L’Europa occidentale si avvicina al collasso totale, già ieri Tuomas Malinen iniziava a spiegare la gravità della situazione.

Oggi anche David Morgan afferma che le banche europee potrebbero dover affrontare la possibilità di fallimenti sistemici a causa dei mercati energetici dove la scarsità di energia è ora diventata irreversibile.
Si prospetta un effetto catena perché le banche americane sono esposte nelle varie europee, quindi in un primo momento negli USA non si vedrà nulla, poi anche da loro si sentiranno gli effetti.
Putin teme che la guerra si espanderà sul suolo europeo, ma a questo livello credo che sia inutile entrare in guerra con la NATO, i paesi NATO si stanno già autodistruggendo da soli.

Poi in tale follia ci sono anche i risvolti comici, dove il governo svizzero arriva a minacciare una condanna a tre anni di reclusione per chiunque riscaldi la propria casa oltre i 19 gradi Celsius. 
<<Switzerland to jail violators of new gas use rules – Amid a burgeoning energy crisis in Europe, Switzerland plans to crack down on citizens who don’t comply with new rules enforced to regulate gas use this winter. People who violate the new regulations could face a fine of 30 to 3,000 Swiss francs or even jail time of up to three years, according to the Swiss daily Blick. Under Switzerland’s new rules, temperatures in buildings with gas heating systems can be raised to a maximum of 19°C (66.2°F) and water can be heated up to 60°C (140°F). Radiant heaters are prohibited, while saunas and swimming pools must remain cold. Utility companies could also be penalized if they deliberately exceed their gas quotas. “We are not a police state,” Economy Minister Guy Parmelin told a press conference last week. He added, though, that “spot checks” by law enforcement are possible. The Swiss cantons now have until September 22 to submit their concerns or proposals.>> tratto da https://t.me/therussianmarket/4133

Credo che in tutta Ue, dopo la psico-polizia, la covid-polizia, avremmo la “polizia della temperatura” che si assicurerà che nessuno in casa sia effettivamente caldo. 

Io lo definisco un effetto domino, ecco come inquadro la distruzione sistemica e inesorabile dell’euro. Poi vedremo come resisterà il dollaro grazie alla de-dollarizzazione ben avviata da Cina, Russia, India e Arabia Saudita.
Con l’effetto domino poi avremo una grossa ondata di disoccupazione e di beni irreperibili, perché temo che il crollo possa comportare il fermo produttivo o la chiusura di almeno il 50% o più delle imprese e delle industrie. Questo causerà indigenza di massa e una popolazione difficilmente controllabile.
Ma non è tutto, nel mondo occidentale stanno emergendo molte reazioni avverse e malattie causate dalla vaccinazione covid, e una grossa fetta della popolazione inizia a pensare che i due fenomeni siano tra di loro ben collegati: ovvero prima la vaccinazione e poi la crisi energetica.

Putin mercoledì 7 era al Forum Economico Orientale a Vladivostok, ecco cosa ha affermato: “Né petrolio, né carbone, né olio combustibile. Rispetteremo pienamente i nostri obblighi contrattuali. Ma coloro che stanno cercando di imporci qualcosa non sono in grado oggi di imporci la loro volontà“. Nel frattempo, la Russia ha già interrotto la fornitura di gas che scorre attraverso il gasdotto Nord Stream 1.
Putin ha anche accusato l’Unione Europea di tenere per sé il grano ucraino e di non farlo arrivare ai Paesi più poveri che ne hanno più bisogno. L’Ucraina e la Russia, insieme alla Turchia e alle Nazioni Unite, hanno concordato alla fine di luglio la riesportazione del grano. Ma ora Putin sostiene che l’UE non sta rispettando l’accordo. Ha dichiarato di voler discutere nuovamente della rotta del grano con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Sempre al forum di Vladivostok, Grigori Kuranov, durante un discorso agli studenti, ha affermato che il mondo anglosassone “vuole ridurre la popolazione mondiale a un miliardo di persone“. Per raggiungere questo obiettivo, l’Occidente crea, tra le altre cose, un virus dell’infertilità ed epidemie artificiali in modo che un abitante su tre della Russia muoia, ha detto Kuranov. Secondo i calcoli di questi compagni, è sufficiente avere 50 milioni di persone nel nostro Paese. Ora siamo circa 150 milioni. Ciò significa che un terzo di noi dovrebbe essere mandato in un altro mondo”.

Ma la nostra follia non si ferma e il 2 settembre il G7 ha deciso di introdurre un price cap per il petrolio russo. Il provvedimento entrerà in vigore il 5 dicembre. L’obiettivo dichiarato della risoluzione del G7 è impedire a Mosca, grande esportatore di petrolio, di trarre profitto dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica innescata dalle sanzioni occidentali contro la Russia.
L’analista energetico di Bloomberg Javier Blas ha riassunto la situazione:

Questo è esattamente ciò che ha fatto la Russia. Ha annunciato che interromperà le sue vendite di petrolio ai paesi del G-7 e ad altri paesi che decidono di allinearsi a tale politica.
Il comico è che ora l’Occidente sta importando gas russo attraverso la Cina.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, subito dopo la decisione del G7, ha fatto sapere che: “Le aziende che impongono un limite di prezzo non saranno più tra i nostri beneficiari. Semplicemente non lavoreremo più con loro su principi contrari alla libertà del mercato.
In queste circostanze, è chiaro che il price cap può funzionare solo se il numero di paesi e società che lo sostengono è abbastanza grande da impedire alla Russia di vendere il petrolio al prezzo che desidera.

No, sarà l’ennesima sanzione autoinflitta, nessuno aderirà. Ipoteticamente poteva funzionare se sul mercato ci fosse stata abbondanza di petrolio, ma tale abbondanza manca.
Già a giugno, quando il G7 discuteva della possibilità di un price cap, gli esperti avevano subito iniziato ad avvertire che ciò avrebbe innescato una esplosione dei prezzi. Avanti di questo passo ci ritroveremo con una Russia sempre più forte e che venderà il suo petrolio al doppio del prezzo.

All’inizio pensai che fosse solo stupidità
Poi iniziai a pensare che era insana follia.
Ora è una certezza, dietro a ogni singola messa c’è l’intento di mandare il mondo occidentale dritto all’estinzione.
E’ una distruzione veloce e controllata dell’Occidente.
Si è innescato un grosso effetto domino, ma non so dove si arresterà.

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.