Illustrazioni originali di G.M. (Berserksgangr)

Testo G.Kulpe – illustrazione G.M.(berserksgangr)

Ve lo ricordate il Centrodestra? Era un soggetto politico, una coalizione, una alleanza creata da Silvio Berlusconi per contrastare il centrosinistra in un periodo in cui lo scenario politico italiano era stato diviso forzosamente -e anche innaturalmente, mi sia consentito- in una sorta di bipolarismo che scimmiottava le democrazie di tipo anglosassone.

Non era certo, il centrodestra, una coalizione omogenea, formata da partiti di estrazione e ideologie diverse. Per elencare solo i principali protagonisti politici di quella alleanza programmatica ricordiamo Forza Italia, partito di estrazione liberista, La Lega, formazione politica fortemente identitaria di una porzione del paese, contraria al centralismo se non addirittura secessionista, e Alleanza Nazionale, in pratica una specie di socialisti di destra, eredi del MSI.

Nonostante le diverse estrazioni ideologiche, il centrodestra costituiva un soggetto politico piuttosto unito, decisamente più “stabile” della controparte di centrosinistra, molto più litigiosa e i cui governi caddero soprattutto per problemi interni alla coalizione stessa e per contraddizioni insanabili. Quello che rendeva il centrodestra più omogeneo di quanto non fosse in realtà era la condivisione di alcuni punti fondamentali della propria azione politica: un euroscetticismo di fondo che rendeva i governi a guida Berlusconi meno proni ai diktat di Bruxelles, il progetto di sburocratizzare il più possibile il paese rendendolo più simile a una democrazia occidentale piuttosto che a un paese di tipo bizantino, un regime fiscale più liberale, magari più simile a quello “americano” piuttosto che a quello di uno stato totalitario, il rifiuto di sottomettersi al dominio culturale che la sinistra ha sempre cercato, spesso riuscendoci, di imporre al paese.

Come non ricordare le intenzioni di ridurre le tasse a tutti, quasi mai messe in pratica a causa di sindacati e apparati legati a doppia mandata alla sinistra. La sburocratizzazione del paese con Calderoli che cancellò e accorpò non so quante migliaia di leggi, le battaglie contro lo strapotere della magistratura, certamente “interessate” da parte di Berlusconi, ma di cui avrebbero potuto beneficiare tutti i cittadini, la lotta contro l’invadenza dello stato nelle vite degli italiani…si potrebbero elencare innumerevoli iniziative, molte delle quali purtroppo finite in nulla, ma che indubbiamente il centrodestra cercò di portare avanti contro e nonostante tutto.

La coalizione, in pratica, cessò verso la fine del 2011, con le dimissioni dell’ultimo governo Berlusconi e le varie componenti del centrodestra che, pur presentandosi uniti alle elezioni nazionali, seguono ormai strade diverse dopo le votazioni.

Oggi quel centrodestra non esiste più, sia come soggetto politico unito che come offerta politica veramente alternativa al centrosinistra. Ognuno va per la sua strada, senza portare avanti una politica comune, pensando solo ed esclusivamente al tornaconto del proprio partito, spesso in competizione con gli (ex) alleati piuttosto che con i partiti del fronte avversario.

Questa tendenza è stata evidenziata prima dall’esplosione della pandemia -o pandeminchia, come dice qualcuno- poi dalla nascita del governo Draghi.

Il governo Draghi si regge sulla fiducia votata anche da Forza Italia e Lega, e come unica opposizione, per altro blanda, vede la sola Giorgia meloni e i suoi Fratelli d’Italia. Possiamo dire senza timore di essere smentiti, che senza FI e Lega il banchiere tanto caro a Bruxelles –lasciando da parte l’epiteto che gli affibbiò il Presidente Emerito Francesco Cossiga– probabilmente non sarebbe diventato Presidente del Consiglio. Draghi è sostenuto con forza proprio dagli esponenti dell’ex centrodestra, più che dal centrosinistra, al quale stava bene anche Conte. Eppure le differenze tra il governo Conte e il governo Draghi sono minime, il modus operandi è praticamente lo stesso: norme liberticide, costituzione presa a calci e cittadini trattati come sudditi di una satrapia orientale.

Mentre durante il governo Conte si poteva contare quantomeno su una opposizione pronta a criticare la maggior parte dell’operato dell’esecutivo, e di quella parte di stampa legata idealmente al centrodestra che ne faceva le pulci, oggi l’opposizione a Draghi non esiste. Tutti i provvedimenti liberticidi adottati da questo governo hanno ottenuto il voto del centrodestra al governo. Tutta la stampa vicina al centrodestra, salvo eccezioni, è appiattita sulle posizioni governative. I più fanatici sembrano essere i parlamentari e gli amministratori locali di Forza Italia. Chi difende strenuamente il Green Pass, il Super Green Pass, l’obbligo vaccinale? i parlamentari di Forza Italia. Uno dei più vessatori, incattiviti sembra essere il ministro Brunetta. Persino Gasparri difende con i denti e con le unghie quanto fatto dal governo Draghi dimostrandosi in pratica fedele alleato di PD e M5s. Gasparri!

Non parliamo poi di giornalisti e opinionisti, legati in qualche modo a Mediaset, quindi a Berlusconi, a diffondere tutti i giorni il “verbo” del draghismo! Con “teste di turco” come quelli del centrodestra, a fare il lavoro sporco, il PD può tranquillamente mantenere un basso profilo e attendere alla finestra, o sulla riva del fiume, il suicidio politico di Forza Italia e Lega.

Realizzazione grafica di G.M. (Berserksgangr) su un’idea di G. Kulpe

Alla base di tutto ciò c’è solo una questione di semplice vantaggio politico nell’immediato. Fratelli d’Italia è un piccolo partito che è cresciuto troppo presto, che sa di non avere le fondamenta per guidare un eventuale governo di centrodestra del futuro, quindi si affida a una figura “autorevole” per avere più credibilità e legittimazione (da parte del vero potere, non certo del suo elettorato). La Lega, durante il governo giallo-verde, ha sbattuto violentemente contro il muro del vero potere e ha capito che col sovranismo, l’antieurismo e le politiche in contrasto con Bruxelles non va da nessuna parte, quindi si affida al “campione di Bruxelles” per avere l’opportunità di essere “accettabile” in un governo futuro. Forza Italia è ormai un partito destinato all’estinzione, con la fuoriuscita di Berlusconi dal mondo politico, prima o poi, anche il partito uscirà dalla scena politica, quindi come strenuo difensore del governo Draghi, pur avendo numeri esigui può contare tanto. E poi cerca una legittimazione per il futuro per entrare, con ogni probabilità, all’interno di una nuova coalizione politica con Renzi, Calenda e +Europa ed essere l’ago della bilancia della scena politica italiana del futuro.

Per questo chi ieri si faceva chiamare “Popolo della Libertà” oggi è in prima linea nell’approvare politiche che con la libertà non c’entrano un cazzo e che sottopongono il popolo ad inutili vessazioni. Solo una questione di vile tornaconto.

Bisogna ricordarsene quando, e se, si tornerà a votare per il prossimo parlamento!