Un certo scalpore hanno suscitato le parole di Salvini riferite a Enrico Berlinguer:

I valori di una certa sinistra che fu quella di Berlinguer, i valori del lavoro, degli artigiani, sono stati raccolti dalla Lega. Se il Pd chiude Botteghe oscure e la Lega riapre io sono contento, è un bel segnale.

Naturalmente le reazioni, direi piuttosto scomposte, di coloro che militano nel partito che in teoria ha raccolto l’eredità del PCI, ma che contemporaneamente si sforza di “dimenticare” il passato comunista, non si sono fatte attendere. Perchè anche se il passato comunista risulta ingombrante e scomodo, ai “mai stato comunista” anche se hanno cominciato la carriera politica in quel partito, se gli tocchi i loro numi tutelari, come Berlinguer e persino Togliatti, reagiscono immediatamente come un toro alla vista della muleta rossa del toreador, segno che un certo cordone ombelicale è ancora duro da tagliare.

“Che penaDevono proprio andare male a Salvini i sondaggi per cercare di paragonarsi a Berlinguer.” ha scritto su Twitter il segretario del PD Nicola Zingaretti, usando un hashtag provocatorio come #chiamateil118.

A cui si aggiunge, con la solita “sobrietà” che lo contraddistingue, anche quando mena gli avversari in aula, Emanuele Fiano: “Devono proprio andare male a Salvini i sondaggi per cercare di paragonarsi a Berlinguer. Quel paragone che ha fatto oggi, per via delle sede in Botteghe Oscure, fa veramente orrore e pietà

Ma di dichiarazioni di questa levatura ce ne sono a bizzeffe, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma anche a destra le frasi di Salvini non sono piaciute. Sul sito di Mitt Dolcino, blog inserito nella nostra lista di siti amici, non è andata giù che il leader di un partito che dovrebbe essere guida del sovranismo italico si dica erede di una visione politica, quella cioè di Berlinguer, agli antipodi del vero spirito sovranista.

Anche a me viene da storcere il naso sentendo che la Lega si dichiara erede di certi valori del PCI berlingueriano, se non altro perchè, oltre ai motivi enunciati nell’articolo pubblicato su Mittdolcino.com , ci metto pure che Berlinguer, prima dello strappo con Mosca, è stato un esponente di spicco di quel Partito Comunista che troppo a lungo ha avuto rapporti stretti col regime sovietico, che dopo lo strappo ha creato il famoso Eurocomunismo, di cui nessuno a tutt’oggi ha saputo spiegare esattamente che cosa fosse, se non una semplice operazione di marketing per rilanciare l’immagine di un PCI la cui vicinanza a Mosca ha sempre costituito il principale tallone d’Achille. Per non dimenticare che Berlinguer è stato uno dei due fautori del cosiddetto “compromesso storico” una operazione politica che avrebbe sancito una stretta alleanza tra i due principali partiti del panorama politico italiano, fino ad allora sempre fortemente contrapposti, che avrebbero fatto “cartello” per dominare insieme la politica italiana eliminando, di fatto, qualsiasi opposizione. Una sorta di regime bulgaro con una opposizione fasulla, una porcheria, in pratica!

Se Salvini pensava, con questa operazione, di guadagnarsi il mio voto e quelli di tanti altri possibili elettori di destra, credo abbia completamente sbagliato i conti. Detto questo, però, qualche lancia a favore del Capitano (o Capitone, se preferite) è doveroso spezzarla.

L’espediente di mistificare e manipolare le dichiarazioni di un politico della parte avversa è uno strumento consolidato e largamente usato, anche in presenza di dichiarazioni rilasciate in video, quindi facilmente verificabili. Non è però una operazione intellettualmente onesta. Sarebbe anche controproducente se il lettore si prendesse la briga di verificare, come predicano i siti di debunking, perchè potrebbe accorgersi facilmente della mistificazione, ascoltando la dichiarazione in presa diretta. Ma chi usa questo espediente ha buon gioco, sapendo che sono ben pochi coloro che si prendono il fastidio di verificare. E così Salvini, per gli esponenti del centrosinistra, si è paragonato a Berlinguer, nonostante questo sia palesemente falso, come dice pure la Ghisleri in un intervento su La7.

In realtà le parole di Salvini, per quanto facciano storcere il naso tanto a sinistra che a destra, non sono così campate in aria. La lega, soprattutto la Lega di Salvini, è veramente diventato il partito di riferimento dei lavoratori di medio-basso reddito, dei piccoli imprenditori, dei piccoli commercianti, delle borgate periferiche e di coloro che vorrebbero andare in pensione prima di “morire sul posto di lavoro”. Tutte categorie di elettori che facevano riferimento, una volta, alla sinistra. Quella sinistra che oggi considera il suo ex bacino elettorale semplicemente come “gente sudata” giusto per usare una frase alla Carofiglio, che racchiude tutto il disprezzo di una sinistra radical chic e trinariciuta che disprezza “l’odore” di tutto ciò che si può raffigurare come “popolo” preferendo assumere il ruolo di rappresentante dei plutocrati alla Soros o Gates, dei Benetton e delle lobby finanziarie internazionali.

Perchè Salvini ha creduto opportuno pronunciare quelle parole? Ricordiamo che le dichiarazioni sono state rilasciate in occasione dell’apertura della nuova sede della Lega in via Botteghe oscure, la via della sede storica del PCI, la via di cui basta pronunciare il nome per associarlo automaticamente alla sinistra italiana. La sede della Lega, di fronte a quella del PD, era da tempo l’ufficio in cui opera Luca Morisi, spin doctor di Salvini, il vero uomo nell’ombra e colui che gestisce la strategia comunicativa del leader della Lega. Ma soprattutto, come raccontava Cossutta, quella sede serviva alla CIA per tenere d’occhio il vecchio Partito Comunista. Evidentemente se ora è diventata la sede della Lega, un perchè ci deve pur essere!

Non sono nella testa di Salvini, e nemmeno di Morisi, ma sul perchè rivendicare l’eredità di certi temi del PCI di Berlinguer provo ad azzardare una ipotesi. Come si sa, la Lega, pur essendo in calo nei sondaggi e parecchio distante dal 38% di cui era accreditata nei sondaggi prima della vicenda del Papeete, oggi è ancora il primo partito d’Italia, e può contare su uno zoccolo elettorale duro valutato intorno al 24%. Questo zoccolo duro, come quelli di tutti i partiti in genere, continuerà presumibilmente a votare Lega qualsiasi cosa dica o faccia il suo leader. In pratica sono voti già messi in cassaforte. Resta il problema di recuperare i voti persi per strada nel frattempo, e per fare ciò, secondo me, Salvini e Morisi puntano a “sedurre” gli appartenenti a quel bacino elettorale di cui ho scritto più sopra, ma che invece che alla Lega si sono rivolti al M5s, e che, con la probabile dissoluzione dopo le prossime elezioni del Movimento stesso, saranno terra di conquista per molti, Lega compresa.

Se l’operazione avrà successo, questo non possiamo saperlo, come non possiamo sapere quando (e se) si tornerà a votare, visto che il governo ha esteso il periodo di emergenza fino al 31 dicembre, in maniera tale da avere la scusa per by-passare il parlamento e provare a galleggiare, nonostante tutto. Salvini, con la sua richiesta di “pieni poteri” che tanto fece scandalo, grazie al solito stratagemma di mistificare tutto ciò che dice il leader leghista, in confronto a questi “senzavergogna” è un semplice dilettante. Resta a Salvini la strategia fino ad ora consolidata, e che qualche soddisfazione gli ha dato, di essere sempre e comunque al centro dell’attenzione, con dichiarazioni, provocazioni e una presenza costante nei social, che gli danno, nel bene, nel male o semplicemente nel banale, la possibilità di stare sempre al centro dell’attenzione.

E i pesci abboccano.