“I Liberali bianchi sono il peggior nemico dell’America, e sono il peggior nemico dei neri”. Malcolm-X

Tempi movimentati negli Stati Uniti; la morte del nero George Floyd, causata dalla delirante azione di alcuni poliziotti di Minneapolis, ha gettato nel caos buona parte delle città americane. Forse Floyd si era trasferito da Huston per lasciarsi alle spalle i suoi trascorsi penali e per voltare pagina (1), ma Minneapolis non gli ha portato fortuna: una contestazione su una banconota da 20USD, usata per comprare delle sigarette, ha innescato una catena di eventi assurdi durata diversi minuti che ha portato Floyd a incontrare la morte, ammanettato e disteso sull’asfalto con tre poliziotti sopra di lui (2).

Le proteste contro la polizia, accusata di metodi esageratamente violenti e di razzismo, sono presto degenerate in saccheggi e devastazioni di centri commerciali e negozi.

Nonostante la gravità della situazione, presto estesa ad altri Stati, la polizia non è riuscita per più di una volta a controllare l’impiego della forza, gettando ulteriore benzina sul fuoco della rivolta; alcuni media tendenzialmente critici verso il presidente Trump, come il Washington Post e il NY Times, non non hanno mancato di evidenziare questi episodi arrivati proprio nel momento sbagliato; questo nonostante alcuni video presentassero situazioni un po’ strane: ad esempio, cosa stava facendo l’uomo di Buffalo con la mano destra prima di essere spinto via dai poliziotti? https://www.washingtonpost.com/national/protests-police-brutality-video/2020/06/05/a9e66568-a768-11ea-b473-04905b1af82b_story.html

Impressionante la panoramica dei saccheggi e dei pestaggi, un modo del tutto particolare di protestare contro il razzismo (3). Feriti, vittime e distruzioni totalmente sproporzionati rispetto alla morte di un uomo per mano degli agenti di polizia di Minneapolis, per altro già arrestati: ma la situazione sembra ormai fuori controllo.

Di fronte ai tumulti Trump reagisce d’istinto minacciando di fare intervenire l’esercito se i disordini non si fossero fermati:

Il tweet di Trump, che secondo Twitter “glorifica la violenza”, scatena una serie di reazioni: il generale dei Marines Mattis, ex segretario della difesa di Trump, non è per niente d’accordo sull’impiego di truppe militari per presidiare le città e far fronte alle rivolte. Peccato che Mattis si sia dimenticato di essersi dimesso nel 2018 dal suo ruolo, proprio perchè riteneva giusto che le truppe americane presidiassero strade e città della Siria , mentre Trump voleva ritirare le truppe (4).

Nessun problema di violenza invece per i consigli provenienti dall’area Dem, che mettono le cose in chiaro con questo tweet:

Le sommosse sono parte integrali della marcia del paese verso il progresso”

Questa signora spiega meglio il concetto:

la quale pare vada pure in giro per le scuole del New Jersey a spiegare la sua teoria, pagata dai contribuenti americani (5).

Il candidato Dem alle presidenziali Biden, vero rappresentante della super èlite planetaria, si è inginocchiato in questi giorni davanti a un manifestante nero, forse alla ricerca dello scatto perfetto. Non credo gli abbia offerto un lavoro in Ucraina, ma non è detto.

In questa fase convulsa nemmeno a Trump vengono risparmiate le critiche per non essere intervenuto prontamente per fermare i saccheggi e ristabilire legge e ordine. L’accusa riguarda tutti i Repubblicani e anche il genero di Trump, Kushner, riceve la sua brava dose di osservazioni. Tuttavia il presidente lancia dei segnali precisi: ci sono degli agitatori dietro i disordini di Minneapolis. Secondo il consigliere per la sicurezza nazionale O’Brien, il gruppo di estrema sinistra-anarchico Antifa, è il principale responsabile.

Trump says he will designate Antifa as a terrorist organization https://nypost.com/2020/05/31/trump-tweets-antifa-will-be-designated-a-terrorist-group/ – Un gruppo di Antifa è pure stato in Siria con i curdi dello YPG, per la felicità dei Turchi, magari solo per fare un po’ di trekking da quelle parti, anche se con armi automatiche al seguito. Di ritorno in America avranno raccontato agli amici la loro orginale avventura, e magari avranno anche spiegato le esperienze apprese su usi e costumi locali.

Quindi arrivato a questo punto, un minimo di dubbio sul fatto che ci sia stata una certa strumentalizzazione della morte di Floyd, effettivamente sorge. Secondo Ben Crump, l’avvocato che rappresenta la famiglia di Floyd a Minneapolis, quello a cui stiamo assistendo in America è “genocidio”.

https://www.foxnews.com/opinion/tucker-carlson-is-america-being-torn-apart-by-a-total-complete-but-provable-lie – Tucker Carlson, vera spina del fianco dei Liberal-Dem, non ci sta e decide di scavare un po’ per capirci qualcosa. “…Dal 2015, il Washington Post ha mantenuto un database completo delle sparatorie mortali della polizia in questo Paese. L’anno scorso il Post ha registrato un totale di 1.004 omicidi.
Delle 802 sparatorie in cui è stata notata la razza dell’agente di polizia e del sospetto, 371 di queste uccisioni erano bianche, 236 erano nere. La stragrande maggioranza delle persone uccise non era, infatti, disarmata; la stragrande maggioranza era armata. E i sospetti afroamericani avevano molte più probabilità di avere un’arma mortale rispetto ai sospetti bianchi, eppure sono stati uccisi più sospetti bianchi.
Complessivamente, secondo il Washington Post, l’anno scorso negli Stati Uniti ci sono stati esattamente 10 casi, in cui la polizia ha sparato a morte a degli afroamericani disarmati.”

Tucker descrive i vari casi e poi tira le fila: in cinque casi i poliziotti sono stati attaccati, uno è stato un incidente; dei quattro rimanenti in due casi i poliziotti sono finti sotto inchiesta. Siamo un po’ lontani dal genocido per un paese di 300 e passa milioni di persone.

..In effetti, il numero di omicidi della polizia sta diminuendo. Nel 2015, durante la presidenza di Barack Obama, 38 neri americani disarmati e 32 bianchi sono stati uccisi dalla polizia. Da allora i totali sono complessivamente diminuiti, e sono diminuiti in modo molto più drammatico per gli afroamericani.
L’anno scorso è stato l’anno più sicuro per i sospetti disarmati da quando il Washington Post ha iniziato a seguire le sparatorie della polizia. È stato l’anno più sicuro sia per i sospetti bianchi che per quelli neri.
Allo stesso tempo, questo paese rimane un luogo pericoloso per gli agenti di polizia. Secondo i dati dell’FBI, 48 di loro sono stati uccisi nel 2019. È più del numero di sospetti disarmati uccisi di tutte le razze.
Un ultimo numero per voi, perché è importante: Nel 2018, 7.407 afroamericani sono stati uccisi negli Stati Uniti. Se il 2019 continua su una traiettoria simile, – e speriamo che non accada, ma se così fosse – ciò significherebbe che per ogni afroamericano disarmato ucciso a morte negli Stati Uniti dalla polizia, più di 700 sono stati uccisi da qualcun altro, di solito da qualcuno che conoscono…”

Quindi, per un afroamericano disarmato ucciso dalla polizia ne vengono ammazzati altri 700, in buona parte da altri neri, un dato che sembra una costante (8-9).

Cercando un po’ salta fuori che ogni tanto BLM diventa davvero argomento di interesse generale; l’ultima volta era capitato giusto qualche mese prima delle elezioni presidenziali, una vera combinazione.

Da notare che sono diversi i neri che denunciano l’ipocrisia di BLM, e senza mezzi termini:

“Black lives matter is a joke”

Da questa situazione emerge l’immagine di un’America divisa e impoverita, che fatica a ricreare una classe stabile di blue collars, operai, che possano vedere il posto di lavoro e non le rivolte come mezzo per migliorare la loro vita. Un’America che ha un sicuramente un problema razziale, piena di diseguaglianze, ancora in preda a manifestazioni che rischiano di deragliare verso la violenza, il tutto in mezzo alla pandemia COVID-19.

Però una soluzione a disordini, razzismo e disuguaglianze varie, i Liberal-Dem l’hanno messa bene a fuoco: tagliare i fondi alla polizia. Tesi sostenuta dal sindaco di Los Angeles, Garcetti, che si è pure inginocchiato di fronte ai manifestanti (6); oppure meglio ancora, eliminare del tutto la polizia, come alcuni visionari si propongono di fare a Minneapolis (7).

Non sono i criminali il problema, ma la polizia. Geniale! Ecco la soluzione.

Cosa potrebbe andare storto?

PS: per la parte sulla “rivoluzione culturale” Dem-Liberal, non perdete l’articolo: