Carissimi Ozzerini ieri ho ricevuto privatamente questa foto proveniente dai pressi di Colonia.

Così ho deciso di mandare la foto a Bernardo Mattiucci per capirci meglio. In meno di dieci minuti mi ha mandato la risposta:

http://maps.google.com/?ll=50.81374,6.79376&z=18&t=h

Ora analizziamo in prospettiva cosa dice il medesimo territorio, tanto per fare i precisini della fungia:

Le linee rosse tratteggiate ci indicano che quella zona, in cui si trovava la cava invasa dall’acqua, anticamente era una sorta di “pantano”… una mezza palude… ovvero il letto di un antico fiume di grandi dimensioni… poi ridottosi progressivamente ad un fiume prima ed un grosso fosso per ultimo. Bernardo Mattiucci mi fa gentilmente notare che il materiale in questi casi non si compatta, quindi resta una via preferenziale per l’acqua piovana. E la presenza della cava ha fatto da punto debole e conseguente sfogo.

Quindi è coerente parlare di dissesto idrogeologico e non di clima che cambia.

Vediamo cosa è successo poi nei due giorni prima: “in anticipo rispetto al disastro, il servizio metereologico federale tedesco (DWD) aveva diffuso l’avvertimento nel Paese. Eppure i cittadini della Renania, lo stato più colpito, non sono stati fatti evacuare per tempo. A dovere recepire ed attuare gli avvertimenti degli enti metereologici sono infatti le autorità locali: “Federali, regionali o cittadine, a loro il compito di dire alla cittadinanza di allontanarsi”, ha spiegato il portavoce del DWD. Ed è lì che l’ingranaggio si è inceppato: proprio in Germania, dove si è registrato il maggior numero di vittime e sfollati. …. Negli altri Paesi colpiti dal maltempo si è agito diversamente: la città di Liegi in Belgio ha ordinato già il 14 luglio mattina ai cittadini di allontanarsi o, quando non possibile, di mettersi in salvo salendo ai piani superiori delle abitazioni. Lo stesso hanno fatto il 15 luglio diversi comuni del Lussemburgo e Maastricht, nei Paesi Bassi. Con il passare dei giorni, bisognerà dunque capire cosa non ha funzionato nel sistema di intervento preventivo in Germania. Un “segno di un monumentale fallimento” del sistema di intervento, come lo ha definito la coordinatrice dell’EFAS Hannah Cloke.” https://tg24.sky.it/mondo/2021/07/16/alluvione-germania-citta-non-evacuate-allerta

Il servizio meteorologico tedesco pare non sia stato così efficiente

Ma oltre a questa falla in Germania c’è molto altro. L’attuale zona alluvionata non è la prima volta che viene colpita da importanti precipitazioni che portano grossi danni http://undine.bafg.de/rhein/extremereignisse/rhein_hw1995.html

Aprite bene le orecchie cosa scrive un sito della zona colpita https://www.steb-koeln.de/hochwasser-und-ueberflutungsschutz/ueberflutungsursachen/ueberflutungsursachen.jsp: “Molti affluenti del Reno sono ora canalizzati. Questo aumenta la velocità di flusso dell’acqua. Il tempo necessario alla cresta di un’onda di acqua alluvionale per viaggiare da Basilea a Karlsruhe è diventato significativamente più breve. Prima che il Reno superiore fosse ampliato a metà degli anni ’50, ci volevano 64 ore. Oggi, la cresta dell’onda copre la stessa distanza in 23 ore.
L’espansione del Reno ha portato al raddrizzamento, all’accorciamento del corso e quindi alla perdita di ampie pianure alluvionali dove l’acqua può filtrare. Inoltre, il picco di una piena del Reno spesso coincide sfavorevolmente con quelli degli affluenti. A seconda delle condizioni meteorologiche, l’area urbana viene poi inondata dalle acque di piena combinate di tutti i fiumi.
L’acqua può solo drenare male a causa dell’impermeabilizzazione su larga scala e della compattazione del terreno. Nel frattempo, c’è anche una mancanza di aree in cui l’acqua in eccesso può essere incanalata senza causare grandi danni (le cosiddette aree di ritenzione). Delle aree di ritenzione che erano originariamente disponibili, solo il 10% rimane oggi.”

Sempre dalla zona colpita dalla disgrazia si apprende da https://www1.wdr.de/archiv/rheinpegel-104.html: Cronaca dell’inondazione per Colonia
Nel secolo scorso, il Reno a Colonia ha superato 21 volte la soglia dei nove metri. Ogni volta c’è stato un considerevole danno da inondazione. Tre volte si è parlato di un’inondazione del secolo: nel 1926, nel 1993 e nel 1995.
Il livello dell’acqua di Colonia è misurato permanentemente alla torre del livello dell’acqua sulle rive del Reno. Un galleggiante nella torre trasmette il livello attuale dell’acqua all’orologio del livello dell’acqua montato sulla torre e simultaneamente a un sistema elettrico di registrazione dei dati.
Il “livello normale dell’acqua” – il livello dell’acqua del Reno in media su un anno intero – è attualmente di 3,48 metri. Un’inondazione, come quella del marzo 2001, con un livello dell’acqua di 9,38 metri, è quindi quasi sei metri sopra il livello medio dell’acqua. Il 29 settembre 2003 alle 8.00 del mattino è stato raggiunto il livello d’acqua del Reno storicamente più basso di 80 cm al livello dell’acqua di Colonia.
La documentazione dei livelli d’acqua a Colonia risale al XIV secolo. L’acqua alta sul Reno si verifica di solito in inverno, nei mesi di gennaio e febbraio, quando lo scioglimento della neve coincide con le precipitazioni persistenti.
1374: 10.35 Primo livello d’acqua alta registrato a Colonia.
1784: 13.55 La piena più alta mai misurata a Colonia. A Colonia e Mülheim, 63 persone sono morte nelle inondazioni.
1926: 10,69 In questo anno ha piovuto cinque volte di più della media di gennaio. L’evento è passato alla storia come l’inondazione del secolo.
1948: 10.41 I resti dei ponti bombardati ostacolavano il deflusso dell’acqua pulita in quel momento.
1983: 9,96 Una delle rare inondazioni estive che ci si può aspettare solo ogni 290 anni circa.
1993: 10.63 Alluvione del secolo a Natale. Non è stato lo scioglimento della neve, ma le precipitazioni record nel mese di dicembre che hanno portato a questo record di inondazione.
1995: 10,69 inondazione del secolo in gennaio. Le piogge persistenti e l’inizio dello scioglimento della neve nelle basse catene montuose nei primi giorni del nuovo anno hanno fatto salire il Reno al livello record del XX secolo.
1998: 9,49 inondazioni all’inizio di novembre a causa di ampie precipitazioni nella Germania meridionale e sud-occidentale.
2001: 9,38 di acqua alta in marzo. Il motivo: il disgelo nelle Alpi e nelle basse catene montuose e ampie precipitazioni.
2002: 8,56 Inondazioni alla fine di febbraio a causa di ampie precipitazioni.
2003: 9,71 Nonostante i timori, la città vecchia non è stata inondata all’inizio di gennaio. In settembre, il livello d’acqua del Reno storicamente più basso è misurato a Colonia a 80 cm.
2011: 8,91 In gennaio, l’inizio dello scioglimento della neve con temperature fino a 14 gradi e le forti piogge nella regione della Mosella hanno portato a inondazioni.

Il Reno quindi non è certo nuovo a inondazioni disastrose, osservando i dati di cui sopra si evince chiaramente che gli eventi catastrofici non sono assolutamente legati al presunto global warming. Le inondazioni si possono ritrovare in epoche anche molto lontane quando la CO2 era molto più bassa di oggi. In alcuni casi questi eventi sono stati anche ben più catastrofici di quelli odierni. In conclusione si utilizzerà questa catastrofe per portare avanti le politiche verdi tedesche e la solita narrativa del climate change.

Alessia & Paul C. F.