Uno dei temi caldi dell’ultima settimana riguarda la fuoriuscita di Vannacci dalla Lega e la conseguente formazione di un nuovo soggetto politico, che dovrebbe chiamarsi Futuro Nazionale, anche se ci sono dei problemi legati al “copyright” del nome, che sarebbe già di proprietà di qualcun altro.

Non mi dilungherò nel ricordare chi è Vannacci, dal momento che la “cagnara mediatica” che si è consumata sull’ex generale è stata talmente intensa che anche i più distratti e i meno interessati dalla politica sanno chi sia. Diciamo che Il generale Roberto Vannacci, grazie all’involontaria complicità dei compagni che sbagliano, anzi, che non ne imbroccano una, è diventato VANNACCI, un fenomeno probabilmente senza precedenti in Italia per dimensione, velocità e influenza.

Tutto cominciò un paio di anni fa quando un giornalista de La Repubblica, forse non sapendo di che altro scrivere, forse in preda a un profondo delirio woke, o magari entrambe le cose, decise di scrivere un pezzo riguardante un libriccino che un generale delle forze armate italiane aveva scritto e auto pubblicato,Il mondo al contrario, sicuramente non mettendo minimamente in conto delle conseguenze che ciò avrebbe comportato, nel quale, tra le altre cose, scriveva concetti che la sinistra “inclusiva” (scusate il termine) e woke, vedeva come i tori il drappo rosso nelle corride: che l’omosessualità non è normale, che Paola Egonu, la pallavolista, esteticamente non è rappresentante dell’italianità. Apriti cielo! La sinistra woke non aspettava altro per poter starnazzare su quanto fossero retrograde e anti inclusive le Forze Armate, che Meloni doveva intervenie duramente ecc. ecc. Fatto sta che i compagni che non ne azzeccano una, hanno cominciato ad attaccare Vannacci e quindi a parlare di lui, contribuendo a creare il fenomeno: interviste, inviti in talk show, interrogazioni parlamentari, i social che non parlavano di altro, insomma il risultato finale è un successo mediatico incredibile.

Il successo mediatico, poi, non ha fatto altro che pubblicizzare oltre modo il libriccino del generale che ben presto divenne un best seller, totalizzando oltre le 500.000 copie vendute in poco tempo: dopo il successo mediatico, quello editoriale, contribuendo a fare di Vannacci, oltre che un personaggio noto, anche un uomo ricco.

Ovviamente un fenomeno così dilagante non poteva non attirare la politica, quindi candidatura alle elezioni europee e conseguente vittoria nel seggio. Successo politico, certo, ma più che altro per il partito che lo ha candidato che, grazie a lui, ha potuto invertire il trend negativo e tornare a salire nelle percentuali di voto ricevuti.

Ovviamente non contenti, i compagni, non appena Vannacci ha cominciato a pensare di lasciare la Lega per fondare un suo partito, hanno subito dato risalto alla cosa pompando oltremodo la situazione. E chi ha dato per primo la notizia sul nuovo partito di Vannacci? Ma ovviamente La Repubblica!

Naturalmente l’intento era quello di fare in modo di favorire e pompare la nascita di un nuovo partito a destra capace di togliere voti a Meloni e soci e indebolire la maggioranza, in maniera tale da favorire il campo largo, sia pure sgangherato. Quindi tutti a parlarne e a fare pubblicità al nuovo partito: dopo il successo mediatico ed elettorale, ecco pure il successo politico, quello vero, quello personale, dato che i sondaggi danno, al momento, Futuro Nazionale o come diavolo si chiamerà, al 4% ed oltre, che per un partito neonato sarebbe veramente ragguardevole. E tutto grazie ai compagni, perchè, come recita il proverbio, “Errare humanum est, perseverare autem compagnorum”.