Era il lontano 2017

https://www.alganews.it/2017/11/18/siemens-annunciati-6900-licenziamenti-due-fabbriche-chiuse-germania/
Pubblicato 
18/11/2017

Ora

“Stiamo ancora bene”, i tedeschi lo ripetono di continuo. Ma presto non saranno più in grado di auto ingannarsi, è in arrivo una grossa ondata di licenziamenti nelle aziende tedesche. Volkswagen vorrebbe salvare 7.000 posti di lavoro, Ford vuole tagliare 5.400 posti di lavoro, 12.000 posti di lavoro in meno (entro la fine del 2021) presso Bayer.

Ora arriva Deutsche Bank (DB), vuole licenziare 18.000 dipendenti, un grosso piano di ristrutturazione. Contemporaneamente DB inserirà circa 74 miliardi di euro di derivati ​​in una “bad bank”.

Dopo tale annuncio la banca è stata respinta dagli operatori di borsa di Tokyo e questo si è ripetuto in altre sedi asiatiche della banca, è in atto una grossa riduzione delle sue attività. Al momento DB non ha rivelato come verranno distribuiti i tagli dei posti di lavoro, ma si pensa che gli uffici della Banca di New York e Londra saranno le sedi più colpite.

Alcuni operatori affermano che DB desiderava sempre di essere la più grande banca del mondo, altri operatori affermano che le banche sono sempre le prime a essere colpite prima dello scoppio di una recessione. Del resto molte industrie automobilistiche navigano in cattive acque.

E c’è poco da ridere, nella nota espressione geografica non va meglio. Presto, molto presto, arrivano i dati del 1° semestre 2019. Alessia C. F. (ALKA)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.