleghi diventare importanti direttori d’orchestra mentre lui si sentiva confinato in una universitá di provincia sconosciuta, a Pescara.
Non sto inventando nulla, seguivo il suo blog, ammiravo molto Bagnai negli anni 2012-2014, e mi ricordo bene quelle sue esternazioni che mi sembravano eccessive. Forse é stato in risposta a queste frustrazioni che ha cercato disperatamente di salire il ranking della scala degli economisti e di trovare sponda in politica. Non lo sappiamo. Per certo, veicolare i guai italiani verso l’Europa gli ha giovato moltissimo alla carriera. Puó darsi creda ciecamente a quello che dice, oppure no, non abbiamo informazioni a supporto di una o l’altra teoria. Guardiamo solo ai fatti.
Per inciso: Bagnai pubblicó due mie lettere e anche un mio post del 2018. In questo mio piccolo spazio, quel mese ricevetti migliaia di click. Una piccola luna che ha ricevuto occasionalmente luce da una stella di internet. Questo per farvi capire la popolaritá internettiana di cui gode Bagnai. E la popolaritá su internet é un moneta ad alto valore oggi, facile da spendere.

Bagnai ha un’importante qualitá: la pazienza che gli consente di capire quale é il cavallo vincente in una lunga corsa. E’ meno impulsivo di Borghi, per intenderci (se guardate le sue recenti interviste con la Gruber, Bagnai sembra aver cambiato idea sull’Europa perché sa che certe cose non le puó dire, e deve mimetizzarsi – Borghi non ne é intrinsecamente capace, é piú diretto). Ha impiegato 7 anni, dalla nascita del blog, per diventare senatore, per costruire pezzo dopo pezzo la sua immagine, per organizzare seminari con politici di destra (quelli di sinistra lo ignoravano) che erano in forte ascesa: leggi Salvini e Meloni. Specialmente Salvini, che aveva bisogno di una sponda tecnica per salire in alto, e che trovó questa sponda in Bagnai e Borghi, come scrissi un paio di anni fa. Bagnai e Borghi lavorarono sodo, si sentivano delle Cassandre ignorate dagli intellettuali cui loro sentivano di appartenere, e usarono i nuovi media (Blog, Twitter sopra tutto) per arrivare a quelle persone comuni che non capivano le origini della crisi che l’Italia stava vivendo e cercavano risposte.

Io stesso mi avvicinai alle loro teorie perché cercavo risposte, ed ero totalmente a digiuno di nozioni di economia e finanza (parlo degli anni 2012 e 2013).

Prima che continuiate la lettura, devo chiedervi un favore: Bagnai non deve piacervi o non piacervi in questo momento. In questo momento siete un marziano che esamina con un microscopio le cose che avvengono in una regione del terzo pianeta del sistema solare chiamata dagli autoctoni “Italia”. Se sentite che vi sale la pressione, smettete di leggere e guardate fuori. Siete entomologi che sezionate un’ala di farfalla morta.
Torniamo a noi e vi confesso che preferisco, a pelle, un Borghi ad un Bagnai, per onestá intellettuale. Ma sono giudizi che diventano pregiudizi nelle analisi che devo fare.

Credo che Bagnai abbia di fatto quintuplicato il suo reddito disponibile passando da professore a senatore. Un tale boom mediamente fa sentire una persona con un grande ego ancora piú confidente della bontá delle proprie teorie e del proprio atteggiamento. Bagnai é cresciuto nello Stato: é di fatto un uomo di stato nell’animo. Prima prof, poi senatore. In Italia, l’unico modo per aumentare il reddito senza impegnarsi nel creare impresa, rischiando la bancarotta, é di lavorare nello Stato. Come prof, come poliziotto, come politico, come magistrato. Specialmente in periodi di deflazione, hai un redditto “blindato”, godi di ampi privilegi, accedi al credito bancario piú agevolmente, e mentre i privati si impoveriscono, un uomo che vive di salario statale vede accrescere la propria capacitá di spesa.
Bagnai é un uomo di stato che dice ai piccoli privati che non hanno le spalle protette come Bagnai, i motivi per cui le cose a loro vanno male in Italia. E la gente gli crede. Ancora mi ricordo quando pubblicó la lettera di una signora che gestiva una libreria e doveva chiudere: il problema non era Amazon, come qualcuno provava a far notare, il problema era la crisi italiana. Obiettivamente rimasi di stucco. Ma la signora cercava un capro espiatorio:  la vendutissima (all’Europa) classe politica italiana che aveva svenduto il paese per quattro carriere a Bruxelles. Questo mi fece capire che Bagnai ormai era completamente accecato dalle proprie convinzioni.

Nota: non é un caso che dopo l’emergenza coronavirus gli italiani abbiano piú risparmi in banca. Quali italiani? quelli che prendono soldi dallo stato e i lavoratori dipendenti con contratto a t indeteminato  che durante questa emergenza hanno messo da parte piú risparmi. Sono fatti. L’Europa qua non ci é entrata nemmeno di striscio. E’comune a tutti i paesi occidentali.

Ora, non stiamo qua a criticare, ma siamo qua per capire.

Bagnai é keynesiano, e crede ciecamente nel ruolo dello stato e della banca centrale.

In genere é vero che in periodo di crisi lo stato fa bene a fare deficit per far girare l’economia e impedire a tutti i costi spirali deflattive: ne ho ampiamente parlato in questo blog. Il problema é che questo sistema diventa la norma anche in periodi in cui lo stato dovrebbe lasciare piú spazio ai privati per incentivare la produttivitá di lungo periodo.
Quello che é stato fatto, invece, é che per anni e anni le banche centrale hanno iniettato trilioni di liquiditá nei sistemi bancari e dopo 12 anni di queste iniezioni ci ritroviamo a non avere industrie per le mascherine o i reagenti. Negli USA come in Europa.

E’altresí vero che l’Italia ci ha rimesso nell’ingresso dell’euro, basta vedere il PIL pro capite per rendersene conto. E che l’euro ha ingessato l’economia europea. Basta fare i confronti con dati aggregati per convicersene.
E’ulteriormente vero che “la battaglia per l’euro” é uno scontro ideologico..ma questo ci porterebbe lontano.

Quello che Bagnai omette di dire é che il costo del debito italiano é stato scelto dagli italiani, per mezzo dei loro rappresentanti politici. E dire che una supposta elite ha lavorato contro l’interesse dei cittadini, é risibile, perché questa elite di fatto sono 40 anni che dovrebbe lavorare perfettamente sincronizzata nonostante continui cambi politici. Evidentemente agli italiani la cosa sta bene. Al pubblico impiego sta benissimo.

Quello che Bagnai omette di dire é il ruolo che hanno le attuali banche centrali, dopo la fine di Bretton Woods, nella generazione degli squilibri delle bilance dei pagamenti che hanno a loro volta portato alla globalizzazione moderna.

Quello che Bagnai omette di dire é che a causa della globalizzazione, di fatto indirettamente gli stati si sono indebitati a costi bassissimi, e quindi hanno potuto pagare i servizi erogati (pensioni e stipendi pubblici) a costi bassissimi. Il perché l’ho spiegato in altri post.

Quello che Bagnai omette di dire é che l’inflazione cui lui fa riferimento, e che non esiste quasi, é quella al consumo (CPI), ma i soldi sono finiti in altri circuiti che non sono misurati dal CPI, per cui un giovane eredita un immobile di pregio in centro ma ha uno stipendio del cavolo. Non ha mai spiegato questa cosa nel suo blog finché l’ho seguito. Mai. Eppure é un punto comune a molte economie occidentali.

Quello che Bagnai omette di dire é che paesi come l’Olanda, cui rimprovera un altissimo debito privato, hanno sistemi pensionistici, assicurativi e sanitari diversi per cui guardare ad una sola tabella (debito privato) é come tenere ferme 10 variabili e guardare solo a quella che piú piace per confermare le proprie teorie.

Vediamo un limite di Bagnai: non accetta critiche nel suo blog. Insulta sul personale. Era parecchio che non ci andavo, ma poi su Google Discover mi era arrivata la notifica di un suo post, che mi interessava, e ho commentato. Dopo due battute, in cui contestavo il sistema educativo italiano, che non tiene il passo con le necessitá odierne, viene a scrivere : “È anche comprensibile. Il rancore di non avercela fatta qui in qualche modo dovrà pur sfogarsi”.

Ora, a parte me (io in Olanda ho avuto un bel successo, in Italia mia moglie era disoccupata e mi stavano demansionando: il successo lo misuro con un 4x del reddito disponibile in 5 anni e piú tempo libero, senza avere avuto bisogno di raccomandazioni o agganci politici), noto che bene o male insulta un po’tutti, chi piú chi meno, e li insulta sul piano personale. Per un anglosassone o un olandese un tale livello di riposta é inaccettabile. Io cerco di aiutare le persone a capire. Bagnai cerca seguaci. Questo mi fa pensare che é una persona che NON accetta critiche, nemmeno di persone tutto sommato non proprio cretine e che le cose le hanno studiate, oppure che vivono in realtá diverse da quella italiana per cui riescono a mettere a confronto due sistemi paese diversi e trarne qualche conseguenza.

Vedete, io sono uno che cerca SEMPRE qualcuno che dimostri che mi sbaglio. Questo mi ha permesso di cambiare idea piú volte, di approfondire continuamente, e di vedere cose che prima mi erano precluse perché ero ideologizzato o presuntuoso. Come piccolo investitore, non mi interessa avere ragione, mi interessa prendere le decisioni GIUSTE. E se qualcuno ha ragione piú di me, e me lo dimostra, gli sono riconoscente. Anche se magari sbaglia, ma argomenta, mi costringe a rivedere le mie posizioni. Sono riconoscente a uomini del calibro di Richard Duncan, Ray Dalio, e altri, o ai due mentori che ho avuto in vita mia, che mi hanno fatto vedere il mondo da una angolazione diversa.

Bagnai invece mi ricorda come ero io, e credo di avere 11 anni meno di lui, fino a qualche anno fa. Quando ho iniziato a investire i miei soldi, e a rimetterci, ho capito che il mio atteggiamento di chiusura e superioritá mi stava solo danneggiando. E ho imparato che il peggior nemico di se stessi é il proprio ego. 
Un buon leader non deve avere un ego smisurato. Dura poco.
Un consigliere non puó permettersi la chiusura mentale (io sono io e voi non capite un cazzo) perché consiglia male.

Ecco perché ritengo Bagnai non idoneo a ricoprire il ruolo di consulente economico. Puó fare l’analista, e il blogger, ma non PRENDERE decisioni per un paese.

Ovviamente Bagnai, se la Lega ottiene la maggioranza, diventerá ministro, o viceministro; se non lo diventa, si accuseranno Leuropa e Imercati di essere entrati a gamba tesa all’interno di un libero (emh emh) meccanismo democratico.

Sapete come la penso: credo che Olanda e Germania usciranno dall’attuale sistema euro, prima o poi. E vi ho spiegato come proteggervi. Potrebbero volerci anni prima dell’uscita, ma il trend é quello: é inconcepibile per un olandese il concetto di reddito di cittadinanza per come lo intende l’Italia, e oltre a quello ulteriori sussidi a fondo perduto che farebbero alzare il costo del debito per Olanda. Non é SOLO una questione economica: é soprattutto una questione di mentalitá di un popolo. I giornali italiani NON ci arrivano, i politici NON ci arrivano.
Gli olandesi sono pratici e diretti, per un mediterraneo sono maleducati e rozzi. E loro se ne fregano di queste critiche. Sono burloni e decisamente scaltri. Non te le mandano a dire. E sanno fiutare un affare sbagliato a km di distanza. E sanno che se l’euro gli costa piú dei benefici che ne traggono, si preparano con ANNI di anticipo per uscirne. In Italia abbiamo Di Maio che vaneggia sull’elettrico, Salvini che ora é contro l’Europa, poi vuole cambiarla dall’interno (come? boh), Calenda che se la prende con gli italiani che hanno eletto i 5Stelle, etc. E voi vi fidereste di prestare soldi a fondo perduto ad un Paese con questa mentalitá? Io stesso chiederei interessi altissimi per investire in Italia e vedrei i miei investimenti come una scommessa. E come tutelerei i miei interessi? assicurandomi che il risparmio privato italiano, se necessario nel caso lo stato italiano non paghi, venga utilizzato per i pagamenti.

Dovete essere razionali per rispondere a queste domande, marziani come scrivevo prima. Tralasciate l’ego. Siete marziani che fanno analisi e prendono decisioni.

Bagnai é uomo che crede nel primato dello stato, e sa bene la crisi che finora é arrivata alla classe media, colpirá anche i ceti di potere piú in alto. Il Paese non ne trarrá insegnamento dalla crisi, perché anziché impegnarsi a risolvere i problemi che lo affliggono da decenni (sistema educativo, magistratura, mentalitá assistenziale poco votata alla programmazione futura), insisterá nell’individuazione di un nemico esterno, che in realtá é fatto di tantissimi popoli con culture diverse dalla nostra.

Concludo: fu grazie ai miei studi di macroeconomia che capii che il mio demansionamento non era casuale, ma una conseguenza di certe situazioni, e a 40 anni con moglie disoccupata e figlio di 5 anni decisi di emigrare con un contratto di consulenza inglese, per lavorare in Olanda. Paura? sí, tanta, ne avevo tanta, ma d’altronde era ipocrita e stupido pensare che l’Italia sarebbe cambiata, e continuare a prendermela con “vaghe e indefinite” elite e lo scorporo Tesoro-BancaCentrale dell’81 quando avevo 7 anni. A che serviva? Avevo notato la differenza di atteggiamento fra il popolo francese, orgoglioso e arrabbiato, e quello italiano, emotivo e attendista. Avevo visto l’atteggiamento del popolo americano: “rispetta le regole, la patria é sacra, e il successo dipende da te”.
Dovevo cambiare io. Leggere il Tramonto dell’euro mi aiutó in tal senso, perché mi diede le prime nozioni di macroeconomia, ma penso che non é che se l’ITalia si sgancia dall’Europa le cose andranno bene. No. Andranno bene per chi vivrá di politica e stipendio ministeriale, per tutti gli altri andrá malissimo. Bagnai fará carriera, quelli che lo critivavano lo tratteranno con deferenza, e gli italiani arrancheranno come e piú di prima.

Ci sono alternative tra gli attuali politici? No, perché richiederebbero un cambio di mentalitá potente nell’elettorato italiano. Calenda é molto preparato, ma non é un leader. E Bagnai é molto piú preparato e scaltro di altri, e usa Salvini come nave rompighiaccio. Bruxelles metterebbe i paletti, ma se Bruxelles si indebolisce, perché ha il problemone Germaniolanda da gestire, la Lega avrebbe piú spazio di manovra e libertá di dire la sua.

Concludo qua. Sto disinvestendo dall’ITalia, in termini economici ed emotivi. E’ necessario, purtroppo, anche se doloroso alle volte. Ma credo che se non cambia atteggiamento, l’Italia si impoverirá sempre di piú e lo Stato diventerá piú forte, perché la gente affamata di cash si attaccherá alla tetta statale. Bagnai é statalista nell’animo e lo sa benissimo perché ha studiato la storia. E come impegni milioni di disoccupati? negli anni 30 nella corsa agli armamenti, oggi in posti pubblici o parastatali pagati pochissimo. Vedremo quanto dura. Quando si ha bisogno di cash, si va in fire sale, si vendono i propri asset al prezzo che decide il creditore: vedi Grecia. L’Italia potrebbe fare altrettanto per non alzare le tasse o rischiare di vedere invenduti i propri titoli. L’Olanda ha capito benissimo le condizioni in cui versa l’euro, e potrebbe decidere di staccare la spina con la Germania fra qualche anno. 

Credo che in Italia a breve aggrediranno il risparmio privato come non mai. Bagnai l’ha capito, secondo me, e aspetta che la crisi colpisca duro, probabilmente in autunno. Conte verrebbe rovesciato e vediamo se non si passerá alle elezioni nemmeno stavolta. L’unica é che la BCE continui a garantire una linea di credito, superando i malumori tedeschi e olandesi. Al solito, l’Europa é una polveriera. E Bagnai, paradossalmente, é il prodotto di questa Europa disfunzionale che lui tanto contesta e che gli ha, ancora paradossalmente, consentito l’ascesa in politica.

Posted by ExitEconomics – Link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2020/06/bagnai-analisi.html – Monday, June 29, 2020