Milano, Italia, continua dal 10 Giugno 2020 A.D., 0 A.A. (Anno Anubi, dio che abbaia non morde)

“L’immagine è zero. La sete è tutto. Ascolta la tua sete.”
Così recitava un vecchio claim della campagna pubblicitaria di una bibita dissetante negli anni ’90 e non vedo motivo per non ubbidire sorseggiando il mio Moscow Mule con Stoli blu e Franklin.
L’album “Yesterday’s Gone” di Loyle Carner (Virgin EMI, 2017) sta ancora suonando a tutto volume nel seminterrato dalle pareti di grigio cemento, dalla fioca luce che rende il buio più buio, sotto il livello stradale della città di Milano, epicentro del fulcro dell’occhio del ciclone della megapandemiatotaleglobaleultrafatale che ormai di vittime non ne miete più, ma fa niente, perché una volta che hai iniziato una narrativa distopica, totalitarista e propagandista degna di un Goebbels a capo del Glavlit non puoi più smettere finché tutto non va completamente a puttane.
Lo sa bene Marco Tormento, esemplare principe delle Puttanazze – definizione giardinieristica di coloro che si autodefiniscono “giornalisti” – essere umano talmente antipatico che tutte le mattine si sputa allo specchio e che di notte si prende a pugni da solo, ne sono sicuro, che abbiamo saldato ad una sedia di metallo e al quale abbiamo asportato le palpebre per farlo assistere attentamente alle nostre gesta.

Perché noi siamo amore, ma è anche ora che si sappia cosa stiamo facendo. Per questo riprendiamo adesso tutto con una webcam e mandiamo su YouTube. È giusto che tutti sappiano.

Per esempio è giusto che si sappia cosa facciamo alla figura che mi trovo di fronte a penzolar dal soffitto, un gancio da macellaio infilato nel culo, il nastro americano sulla bocca. Parliamo di Peppino Inpeggio, Ministro degli esteri della Repubblica Italiana, e sarà l’LSD, sarà il 2CB, sarà l’amfetamina o il Moscow Mule, ma che possa essere una delle persone più importanti del Paese faccio davvero fatica a crederci. Com’è potuto succedere?
La stupidità del male.
Sai fare molto, ma molto di meglio, homo sapiens.
Il ragazzo mi fissa con quegli occhioni terrorizzati e mentre faccio un altro sorso di Moscow Mule chiedo a Nuke e Painlord di togliergli il nastro dalla bocca e appena loro lo fanno lui dice:

-non facessimo niente cose di male, cosa volestaste?

Al che il mondo mi crolla addosso perché, cazzo, lo sapevo, ho sbagliato le dosi oppure ho sbagliato il mix. Il mix o le dosi, le dosi o il mix, il mix o le dosi, le dosi o il mix? Fatto sta che non capisco più quando mi parlano. Succede, ma non deve succedere. Non è professionale.
E allora mi sento davvero in colpa perché sono un giardiniere in erba e mi hanno fatto un regalo e ho sbagliato qualcosa e non sono più in grado di capire e finisce che faccio una brutta figura perché non sono in grado di apprezzare il regalo dei miei colleghi giardinieri.
Mi sento davvero una merda e il magone mi riempie la maschera.
Provo a dire a bassa voce a Nuke e Painlord, più bassa possibile perché altrimenti magari si sente su Youtube:

-scusate ragazzi, forse ho un po’ esagerato. Potete ripetermi cosa ha detto?

Al che loro si guardano con le maschere da pagliaccio tra di loro, poi guardano me, poi si guardano ancora tra di loro e poi incassano il collo tra le spalle dicendo “boh”.
Allora capisco che non ho sbagliato le dosi o il mix, il mix o le dosi, le dosi o il mix e che invece è solo l’effetto della stupidità del male e questo mi rende davvero felice e prendo un martello e con tutte le mie forze schiaccio un dito a Marco Tormento col martello e mentre lui urla gli chiedo:

-mi sapresti ripetere esattamente cosa ha detto il tuo amico?

Lui impiega un po’ a riprendersi dalla martellata, poi mi fissa con quello sguardo inquietante senza palpebre e balbetta:

-c… cosa?

Provo a sillabare perché le dosi o il mix, il mix o le dosi, le dosi o il mix magari capisco tutto quello che mi dicono, ma sbiascico un po’:

-puoi ripetere cosa ha detto il tuo amico qui? Magari parlate la lingua dei magnasorci, dato che siete entrambi così tanto amici dei magnasorci e noi non riusciamo a capirvi, puoi ripetere per favore?

-c… cosa?

-da che paese arrivi? Che lingua parlate?

-c… cosa?

-non conosco il paese di “cosa”, dove sta? Vicino ai magnasorci? Parlate la stessa lingua?

-c… cosa?

Noi siamo amore, ma capita anche che ci girino i coglioni. E sarà l’LSD, sarà il 2CB, sarà l’amfetamina, sarà che su e giù e hop hop hop, ma tiro fuori la Glock che Nuke dice sempre che finirò a spararmi in un piede, infatti vedo che si agita, ma poi la punto alla testa di Marco Tormento e allora si calma mentre dico:

-dì “cosa” un’altra volta. Dì “cosa” un’altra volta. Ti sfido, due volte, ti sfido, figlio di puttana, dì “cosa” un’altra maledettissima volta. Vuoi ripetere quello che ha detto quella testa di cazzo del tuo amico, per favore?

-n… non ho capito

-bene, cominciamo a ragionare, andiamo meglio. Molto meglio. Perché non hai capito? Il tuo amico parla la lingua dei magnasorci e tu no?

-n… no… ha… ha solo qualche problema con la grammatica

-con la grammatica? La grammatica. La grammatica italiana. E com’è potuto succedere? Come cazzo è successo che avete messo uno che manco sa parlare l’italiano a Ministro degli Esteri? Come è successo? Perché lo so che siete stati voi, brutta merda. Tu e quelle merde di magnasorci. Come è successo?

E mentre parlo avvicino la maschera al suo viso senza palpebre, con il sistema di irrigazione che gli gocciola sugli occhi e sento il suo odore di sudore attraverso la maschera, sento la paura, la puzza di terrore e quando lui tutto tremante sussurra:

-c… cosa?

Gli sparo alla spalla destra.

Lui urla, Peppino Inpeggio urla, Painlord corre a tamponare la ferita e Nuke guarda Peppino e gli spara una scarica di taser sul gancio da macellaio e Peppino urla ancora di più.
Perché Nuke lo dice sempre: “un buon giardiniere non versa sangue o fluidi, né da botte. Acqua, scariche elettriche, sostanze chimiche. Freddo e caldo. Acqua a cinquanta gradi in estate e gelata d’inverno”.
Al che capisco che ho commesso un errore e ho ancora troppe cose da imparare e che sono davvero solo un giardiniere in erba, ma è anche vero che il giardinaggio professionale è molto rumoroso perché in questo momento tutti urlano e io ho un sacco di sostanze in corpo e mi battono le tempie, allora sparo un colpo in aria e urlo con tutto il fiato che ho in gola:

-silenzio!

E tutti ubbidiscono.
Incredibile il livello di autorevolezza che si ottiene con una Glock in mano in uno spazio chiuso.
Cerco anche nelle tasche e trovo un Pentothal, penso al Paz, al suo eroe e alle sue avventure, li ringrazio, li saluto e lo mando giù con l’ultimo sorso di Moscow Mule.
Ho bisogno di una canzone davvero mia.

In quell’atto di pura magia musicale che è stato il 1995, come tutto il decennio a dire il vero, Billy Corgan e gli Smashing Pumpkins avevano appena finito il tour del loro secondo album quando sono entrati in studio per registrare per i tipi di Virgin quell’opera epica e mitica, compagna di mille tramonti e altrettante albe che porta il titolo di Mellon Collie and the Infinite Sadness. Quel capolavoro resterà ineguagliato nella storia della band perché i suoni di James Iha e D’Arcy si amalgamano col lavoro di Corgan in un modo nuovo e sorprendente, arricchendolo, la perfetta guarnizione della torta, traccia dopo traccia.
“Dawn to Dusk”, “Starlight to Twilight”.
Ma c’è una traccia che forse il caro Billy ama più delle altre, una di quelle canzoni che mi fa davvero sentire un privilegiato perché mi ricorda cosa significa crescere restando per sempre adolescenti. E questa canzone, l’avrete capito, è “1979”.
Che adesso dovresti ascoltare a volume altissimo, perché ci stiamo tutti calmando e sicuramente lei aiuta.
Sorrido sotto la maschera, col sudore che mi brucia negli occhi, guardo il Ministro e dico:

-ci avete lasciato soli. Nella merda, dall’altra parte del mondo, le ambasciate senza informazioni, non avete fatto nulla, assolutamente nulla. C’è gente rovinata, situazioni allucinanti, gente che ha partorito lontana da tutti, gente che si è fatta arrestare per mangiare e avere un tetto sulla testa. Mentre lei andava in TV a vantarsi dei rimpatri.

-lei chi?

-tu. Lei in italiano vuol dire tu

-no, lei volesse dire lei, tu volesse dire tu

-lasciamo perdere. Volevo dire “tu”

-“lasciassimo perdere” si dice. Tu, lei, tu… Siete imprecisi, confusi, non si capisse niente e poi vi incazzate. Non capisco cosa volessero da me, noi avessimo rimpatriato milioni di italiani, anzi molti ma molti di più, quasi duemila persone

Chiudo gli occhi più forte che posso perché sto per perdere la pazienza e non ne vale la pena, ma vengo risvegliato dalle urla del Ministro e della Puttanazza e mi rendo conto che Nuke ha scaricato un’altra volta il taser sul gancio infilato in quel culo.
E che la cosa non deve essere stata affatto piacevole.
Ci vuole un po’ per riportare la calma. Dico:

-tralasciamo la questione rimpatri e diamoci del tu. Perché ci hai venduto alla Repubblica Popolare dei Magnasorci? Non ti sei accorto che sono i peggiori del mondo? Cazzo hanno una bandiera con una bocca che mangia un topo con sopra una falce e un martello su sfondo rosso, non mi pare si nascondano, mi pare chiaro che siano loro i cattivi, no? Non credi? Ti hanno pagato? Quanto ti hanno dato?

Lo guardo fisso negli occhi che dopo qualche secondo vedo riempirsi di lacrime e comincia a singhiozzare e allora penso che finalmente ce l’abbiamo fatta, che abbiamo ottenuto il nostro scopo, che si è pentito, che ha capito, che tornerà e sarà una persona migliore e tutti hanno visto su YouTube e ci ringrazieranno per sempre e anche i più scettici capiranno quanto è importante il giardinaggio mentre tra i singhiozzi lui ci dice:

-è colpa sua. Non fosse per i soldi. È vero, mi hanno dato mille euro, ma io ho detto che mi bastava molto meno, infatti mi avessero dato due milioni e va bene così, ma non fosse per i soldi. Non lo facessi per i soldi. Non ci vendetti per soldi. Fosse colpa sua. Fosse stata tutta colpa sua.

Lo guardiamo tutti e tutti capiamo.
Tutti insieme, contemporaneamente.
Ma quelle lacrime, quello struggersi sono troppo toccanti, è una scena troppo commovente. Noi siamo amore e sentiamo il cuore scoppiarci nel petto.
Anche Marco Tormento piangerebbe, se avesse le palpebre. Ne sono certo.
Nuke gli prende la mano e quasi sento le lacrime scorrere sotto la sua maschera mentre con calma gli dice:

-Santini. Abbiamo capito, è colpa di Santini. È stato Santini. Stai tranquillo, non ti preoccupare. Ci occuperemo noi di lui.

E quella maschera da pagliaccio troppo piccola su quell’omone così grosso sembra per una volta rassicurante, paterna.
Finché.
Uno davvero si chiede: ma come possono succedere certe cose? È inspiegabile. Perché non c’è mai un lieto fine? Perché non si può mai vivere tutti felici e contenti, con il castello e tutto?
Peppino Inpeggio, Ministro degli Esteri, reo confesso di averci venduto alla Repubblica Popolare dei Magnasorci spalanca gli occhi e urla in faccia a Nuke:

-lasciatelo stare! Non azzardatevi a toccarlo! Io lo amassi! Lui voleva che daressimo tutto ai russi, ma poi se n’è andato! Mi avesse lasciato solo! Non poteste capire, io lo amassi! Lasciatelo stare!

E vedo Nuke bloccarsi e Painlord che scoppia a ridere e capisco che il finale non sarà lieto. Infatti Nuke si avvicina allo stereo e lo so già cosa metterà.
Non può essere che lei.
Sono ancora un giardiniere in erba, ma le basi ormai le ho capite.

Cosa è successo durante quella canzone non ve lo posso raccontare. A volte l’Anubismo radicale è duro anche per gli Anubisti. Sono sicuro che dovremo tagliarlo anche da YouTube. Magari mettiamo il video ufficiale della canzone, che comunque rende bene l’idea.
Ah, ovviamente sto parlando di “God=Dog” dei Behemoth.

Io non posso far altro che imparare un’altra grande lezione di giardinaggio, tapparmi le orecchie e invocare Anubi.
Oh, Dog God, Dog God!
Il secondo Dog God è sempre il migliore.
Vale anche per God Dog. E per God=Dog.
Del resto, son palindromi.

To be continued…