Parliamo del dirigismo economico che si presenta come conseguenza di provvedimenti statali autoritari.

Lockdown. Tu puoi lavorare, tu no. Tu puoi vendere e tu no.

Vuoi fare colazione? Falla. 

Vuoi farla al bar? Ah no! Al bar no, se vuoi fare colazione porti i tuoi soldi per latte, caffè e brioches direttamente al Carrefour e te la fai a casa, non al bar.

Potrà sembrare una banalità ma è una forzatura economica imposta, le tue scelte vengono obbligate, non sei più libero di comprare da chi vuoi ma da chi ti viene indirettamente indicato.

E non finisce qui! Il bar trascinava anche tutto un indotto a te sconosciuto che viveva grazie alle tue libere scelte di preferire quel bar. 

Pensa a quale potere ha in mano lo stato, il potere di decidere dove tu devi spendere i tuoi soldi forzando le tue scelte che andranno a danneggiare qualcuno e ad avvantaggiare il Carrefour, o chi per esso (il dico Carrefour perché mi sta particolarmente antipatico, mi sembra una di quelle mega aziende che fanno dumping con soldi prestati da banche fallite che poi verranno salvate con i soldi di chi invece ha un bar…), lo stato decide chi deve vivere e chi deve morire.

Tutto ciò è molto ipocrita perché quest’aspetto non viene minimamente considerato venendo superato dall’esigenza “molto più importante” di combattere il virus.

E tra l’altro è ancor più ipocrita dal momento che lo stato socialista predica un odioso egualitarismo.

A parte qualche pezzente invidioso nessuno vuole egualitarismo, si vorrebbe un normalissimo concetto di giustizia ed una sacrosanta libertà di scelta.

E l’ingiustizia non finisce qui.

Le perversioni statali arrivano a concepire, con criteri che rasentano la presa per il culo, delle elemosine per chi improvvisamente si ritrova con la propria attività in mezzo ad una strada, elemosine che a qualcuno arrivano ma ad altri no, anche nello squallore di un osso buttato al cane dal padrone c’è chi rimane senza.

Tutto questo schifo va osservato, analizzato e giudicato per iniziare ad elaborare il giusto disgusto per lo stato, per distaccarsi da esso, per prendere le distanze, per elevarsi moralmente ed umanamente ed iniziare a rifiutare dallo stato sia le elemosine che gli ordini.