Dopo la pandemia Covid19 e la grande recessione che si è portata, i leader della principale ONG – a favore della globalizzazione – svelano i contorni di quello che decideranno a Davos al prossimo World Economic Forum: questa crisi verrà usata come una grande opportunità.
Il Forum Economico Mondiale di Davos (WEF) inizia a parlare dei temi che verranno trattati a gennaio 2021, il tema è stato chiamato “Il Grande Reset”. Si tratta di un incontro mirato dove verrà sfruttato l’impatto del coronavirus per portare avanti un programma molto specifico.

Il Grande Reset. Lo scorso 3 giugno il presidente del WEF Klaus Schwab ha pubblicato un video dove parla della nuova agenda per il 2021, una sorta di promozione di un’agenda globale per ristrutturare l’economia mondiale ma secondo linee molto specifiche.
Il fatto interessante è che il portavoce del WEF inquadra il “reset” dell’economia mondiale nel contesto del coronavirus e del conseguente collasso dell’economia industriale mondiale. Il sito web del WEF afferma: “Ci sono molte ragioni per perseguire un Grande Reset, ma la più urgente è COVID-19”. Così il Grande Reset dell’economia globale scaturisce da covid19 e dalla “opportunità” che presenta.
Sempre Schwab fa poi sapere che: “Abbiamo un solo pianeta e sappiamo che il cambiamento climatico potrebbe essere il prossimo disastro globale con conseguenze ancora più drammatiche per l’umanità”. L’implicazione è che il cambiamento climatico è la ragione di fondo della pandemia di coronavirus https://www.weforum.org/great-reset/about.
I vari sostenitori della agenda verde “sostenibile”, tra cui spiccano l’aspirante re d’Inghilterra e Antonio Guterres, affermano riferendosi al covid19: “Se c’è una lezione critica da imparare da questa crisi, è che dobbiamo mettere la natura al centro del nostro modo di operare. Semplicemente non possiamo perdere altro tempo” “Dobbiamo costruire economie e società più eque, inclusive e sostenibili, più resistenti di fronte alle pandemie, ai cambiamenti climatici e ai molti altri cambiamenti globali che dobbiamo affrontare”. Il solito gretinismo sulle “economie e società sostenibili”?

Non facciamoci illusioni, il Great Reset prevede una riacutizzazione del virus, una inarrestabile recessione economica. Ovviamente gli sponsor del WEF hanno grandi progetti: “…il mondo deve agire congiuntamente e rapidamente per rinnovare tutti gli aspetti delle nostre società e delle nostre economie, dall’istruzione ai contratti sociali e alle condizioni di lavoro. Ogni paese, dagli Stati Uniti alla Cina, deve partecipare, e ogni industria, del petrolio, del gas fino alla tecnologia, deve essere trasformata. In breve, abbiamo bisogno di un “Grande Reset” del capitalismo” https://www.weforum.org/agenda/2020/06/now-is-the-time-for-a-great-reset/

Cambiamenti radicali? Schwab continua con: “…un aspetto positivo della pandemia è che ha dimostrato quanto velocemente possiamo cambiare radicalmente il nostro stile di vita. Quasi istantaneamente, la crisi ha costretto le imprese e gli individui ad abbandonare pratiche a lungo dichiarate essenziali, dai frequenti viaggi aerei al lavoro in ufficio”.
Questi dovrebbero essere i cambiamenti radicali: “Il grande programma del Reset avrebbe tre componenti principali.

  • La prima orienterebbe il mercato verso risultati più equi. A tal fine, i governi dovrebbero migliorare il coordinamento e creare le condizioni per una “economia degli stakeholder…”. Esso comprenderebbe “modifiche alle tasse sul patrimonio, il ritiro dei sussidi per i combustibili fossili e nuove norme che regolano la proprietà intellettuale, il commercio e la concorrenza”.
  • La seconda componente dell’agenda garantirebbe che “gli investimenti facciano avanzare gli obiettivi condivisi, come l’uguaglianza e la sostenibilità”. Qui il capo del WEF afferma che i recenti budget di stimolo economico dell’UE, degli USA, della Cina e di altri paesi saranno utilizzati per creare una nuova economia, “più resistente, equa e sostenibile nel lungo periodo”. Questo significa, ad esempio, costruire infrastrutture urbane “verdi” e creare incentivi per le industrie a migliorare i loro risultati in materia ambientale, sociale e di governance.
  • La terza tappa di questo Grande Reset sarà la realizzazione di uno dei progetti di Schwab, la Quarta Rivoluzione Industriale: “La terza e ultima priorità dell’agenda di un Grande Reset è quella di sfruttare le innovazioni della Quarta Rivoluzione Industriale per sostenere il bene pubblico, soprattutto affrontando le sfide sanitarie e sociali. Durante la crisi di COVID-19, aziende, università e altri hanno unito le loro forze per sviluppare la diagnostica, la terapeutica e i possibili vaccini, creare centri di test, creare meccanismi per rintracciare le infezioni e fornire la telemedicina. Immaginate cosa potrebbe essere possibile se si facessero sforzi concertati simili in ogni settore”. La Quarta Rivoluzione Industriale include l’ingegneria genetica biotecnologica, le telecomunicazioni 5G, l’Intelligenza Artificiale e simili.

Il tema dell’Agenda 2030 è un “mondo sostenibile” che viene definito come un mondo con parità di reddito (tutti uguali col basico reddito di sussistenza?), parità di genere, vaccini per tutti sotto l’OMS e la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) della Bill & Melinda Gates Foundation.

Nel 2015 l’ONU aveva pubblicato il documento “Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development” https://sustainabledevelopment.un.org/post2015/transformingourworld, l’amministrazione Obama non l’ha mai presentato al Senato per la ratifica, sapendo che non sarebbe stato approvato. Eppure è quello il piano che procede. Richiede una crescita economica sostenibile, un’agricoltura sostenibile (OGM per tutti), un’energia sostenibile e moderna (eolica, solare), città sostenibili, un’industrializzazione sostenibile… La parola sostenibile è la parola chiave, quindi la riorganizzazione della ricchezza mondiale avverrà attraverso mezzi come le tasse sul carbonio che ridurranno drasticamente i viaggi aerei e automobilistici. Le civiltà avanzate devranno diminuire il loro standard di vita per diventare “sostenibili”.

Negli anni Settanta Maurice Strong, un petroliere canadese miliardario e amico intimo di David Rockefeller, affermava che le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo rendessero il mondo insostenibile. Strong creò il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente e, nel 1988, il Panel Intergovernativo delle Nazioni Unite per il Cambiamento Climatico (IPCC) per studiare esclusivamente la CO2 prodotta dall’uomo.
Nel 1992 Strong ha dichiarato che le civiltà industrializzate dovevano crollare, che gli attuali stili di vita e i modelli di consumo della classe media benestante – che comportano un’elevata assunzione di carne, l’uso di combustibili fossili, di elettrodomestici, di aria condizionata e di abitazioni suburbane – non sono sostenibili.

Quindi la decisione di demonizzare la CO2 non è casuale. Serve per controllare tutto.

La dichiarazione del Forum Economico Mondiale di fare un Grande Reset è il solito tentativo di far avanzare l’Agenda 2030, un “Green New Deal” globale sulla scia delle misure pandemiche covid19. Le hanno imposte, tutti si sono sottomessi, quindi ora si può realizzare tutto. I loro stretti legami con i progetti della Gates Foundation, con l’OMS e con l’ONU suggeriscono che potremmo presto affrontare un mondo molto più sinistro dopo la pandemia di covid19.

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.