Da filorussa ieri ho ricevuto i soliti attacchi. “Il dirottamento perpetrato dalla Bielorussia è di una gravità senza precedenti”. A quanto pare i filoatlantisti hanno il solito problema: la memoria corta. Ma io no! Senza scendere nei dettagli della vita di Protasevich, andiamo a vedere cosa hanno fatto gli altri. Visto che la Bielorussia sarebbe indifendibile.

Navi prigione, denunce di tortura e detenuti scomparsi https://www.theguardian.com/world/2008/jun/02/terrorism.terrorism L’America potrebbe aver detenuto sospetti terroristi in territorio britannico, nonostante le smentite del Regno Unito. La controversia sulle navi prigione è stata evidenziata per la prima volta nel giugno 2005, quando il relatore speciale delle Nazioni Unite sul terrorismo ha parlato di accuse “molto, molto serie” che gli Stati Uniti stavano segretamente detenendo sospetti terroristi in varie località del mondo, in particolare su navi nell’Oceano Indiano. Le autorità statunitensi non hanno negato che le navi siano state usate per incarcerare i detenuti. Interrogato quattro anni prima sullo scopo di tenere prigionieri sulle navi, in particolare la USS Peleliu, il contrammiraglio John Stufflebeem, portavoce dei capi di stato maggiore americani, ha risposto: “Non conosco i dettagli. Il comando centrale determina per considerazioni mediche, per la protezione di quegli individui, per l’isolamento nel senso di non avere forze che cercherebbero di venire a prendere qualcuno fuori da un centro di detenzione, per un aspetto di sicurezza, e ovviamente un interesse a continuare gli interrogatori”. … Il presidente George Bush ha ammesso nel settembre 2006 che la CIA ha gestito una rete segreta di “siti neri” in cui i sospetti terroristi sono stati tenuti e sottoposti a ciò che ha chiamato “tecniche di interrogatorio avanzate”, un termine descritto dal Consiglio d’Europa come “essenzialmente un eufemismo per una sorta di tortura”. Si ritiene inoltre che la CIA abbia gestito prigioni in paesi di quasi tutti i continenti, tra cui la Thailandia, l’Afghanistan (a Bagram, vicino all’aeroporto militare, a nord di Kabul), la Polonia, la Romania e Gibuti, l’ex colonia francese all’estremità meridionale del Mar Rosso, così come a Guantánamo Bay. Potrebbe anche aver imprigionato segretamente dei sospetti nel territorio britannico dell’Oceano Indiano di Diego Garcia, nonostante le smentite del governo britannico. … Secondo un rapporto del Congresso degli Stati Uniti, fino a 14.000 persone potrebbero essere state vittime di consegne e detenzioni segrete dal 2001. Alcuni rapporti stimano che ce ne siano state il doppio. Gli Stati Uniti ammettono di aver catturato più di 80.000 prigionieri nella loro “guerra al terrorismo”. Attenzione che questo accadeva nel 2008.

Proseguiamo con il caso Abu Omar: Il caso Abu Omar fa riferimento al sequestro di persona e trasferimento in Egitto, dove fu imprigionato e torturato, suo paese di origine, dell’imam di Milano, il cui nome all’anagrafe è Hassan Mustafa Osama Nasr.[2] La questione è stata riportata dalla stampa internazionale come uno dei più noti e meglio documentati casi di azione illegale eseguiti dalla Central Intelligence Agency nel contesto della guerra globale al terrorismo. Ventitre agenti della CIA e due agenti italiani sono stati condannati per il rapimento. L’imam ha ricevuto un ingente risarcimento con sentenza pronunciata in Italia, paese dove tuttavia non può tornare perché accusato di terrorismo internazionale con mandato di cattura pendente. https://it.wikipedia.org/wiki/Caso_Abu_Omar.

Continuiamo con https://www.reuters.com/article/us-britain-iraq-rendition-idUSTRE51P60M20090226 In una lunga dichiarazione al parlamento, il segretario alla difesa John Hutton ha confermato che la Gran Bretagna ha consegnato due sospetti catturati in Iraq nel 2004 alla custodia degli Stati Uniti e che sono stati successivamente trasferiti in Afghanistan, violando gli accordi tra Stati Uniti e Gran Bretagna….

Oh dimenticavo questa chicca https://www.theguardian.com/commentisfree/2013/jul/04/forcing-down-morales-plane-air-piracy Ora nessuno oserebbe abbattere un aereo presidenziale per il “sospetto” che stia portando in salvo un rifugiato politico. Ma con Evo Morales accadde l’impensabile per il solo sospetto che stesse trasportando Edward Snowden. I gangster americani che governano il mondo possono davvero fare tutto. E lo fecero senza essere puniti. Nemmeno criticati. Nell’articolo viene spiegato cosa fecero francesi, portoghesi, spagnoli e austriaci.

L’arresto di Roman Protasevich compiuto dalla Bielorussia è certamente un atto di forza, ma non diverso da operazioni analoghe – anche più clamorose – tentate o compiute da altri paesi nel recente passato.

https://t.me/mauriziovezzosi/318 Nel 2016 l’Ucraina compì un atto molto simile con un aereo di linea bielorusso (Belavia) a bordo del quale viaggiava l’oppositore di origine armena Armen Martyrosian. Nel 2014 e nel 2017 Polonia, Moldavia, Romania e Bulgaria misero in atto due operazioni simili per costringere all’atterraggio l’aereo su cui volava il direttore di Roscosmos Dmitry Rogozin (figura sanzionata dagli Stati Uniti), di fatto con le stesse modalità. Si potrebbe continuare a lungo, ma rispetto al caso in sé non dovrebbe stupire la politica della “tolleranza zero” da sempre sostenuta dalle autorità bielorusse nei confronti dei gruppi radicali e dei movimenti neofascisti. Dopotutto, il fatto che le proteste bielorusse degli scorsi mesi non siano degenerate in uno “scenario ucraino” – con una piazza tenuta sotto scacco da gruppi neofascisti – è largamente riconducibile ai risultati di questa politica. Roman Protasevich organizza da anni le attività di gruppi radicali bielorussi con orientamento paramilitare. A dispetto di come è stato generalmente descritto, l’orientamento politico di Protasevich è attiguo alla galassia neofascista bielorussa e a quella di altri paesi dell’ex Cortina di Ferro (come Russia, Ucraina, Polonia e area baltica). Certa – e documentata – è la partecipazione attiva di Protasevich al Maidan ucraino così come i suoi rapporti con il “servizio d’ordine” di Maidan, gestito da gruppi neofascisti come Svoboda e Pravy Sektor. Secondo le informazioni diffuse da un canale Telegram bielorusso lo scorso anno, Protasevich avrebbe partecipato alle attività militari sul fronte del Donbass ucraino tra le fila del battaglione “Azov” – formazione paramilitare di orientamento neofascista -. Quello che dovrebbe sconcertare è l’intermittenza con cui l’Occidente promulga i valori antifascisti, quasi come se nei paesi dell’Europa orientale la crescita dei movimenti neofascisti fosse un fatto auspicabile e non avesse delle ricadute anche in Occidente. Da oltre un anno l’Occidente tenta di delegittimare con ogni mezzo la Bielorussia, rifiutando ogni ragionevole dialogo e procedendo per forzature nonostante le aperture politiche di Lukashenko e della compagine governativa, perlopiù ignorate. Se si rifiuta ogni dialogo politico gli atti unilaterali rimangono gli unici strumenti a disposizione: chiudere le porte alla Bielorussia non può che spingere Minsk ad adottare questa linea di condotta. La politica dell’ingerenza sistematica e dei doppi standard è un vicolo cieco: si può solo auspicare che l’Italia si dimostri consapevole di ciò, rinunciando a posture che le si addicono davvero poco.

Non vi basta vero? Ecco cosa fa l’Occidente per la Bielorussia, leggetevelo da soli, il traduttore automatico ormai lo avete tutti http://www.ronpaulinstitute.org/archives/featured-articles/2021/may/22/us-regime-change-agency-ned-admits-its-role-in-the-strife-in-belarus-but-leaked-documents-also-implicate-the-uk-foreign-office/.

Post dirottamento UK chiede di chiudere non solo il gasdotto Nord Stream-2 (anche se non ha nulla a che fare con la Bielorussia), ma anche il gasdotto Yamal-Europe con la motivazione che passa attraverso la Bielorussia e la Bielorussia riceve denaro per il transito. Strano davvero perché questo gas va in Germania. Questo spiega che la questione non è certamente Protasevich e nemmeno Lukashenko. Trasformare la Bielorussia in una nuova Ucraina, serve solo per indebolire la posizione della Russia in Occidente.

L’isteria di UK, Polonia e Stati Baltici può probabilmente essere spiegata dal fatto che Roman Protasevich era al corrente di schemi di attività sovversive contro la Bielorussia, che includevano collegamenti con l’intelligence polacca e più probabilmente l’intelligence di altri stati. Probabilmente emergeranno i nomi dei curatori dei servizi segreti polacchi e di altri, le fonti di finanziamento (aziende, ONG, strutture statali), la struttura della rete dei media (compresi i suoi membri, che sono sul territorio della Bielorussia), ecc. Tali informazioni dimostreranno i veri burattinai dei servizi speciali stranieri che hanno supervisionato il movimento bielorusso da Varsavia, Praga e Vilnius. Questo può mettere in pericolo l’intero complesso di operazioni dei servizi segreti stranieri contro la Bielorussia e può esporre sia i dipendenti dei servizi speciali che i vari agenti coinvolti in operazioni informative e psicologiche supervisionate dai centri di informazione e di guerra cibernetica in Europa orientale.

E così gli occidentali si dimenticarono anche del giornalista americano Jamal Khashoggi che al consolato saudita in Turchia, fu prima strangolato e poi smembrato su ordine di Mohammed bin Salman.

Tutti kattifi insomma, i buoni sono solo gli occidentali e gli USA (insieme ai sodali di turno). A loro tutto è permesso. Avete una morale che non fa una grinza. Alessia C. F. (ALKA)