Questo articolo è strettamente connesso alla mia traduzione appena pubblicata dove Craig Murray spiega bene cosa ha scoperto in Turchia [1] e che “L’Ucraina si oppone a questo piano di esportazione del proprio grano, perché si oppone alla rimozione delle mine, che, sia chiaro, sono state collocate dall’Ucraina nelle rotte marine per impedire l’attacco anfibio a Odessa. C’è un’ipocrisia monumentale da parte dell’Occidente, che incolpa la Russia di impedire l’esportazione del grano mentre in realtà è bloccata dalle mine dell’Ucraina, che attualmente si rifiuta di permettere alla Turchia di rimuovere.”

L’ambasciatore ucraino in Turchia aveva anche subordinato l’esportazione di grano alla condizione che l’Ucraina ottenesse prima i missili antinave occidentali e che le forze navali straniere garantissero la sicurezza e intervenissero contro le navi russe se necessario.
Si sono svolti colloqui in Turchia sull’esportazione di grano ucraino attraverso i porti ucraini del Mar Nero. In questo contesto, l’ambasciatore ucraino in Turchia ha dichiarato a CCN-Turk [2] :
<<Vorrei ringraziare la Turchia per i suoi sforzi in questo senso [per creare un corridoio sicuro per l’esportazione di prodotti agricoli dall’Ucraina via mare]. Allo stesso tempo, vorrei sottolineare che non esiste ancora un accordo tra Ucraina, Turchia e Russia su questo tema. Per la ripresa del traffico marittimo sono necessarie efficaci garanzie di sicurezza. Queste garanzie dovrebbero essere fornite dando all’Ucraina armi adeguate per proteggere le sue coste dalle minacce provenienti dal mare e dispiegando forze navali di Paesi terzi per proteggere la parte interessata dell’area del Mar Nero>>.
Quindi in prima battuta l’ambasciatore ucraino afferma apertamente che è l’Ucraina e non la Russia a impedire l’esportazione di grano dall’Ucraina. Non solo, ma chiede missili antinave occidentali e persino l’uso di forze navali contro la Russia in cambio della liberazione delle esportazioni di grano. L’unica cosa che ostacola l’esportazione del grano ucraino attraverso il Mar Nero è il fatto che l’Ucraina ha minato i suoi porti, e l’Ucraina non vuole cambiare le cose per il momento.

Il Presidente russo Putin ha appena parlato a lungo del problema in un’intervista [3] e ha garantito che la marina russa non ostacolerà nessuna nave civile nel Mar Nero, ma al contrario garantirà il loro passaggio sicuro attraverso il Mar Nero se l’Ucraina finalmente libererà i suoi porti. Di fatto la Russia non ha ancora ostacolato nessuna nave mercantile nel Mar Nero. Mosca aveva offerto altre due possibilità per esportare il grano ucraino:
a) ha offerto di consentire le esportazioni attraverso il porto di Mariupol, controllato dai russi, che nel frattempo è stato liberato dalle mine e ha ripreso a funzionare [4]. Tuttavia, l’Ucraina non è disposta a farlo.
b) la seconda opzione sarebbe quella di trasportare il grano attraverso la Bielorussia fino alla Lituania, dove può essere caricato direttamente sulle navi. Tuttavia, ciò è attualmente impossibile a causa delle sanzioni europee contro la Bielorussia.

Il percorso attraverso la Lituania
Nel corso dell’intervista, Putin ha parlato dell’idea di trasportare il grano ucraino per ferrovia attraverso la Bielorussia fino ai porti lituani e il Presidente bielorusso Lukashenko ha immediatamente dichiarato di non opporsi al trasporto del grano ucraino attraverso il suo Paese fino alla Lituania. Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha immediatamente commentato la notizia come segue [5]: <<L’UE ha imposto sanzioni alla Bielorussia per quanto riguarda i fertilizzanti. La Lituania si è unita a loro. Quindi cosa dovremmo fare ora, chiudere un occhio e dire che Lukashenko è improvvisamente diventato un leader più accettabile e ha fatto qualcosa di buono che dovrebbe farci revocare le sanzioni?>>.
Possiamo quindi dedurre che è la UE a impedire questo tipo di esportazione con le sue sanzioni e che per la UE è ovviamente più importante rovesciare Lukashenko piuttosto che alleviare la minaccia di una carestia globale.

L’influente capo del Consiglio di sicurezza ucraino Alexey Danilov ha dichiarato che l’Ucraina continuerà a vietare le esportazioni di grano fino a nuovo ordine. Si continua ad accusare la Russia per le mancate esportazioni di grano dall’Ucraina e di usare la fame come arma. Ma la verità è che l’Ucraina impedisce le esportazioni di grano, tanto che il governo ucraino è così gentile da confermarlo ufficialmente.
Il capo del Consiglio di sicurezza ucraino lo ha confermato chiaramente alla televisione ucraina. Ecco cosa riporta la TASS sulla dichiarazione del capo del Consiglio di sicurezza ucraino [6]:
<<L’Ucraina ha dichiarato che non esporterà grano finché non sarà garantita la sicurezza.
Il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell’Ucraina, Alexey Danilov, ha dichiarato che per Kiev “la questione della sicurezza viene prima di tutto”.
L’Ucraina riprenderà le esportazioni di grano dai porti solo se sarà garantita la loro sicurezza. Il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina, Alexey Danilov, lo ha dichiarato martedì (7 giugno 2022).
“Recentemente è stata rilasciata una dichiarazione del Ministero degli Esteri del nostro Paese che ha chiaramente definito che la prima questione è la sicurezza, la seconda è la sicurezza e la terza è la sicurezza”, ha dichiarato Danilov secondo quanto riportato da TSN, l’agenzia di stampa del canale televisivo 1+1. “Se non si risolve questo problema, che il nostro Paese è sicuro, nessun grano andrà da nessuna parte. Perché per noi la questione della sicurezza viene prima di tutto”, ha dichiarato il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa ucraino.
In precedenza, il presidente russo Vladimir Putin aveva sottolineato che Mosca garantisce il passaggio senza ostacoli delle navi che trasportano grano ucraino se Kiev elimina le mine nei suoi porti e che la Russia può garantire l’esportazione delle merci attraverso i porti controllati dalla Russia come Berdyansk e Mariupol. L’Ucraina, ha detto il leader russo, potrebbe anche esportare il grano via terra e la strada più logica sarebbe quella della Bielorussia, che però dovrebbe essere esentata dalle sanzioni occidentali per poterlo fare. Putin ha anche ricordato che i problemi del mercato alimentare globale sono iniziati già nel febbraio 2020. Ha definito un bluff le dichiarazioni sul presunto blocco del grano nei porti ucraini da parte della Russia.
Il 30 aprile, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Xinhua, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che le mine posate dalle truppe ucraine galleggiano nel Mar Nero e mettono in pericolo la navigazione e le infrastrutture portuali dei Paesi del Mar Nero.>>
Quindi non è la Russia, ma è proprio l’Ucraina che usa la fame come arma. O fa alla luce del sole e i media occidentali continuano a incolpare la Russia.

Ma in articolo [7] appare chiaro che la questione del grano ucraino nasconde ben altro, è l’ennesima copertura mediatica che attribuisce alla guerra la scarsità di grano, quando “i 20 milioni di tonnellate di grano presumibilmente stoccati in Ucraina rappresentano comunque solo una piccola percentuale del grano mondiale e non avrebbero quindi un impatto significativo sull’approvvigionamento alimentare mondiale”.

NOTE:
[1] https://www.orazero.org/gli-stati-uniti-prolungano-la-guerra-in-ucraina-by-craig-murray/
[2] https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/14849881
[3] https://www.anti-spiegel.ru/2022/putin-ueber-die-gruende-fuer-die-lebensmittel-und-energiekrise-eine-einfach-dumme-politik/
[4] https://www.anti-spiegel.ru/2022/vereinigt-sich-die-suedostukraine-mit-russland/
[5] https://tass.ru/ekonomika/14835905
[6] https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/14853443
[7] https://www.anti-spiegel.ru/2022/ukraine-und-litauen-verhindern-abtransport-von-ukrainischem-getreide-auf-dem-seeweg/