Per Base Money, o base monetaria, si intende la somma del circolante fisico -banconote- e dei “conti correnti” che le banche commerciali detengono presso la Banca Centrale. Questi ultimi sono note come Riserve Bancarie. 

La base monetaria in tutto il mondo é esplosa di un fattore pari a 8 dopo la crisi del 2009 fino al 2016, per poi scendere e riesplodere con la crisi Covid, quando per esempio la FED ha iniziato a creare denaro a ritmi vertiginosi per sopperire allo shock di domanda mondiale. E secondo me ha fatto benissimo.

Quando una BCcrea denaro, questo denaro finisce nelle riserve bancarie delle banche commerciali da cui ha acquistato i titoli di stato, con cui poi il governo si é finanziato per pagare stipendi, welfare etc.

L’incremento della base monetaria (cash e riserve) fino a metá anni 80 ha causato un aumento dell’inflazione al consumo. Poi questo collegamento ha smesso di esistere. I libri che ancora insegnano che se stampi denaro sale l’inflazione al consumo, semplicemente sono in errore. 

M2 é una altra misura della money supply, cioé della massa monetaria.

M2 comprende cash, conti correnti e fondi del mercato comunitario. Questi ultimi sono fondi comuni che investono in strumenti finanziari molto liquidi. Notare che non sono incluse le riserve bancarie in M2.

M2 é esplosa anch’essa con la pandemia. Questo perché la gente del pubblico impiego non ha speso e perché, ad esempio in America, lo stato ha distribuito assegni durante la pandemia.

Anche M2 e l’inflazione non sono piú collegati a partire dai primi anni 80.

Quindi ancora una volta i libri di testo classici insegnano cose non piú vere. Aumentare i conti correnti non comporta aumento di inflazione.

Perché? E’ una bella domanda, e serve per capire come allocare i propri soldi. In linea di principio,  dipende da quanto debito si ha, e da quanto credito viene creato per ripagare il vecchio debito giunto a maturazione. Ma una cosa per volta.

Storicamente, quando l’oro era denaro, ad un aumento di oro circolante corrispondeva inflazione, ad una diminuzione, corrispondeva deflazione. Le economie erano soprattutto domestiche, cioé i fattori produttivi (capitale, terra, uomini) erano entro i propri confini.

Se c’era un aumento di oro nel proprio paese, si potevano stampare piú banconote. Il depositante metteva i soldi in banca, Una parte di questi soldi la banca commerciale la bloccava nelle riserve obbligatorie stabilite dalla legge, il resto poteva essere prestato in forma di mutuo/prestito ad un altro correntista. Il sistema insomma moltiplicava i soldi dei depositanti. 

Minore era la percentuale che la banca commerciale doveva detenere in forma di riserve, maggiore era il credito/debito che poteva generare.

Ecco quindi il ragionamento (semplificato, naturalmente, ma rende l’idea):

oro nel paese incrementa –> credito disponibile nel paese incrementa –> la gente e le imprese hanno tanti soldi e investono e spendono –> boom economico –> pieno impiego e piena capacitá industriale utilizzata –> incremento dell’inflazione 

Al tempo del gold standard, le bilance commerciali dovevano bilanciarsi fra due paesi. Insomma, un paese non poteva comprare da un altro paese all’infinito, perché il paese esportatore voleva essere pagato in oro, e presto nel paese importatore l’oro sarebbe scarseggiato, causando deflazione, spirale economica negativa, disoccupazione. Il circolo positivo si sarebbe invertito. Dal boom al bust. 

A partire dal 1971 tutto questo NON ESISTE PIU’ perché l’oro non é piú denaro.

Oggigiorno una banca centrale crea denaro in due modi: quando presta denaro ad una banca commerciale, e quando compra un titolo di stato. Quando presta denaro, la BC chiede alla banca commerciale un collaterale a garanzia. L’atto del prestito crea denaro nelle riserve della banca commerciale, e questo denaro concorre all’aumento della massa monetaria. E’denaro che non esisteva prima.

Quando la BC compra il titolo di stato, crea un deposito nelle riserve della banca commerciale dalla quale ha comprato il titolo di stato. Come per il prestito, questo denaro non c’era prima, é nuovo di zecca, e finisce anch’eso a concorrere all’espansione della massa monetaria.

Ora, vi ricordo che il Base Money comprende le banconote, e le RISERVE bancarie. Quindi, tutta questa creazione di denaro incide sulla BASE MONETARIA.

Possiamo pensare quindi alle riserve bancarie come al nuovo oro di oggi. Come quando c’era aumento dell’oro, aumentava il credito nelle banche, cosí quando la BC immette denaro nelle riserve bancarie, aumenta il credito, ovvero la base monetaria.

Ecco perché gli analisti monitoravano la crescita del Base Money con attenzione. 

Oggigiorno peró le cose non funzionano come una volta.

1] l’obbligo di riserva é ridotto a zero. Di fatto, le banche commerciali possono creare il credito che vogliono. 

2] Nuovi fornitori di credito si sono affacciati sul mercato, rendendo il credito bancario meno importante

3] Oggigiono, cosa piú importante, le bilance commerciali non devono piú essere in pareggio.

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il punto 1] comporta che che il Base Money non influenza l’inflazione.

Il punto 2] comporta che le banche coi loro prestiti hanno meno importanza di una volta per decidere quanto credito c’é in giro.

Il punto 3] comporta che per esempio gli USA si sono indebitati con la Cina per 40 anni senza avere inflazione, grazie alla globalizzazione.

Globalizzazione significa che l’offerta di lavoro é pressoché infinita, a fronte di una domanda domestica limitata. Significa salari bassi in patria, quindi no inflazione.

Quindi abbiamo capito perché il Base Money non é piú collegato alla inflazione.

Quello che conta é la massa di CREDITO disponibile, totale.

LA velocitá del denaro é il rapporto fra PIL e M2. Siccome M2 é altissima, la velocitá é bassa. Ha senso questa velocitá? misura davvero la velocitá di transizione di una banconota fra piú soggeti? direi di no. 

Insomma la Velocitá del Denaro non misura piú quello che si supponeva misurasse. E’un rapporto. Ed é inutile oggi.

Ancora un’altra cosa sbagliata insegnata nelle universitá. 

Se il governo USA dá 1400 dollari a ogni cittadino, M2 esplode, la velocitá del denaro diminuisce, ma non é che la gente fa meno transizioni commerciali.

L’inflazione sale solo se esplode il CREDITO. cioé tutto il credito creato da banche, istituti vari, governo, etc. in modo continuo. 

Sembra che il credito in termini assoluti sia altissimo, ed é vero, ma in termini relativi, rispetto ad esempio al periodo di Reagan, non é cosí alto. 

Se il credito NON continuerá ad aumentare a ritmi sostenuti, l’inflazione al consumo fará una rapida salita ma poi si ricontrarrá. Quindi é probabile che le BC NON aumentaranno i tassi di interesse nel 2021 o 2022. Siccome gli USA continuano ad importare massicciamente dall’Asia, le loro industrie continueranno ad essere sottoutilizzate, i salari continueranno a ristagnare, e bye bye inflazione.

Poi, ovviamente, se domani mettono in campo stimoli da 100 trilioni di euro o dollari, le cose cambiano. Ma con il quadro attuale, l’inflazione, anche se arriva, non rimarrá a lungo a livelli alti. 

Se poi chiudono Panama, Suez, fermano i porti, allora sí l’inflazione salirá, perché sará una rottura della globalizzazione. Ma la vedo improbabile. 

Posted by ExitEconomicshttp://exiteconomics.blogspot.com/2021/03/ci-sara-inflazione.html