Tante leggi a tutela specifica che stanno cambiando il nostro modo di pensare.

La laicità dello Stato può avere due diverse esplicitazioni, potendo consistere o in una rigida separazione tra lo Stato e le confessioni religiose (ad esempio, negli U.S.A. o in Francia) o in un favor o comunque in una protezione esplicita della pratica religiosa, purché senza discriminazioni tra le diverse confessioni religiose (tale è il caso, ad esempio, dell’Italia). Mentre la prima prospettiva ha, come conseguenza, l’assoggettamento di tutte le confessioni religiose a una disciplina di diritto comune, la seconda ha come effetto il ricorso a istituti di natura convenzionale (concordati, intese ecc.) per la disciplina dei rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose. Ancora diverso è stato, infine, il caso della forma di Stato socialista (Forme di Stato e forme di governo), dove la formale proclamazione della separazione tra lo Stato e la religione ha nascosto una preferenza sostanziale per posizioni ateistiche (art. 124 Cost. U.R.S.S. 1936; art. 70 Cost. Polonia 1952; art. 52 Cost. U.R.S.S. 1977). http://www.treccani.it/enciclopedia/laicita-dello-stato/

Nel precedente secolo si è lottato e rafforzato il potere dell’individuo e la sua emancipazione, tanta nuova libertà “garantita”. Ma negli ultimi venti anni i media sono sottomessi all’islamizzazione europea. Prevalentemente le leggi europee (e di ogni singolo stato) mettono al primo posto la legge nazionale e poi esistono le norme che tutelano i diritti religiosi, ma sono sempre più deboli e la laicità non è più in grado di arrestare l’espansione della religione musulmana in Europa. Gli islamici ovunque rivendicano il diritto di vivere secondo i loro principi religiosi e non intendono seguire il diritto laico presente nei vari diritti europei.

Una vera offensiva islamista che ci ha portato ad accettare di tutto e ovunque cercano di imporre elementi di sharia nel diritto: quindi indossano il velo, chiedono il riconoscimento della blasfemia e hanno ovviamente ottenuto un separatismo comunitario con: menu specifici, disposizioni orarie e possibilità di pregare ovunque (quindi anche all’esterno delle moschee). In particolare le più grandi concessioni si vedono nei paesi cattolici. L’islam realmente si sta sostituendo alla Chiesa e quest’ultima si è realmente sottomessa.

Arriva presto in certi paesi europei (Francia e Belgio) perché molte ex colonie sono islamiche, quindi vengono promulgate leggi atte a integrare chi proviene da queste zone e intende acquisire la piena nazionalità. Inizia una lunga penetrazione in tutta Europa di immigrazione prima dal Maghreb e poi sub-sahariana. L’Islam di queste popolazioni immigrate sfida da sempre la laicità europea, si scontrano e iniziano a chiedere leggi e salvaguardia di costumi sviluppati al di fuori del contesto europeo. MA questo tipo di immigrazione massiccia ha un particolare, mette al secondo livello le leggi dello stato e riconosce al primo posto il “suo” diritto religioso.

Quando l’Islam arriva in Occidente è un momento molto particolare:

  • dopo molti secoli la religione cristiana smetteva di essere una religione di stato e stava per essere completamente assorbito il concetto di stato laico
  • i ritmi e le forme sono state diverse da Paese a Paese, ma quella era la trasformazione in atto
  • avvengono più processi: si raggiungeva l’autonomia della politica che si liberava dalla religione
  • si sottometteva l’ordine religioso all’ordine politico
  • si separava il potere politico e il potere religioso
  • questa separazione porta nei decenni a nuovi diritti dello Stato concessi a individui che per anni non potevano vedersi riconosciuto nessun tipo di “tutela”
  • nello stesso periodo in Europa la religione diventa una pratica limitata alla sfera privata
  • i cristiani europei credono che la propria fede personale non definisce più l’appartenenza alla “comunità” di nascita, basta nascere in “quel posto” e cessa l’affiliazione religiosa, puoi credere in chi vuoi o essere pure ateo ma ti identifichi sempre in quella comunità, che comunque fino la giorno prima era regolata da un certo sistema religioso.

Nel momento sopra descritto arriva l’Islam, ma il mondo musulmano assorbe il nostro cambiamento in modo distorto: hanno visto solo verdi campi fertili di conquista.

Semplicemente con la neonata laicità non siamo in grado di tutelarci da chi vuole la religione al primo posto e non le leggi di Stato. Come puoi credere che siamo tutti liberi e tutti uguali quando una grossa componente religiosa inizia a prendere il potere? A maggior ragione se parliamo di una religione che non mette al primo piano l’emancipazione individuale. Non è una religione che si può essere facilmente globalizzare. Iniziano a essere chiari certi errori occidentali?

I politici islamici in Europa poi convincono i musulmani europei che la laicità è strettamente “un problema e non una conquista di libertà” occidentale e che va combattuta in tutti i modi. Ecco perché i cristiani europei – se non decidono di combattere per la loro sopravvivenza – si troveranno all’angolo nell’arco del prossimo decennio.

Va sempre ribadito un concetto. L’Occidente non è l’unico nemico degli islamici, molti di loro non accettano (e per questo motivo si sono qua trasferiti a vivere) un certo tipo di imposizione e di ortoprassia islamica. Musulmani che qua vivono bene e non hanno mai sentito la necessità di convertire nessuno alla vera fede e mai si sono sentiti minacciati da cristiani ebrei e atei. Davanti a questa grossa offensiva islamista è giusto e doveroso chiedere a questo grande e importante gruppo di collaborare e di tornare a sviluppare un minimo concetto di laicità e di progredire verso un benessere sociale di costante sviluppo economico e sociale.

In mezzo a questi due campi di battaglia c’è poi la donna, che sempre si divide tra essere un “oggetto sessuale” e uno “strumento di procreazione”, ma in Occidente ha dovuto combattere con la religione prima e col mondo laico poi. Anche se non sono femminista è pur sempre un problema di non poco conto. Ho quasi la sensazione che le Chiese Cristiane abbiano sempre meno presa sulle donne occidentali, non investono su di loro, ma per ripartire a combattere il dilagante Islam sarei dell’idea di puntare anche su di loro.

Ma purtroppo l’Occidente è sordo: i movimenti che difendono i diritti – e ovviamente anche quelli islamici – sono gli stessi che difendono le donne, il femminicidio, la comunità lgbt, le famiglie arcobaleno. Le donne hanno giustamente combattuto per conquistarsi libertà e parità, ora sbagliano a combattere per i diritti di tutti e la religione cristiana non si degna di prenderle in considerazione per la lotta contro l’Islam. Errore storico che potrebbe essere fatale per l’Occidente. Un qualunque investitore saprebbe che è arrivato il caso “di investire” in modo diverso.

Storicamente poi in Occidente spariva la democrazia e avanzava l’individualismo che vuole solo diritti e pochi doveri. Un individualismo negativo che si è asservito e ha ucciso la democrazia. Falsi diritti e false emancipazioni che ci hanno condotti a non analizzare cosa succedeva in Occidente con l’avanzata musulmana. E sarà impossibile combattere contro un mondo islamico che non prevede emancipazione individuale, laicità, democrazia, modernità, un Islam che non ha mai affrontato NESSUNA RIFORMA (che invece il cristianesimo ha fatto a suo tempo). Ci siamo trovati dentro per nostra pura stupidità in un totalitarismo islamista e andiamo puniti perché con ogni mezzo abbiamo finto di non vederlo quando era sotto il nostro naso.

Ecco perché cari cristiani li rispettate da inconsapevoli sottomessi. Ho visto solo cristiani rispettare tutte le feste islamiche, ho visto tanti cristiani rispettosi dell’Olocausto, mai una persona che mi dica Happy Hanukkah And New Year! (che poi a “grosso modo” cade sempre vicino alla cristiane feste natalizie), però in compenso vi vedo ogni giorno mangiare felici il kebab nei soliti localini islamici pieni e ricolmi di felicità islamica in cui vi deliziate. SONO FELICE PER IL VOSTRO RADIOSO ISLAMICO FUTURO. ALESSIA C.F. (ALKA)