Vi sarà sicuramente capitato di ascoltare qualche politico o qualche opinionista, sui media o sui social, asserire che il vero motivo per cui Putin ha scatenato la guerra contro l’Ucraina è la paura di avere al confine uno stato che vuole abbracciare la democrazia e i valori occidentali. La paura che questo “contagio” arrivi nella sua Russia. Francamente mi pare una stupidaggine sesquipedale, di cui mi vergognerei solamente a pensarla, figuriamoci a dichiararla, come fanno “svariati” personaggi più o meno noti.

Di stati che abbracciano una cosiddetta democrazia di tipo occidentale al confine con la Russia ce ne sono già altri: Estonia e Lettonia, che dopo la caduta del muro di Berlino hanno fatto una scelta di campo inequivocabilmente diretta verso ovest. Per non parlare di Finlandia e Norvegia, stati europei democratici da sempre. Non vedo perchè l’Ucraina dovrebbe costituire uno spauracchio in tal senso. E poi, non siamo mica ai tempi dell’Albania di Enver Hoxha, quella che si era isolata dal resto del mondo per preservare la propria ortodossia politica, i cui cittadini, captando le trasmissioni della RAI pensavano che il mondo proposto dalla pubblicità fosse il vero volto dell’occidente e guardavano all’Italia come al Paese dei Balocchi! Ormai da quasi vent’anni esiste internet, la TV satellitare, siamo in un mondo globalizzato fatto di continui scambi commerciali e culturali, vogliamo davvero credere che bisogna essere ai confini di uno stato per poterlo “contagiare” con le proprie pulsioni democratiche? “Ma non scherziamo!” –come direbbe un certo uomo politico a cui questa frase non ha portato molta fortuna, di recente.

E se invece il vero motivo fosse esattamente l’opposto? Mi spiego meglio, facendo presente che quello che sto per scrivere è una semplice opinione personale che serve ad offrire un possibile punto di vista alternativo, e non una analisi basata su documenti e fonti precisi.

Qualcuno, in maniera non troppo criptica, qualcosa ha lasciato intendere: l’occidente deve avere paura di Putin perchè, come Hitler nel secolo scorso, persegue un piano di espansione che prevede l’allargamento verso ovest e verso l’Europa. La democrazia e i valori occidentali sono in pericolo!

A parte il fatto che non penso proprio che Putin voglia invadere l’Europa e annettersene una parte, ma come fa ad essere in pericolo qualcosa che è già morto?

Diciamo che la democrazia occidentale era da parecchio che non se la stesse passando bene. Il covid, o meglio ciò che l’occidente ha adottato per contrastare la pandemia, l’ha definitivamente ammazzata. Le prese di posizione adottate dall’occidente nei confronti della guerra russo-ucraina costituiscono poi, una sorta di vilipendio di cadavere. Per cui non credo proprio che Putin possa avere paura di una “carogna in putrefazione” –leggi democrazia occidentale– nè che sia un pericolo per essa.

Senza scadere nel complottismo, sappiamo essere in atto una agenda che viene portata avanti ormai da anni, per cambiare profondamente il volto della nostra società, quella occidentale, per estenderla poi al mondo intero. Se non piace il termine “agenda” possiamo usare “programma” oppure azioni di trasformazione, tipo ecologismo “gretino”, teorie gender, famiglie arcobaleno, programmi di agevolazioni sulle migrazioni dei popoli, eutanasia, utero in affitto ecc. ecc.

Lo scopo? creare una società globale, multiculturale, al di là delle differenze si sesso, religione, usanze e lingue. Un melting pot facilmente controllabile, in cui tutto è programmato e niente viene lasciato al caso. E tutto questo avviene tramite una ferrea manipolazione delle coscienze, la creazione di una nuova etica e di una nuova normalità attraverso il lavaggio del cervello costante tramite media e social, attraverso la scuola, attraverso la tecnologia.

Il programma procedeva spedito fino a quando non è accaduto l’impensabile: Donald Trump Presidente degli Stati Uniti! Il presidente arancione è stato un duro colpo per i fautori dell’agenda, ma purtroppo, causa il fuoco di sbarramento scatenatogli contro, i possibili brogli elettorali e tutti i tentativi di screditarlo nei confronti dell’opinione pubblica, Trump ha solo rallentato temporaneamente il treno in corsa.

Eliminato lo scomodo tycoon rimane un solo altro vero ostacolo per l’agenda: Putin!

Fateci caso: mai l’Europa aveva abbandonato la sua proverbiale prudenza nei confronti di situazioni conflittuali nel mondo, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ora invece le prese di posizione roboanti, l’invio di armi, le sanzioni contro la Russia e tutte le azioni intraprese contro liberi cittadini russi in Europa inducono a pensare che dietro la difesa della democrazia e l’autodeterminazione di un paese europeo, ma che non fa parte nè di NATO nè della UE, ci sia qualcosa di più “sottile”.

Putin rappresenta oggi, per molti, colui che cerca di salvare i vecchi valori che furono anche dell’occidente: il concetto di nazione, la sovranità nazionale, la difesa dello stato e dei suoi confini, preservazione della propria cultura e così via. Non è un mistero che molti politici occidentali oggi guardino a Putin come un modello di cui tenere conto. I cosiddetti sovranisti, considerati un pericolo per la UE e fortemente osteggiati dal deep state e dai pupari che tirano le fila dei governi occidentali, partiti che non fanno mistero che se andassero al governo dei rispettivi paesi preferirebbero intavolare relazioni più strette con la Russia di Putin piuttosto che con la Nato o la UE. Per questo è l’occidente a temere il modello Putin e non Putin a temere il modello occidentale. Appoggiare l’Ucraina non è fare il tifo per la democrazia, è solo il pretesto per tirare la Russia di Putin in una guerra globale che ha lo scopo di indebolire il suo leader al punto da farlo cadere e risucchiare la Russia nel suo blob.

Poi toccherà alla Cina!

Esempi di valori occidentali da difendere:

Nuotatore mediocre nel nuoto maschile che grazie alle teorie gender può gareggiare nel nuoto femminile e vincere.

Sfilata di moda che supera la classica “mascolinità tossica”

Coppia arcobaleno che ha commissionato il proprio “figlio” a una prestatrice di utero

Non serve aggiungere altro

Esempio di tolleranza democratica e di rispetto per la libertà di pensiero altrui

P.S. tutto questo è solo un esercizio di fantasia, un pezzo satirico. Nulla più che semplice complottismo