Exit Economics Sunday, March 15, 2020 – link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2020/03/corona-confronto-impietoso-italia-corea.html

Come ripeto sempre, separare il segnale utile dal rumore é difficile, specie se non si dispone di strumenti logici utili.

Bene, su queste pagine abbiamo parlato della matematica dietro il Coronavirus, spiegando in che modo, analiticamente, l’igiene agisca sulla probabilitá di contagio e la quarantena sul numero atteso di persone potenzialmente coinvolte.

Svicolone61, su Orazero, ha effettuato una regressione sui dati provenienti dalla protezione civile e, come potete vedere da voi, il match é pressoché perfetto, confermando le previsioni.

Ecco i link:

Altri articoli dove uso la stessa base matematica del calcolo di una regressione (avanzati) o il problema della “troppa informazione”, cioé troppe notizie che letteralmente intasano la capacitá di analisi:

Lo so che leggere queste pagine su ExitEconomics é faticoso, ne sono ben consapevole ed é la mia linea editoriale: per capire il mondo bisogna faticare. Per il resto, ci sono i quotidiani nazionali che producono le stesse notizie, con gli stessi commenti, con le stesse analisi di primo livello, inutili per la nostra crescita mentale. 
Scrivere su queste pagine mi aiuta a ragionare, a capire dove sbagliavo qualche tempo fa (vedi alcuni miei post entusiastici sull’oro del 2016 mentre ora non ci dedicherei nemmeno mezza riga; o sul mio entusiasmo per Salvini, datato 2018, che ha fatto qualcosa come 20mila visualizzazioni; 20 mila visualizzazioni per un abbaglio, detto a posteriori), le ragioni per cui sbagliavo, e le correzioni da apportare. Sono molto trasparente con voi. Se sbaglio, lo ammetto. Se ci azzecco, lo rimarco. Se uno mi critica costruttivamente, gli stendo un tappeto rosso.
Veniamo al titolo del post. Mi baso sui numeri nudi e crudi.

Numero di tamponi effettuati.

  1. Corea del Sud: 220 mila
  2. Italia: 70mila
  1. Popolazione Corea del Sud: 50 milioni
  2. Popolazione Italia: 60 milioni

Pertanto l ‘Italia ha effettuato, per milione di abitanti, il 70% di tamponi in MENO della Corea del Sud.
Quindi la mappatura italiana é molto inferiore a quella della CdS.
Fine del primo mito: non é vero che in Italia il virus é piú cattivo perché noi abbiamo mappato e gli altri no. 
Abbiamo iniziato a separare informazione utile da rumore. Primo livello.Andiamo avanti. I dati che inserisco si riferiscono a qualche giorno fa ma l’importante é il confronto.
Numero di morti in Italia: 1000 su 15000 infettiNumero di morti in Corea: 67 su 8000 infetti

Quindi in Italia il rate di letalitá é 6,7%. In Corea del Sud é 0.8%. 
Non é sensato dire che in Corea muoiono di meno perché nascondono le morti, visto che hanno fatto un numero molto maggiore di tamponi rispetto a noi. Eppure in Italia il virus é il 700% piú letale. 
Fine del secondo mito: in Italia il virus non é una ínfluenza piú forte del solito, ma lo é in Corea del Sud. dove la letalitá é in ogni caso un ordine di grandezza superiore all’ordinaria influenza.
Abbiamo separato ulteriormente segnale utile da rumore. Secondo livello. 

Due domande: Come mai in Corea del Sud il contagio é stato cosí ridotto?Come mai la letalitá del coronavirus in Coreas del Sud é cosí minore?
Alla prima domanda, rispondo brevemente: lesson learned. I coreani avevano vissuto la MERS, Middle East Respiratory Syndrome, nel 2015 e hanno implementato enormi azioni correttive nel loro sistema di prevenzione. Tamponi a tappeto per isolare le persone affette (isolamento dei cluster), informare il pubblico nel modo piú trasparente possibile, e raccolta dati – da carte di credito, GPS, prenotazioni di aerei, treni- per risalire a chi poteva aver contagiato chi. Addirittura la messa in funzione di app su cellulare per monitorare da remoto persone che si erano messe in auto-quarantena.
In Italia, é stato il caos. Negare prima il problema e relegarlo a fascioleghismo é stato FATALE. Poi ogni regione si é mossa in modo indipendente. E’ stata paradossalmente una FORTUNA che il contagio sia esploso nell’efficiente Lombardia anziché in Campania. Ce ne accorgeremo a breve quando il virus esploderá a Napoli, dove si vedono ancora affollamenti ai bar e la gente in strada. Ancora oggi, a due mesi dall’inizio dei casi, mancano le mascherine al personale sanitario. Una debacle totale. 
Per rispondere alla seconda domanda, posso solo fare la seguente ipotesi: in Italia la popolazione é molto piú anziana che in Corea. L’Italia é un paese di vecchi. Senza offesa, é solo una constatazione. 

  • Sud-Corea:
  • 0-14 years: 13.03% (male 3,448,627 /female 3,251,786)
  • 15-24 years: 12.19% (male 3,295,814 /female 2,970,439)
  • 25-54 years: 45.13% (male 11,986,760 /female 11,220,268)
  • 55-64 years: 15.09% (male 3,825,127 /female 3,935,700)
  • 65 years and over: 14.55% (male 3,202,232 /female 4,281,344) (2018 est.)
  • Italia:
  • 0-14 years: 13.6% (male 4,326,862 /female 4,136,562)
  • 15-24 years: 9.61% (male 2,994,651 /female 2,984,172)
  • 25-54 years: 41.82% (male 12,845,442 /female 13,183,240)
  • 55-64 years: 13.29% (male 4,012,640 /female 4,261,956)
  • 65 years and over: 21.69% (male 5,817,819 /female 7,683,330) (2018 est.)

Gli ultrasessantacinquenni sono il 7% in piú che in Corea. Gli ultracinquantacinquenni sono il 10% in piú che in Corea.La popolazione sotto i 55 anni é il 7% in meno che in Corea.

Siccome il coronavirus colpisce soprattutto oltre i 45 anni, e uccide oltre i 65, é ragionevole pensare che l’Italia sia stata piú colpita in termini di morti a causa:

  • 1) del pessimo tempismo nel riconoscere i contagiati e isolarli, ivi incluso la poca predisposizione degli italiani a seguire regole e buonsenso, e a seguire le regole solo quando il panico é scoppiato. 
  • 2) della alta percentuale di anziani nello Stivale. 
  • 3) la ritrosia, e la mancanza di mezzi tecnologici, per mappare correttamente i percorsi di chi era portatore del virus. 

Con questi dati, la prossima volta scriveró se ha senso continuare una quarantena indefinita come appare oggi. E se non sia il caso, invece, lavorare per una quarantena “differente”, usando il modello coreano. Che ha funzionato benissimo. I dati non mentono. 
Insisto con il dire la cosa seguente, suffragata dai dati appena esposti: questo é stato, e tuttora é, il governo peggiore capitato nel momento peggiore, come scrissi il 25 Febbraio scorso.

A coloro che dicono che in Italia abbiamo ridotto drasticamente il numero di posti letto negli ultimi anni per dare risorse a immigrati, Europa, etc, rispondo che sí, sicuramente i tagli andavano fatti meglio, con ragionevolezza, ma é anche vero che:

Spesa sanitaria  in Italia: 8.9% del PIL,
Spesa sanitaria in Corea: 7.3% del PIL.

Letti di ospedale in Italia: 3.6 per 1000 abitanti
Letti di ospedale in Corea del Sud: 12.3 per 1000 abitanti

C’é quindi un problema di efficienza della spesa pubblica grande come una casa. E non é privatizzando che le cose vanno meglio, perché un tampone negli USA costa 3000 dollari, e la gente non é coperta dall’assicurazione sanitaria. Quindi, il pubblico é fondamentale, ma va razionalizzato ed efficientato: il che NON significa tagliare posti letto, la Corea spende meno e ha piú del triplo dei posti letto.

Quindi, fine di un terzo mito: il problema é stato il taglio dei posti letto. No, il problema é stato il taglio stupido dei posti letto mentre la spesa per la sanitá cresceva. esiste sicuramente un problema degli appalti, di eccessiva burocrazia, della gestione degli ospedali, della spesa per i consumabili, e temo ci sia tantissima corruzione nella supply chain quando il cliente é lo Stato. Insomma, i soliti annosi problemi della malagestione della Cosa Pubblica tipicamente italiani. Medici eroi e uffici acquisti corrotti.

Cosa possiamo dire degli ICU, intensive care units, cioé i posti per terapia intensiva? Se ci sono 3.6 posti letto ogni 1000 persone, significa 216000 letti per la popolazione italiana. Siccome il totale delle ICU italiane é nell’ordine delle 5000 unitá, significa che solo il 2%del totale dei posti letto di ospedale sono per terapia intensiva.

Quindi, per 1000 abitanti, ci sono 0.07 letti di terapia intensiva.
Capite perché il coronavirus é una catastrofe in ogni caso per gli anziani. Ecco perché la quarantena come é stata strutturata finora non funzionerá e bisognerá pensare a qualcosa di diverso e piú strutturato.

Ne parleró in un prossimo articolo.