Friday, January 29, 2021 – link originale articolo https://exiteconomics.blogspot.com/2021/01/come-fa-un-debito-pubblico-ad-essere.html

L’Italia ha il 160% del rapporto Debito/PIL. Aumenta di continuo, come per molti altri paesi. Non tutti: in tempi pre-covid per esempio Olanda e Germania, specie l’Olanda, hanno sottospeso per riportarlo sotto il 60%.

Oggigiorno non esiste “denaro”: esiste di fatto credito, perché le monete e le banconote (il classico “denaro”) sono in quantitá infinitesima e i pagamenti sono tutti digitali. Siccome i pagamenti avvengono per mezzo di intermediari, tipicamente banche, da un conto corrente del debitore al conto corrente del creditore, si tratta di bit ( zeri e uni ) che passano da un hard disk ad un altro. E siccome i conti correnti vengono creati quando si crea debito, si capische che tutti i pagamenti, in modo diretto o indiretto, attraverso le banche sono gravati da un interesse.

Denaro con interesse applicato si chiama credito. O debito, se siete quelli che lo devono restituire.

Siccome il credito viene distrutto quando si ripaga il debito, cioé si tratta proprio di credito  che sparisce dalla circolazione, il credito deve essere continuamente creato per rimpiazzare quello distrutto. Tipicamente gli USA vanno in recessione se viene creato credito con un rate inferiore al 2% anno su anno, esclusa inflazione.

Ora, quanto é sostenibile un debito pubblico? E’sostenibile fino a quando lo stato paga le cedole o il debito giunto a maturazione.

E quanto puó durare? dura finché gli interessi che deve pagare sul debito gli consentono di racimolare soldi per pagarli.

E come fa a pagare gli interessi? tassando i cittadini e facendo altro debito per ripagare il precedente debito che va a maturazione.

E quanto puó tassare i cittadini? beh, nel caso italiano, i cittadini hanno una enorme liquiditá (in eur) parcheggiata sui conti correnti. Quindi, potrebbe spremerli per anni in modo chiaro (tasse o accise) o nascosto (meno servizi che costano uguale a prima)

Ok, e se lo stato non puó aumentare tasse, IVA, ridurre ulteriormente i servizi? Deve fare debito rivolgendosi ad enti terzi (i famosi MERCATI) che glielo finanziano. 

Chi sta salvando l’ITalia? la sta salvando la BCE, perché compra i titoli italiani a tassi bassissimi cosí lo stato si indebita pochissimo. In altri termini, lo stato italiano NON si finanzia sui mercati, ma é la BCE che lo tiene in vita. La crescita risibile della produttivitá italiana riesce a tenere il passo con i bassi tassi di interesse applicati. 

Altri sistemi, come il MES, il fondo salva stati, o altri sistemi di finanziamento sono solo altro debito a tassi agevolati. 

Intendiamoci, non siamo i soli eh! vale per altri stati europei, vale per il Giappone, vale per gli USA, per la Banca d’Inghilterra. E’ il nuovo “normale”.

Il punto é che i cosiddetti sovranisti vedono in questo sistema una perdita di sovranitá (é vero, per forza, chiedi i soldi in prestito negoziando con il creditore, e il creditore detta le sue condizioni) e un sistema perenne di ricatto. I creditori vedono in questo sistema un modo per proteggere le finanze e le tasse dei propri cittadini. Ad esempio, l’Olanda non vuole trasferimenti a fondo perduto all’ITalia perché ha sottospeso e perché le pensioni olandesi sono risibili, e infatti gli anziani in Olanda lavorano anche part time per integrare la pensione. 

L’Europa é un condominio molto litigioso, non c’é che dire. 

Torniamo alla odmanda iniziale; quanto puó durare?

Non lo sa nessuno con certezza, figuriamoci io, ma una cosa la posso dire: é necessario tenere l’inflazione bassa, al limite negativa. Altrimenti i debiti contratti vanno a cart’e quarantotto. Il Giappone lo fa intervenendo con la propria BC, gli altri stati (o macrostati, come l’euro) non fanno differenza.

E come tieni l’inflazione bassissima? tenendo l’industria sottoutilizzata.

E come tieni l’industria sottoutilizzata? comprando dall’estero, facendo deficit commerciali.

E cosa succede se fai deficit commerciali prolungati? i soldi con cui paghi, vengono convertiti in yuan, poi riconvertiti in euro o dollari, e i cinesi comprano asset in europa o usa. Non solo: impoverisci l’industria locale che rischia di non riprendersi piú, per assenza di investimenti. 

Poi, ci sono altre cose ma entriamo in discorsi complessi: incremento disuguaglianza sociale, disuguaglianza nell’istruzione, blocco dell’ascensore sociale, etc. Bisogna lavorare in settori ad altissima specializzazione, il che impone che molta gente, se non adeguatamente educata, finisce ai margini sociali, il che tiene alto il tasso di disoccupazione che a sua volta tiene l’inflazione bassa, il costo del denaro basso, e il governo puó indebitarsi e pagare i servizi sociali a basso costo.

Ignoranza al servizio dei servizi sociali…paradossale ma é cosí. 

Ma é una strategia di corto termine, specie se la popolazione non istruita aumenta, l’immigrazione di masse illetterate esplode, e lo stato deve pagare il welfare per una popolazione sempre maggiore, pagare pensioni ad una popolazione autoctona che invecchia, e giovani che sono ancora educati al posto fisso (in Italia, in Olanda é diverso).

Si dirá che la produttivitá aumenta con la tecnoglia. Verissimo. MA il punto é: quanta fiducia ci mettiamo all’idea che la tecnologia risolva i problemi di produttivitá garantendo che per uno che lavora 3 persone o 4 sono a ricasco? E in quanto tempo la gente riesce ad assorbire le innovazioni tecnologiche, a cambiare lavoro mentre il precedente sparisce e non c’é piú richiesta? Dall’invenzione del primo transistor, datata 1947, ad oggi sono stati creati centinaia di milioni di posti di lavoro che prima, semplicemente, non esistevano. Il transistor ha consentito la nascita di internet, con altre centiania di milioni di posti di lavoro. L’asticella delle competenze si alza sempre di piú. 

Mi rendo conto che sono domande qualitative, e vorrei tanto avere risposte quantitative, ma la veritá é che nessuno sa come uscirne. Chi pensa a investimenti governativi massici in R&D, chi dice di tornare all’autarchia industriale, chi propone piú globalizzazione e un super governo che controlli le disuguaglianze…mah, vada come vada, occorre tenersi informati e capire ció che succede.

Il recente esempio di masse di millennials o anche piú giovani che con Reddit si sono organizzati per azzannare alla giugulare gli Hedge Funds che scommettevano al ribasso su Game Stop, introduce una variabile che per esempio non avevo considerato: i social come “anti-sistema” non solo a chiacchiere, ma nei fatti. E senza mai nemmeno essersi stretta una mano!

Il punto é che é occasionale, e non é che speculando “al contrario degli Hedge Funds” risolvi il problema, ma lo spunto é interessante. Classico esempio di ‘l’unione fa la forza”. Potrebbe spostarsi in altri settori, non solo finanziari, con masse sempre piú imponenti. Se la gente non deve uscire di casa, ma gli basta un click per fare massa, le cose cambiano, e cambiano di parecchio! per qualsiasi sistema democratico.

Al solito, i cambiamenti in campo finanziario anticipano sempre i cambiamenti sociali. Questo perché la finanza é sempre la prima ad adoperare le nuove tecnologie, per avere vantaggi sulla concorrenza. Ho giá scritto a riguardo. 

Tempi interessanti ci attendono. Occhi aperti, orecchie aperte, mente aperta, e ricordiamoci che siamo marziani che osservano gli altri al microscopio. 

Posted by ExitEconomics