Tratto da telegraph.co.uk Scelto e tradotto da Gustavo Kulpe

Nota della redazione Lasciando da parte le cause di questa possibile pandemia, che si tratti di un virus sfuggito al controllo di qualche laboratorio di ingegneria genetica, per errore o per calcolo, o di una mutazione naturale, non importa, saranno altri a occuparsi di questi risvolti, la cosa che mi preme sottolineare con la pubblicazione di questo articolo è che la situazione, molto probabilmente, è di gran lunga peggiore di come le autorità cinesi lascino trapelare. In un paese in cui il controllo governativo sui media è strettissimo, la fuga di notizie lascia immaginare che l’entità del problema sia infinitamente più vasta. E, come viene anticipato nell’articolo, il fatto che siano trascorsi diversi giorni dal reale scoppio dell’epidemia ai primi provvedimenti e alla circolazione delle prime notizie, lascia credere che la diffusione del virus sia di portata più grave di come le autorità lascino pensare. L’unica cosa su cui si può sperare affinchè il problema rimanga circoscritto, è la possibilità da parte del governo cinese, di adottare misure restrittive che solo uno stato con il controllo capillare e autoritario del proprio territorio può intraprendere. In uno stato democratico di tipo occidentale, con ogni probabilità, la situazione sarebbe ben presto precipitata fuori controllo.


Nicola Smith e Sarah Newey per The Telegraph

Pazienti con la maschera che svengono per strada. Centinaia di cittadini nel panico in fila spalla a spalla, con il rischio di infettarsi a vicenda, in stretti corridoi negli ospedale in attesa di cure da parte di medici in inquietanti tute bianche.

Un medico stressato che strilla angosciato in una sala d’attesa.

I terrificanti videoclip, registrati da cittadini scioccati negli ospedali di Wuhan, epicentro del micidiale coronavirus che ha falcidiato la Cina e infettato 20 soggetti di otto paesi stranieri, questa settimana sono diventati virali sui social media cinesi e hanno evidenziato una situazione fuori controllo da parte del governo cinese.

In una delle clip più strazianti, pubblicata dal fumettista sino-australiano Badiucao, impossibile da verificare direttamente poichè eliminato da Weibo, il Facebook cinese secondo quanto ci viene riferito,si vedono pazienti sotto flebo o bombole di ossigeno seduti accanto a tre pazienti deceduti coperti da lenzuola bianche.

Ulteriori filmati amatoriali hanno mostrato tende di fortuna nei parcheggi degli ospedali, mentre il governo si è impegnato venerdì a costruire una nuova struttura da 1000 posti letto in soli dieci giorni per curare e contenere il nuovo agente patogeno simile alla Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Dopo settimane di apparenti ritardi nell’affrontare la crescente emergenza sanitaria che è apparsa per la prima volta in un mercato del pesce a Wuhan, le autorità cinesi sono improvvisamente entrate in azione questa settimana non solo mettendo in quarantena la città che conta 11 milioni di abitanti, ma creando anche gravi ostacoli alla circolazione da e verso altre 17 città nella regione di Hubei, provocando il blocco di almeno 56 milioni di persone.

La rapida e vasta quarantena ha sollevato dubbi sul perché siano state giudicate necessarie misure così estreme – dato che le cifre ufficiali delle infezioni si riferiscono solo a qualche centinaio di casi – e preoccupazioni sulle implicazioni per i diritti umani e le libertà civili.

Mentre gli oppositori del regime imperversano su Internet, il governo ha lasciato i cittadini intrappolati nella paura e all’oscuro.

“Dopo aver trascorso alcuni giorni a Hubei, mi sento triste per i residenti locali tra cui mia mamma e mio papà, poiché molti di loro non si sono resi conto che WuhanCoronavirus è una crisi sanitaria nazionale già dal 22-23 gennaio. Questo non è normale, dato che il primo caso si è verificato a metà dicembre “, ha twittato Qingqing Chen, un giornalista locale, che ha aggiunto immagini di scaffali dei negozi praticamente vuoti.

Perfino i media di stato, che normalmente riportano a pappagallo la linea di Pechino, hanno mostrato una rara visione della disperazione e del caos che dominano su quel territorio, e il timore che le autorità potrebbero avere difficoltà a contenere l’epidemia.

Il People´s Daily ha pubblicato il video di un paziente guarito che faceva felicemente il segno di pace insieme a quattro medici che indossavano una tuta ignifuga.

Ma il Global Times ha rivelato che erano necessarie urgentemente risorse vitali, tra cui kit per i test e dispositivi di protezione come maschere, occhiali, copricapo e indumenti, riportando che erano stati inviati 40 medici militari per aiutare i medici civili nelle segnalazioni.

Sophie Richardson, direttrice cinese di Human Rights Watch (HRW), ha affermato che l’inaspettata quarantena e la massiccia risposta del governo cinese alla crisi hanno anche sollevato reali preoccupazioni sulla trasparenza.

“Dal punto di vista medico e dei diritti umani, in queste situazioni è essenziale che le persone si fidino delle informazioni disponibili”, ha detto a The Telegraph.

“Nutro reali preoccupazioni a causa di persone che presumibilmente “diffondono voci” secondo cui sono state censurate dalle autorità, specialmente in un momento in cui le preoccupazioni per la mancanza di informazioni accurate sono alte”.

Molti esperti di sanità che avrebbero avuto “le giuste competenze per dare l’allarme contro il coronavirus tempestivamente” erano stati arrestati o bloccati nelle loro ricerche perché non interni al sistema statale cinese, ha inoltre aggiunto. “Sono stati invece trattati come degli anarchici”.

Il silenziamento delle critiche da parte di un regime autoritario che non solo nasconde la verità alla sua popolazione, ma spesso crea una cultura della paura che soffoca il flusso di cattive notizie verso l’alto, può offrire alcuni indizi sul perché la crisi di Wuhan sia apparentemente sfuggita al controllo .

Il primo caso fu segnalato l’8 dicembre, quando i funzionari riferirono che era tutto sotto controllo e risolvibile. La polizia ha interrogato otto persone per aver presumibilmente diffuso “voci” online, e fino allo scorso fine settimana le autorità hanno offerto un rinfresco pubblico al quale hanno partecipato oltre 40.000 famiglie.

Fu solo quando la malattia si diffuse in altre città che la pubblica negazione del problema terminò e cominciarono ad arrivare le prime risposte frettolose del governo.

Venerdì sera, il bilancio delle vittime ufficiale era di 41 decessi, con oltre 1.300 infetti. Il virus si è ora diffuso fino agli Stati Uniti e in Europa, con tre casi confermati in Francia venerdì scorso.

Finora le vittime sono principalmente di età compresa tra 48 e 89 anni, con la stragrande maggioranza di soggetti anziani e non in buona salute, anche se pare ci sia pure un giovane uomo sano di 36 anni tra le vittime.

Sono stati segnalati due decessi al di fuori di Wuhan, uno a circa 1.500 miglia di distanza nella provincia nord-orientale di Heilongjiang, che confina con la Russia e la Mongolia.

Tuttavia, gli esperti di epidemiologia dell’Imperial College di Londra affermano che la cifra reale nella sola città di Wuhan potrebbe oscillare tra le 4.000 e le 9.700 nello scenario peggiore.

Anche i media di stato sembravo voler preparare il pubblico a un improvviso aumento dell’infezione. Giovedì, il Global Times, citando Caixin, ha twittato la notizia insolitamente schietta che i medici di Wuhan “hanno predetto che il numero di persone infettate dal nuovo coronavirus alla fine potrebbe superare i 6.000”.

I collegamenti ferroviari, stradali e aerei di Wuhan sono stati chiusi giovedì mattina. Venerdì, un totale di 14 città nella provincia centrale di Hubei hanno sospeso i trasporti pubblici. In alcuni i locali pubblici restano chiusi, e tutte le 70.000 sale cinematografiche del paese, nonchè Disneyland a Shanghai, rimarranno chiusi questo fine settimana.

Tuttavia, alcuni medici hanno esplicitamente ammonito che le severe restrizioni intraprese rimangono insufficienti, troppo tardi per contenere un virus che è già germogliato dall’ Asia fino agli Stati Uniti.

“Siamo sicuri si tratti di un focolaio più vasto”, ha detto Guan Yi, un virologo che ha contribuito a identificare la SARS durante un focolaio che ha ucciso circa 800 persone nel 2003.

Il dottor Yi, che è tornato da Wuhan poco prima del blocco, ha sottolineato che un numero enorme di persone sarebbe già partito prima delle vacanze per il Capodanno lunare, iniziate venerdì.

Potrebbero diffondere il virus in incubazione “uscendo da Wuhan”, ha detto.

“Abbiamo oltrepassato il ‘periodo d’oro’ per la prevenzione e il controllo”, ha detto alla rivista Caixin dalla sua quarantena autoimposta dopo aver visitato Wuhan. “Inoltre, abbiamo l’aumento del traffico a causa delle vacanze e la trascuratezza del proprio dovere da parte di determinati funzionari statali.”

Altri hanno ipotizzato l’elusione di blocchi e controlli da parte di esponenti dell’elite.

“Soprattutto le persone facoltose e con agganci, si stanno dando da fare in tal senso … probabilmente con successo”, ha detto a AFP Zi Yang, analista senior presso la S. Rajaratnam School of International Studies di Singapore .

La mancanza di dati trasparenti sulla diffusione della malattia, che può essere trasmessa da uomo a uomo, ha gravi ripercussioni al di fuori della Cina continentale.

A Hong Kong, che finora ha confermato due casi del virus di Wuhan ma con 236 pazienti sotto sorveglianza, la dott.ssa Arisina Ma, presidente dell’Associazione dei medici di stato di Hong Kong, ha dichiarato al Telegraph che il personale medico è in allarme poiché teme che la Cina stia nascondendo la vera entità della crisi.

“I dati provenienti dalla Cina, le caratteristiche cliniche dei pazienti. Non ne sappiamo molto. Abbiamo bisogno di dati corretti sulla portata dell’epidemia nella terraferma in modo da poter prevedere quale sarà l’impatto su di noi”, ha aggiunto.

L’hub finanziario ha trasformato due campi di villeggiatura, tra cui una ex caserma militare britannica, in zone di quarantena per le persone che potrebbero essere venute a contatto con i vettori di infezione.

Gli stessi siti sono stati utilizzati durante la mortale epidemia di SARS 17 anni fa, che ha ucciso quasi 300 persone nella città governata dalla Cina e ha lasciato profonde cicatrici psicologiche.

“Avremo un team completo di personale per gestire i campi di quarantena”, ha detto ai giornalisti Wong Ka-hing, direttore del Center for Health Protection.

L’Asia rimane in allerta e ha intensificato i controlli sanitari negli aeroporti in seguito a un’escalation dei casi segnalati dalla Corea del Sud alla Tailandia.

Taiwan ha affermato che non permetterà più ai residenti di Wuhan di entrare nel suo territorio, mentre le Filippine si sono impegnate a rimpatriare centinaia di turisti.

La crisi ha rovinato i piani per il nuovo anno di milioni di persone che normalmente volano all’estero o affollano i mezzi pubblici per visitare la famiglia.

Coloro che hanno deciso di continuare il loro viaggio lo hanno fatto nella paura. Durante un volo da Pechino a Hangzhou nello Zhejiang, la maggior parte dei passeggeri ha rifiutato il pasto in volo. Si è sentita una madre rimproverare la sua giovane figlia perchè aveva rimosso la maschera. “Vuoi morire?” le ha detto.