Monty Python

Dopo tanto parlare di coronavirus, direi che è tempo di cambiare argomento. Infatti sono qui a parlare di…covid-19.

Ci avete creduto eh? del resto è difficile parlare di altro in questo periodo, ognuno vuole dire la sua e anche io voglio farlo, tiè!

Perdonate, ma la delusione di vedere una vacanza imminente, preparata da tempo, saltare per colpa del virus è cocente, quindi meglio buttarla in caciara e farsi quattro, o forse solo due, risate. Ma a denti stretti, come la rubrica di barzellette della Settimana Enigmistica. Come si suol dire, buon riso fa buon sangue. Oppure, come diceva Bakunin, “una risata vi seppellirà”. Cosa seppellire ognuno scelga quello che ritiene più opportuno.

Inutile precisare che non ho alcuna intenzione di fare informazione o di scrivere una analisi attendibile dal punto di vista scientifico: lascenza la lascio agli esperti/palloni gonfiati che bazzicano forum i cui utenti si spacciano per professori quando in realtà, nella maggioranza dei casi, si tratta di semplici bidelli (e chiedo scusa a questi ultimi per il paragone). Quegli stessi utenti che si auto definiscono “scientisti” perchè seguono lascenza (anche qui rigorosamente senza i), magari traducendo male dall’inglese “scientist” che vuol dire scienziato e non scientista (ormai una espressione in inglese la si mette ovunque, anche quando non serve, tipo fact checking, cherry picking, swardy fracting -questa l’ho appena inventata, ma non diciamolo in giro- almeno la si traduca correttamente, eccheccazzo!) oppure ignorando che lo scientista e colui che segue la filosofia scientista, che non ha una accezione particolarmente positiva, anzi!

Ma perdonate l’inutile digressione: come accade sempre, in qualsiasi occasione, il popolo italico ne approfitta per dedicarsi allo sport nazionale più amato e praticato, il dividersi in due fazioni perfettamente contrapposte e menarsele di santa ragione l’una contro l’altra. 

Il covid-19 rappresenta una occasione troppo ghiotta per lasciarsela scappare, e infatti ecco nascere le due famose (famigerate?) fazioni: da una parte i catastrofisti e dall’altra i negazionisti. Oppure da una parte gli “scientisti” e dall’altra i complottari. 

Naturalmente i primi a dividersi in due fazioni sono i blogger. E’ curioso notare che gli unici due blogger che seguo più o meno abitualmente (oltre OZ ovviamente) sono perfettamente contrapposti tra loro: uno che ha scelto la via drammatica e catastrofista (forse perché pensa che faccia più figo, o che sia immortale) e l’altro che minimizza (magari in ossequio al POTUS, dato che non fa mistero del fatto che vorrebbe l’Italia come 51esimo stato USA).

E fin qui tutto normale, normale amministrazione.

Più complicato è quando a dividersi siano gli organi di stampa e gli opinionisti a vario titolo ma influenti. Questi sì che con le loro teorie possono contribuire a spargere il panico oppure spingere verso una pericolosa sottovalutazione del problema.

Ma la chicca finale la danno proprio gli scienziati: anche in tema coronavirus, esattamente come per la questione climatica, per esempio, il mondo accademico è diviso. Da una parte Burioni, secondo il quale il covid-19 è praticamente la peste del nuovo millennio (ma anche il morbillo lo era per il noto scienziato) dall’altra la dottoressa Gismondo che parla di un qualcosa più simile all’influenza che alla peste.  Ma come amano ribadire gli “scientisti da tastiera” di cui accennavo prima, “la scienza non è democratica” cioè non è basata su opinioni ma su elementi incontrovertibili.  E allora come si spiega una tale diversità di vedute, che tra l’altro alimenta le teorie più disparate?

La faccio semplice: la medicina è una scienza, senza dubbio, ma non la classica scienza basata su concetti ferrei e assoluti, tipo “2+2=4”; si tratta piuttosto di una disciplina scientifica in cui l’osservazione, l’esperienza maturata sul campo, le statistiche raccolte in anni e anni di acquisizione dati, la mappatura di cause ed effetto fatta tenendo conto delle differenze, spesso sottili, tra caso e caso, quindi tutta roba che richiede anni e anni di studi sono come e più importanti del “2+2=4”. Nel caso del covid-19 ci troviamo di fronte a un fenomeno assolutamente nuovo, sconosciuto, tutto da scoprire. Non ci sono casistiche, non si può conoscere esattamente il modo in cui si evolve la malattia, gli effetti, le varie differenze a seconda del quadro clinico dei vari soggetti interessati; in altre parole gli elementi su cui gli scienziati possono basarsi sono largamente lacunosi, mancano di una statistica maturata nel tempo e soprattutto manca uniformità di trattamento del problema stesso.

Da qui, per compensare quello che inevitabilmente manca, ognuno ci mette del suo, e quando questo avviene, si tiene inevitabilmente conto del proprio “bias” (sempre per parafrasare quelli di prima) che altera, anche in maniera significativa, il giudizio finale. E quindi “via con le voci incontrollate” tipo il risultato di Italia-Inghilterra di fantozziana memoria, quella per intenderci, in cui si vociferava che l’Italia stesse vincendo venti a zero, con in gol anche Zoff, di testa da calcio d’angolo!

E se questo succede per la profilassi della malattia, ancor più succede per quanto riguarda l’origine del virus stesso. E qui le voci fantozziane dominano incontrastate: viene dalla Cina, è sfuggito per errore da un laboratorio, no è stato rilasciato dolosamente, è colpa degli americani, il virus cinese non è quello italiano, il virus cinese si è evoluto in Italia, esistono più ceppi diversi tra loro, col caldo finisce l’emergenza, no col caldo non finisce una beata mazza, l’anno prossimo saranno cazzi amari…insomma una ridda di ipotesi più o meno fantasiose (o più o meno vere, chi lo sa) che contribuiscono a ingarbugliare la matassa.

Nel frattempo abbiamo, per fortuna, un governo picoretto, quello che si preoccupa di abbracciare i cinesi, magari sgranocchiando insieme a loro un bel topo crudo -ma mi raccomando, che sia di fogna, non solo perché più saporito ma anche più sicuro perché, si sa, il covid si annida nelle secrezioni dei pertugi “alti” mentre quelli bassi non sono a rischio diffusione- che nonostante le terribili incertezze, i tentennamenti, le minchiate commesse e l’incapacità di fondo, non viene attaccato come meriterebbe. Non con l’enfasi, comunque, che ci sarebbe stata, ne sono più che certo, con un governo di diverso orientamento politico. In questo ultimo caso ci sarebbe stata una guerra civile con tanto di richiesta di esporre le teste dei governanti sulle picche, da parte dei soliti media noti e assolutamente influenti. 

N.B. A scanso di equivoci, sottolineo che quel “per fortuna” riferito al governo Conte era sarcastico. Questo per evitare che i lettori abituali di OZ mettano la mia, di testa, su una picca!

Quindi, tagliando corto, media contro media, blogger contro blogger, scienziati contro scienziati, schieramenti politici contro schieramenti politici e in mezzo il solito popolo bue, cornuto e mazziato. Che poi l’unica certezza di tutta la vicenda è proprio questa.

Non solo non ho alcuna intenzione di fare chiarezza, quella la lascio a chi ha certezze granitiche che cascasse il mondo… al contrario voglio sadicamente ingarbugliare ancor di più la matassa con i miei dubbi e i miei interrogativi, da buon agnostico che non crede in nulla di preconfezionato, soprattutto se non ci ficca il naso:

  1. Come mai un contagio virale esploso in Cina si è diffuso soprattutto in Italia?
  2. Come mai in Italia si registrano, nel momento in cui scrivo, 233 morti e in Germania, secondo paese europeo per contagio, i decessi sono zero?
  3. La quasi totalità dei decessi in Italia riguarda persone molto anziane. Considerando che le persone di età molto avanzata si spostano pochissimo, come hanno contratto il virus? Parenti, badanti, pazienti degli ambulatori medici o clienti della farmacia sotto casa già infetti potrebbe essere la spiegazione. E allora l’incidenza del virus sui soggetti venuti a contatto con i “vecchiacci” qual è? Esiste una accurata ricerca statistica?
  4. I giovani, tenendo conto la difficoltà di tenerli fermi in casa, che percentuale di contagio fanno registrare?
  5. Come è possibile che un paesotto che fino a ieri costituiva il “culo del mondo” improvvisamente diventa l’ombelico del mondo esportando il virus prima in Lombardia, poi nel resto dell’Italia, dell’Europa e del pianeta?

Si è detto che in Italia si sono registrati più casi perché sono stati fatti più tamponi, il che equivale a dire che nonostante io senta di avere la febbre posso dire di essere sano come un pesce fino a quando non la misuro (rigore è quando arbitro fischia, grosso modo), in pratica una stronzata clamorosa. Infatti ultimamente i tamponi si fanno solo a chi manifesta sintomi fortemente sospetti, salvo se ti chiami Zingaretti. Ma così facendo, non si alterano le statistiche? Se, facciamo un esempio citando cifre a caso, si registrano 100 decessi su 4 mila affetti dal virus (ribadisco, affetti dal virus perché il tampone si fa solo su chi manifesta sintomi sospetti) abbiamo un tasso di mortalità del 2,5% cifra che fa un certo effetto. Ma se, facendo il tampone a tutti, si scoprisse che i 100 decessi sono da rapportare a un totale di centinaia di migliaia di contagiati, compresi cioè gli asintomatici totali, quelli che manifestano patologie molto lievi tipo una leggera influenza, quelli che si ammalano ma guariscono relativamente presto e senza essere catalogati tra i contagiati dal covid-19, la percentuale scenderebbe di gran lunga, l’effetto mediatico sarebbe meno allarmante e il covid-19 in genere ne verrebbe fuori con una percezione meno catastrofica. Il che non guasterebbe. Temo purtroppo che il panico e la crisi economica faranno più vittime del virus stesso.

E per finire, butto sul tavolo la tesi complottistica, tanto una più, una meno!

Forti polemiche, non certo quelle che ci sarebbero state con un governo magari guidato da Salvini, ha suscitato la fuga di notizie riguardo il decreto governativo di chiusura totale della Lombardia, con la conseguenza che, prima dell’entrata in vigore del blocco, migliaia di persone si sono riversate nelle varie stazioni dei treni e dei bus della regione, oppure si sono messi in auto, per raggiungere i propri luoghi di origine scappando dal blocco e magari contribuendo a diffondere il virus anche in zone dove fino ad ora si erano verificati casi che si contavano sulle dita di una mano. Ma non è che si è trattato di un calcolo ben preciso piuttosto che di negligenza e approssimazione? Una cosa è certa: i buoi sono scappati dal recinto, e questo molto prima che venissero lanciati i primi segnali di allarme. Le misure prese, insufficienti e tardive, non serviranno a impedire la diffusione del virus, solo a allungare lo stillicidio delle conseguenze calciando più in là il barattolo. Accelerare la cosa, ma senza dirlo in giro, perché non è picoretto, potrebbe contribuire a risolvere il problema alla radice. Tutti infetti, la stragrande maggioranza non subirà alcuna conseguenza, alcuni avranno bisogno di cure intensive, molti passeranno a miglior vita, ma poi, in attesa di vaccini o comunque di studi accurati per poter prendere le giuste misure, come per le epidemie influenzali che ogni anno si manifestano, sarà perfettamente inutile bloccare le attività, quindi un tornare “alla normalità” in un modo o nell’altro. Perché, ribadisco, il panico da contagio e la crisi economica stanno facendo e ancor più faranno, danni gravissimi e vittime. Più del virus.

Attualmente solo di una cosa sono certo: non ce la stanno raccontando giusta!