In questi giorni difficili e tragici per l’Italia, con notizie terrificanti che provengono dalla Lombardia, non si può che finire col parlare del premier Giuseppe “Giuseppy” Conte, che nel bene e nel male deve essere considerato come l’uomo del momento, se non altro perché è colui che ha preso la decisione – ma solo per il nostro bene, beninteso – di segregarci in casa fino a data da destinarsi. Ecco, appunto: ha preso questa decisione. Immaginatevi un po’ se, ipoteticamente parlando, oggi al posto di Conte a Palazzo Chigi vi fosse Salvini. Cosa sarebbe successo se fosse stata di un eventuale governo a trazione leghista la decisione di mettere in quarantena e chissà fino a quando l’intera nazione?

Oggi Conte dispone di un potere enorme in virtù dell’emergenza coronavirus. Tanto per meglio capire, facciamo qualche esempio concreto, prendendo spunto da un brillante articolo apparso su Scenari Economici1. La Costituzione Italiana all’articolo 16 recita quanto segue: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”. Voilà. Per ovvi motivi di sanità e sicurezza, questo nostro diritto costituzionale è al momento sospeso: dobbiamo vivere segregati in casa. Ovviamente, questa temporanea sospensione di un diritto costituzionale così fondamentale vale solo per gli italiani e non certo per quelli che manco dovrebbero beneficiare di questo diritto, ossia i migranti, essendosi l’Unione Europea presa la briga di specificare che l’accoglienza dei richiedenti asilo non viene ancora negata, benché il trattato di Schengen sia stato nei fatti sospeso. Per parafrasare Orwell e la sua La Fattoria degli Animali, verrebbe quasi da pensare che i migranti siano i maiali più eguali degli altri.

Passiamo all’articolo 32: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Ma oggi Conte, per via dell’emergenza, potrebbe imporre a tutti i cittadini italiani di venire vaccinati contro il coronavirus, anche contro la loro stessa volontà. Se vi sembra inverosimile l’ipotesi che le forze di polizia possano essere nel prossimo futuro impiegate per sedare un qualsivoglia cittadino riottoso in modo che poi un dottore possa inoculargli un vaccino la cui effettiva composizione ci viene tenuta nascosta, beh, ricordatevi che questo è pur sempre un paese dove quasi 130.000 bambini vengono de iure esclusi dalle scuole materne e dai nidi di infanzia per violazione della Legge Lorenzin2.

Quindi occorre concludere che effettivamente oggi Conte dispone dei pieni poteri. Ripeto: chiedetevi cosa oggi succederebbe in Italia se Salvini si fosse avocato questi stessi pieni poteri senza alcun dalle Camere. Vi immaginate che putiferio? Come reagirebbero i picoretti del globo terracqueo? Già mi immagino la scena. Politici e militanti del PD e del M5S lancerebbero al cielo strazianti grida di dolore contro quei fascisti, razzisti, xenofobi, antisemiti, omofobi, terrapiattisti, ecc… che stanno attentando alla costituzione più bella del mondo. Il Fatto Quotidiano uscirebbe nelle edicole listato a lutto per la perdita della democrazia parlamentare. Travaglio vergherebbe i suoi ineffabili editoriali tratteggiando la venuta di un novello Duce. La Repubblica invocherebbe alla rivolta nelle piazze, al grido di “se non ora, quando?”, malgrado il pericolo della diffusione del virus. L’Unione Europea parlerebbe apertamente di golpe. Merkel e Macron indirebbero immediatamente un incontro bilaterale in quel di Aquisgrana per valutare attentamente l’evolversi della situazione italiana. Oettinger direbbe che è tutta colpa degli italiani che non hanno voluto votare secondo i dettami dei mercati3. I palamara aprirebbero subito un fascicolo di indagine per crimini contro l’umanità. Fabio Fazio inviterebbe nella propria trasmissione qualsiasi centenario con un legame seppur vago con Auschwitz per ricordarci il futuro nero che ci attende a seguito di questi rigurgiti di nazifascismo. Saviano… beh, almeno lui ve lo risparmio.

Ma il fatto è che oggi il presidente del consiglio è Conte, non Salvini. E – cosa che dovrebbe far riflettere i bellaciaoisti dei miei stivali – mentre il Parlamento è lungamente rimasto chiuso per ragioni sanitarie, il presidente del consiglio ha deliberato non tramite lo strumento del Decreto Legge, che decade se non approvato dal Parlamento entro 60 giorni, ma attraverso un DPCM, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri4, che è un atto amministrativo. Solo che in una repubblica parlamentare quale è la nostra, almeno formalmente, è nel Parlamento che risiede la sovranità popolare. Se al Parlamento viene preclusa la possibilità di vigilare sull’operato del governo, non si può più parlare né di democrazia né di sovranità popolare.

In questo modo, Conte con l’esigenza dell’emergenza sanitaria non solo ha scavalcato il Parlamento, che solo nei prossimi giorni sarà riaperto a seguito delle continue richieste dell’opposizione, che è stata comunque tacciata di remare contro il governo e di agire non in funzione del bene del paese ma del proprio tornaconto elettorale; ha scavalcato persino il presidente della repubblica. E da questo si può ben comprendere come Mattarella approvi questa situazione; altrimenti avrebbe già tuonato, come sicuramente sarebbe successo se al governo vi fosse l’opposizione.

Viene da pensare che oggi Conte disponga di un potere che forse nessun altro presidente del consiglio aveva mai avuto in Italia dai tempi di Benito Mussolini. E probabilmente è cosi.

C’è da chiedersi se sia normale tutto ciò, trattandosi oltretutto di un personaggio che non è neppure un politico di professione. È mai possibile che questi pieni poteri possano essere esercitati, con l’implicito avvallo di Mattarella, da uno che sino a due anni fa era un perfetto sconosciuto? Alzi la mano chi aveva mai sentito parlare di questo avvocato pugliese prima delle elezioni del 2018. Ma soprattutto, è normale che Conte si ritrovi in questa posizione senza essere mai passato al vaglio di un’elezione che sia una? Persino Mussolini e Hitler si erano presentati alle elezioni ed erano stati pertanto soggetti al voto degli elettori. Conte mai. È come se fosse stato calato dall’alto all’improvviso e da due anni a questa parte si ritrova ad essere presidente del consiglio, oggi per di più con pieni poteri, prima a capo di una coalizione di centro-destra, poi a capo di una di centro-sinistra. Altra cosa questa che non ha eguali nella storia repubblicana. È quindi d’uopo capire da dove venga costui:

  1. La prima volta che il nome di Conte divenne noto al grande pubblico fu probabilmente poco prima delle elezioni del 4 marzo 2018, allorché Di Maio lo presentò pomposamente come il candidato del M5S per il ruolo di ministro della Pubblica Amministrazione, della de-burocratizzazione e della meritocrazia, nientepopodimeno5. Fino ad allora non era stato che un professore ordinario di Diritto Privato all’Univeristà di Firenze, con una vasta esperienza di borsista presso molte università di prestigio: Yale University (New Haven, USA, 1992), Duquesne University (Pittsburgh, USA, 1992), International Kultur Institut (Vienna, 1993), Université Sorbonne (Parigi, 2000), Girton College (Cambridge, Regno Unito, 2001), New York University (New York, USA, 2008 e 2009)6.
  2. Solo tre mesi più tardi, diventò primo ministro. La vulgata generale ci racconta che il nome di Giuseppe Conte sia stato fatto dal ministro grillino Bonafede: Salvini e Di Maio cercavano una quadra per il nuovo governo che si accingevano a formare ed inaspettatamente, dopo una serie di voti incrociati, venne fuori questo nome per il ruolo di premier che mise tutti quanti d’accordo7.
  3. Ma veramente Conte è stato solo un semplice professore universitario prima di assurgere all’Olimpo della politica nazionale? Orbene, occorre prendere in considerazione un fatto rilevante: durante gli anni universitari Conte si è formato al Collegio universitario Fondazione Comunità Domenico Tardini8, meglio noto semplicemente come Villa Nazareth, dal nome della villa patrizia alle porte di Roma in cui ha sede. Villa Nazareth “accoglie a titolo statutariamente gratuito studenti e studentesse con un curriculum scolastico di eccellenza, provenienti da famiglie che, per condizione socio-economica e culturale, non siano in grado di sostenerli negli studi. L’azione formativa, ispirandosi alla parabola evangelica dei talenti (Matteo 25, 14-30), offre sostegno affinché i giovani possano sviluppare responsabilmente i doni ricevuti”, così si legge nel loro sito9. Conte entrò a Villa Nazareth nel 1983, evidentemente seguendo la trafila comune a tanti altri giovani. A quell’epoca, la figura centrale dell’istituto era il cardinale Achille Silvestrini10, morto proprio la scorsa estate, mentre il suo pupillo Giuseppe era intento a dar vita al nuovo esecutivo giallorosso.
  4. Costui merita una attenzione speciale. Silvestrini è stato prima di tutto un potentissimo funzionario della diplomazia vaticana che per anni ha coltivato rapporti diplomatici col blocco sovietico, da taluni invero giudicati fin troppo compiacenti. Ma soprattutto è stato un cardinale dalle idee apertamente moderniste e palesemente ostile agli ambienti tradizionalisti cattolici, tanto da essere ritenuto come il vero responsabile della scomunica di Monsignor Lefebvre da parte di papa Giovanni Paolo II. Da molti considerato come il vero referente in Vaticano di Giulio Andreotti dopo la morte del cardinale Casaroli, Silvestrini è stato anche uno dei membri della cosiddetta Mafia di San Gallo, cioè di quella sorta di Gruppo Bilderberg vaticano che, secondo quanto riferito da uno dei suoi stessi appartenenti, il cardinale belga Daneels, avrebbe tramato nell’ombra per indurre papa Benedetto XVI alle dimissioni nel 2013 in modo da consentire l’elezione al soglio petrino del modernista Bergoglio. (nell’elenco delle fonti dal punto 11 al punto 15)
  5. Tra i prelati che ai tempi del soggiorno di Conte a Villa Nazareth assicuravano sotto l’attenta guida di Silvestrini l’assistenza spirituale ai giovani e promettenti allievi vi era anche quel Pietro Parolin16 che è oggi il segretario di stato della Santa Sede, cioè una sorta di primo ministro vaticano17.
  6. Che curiosa coincidenza: oggi ci ritroviamo ad avere come primo ministro di Italia e di Vaticano rispettivamente l’allievo ed il maestro. A proposito di quest’ultimo: Parolin ha spesso fatto parlare di sé per l’appoggio incondizionato alla causa dei migranti. Non molte settimane fa ha suscitato diverse polemiche quando ha avanzato la proposta di concedere la cittadinanza ai migranti che le ONG traghettano in Italia: “La cittadinanza è la parola chiave per favorire il processo di integrazione di coloro che sbarcano sulle nostre coste ed evitare fenomeni di ghettizzazione, che non sono altro che l’incubatrice di altre violenze”, queste le sue parole pronunciate in occasione della presentazione di due volumi, intitolati Essere mediterranei e Fratellanza, editi dalla rivista La Civiltà Cattolica18, in pratica la rivista ufficiale della Compagnia di Gesù.
  7. A questo evento era presente anche l’allievo di Parolin, Giuseppe Conte, il quale nelle veci di capo di gabinetto italiano ha rilasciato parole non proprio confortanti per l’elettorato italiano: “soluzioni nazionali, o peggio ancora nazionalistiche, non hanno chance di successo. La migrazione richiede invece un approccio multi-livello europeo e internazionale fondato sui principi di solidarietà e di responsabilità condivisa. Nell’ottica di salvare innanzitutto vite umane abbiamo finora accolto centinaia di rifugiati particolarmente vulnerabili bloccati in Libia e giunti direttamente in Italia in modo sicuro e dignitoso, grazie all’esperienza tutta italiana dei trasferimenti umanitari”19.
  8. Pensare che nell’estate del 2018, con Salvini ministro dell’interno, Conte si vantava di aver arrestato gli sbarchi: “Da quando il mio governo si è insediato l’immigrazione illegale è crollata in modo ingente, parliamo di 80-85% in meno rispetto all’anno scorso. La nostra strategia sta funzionando20. Ma d’altro canto va ricordato come Conte sia diventato noto come l’uomo che sussurrava alla Merkel: eccolo qua mentre pronuncia alla culona inchiavabile cancelliera tedesca parole soavi, in cui supinamente confessa di voler gabbare il suo stesso ministro degli interni che si ostinava a tenere i porti chiusi:

Sta di fatto che il governo Conte Bis sta attuando in tema di invasione immigrazione una politica ben diversa da quella del primo governo Conte. Chissà come mai? Che c’entrino gli insegnamenti ricevuti a Villa Nazareth? Tra l’altro, nel corso degli anni hanno bazzicato per Villa Nazareth altri politici famosi del centrosinistra, come Francesco Rutelli e Romano Prodi21. Da quanto sopra esposto, si può ben comprendere come Conte, apparentemente un parvenu sulla scena politica, non fosse propriamente un signor nessuno. Il fatto che fino a due anni fa fosse uno sconosciuto o quasi non significa niente: Conte fa parte del Vero Potere. Altro che Salvini o Di Maio: questi due rispetto a Conte contano come il due di picche quando la briscola è quadri.

Conte fa parte di quel Vero Potere che ha dato un contributo inimmaginabile alla fondazione delll’Unione Europea. Per quanto possa sembrare strano, visto che negli ultimi anni, soprattutto ai tempi di papa Ratzinger, non sono mancate le polemiche sul fatto che la UE abbia volutamente trascurato le sue vere radici cristiane, il Vaticano è stato uno dei maggiori promotori dell’unità europea. Nel libro L’ altra Europa. Miti, congiure ed enigmi all’ombra dell’unificazione europea22, di cui consiglio caldamente la lettura (io stesso l’ho letto per ben due volte), l’autore Paolo Rumor raccontava di come il padre Giacomo, importante funzionario locale della DC veneta nonché cugino del più famoso Mariano Rumor, più volte presidente del consiglio23, sia stato incaricato di prendere parte a delle speciali commissioni il cui lavoro consisteva nell’elaborare quelle basi giuridiche che in seguito sarebbero state il fondamento della nascente Unione Europea. Fin qui nulla di strano. Senonché occorre tenere in considerazione che queste commissioni erano per lo più segrete, che operavano al di fuori del controllo da parte degli stati nazionali e che queste stesse erano state formate a seconda guerra mondiale ancora in corso, quando ancora si combatteva strenuamente, le città venivano bombardate e l’esito del conflitto non era ancora scontato (almeno in apparenza). Ancor più stupefacente, Paolo Rumor riferisce che il padre Giacomo ottenne l’incarico di prendere parte a queste speciali commissioni direttamente da Giovanni Battista Montini24, il futuro papa Paolo VI, il quale ai tempi era per così dire il capo dei servizi segreti vaticani fortemente connessi a quelli americani. Si tratta di una rivelazione importante perché testimonia di come certi ambienti vaticani abbiano sempre intrallazzato per favorire la nascita della Comunità Europea ancor prima che l’opinione pubblica potesse solo sentire parlare di integrazione europea. E con ogni probabilità, Giuseppe Conte è espressione di questi ambienti europeisti.

Pertanto, diventa difficile pensare che Conte, come primo ministro, possa costituire una qualche forma di discontinuità rispetto al recente passato. Se ai tempi del cosiddetto governo giallo-verde, almeno inizialmente, si poteva veramente pensare a Conte come all’avvocato del popolo, il radicale cambio di indirizzo politico dal governo Conte I a quello Conte bis ci deve far capire che Conte è espressione di poteri non proprio così riformatori.

Pertanto è oggi lecito porsi delle domande sull’operato di Conte, in un momento questo in cui tutto sta andando a catafascio. Il fatto che oggi il consenso di Conte paia in aumento non significa molto. Verrebbe da pensare che sia una forma di Sindrome di Stoccolma: gli italiani, reclusi in casa, spaventati a morte dall’epidemia di coronavirus, sentono il bisogno di essere protetti. E Conte oggi soddisfa questo loro desiderio anche se può spesso apparire come Capitan Tentenna. Ma i conti dovranno essere fatti più avanti e sicuramente i sondaggi tra qualche mese ci diranno ben altro dell’apprezzamento degli italiani verso Conte.

Iniziamo col dire che in questo momento gli italiani sono stati letteralmente abbandonati a se stessi dallo stato.

Nel Regno Unito Boris Johnson, ampiamente criticato sino a pochi giorni fa per voler conseguire la cosiddetta immunità di gregge, ha appena annunciato un programma straordinario di sostegno ai redditi di tutti quei cittadini che patiranno grosse conseguenze a seguito delle misure governative di contenimento del virus: ad esempio, verranno erogati fino a 2.500 sterline a tutti quei lavoratori dipendenti le cui imprese saranno impossibilitate a lavorare e a produrre25 e vi saranno ulteriori sgravi fiscali per le aziende, tanto da poter dire che il governo britannico non ha intenzione di lasciare indietro nessuno. L’intento è chiaro: preservare la base industriale e economica del paese anche a costo di un forte indebitamento dello stato. Le imprese che non potranno lavorare e quindi guadagnare non falliranno per mancanza di liquidità di cassa e la domanda interna non calerà perché i lavoratori saranno privati dei loro stipendi. Che cosa dicevano i detrattori della Brexit? Che la Gran Bretagna sarebbe stata spazzata via da un’infinità di piaghe bibliche? Come no!?

E noi, allora? Cosa dovremmo dire noi italiani? Confesso di vedere poco la TV e di non guardare affatto i telegiornali. Ma in tutta onestà non ho ancora capito cosa Conte voglia fare di concreto per provvedere al sostegno dei redditi di imprese e famiglie. Ci vengono date solo informazioni contraddittorie. Ci è stato solo detto, anzi imposto, di restare a casa per il bene comune.

Ormai Conte non parla neppure in TV, ma in diretta Facebook nel cuore nella notte! In completa mancanza di un contraddittorio! Nessuno che gli possa fare domande, nessuno che lo possa criticare. Lui parla e noi dobbiamo obbedire. Manco Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia era giunto a tanto!

Le mosse di questo governo, sin dall’inizio dell’epidemia, sono state sconcertanti. Il singolo cittadino può non avere tutte le informazioni del caso per deliberare per il meglio. Ma certo questo non vale per un governo. Conte ha saputo per tempo quello che sarebbe potuto accadere: in data 31 gennaio fu emanata una delibera dei ministri, a firma del presidente del consiglio, che decretava lo stato di emergenza per la durata di sei mesi26. Eppure Codogno e Vò Euganeo erano ancora da lì a venire e ciò nonostante nulla è stato fatto in vista di un’emergenza che questo documento prova che si sapeva che sarebbe capitata. Anzi, quelli erano ancora i tempi delle vomitevoli campagne abbracciamouncinese; Mirabella andava in TV mostrandosi intento a mangiare involtini primavera; il PD organizzava delle improvvisate feste dell’Unità ai ristoranti cinesi27; il ministro dell’Istruzione bacchettava i governatori delle regioni del Nord che chiedevano di non fare andare a a scuola i bambini cinesi appena rientrati dalla Cina28, i politici della Lega venivano sistematicamente accusati di fascismo e di razzismo, allorquando chiedevano misure di quarantena verso chiunque fosse appena rientrato dalla Cina, salvo essere successivamente accusati di irresponsabilità quando, a epidemia già in corso, non avevano subito attuato, anche perché non espressamente obbligati a farlo, quelle stesse misure coercitive per le quali solo pochi giorni prima erano stati accusati di fascio-leghismo29. Nel frattempo il governo si vantava di se stesso: diceva che loro erano stati i più bravi, perché gli unici ad aver bloccato i voli diretti dalla Cina. Peccato solo che non abbiano provveduto a controllare anche i viaggiatori tornati dalla Cina con voli che avevano fatto scalo in un terzo paese…

E così si arriva ad un giorno di fine febbraio allorché si scopre un paziente positivo al coronavirus all’ospedale di una misconosciuta cittadina del lodigiano. Subito. Lombardia e Veneto chiedono provvedimenti forti da parte del governo. Mentre Zingaretti va a farsi l’aperitivo a Milano30 per dimostrare che il contagio è sotto controllo (ma subito dopo finirà lui stesso con l’essere infettato), il governo inizia a polemizzare coi governatori del Nord e persino coi medici dell’ospedale di Codogno, rei di non aver seguito il protocollo ISS (infatti si scoprirà che il paziente infetto, pur presentando tutti i sintomi del coronavirus, fu sottoposto a tampone solo per lo zelo della dottoressa che lo visitò, dal momento che il protocollo prevedeva espressamente i tamponi solo per coloro che fossero rientrati dalla Cina o avessero avuto contatti con persone rientrate dalla Cina31). Vengono quindi messe in quarantene le zone interessate, ma si tarda a prendere analoghi provvedimenti per Bergamo, ad oggi la città maggiormente martoriata, e per il resto della Lombardia. Così, molti lombardi, approfittando della chiusura delle scuole, si rifugiano nelle località di villeggiatura, dove magari posseggono una seconda casa. Scelta piuttosto azzardata, questa da parte loro; non solo per il pericolo di facilitare la diffusione del virus, ma anche perché spesso e volentieri queste zone di villeggiatura dispongono di strutture ospedaliere appena sufficienti per i residenti stanziali: in caso di scoppio di focolai particolarmente gravi, la sanità del posto non sarebbe stata affatto in grado di far fronte ad un’emergenza in cui dover curare una popolazione eccessivamente aumentata di numero.

Gli errori però continuano a susseguirsi. Clamoroso quanto avvenuto in data 8 marzo. Il governo sta per approvare un decreto che di fatto costituisce l’intera Lombardia come zona rossa ma diverse ore prima che il decreto venga effettivamente deliberato una qualche gola profonda fa filtrare alla stampa una bozza del decreto. Le conseguenze potrebbero alla lunga rivelarsi disastrose: la gente va nel panico ed i meridionali che si trovano in Lombardia prendono letteralmente d’assalto treni, aerei e bus diretti al Sud. Si segnala l’infelice battuta del governatore pugliese Emiliano: “Non portate nella vostra Puglia l’epidemia lombarda, veneta ed emiliana scappando per prevenire l’entrata in vigore del decreto legge del Governo32”. Capisco la preoccupazione di Emiliano: la sanità pugliese non è al livello di quelle delle regioni del Nord; pertanto un’epidemia in Puglia avrebbe effetti assolutamente devastanti, molto più che nelle regioni settentrionali. Tuttavia, il governatore della Puglia dovrebbe prendersela con chi dal governo ha fatto filtrare la notizia, scatenando il panico. Inoltre, non è stato affatto simpatico definire l’epidemia come lombarda, giacché sono molti i pazienti meridionali costretti a fare i pendolari al Nord per poter ricevere cure mediche che le strutture delle loro regioni non sono in grado di assicurare loro. Sia mai che in futuro questi pazienti pugliesi si vedano rifiutati dalle strutture del Nord per colpa delle improvvide dichiarazioni del loro governatore.

In più, a rendere le cose ancora più difficili di quanto già non siano ci pensano la burocrazia e il bieco affarismo, o per meglio dire menefreghismo, di certi apparati dello stato. Mentre Di Maio si vanta di aver regalato le mascherine ai cinesi, noi scopriamo di non averne più per noi stessi, proprio perché Di Maio le ha regalate ai cinesi33. Inoltre gli approvvigionamenti ritardano: siamo in piena emergenza, materiale sanitario come maschere, respiratori, medicinali e quant’altro serve come il pane ma evidentemente nessuno al governo reputa di dover snellire le procedure burocratiche con cui potersele procurare34. Ciliegina sulla torta, vengono forniti dalla Protezione Civile ai presidi ospedalieri e alle forze dell’ordine mascherine di qualità talmente bassa da scatenare una generale ondata di indignazione35: evidentemente, certe cattive abitudini non si perdono mai, neppure quando la gente muore come mosche. E siccome la madre del picoretto stupido è sempre incinta, il ministro Boccia pensa bene di rendersi particolarmente odioso, giogioneggiando con le suddette mascherine36. Persino a sinistra alcuni hanno provato vergogna per il ministro, il quale da parte sua, dando prova di vivere in una bolla, ha risposto dando degli sciacalli a chi lo criticava: un distaccamento dalla realtà che pare essere il vero virus che contagia i membri di questo governo.

Il punto è proprio questo. Ormai i governatori delle regioni più colpite, agendo sempre nell’ambito di quanto la legge concede loro, danno l’impressione di aver perduto fiducia nelle capacità del governo centrale di gestire la crisi. Oggi regioni del Nord e governo di Roma paiono agire su binari paralleli, se non in aperto conflitto tra di loro. Guido Bertolaso, bistrattato a più riprese da membri del governo e da Travaglio, si è preso la sua rivincita venendo scelto da Fontana in persona come consulente per la crisi in Lombardia37. Sapendo che i tempi di incubazione del virus sono particolarmente lunghi, 14 giorni e forse anche più, questi errori e questi ritardi potrebbero aver colpevolmente ritardato il momento del raggiungimento del picco, vanificando in parte l’efficacia delle misure restrittive finora intraprese. Peggio ancora, le migliaia di persone che sono morte in questi ultimi giorni potrebbero essersi infettate quando ci dicevano che tutto era sotto controllo, che tutto andava bene e che solo i fascio-leghisti avrebbero potuto pensare che non fosse così. Persino Giorgio Gori, il sindaco PD di Bergamo, oggi si pente del modo in cui ha sottovalutato il pericolo: “Sì, c’è stata una sottovalutazione. Ci abbiamo messo qualche giorno di troppo a capire, abbiamo sbagliato anche noi, anche io”38.

Per quanto biasimabile, Gori ha quanto meno il pregio di non aver perso completamente il contatto con la realtà. Ci si aspetterebbe a questo punto che, ad emergenza finita, rassegni le dimissioni. Ma il governo di Roma, purtroppo, non sembra aver capito l’antifona: anziché chiedersi perché in Italia, in particolare in Lombardia, il tasso di mortalità del virus sia così elevato, che errori sono stati fatti, cosa si può fare ora se non altro per alleviare la situazione, ecco che la principale preoccupazione di questo governo diviene la caccia all’untore, o meglio al comune cittadino che, vuoi per palese senso di irresponsabilità, vuoi semplicemente perché non ne può più di vivere segregato in un monolocale di 20 metri quadri, se ne esce di casa a prendere la sua benedetta ora di aria. “Lo ribadisco ancora una volta: bisogna rimanere a casa. Dobbiamo rispettare le regole e più qualcuno sarà irresponsabile, più metteremo altre norme ferree e stringenti. Perché il sacrifico di medici, infermieri e forze dell’ordine non deve essere vano e sinceramente non può essere compromesso da qualcuno che porta fuori il cane 10 volte al giorno o va a fare jogging dopo che non ha mosso un dito per una vita intera!”39, scrive colui che in tutta la sua vita può vantare come massimo raggiungimento professionale la mansione di vendere bibite allo stadio San Paolo e a cui oggi tocca, in qualità di ministro degli esteri, di andare a elemosinare a destra e manca quelle stesse mascherine che tanto generosamente aveva regalato ai cinesi (pensare che magari, con un’epidemia incipiente, come da delibera del consiglio dei ministri del 31 gennaio, quel materiale sarebbe servito in Italia è evidentemente cosa che travalica le capacità intellettive del personaggio).

Se non fossimo tutti in Italia, chi più chi meno, angosciati per la situazione e scioccati dalla visione delle bare trasportate dai camion dell’esercito, dovremmo iniziare ad affilare le punte dei forconi.

All’estero, dove non hanno ancora perso del tutto lucidità, iniziano a fioccare le critiche verso questo governo, persino da parte della stampa cosiddetta liberal: “Nei primi giorni critici dell’epidemia, il Governo Conte ha minimizzato la minaccia, creando confusione e falso senso di sicurezza che hanno favorito la diffusione del virus. Nonostante ora abbia adottato alcune delle misure più dure al mondo, le autorità italiane si sono lasciate sfuggire molti di quei passi all’inizio del contagio, quando contava di più mentre cercavano di preservare le libertà civili di base e l’economia”; così si esprimeva pochi giorni fa il New York Times40. Tradotto: il buonismo petoloso della sinistra ha rovinato l’Italia.

Inutile girare attorno al problema. Oggi in Italia stanno succedendo cose turche. Conte e Gualtieri, mentre da una parte non danno ai cittadini ed alle aziende italiani quelle indicazioni e rassicurazioni che l’attuale emergenza richiede per la salvaguardia della nostra economia, dall’altra vanno in Europa ad elemosinare il MES41, che sappiamo tutti sarà la pietra tombale sull’Italia. Il senatore della Lega Bagnai sottolinea come attraverso il MES si possa accedere ad una linea di credito speciale, studiata ad hoc per l’emergenza coronavirus, la quale però porterò l’Europa (cioè l’asse franco-tedesco) a mettere le mani direttamente nelle tasche degli italiani, giacché avrà un controllo assoluto sul gettito fiscale dello stato italiano, il quale a quel punto avrà perso ogni forma di sovranità:

Altrove, come detto sopra, si è già annunciato che si farà di tutto per preservare il tessuto economico e la domanda interna, assicurando ad imprese e lavoratori delle compensazioni tangibili per il periodo in cui non potranno lavorare e quindi guadagnare. In Italia, però, è tutto così fumoso e le misure annunciate dal governo o sono una goccia nell’oceano o sembrano irrealizzabili. Il timore maggiore, purtroppo sempre più certezza man mano che passano i giorni in cui rimaniamo reclusi nelle nostre case, è che quando finalmente si potrà uscire e tornare ad una vita normale moltissimi lavoratori saranno per strada, molte aziende saranno andate gambe all’aria, quote di mercato e know-how tecnologico irrimediabilmente perduti, negozi ed attività commerciali chiuse per fallimento… Sarà terribile. Già mi tremano i polsi al solo pensiero.

E tutto questo per colpa di un governo che, mentre accusava l’opposizione di fascismo e razzismo, sottovalutava ignominiosamente un problema gigantesco di cui era stato messo per tempo a conoscenza, finendo poi coll’accentrare su di sé in maniera a dir poco arbitraria poteri che in Italia erano stati propri solo di Mussolini. Solo che il Duce almeno ci ha messo la faccia. E poi ci fu la guerra e finì come sappiamo. Invece Conte, in pochissimo tempo, sta riuscendo nell’impresa di distruggere rapidamente tutta la ricchezza che gli italiani hanno saputo generare a partire dal secondo dopoguerra, o per lo meno quello che ne resta dopo le devastazioni dell’epoca Monti.

E gli antifascisti? Gli antirazzisti? Le sardine? I democratici dei porti aperti? Avranno il coraggio di violare la quarantena per andare a cantare “bella ciao” sotto i balconi di Palazzo Chigi? A loro sta bene tutto questo? Che Conte parli alla nazione a notte fonda mentre, col Parlamento chiuso e con l’opposizione che ne chiede disperatamente la riapertura, provvede alla distruzione di quel poco di tessuto socio-economico che ancora ci è rimasto? Immagino sia facile prevederne la risposta. Continueranno a gridare al fascismo in assenza di fascismo. Ma il fascismo è già tra di noi: portato dagli antifascisti.

Credo che sia solo questione di settimane perché gli italiani, magari quegli stessi che oggi come oggi osannano Conte per il suo apparente decisionismo (in realtà, solo chi è terrorizzato può pensare che questo sia decisionismo), possano iniziare ad aprire gli occhi.

D’altronde, le disponibilità di cassa delle nostre aziende sono quello che sono e già molte di esse, nel momento stesso in cui scrivo, saranno già fallite e non riapriranno più quando la quarantena sarà terminata. Abbiamo visto in queste pagine come il governo Conte abbia, anche a seguito dei suoi stessi errori, condotto l’Italia in un cul-de-sac. Verrebbe da chiedersi se siano stati errori casuali, frutto di inettitudine e superficialità. D’altronde, il partito di maggioranza relativa è pur sempre il M5S: un’accozzaglia di scappati di casa, senza arte né parte, autentici dilettanti allo sbaraglio, molti dei quali non hanno mai avuto un lavoro serio in vita loro, come quello che si vanta della propria beneficenza ai cinesi a spese degli italiani. Loro sì che possono aver sbagliato per caso: semplicemente sono incapaci, anche se lo sono in maniera criminale. Ma Conte? Conte può essere considerato un inetto? Bella domanda. Verrebbe da pensare di sì a giudicare dai disastri finora combinati. Ma Conte, come si è visto, non è come loro, non ha lo stesso background. Non è stato paracadutato per caso a Palazzo Chigi. Lui è un… Elevato42. Lo stesso Grillo glielo ha riconosciuto, dandogli il benvenuto nel club degli Elevati. Quindi è d’uopo chiedersi: Conte, ci fa o ci è?

1 https://scenarieconomici.it/prove-di-regime-in-corso/

2 https://coscienzeinrete.net/esclusioni-scolastiche-e-vaccinazioni/

3 http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/oettinger-mercati-insegneranno-italiani-votare-modo-giusto-b3e13ea2-aded-41ea-bbd7-d8b876982d56.html

4 https://it.m.wikipedia.org/wiki/Decreto_ministeriale

5 https://www.lettera43.it/video/giuseppe-conte-premier-luigi-di-maio-ministro-pubblica-amministrazione/

6 https://formiche.net/2018/02/giuseppe-conte-scelto-luigi-maio-la-squadra-governo/

7 https://www.quotidiano.net/politica/conte-premier-1.4282617

8 https://it.m.wikipedia.org/wiki/Collegio_universitario_Fondazione_Comunità_Domenico_Tardini

9 https://villanazareth.org/collegio/collegio-universitario/

10 https://it.wikipedia.org/wiki/Achille_Silvestrini

11 https://fr.wikipedia.org/wiki/Marcel_Lefebvre

12 https://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Casaroli

13 https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_di_San_Gallo

14 https://it.wikipedia.org/wiki/Frans_Daneels

15 https://www.imolaoggi.it/2019/05/25/cardinale-danneels-confessa-11-cardinali-hanno-lavorato-per-costringere-benedetto-xvi-a-dimettersi/

16 https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Parolin

17 https://it.wikipedia.org/wiki/Segretario_di_Stato_(Santa_Sede)

18 https://it.wikipedia.org/wiki/La_Civiltà_Cattolica

19 https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2020-02/cardinale-parolin-premier-conte-migranti-europa-cittadinanza.html

20 https://www.agi.it/fact-checking/conte_trump_sbarchi_minniti_immigrazione-4224400/news/2018-07-31/

21 http://www.farodiroma.it/giuseppe-conte-e-villa-nazareth-listituzione-universitaria-cattolica-prega-per-il-suo-ex-allievo-casaroli-silvestrini-e-parolin-lo-hanno-avuto-come-allievo/

22 https://www.ibs.it/altra-europa-miti-congiure-ed-libro-vari/e/9788893780711

23 https://it.wikipedia.org/wiki/Mariano_Rumor

24 https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Paolo_VI

25 https://www.gov.uk/government/publications/guidance-to-employers-and-businesses-about-covid-19/covid-19-support-for-businesses

26 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/01/20A00737/sg

27 https://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/pranzo-ristoranti-cinesi-1.5033932

28 https://www.corriere.it/cronache/20_febbraio_04/coronavirus-scuola-decisione-azzolina-no-all-isolamento-studenti-cina-scuola-si-va-f0536dcc-4735-11ea-bec1-6ac729c309c6.shtml

29 https://www.tpi.it/politica/coronavirus-sindaci-lega-irresponsabili-20200306560694/

30 https://www.repubblica.it/politica/2020/02/27/news/coronavirus_zingaretti_contro_il_panico-249718891/

31 https://www.ilgiornale.it/news/politica/coronavirus-falla-allospedale-codogno-lanestesista-sbugiarda-1836482.html

32 https://www.leggo.it/italia/cronache/coronavirus_quarantena_lombardia_puglia-5098641.html

33 https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13567746/coronavirus-mascherine-introvabili-di-maio-regalo-fornitura-cina-emergenza.html

34 https://www.orazero.org/il-nostro-apparato-statale-centrale-nulla-e-cambiato/

35 https://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2020/03/15/news/caso-mascherine-gli-infermieri-toscani-in-guerra-con-i-fucili-di-legno-1.38596147

36 https://www.agi.it/politica/news/2020-03-21/boccia-mascherine-borrelli-polemica-sindaci-7745550/

37 https://www.leggo.it/italia/milano/coronavirus_lombardia_fontana_protezione_civile_ultime_notizie_oggi_15_marzo_2020-5112523.html

38 https://www.fanpage.it/attualita/coronavirus-il-sindaco-di-bergamo-gori-sottovalutato-il-problema-adesso-chiudere-tutto/

39 https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/posts/2883723941664133

40 https://www.nytimes.com/2020/03/21/world/europe/italy-coronavirus-center-lessons.html

41 https://www.diariodelweb.it/politica/articolo/?nid=20200318-546166

42 http://www.beppegrillo.it/gli-elevati/