Nel 2017 scrissi al Bergoglio, ovviamente nessuna risposta. Quando scrissi questa lettera al gaucio pontificio non pensavo che sarebbe poi finita su un blog, il titolo è infatti un adattamento a tre anni di distanza, una mia deduzione presuntuosa:

Al capo della chiesa Cattolica.

Egregia Santità, 

Mi chiamo Fabrizio de Paoli e le scrivo per invitarLa, data la Sua posizione influente, a fare qualcosa di buono per la nostra civiltà.

E Lei leggerà con attenzione quanto le scriverò, lo comprenderà e lo giudicherà perché anche il Suo Dio vorrebbe che lo facesse.

Le esporro’ alcuni miei punti di vista che La prego di ascoltare.

Premessa.

Io non credo In Dio per come viene proposto dalla Sua chiesa, però mi riconosco e condivido princìpi universali come il “non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te”, l’autoproprieta’ di ciascun individuo, per estensione la proprieta privata dei suoi beni, e la libertà di scelta vincolata ai primi due.

Ultimamente sono diventato credente, per un ragionamento logico: 

osservando il fatto che ogni essere vivente possiede dentro di sé una conoscenza innata, mi riferisco a quella conoscenza che ha il neonato e che gli fa cercare il nutrimento della madre senza che nessuno glie lo abbia insegnato, oppure quella di una pianta che sa quando deve fiorire e sa come farlo.

Si può semplificare chiamando questa conoscenza “istinto”, ma rimane aperta la questione: “come fa l’istinto a SAPERE cosa e come deve fare?”, “da dove arriva quella conoscenza?”.

Credo quindi in qualcosa di incomprensibile, misterioso, divino. 

Credo anche nell’intelligenza umana.

Concordera’ con me che è grazie ad essa che è stato possibile costruire le religioni.

Ed è sempre grazie all’intelligenza che si sono affermati i princìpi. 

l’uomo si è accorto che prosperava, viveva più felicemente e con minor fatica se riusciva a relazionarsi col suo prossimo in modo pacifico.

Alla base di questa pace c’è la libertà di scambio, il rispetto della proprietà e un utile mezzo per agevolare scambi e prosperità che è la moneta.

Il bene ed il male vengono riconosciuti tali nel momento in cui li si rapporta ai princìpi, e nel caso si comprendano i principi ma si riscontri ugualmente il male emerge una caratteristica umana che riguarda, ovviamente in misura diversissima tutti noi: l’incoerenza.

Si può dire quindi che, stante un principio, se il male si manifesta lo si deve all’incoerenza, o per chi ancora non ha compreso o imparato l’utilità e la bontà dei principi all’ignoranza.

Compreso ciò, diventa quindi di interesse collettivo insegnare e comprendere i principi, come pure insegnare ad essere coerenti con essi.

I mali più insidiosi saranno quelli che derivano da un’incoerenza che non è percepita come tale. E saranno tanto più dannosi per la civiltà quanto più riguarderanno un numero elevato di persone.

Arrivo al punto.

Lo strumento più subdolo e raffinato che ci fa diventare incoerenti rispetto al principio, e spesso senza che nemmeno ce ne accorgiamo, è la moneta a corso forzoso, per intenderci quella che gli stati ci obbligano ad usare.

Perché diventiamo incoerenti? Perché usando quella moneta siamo complici, ed al tempo stesso anche vittime, di un furto. 

Perché?

Perché chi detiene il monopolio di imporre quella moneta potrà sottrarre ricchezza a tutti gli altri ogni volta che metterà in circolazione nuove unità.

Sin dai tempi di Gesù Cristo le monete erano d’oro, il motivo era ovvio: l’oro non lo puoi moltiplicare o creare dal nulla, e la gente riconosceva e ne condivideva il valore proprio per quel motivo.

Quella moneta era libera. 

Se ne possedevi era perché o avevi dato in cambio qualche altro bene, oppure lo avevi scavato direttamente lavorando faticosamente.

L’unica definizione di moneta che sia coerente con i princìpi è questa:

“Moneta è qualsiasi cosa io sia disposto ad accettare in pagamento”

“…Io sia disposto ad accettare…”, tenga bene a mente.

Nel tempo poi, l’esigenza umana di trovare una unità di conto del valore condivisa ha fatto si che si affermasse l’oro. Il motivo lo abbiamo già spiegato.

Potrei spiegarLe dettagliatamente il funzionamento della moneta, le differenze tra una moneta onesta e pura da una corrotta e demoniaca ma non lo farò, il mio obbiettivo è quello di invitarLa ad una comprensione autonoma e ad una riflessione.