Il 2 di gennaio del 1960, ad appena 40 anni, veniva a mancare Fausto Coppi, autentica leggenda del ciclismo italiano e verosimilmente la più grande gloria sportiva del nostro paese. Ad essergli fatale fu la malaria, chiamata anche paludismo, che aveva contratto poche settimane prima durante una battuta di caccia nell’allora Alto Volta. Più propriamente, bisognerebbe asserire che il Campionissimo morì di malasanità. I medici che lo ebbero in cura, non essendo stati capaci di capire che Coppi era stato infettato dal plasmodium falciparum1 – il parassita che causa la malaria e che viene propagato dalle zanzare anofele da cui il ciclista era stato ripetutamente punto durante il suo soggiorno africano – lo curarono per quella che parve loro un’influenza solo un po’ più grave del consueto. Inutili si rivelarono i tentativi da parte dei congiunti del campione francese Raphaël Géminiani2, compagno di Coppi durante il safari, lui stesso ammalatosi di malaria al ritorno in Francia, di mettere i medici italiani sulla giusta strada3. Questi ultimi non vollero dar loro ascolto. E così, purtroppo, il grande Fausto morì.

E dire che sarebbe bastato così poco per salvargli la vita! Sarebbe stato sufficiente somministrargli del chinino. Il chinino, come leggiamo da Wikipedia, è “un alcaloide naturale originariamente ricavato dalla corteccia della pianta andina Cinchona, già conosciuta e adoperata come medicamento dagli spagnoli nel XVII secolo, avente proprietà antipiretiche, antimalariche e analgesiche”4. Ancora nella prima metà del ‘900 il chinino rivestiva in Italia una grande importanza poiché, essendo la malaria endemica in alcune regioni paludose dell’Italia, mieteva ogni anno migliaia di vittime5. Fu con la progressiva diffusione del cosiddetto chinino di stato ed alle contemporanee opere di bonifica agraria volute da Mussolini che si riuscì a sconfiggere questa pericolosa malattia, tanto che oggi in Italia i casi di malaria sono realmente diventati eventi più unici che rari.

In molti probabilmente ignorano quanto il chinino sia stato fondamentale pure nella storia militare. Ad esempio, senza di esso non si sarebbe mai potuto costituire l’impero britannico. I soldati di sua maestà mandati a conquistare l’India e tutte le altre regioni tropicali dove la malaria è tuttora endemica sarebbero di certo morti in massa se non si fosse riusciti a trovare il modo di debellare la malattia; ogni conquista militare sarebbe dunque divenuta impossibile. Alla fine il modo lo si trovò, grazie appunto al chinino. Infatti, i missionari gesuiti in Sud America si erano accorti che le popolazioni autoctone erano solite curarsi da ogni tipo di febbre bevendo particolari intrugli ricavati dalla corteccia dell’albero della china, da allora in poi denominata “la corteccia dei gesuiti”. Gli inglesi iniziarono subito a produrne in quantità industriale. Attorno al 1840 venivano utilizzate solo per il personale civile e militare di stanza in India ben 700 tonnellate di questa miracolosa corteccia6. Avendo però il chinino un gusto molto aspro, si prese l’abitudine di assumerlo mischiandolo con soda e zucchero. Nacque così l’acqua tonica. A qualcuno venne poi in mente che si poteva andare oltre. Perché fermarsi alla sola soda? Perché non aggiungerci anche un cicchetto di gin, a quei tempi considerata una bevanda per poveri? E fu così che nacque uno dei cocktail più famosi al mondo: il gin tonic.

Sorprendentemente, il chinino fu decisivo anche per le sorti della guerra di Secessione americana. Per mettere in ginocchio gli stati ribelli confederati l’Unione, forte della propria superiorità sui mari, decise di attuare un blocco navale totale il cui fine non era solo quello di privare gli stati del Sud degli indispensabili rifornimenti militari ma anche – se non soprattutto – del preziosissimo chinino, che veniva importato dall’America meridionale. Per capire quanto questa mossa sia stata fondamentale per determinare gli esiti della guerra si pensi che al giorno d’oggi è stato calcolato che la maggior parte delle vittime annoveratesi tra le fila dei soldati confederati non morì uccisa in battaglia per mano del nemico, ma appunto perché ammalatisi di paludismo7.

Proprio in virtù dell’importanza rivestita in ambito militare, i chimici di tutto il mondo nei decenni successivi compirono grandi sforzi per isolare il principio attivo del chinino, ossia la chinina, la cui struttura chimica è rappresentata nella seguente figura:

Si tenga presente che gli imperi anglosassoni, grazie al proprio potere talassocratico, già controllavano la produzione e la distribuzione su scala mondiale del chinino naturale. Quindi non avevano un bisogno impellente di arrivare a sintetizzare artificialmente la chinina. Ma non altrettanto si poteva dire, ad esempio, della Germania, che sarebbe partita decisamente svantaggiata in una campagna militare contro le potenze anglosassoni in un teatro di guerra coloniale. Fu così che i tedeschi impiegarono grandi quantità di risorse e di uomini per arrivare a sintetizzare delle alternative al chinino naturale. Alla fine, il successo arrise loro grazie all’indefesso lavoro di un ricercatore di origine altoatesina, Johann Adersag8, che lavorava presso la Bayer. In particolare “la Bayer cercò subito di produrre qualche molecola sostitutiva di struttura più semplice, mimando alcuni aspetti strutturali della chinina. Dall’impresa nacquero la clorochina e l’idrossiclorochina”9, le cui strutture chimiche sono rappresentate nella seguente figura (la prima è relativa alla clorochina, la seconda all’idrossiclorichina):

Anche durante la guerra del Vietnam il chinino ebbe la sua notevole importanza. Gli americani avevano infatti iniziato a somministrare alle proprie truppe la clorochina. I vietcong al contrario, essendo a loro preclusa la possibilità di ricorrere al chinino, per combattere la malaria iniziarono a fare uso di una sostanza derivata da una pianta già ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale cinese: l’artemisia. L’artemisinina10, il principio attivo estratto dall’artemisia, ha oggi soppiantato la chinina come principio attivo alla base dei più diffusi farmaci antimalarici.

Clorochina, idrossiclorochina e artemisinina sono prodotti oggi ritornati agli onori della cronaca per un motivo assai semplice: c’è chi afferma infatti che siano particolarmente efficaci nella profilassi e nella cura del Covid, la malattia che negli ultimi due anni ha sconvolto la vita di ciascuno di noi. A detta di taluni, infatti, vi sarebbe una diretta correlazione tra malaria e Covid, nel senso che nei paesi dove la malaria è endemica e continua ogni anno a mietere centinaia di migliaia di vittime (oltre 400.000 morti in tutto il mondo nel 201911), il Covid sarebbe quasi completamente assente12. Questo sarebbe dovuto proprio al fatto che le popolazioni locali, essendo fortemente a rischio di contrarre la malaria, tenderebbero ad assumere costantemente quei farmaci a base di chinina e artemisinina capaci di contrastare non solo la malaria ma, appunto, forse anche il Covid.

Sarà vero? Mah… Resta il fatto che persino il Corriere della Sera pochi giorni fa non ha potuto esimersi dal domandarsi come mai in Africa, a fronte di un programma vaccinale pressoché inesistente, si registrino così pochi casi di Covid13. In effetti. l’OMS ha calcolato che solo il 4,53% dei casi di Covid registrati in tutto il mondo proviene dal continente nero14. A titolo di esempio, ci limitiamo a presentare le seguenti figure. La prima rappresenta la diffusione nel mondo del rischio di paludismo.

Quest’altra invece, basata su dati recenti del CDC americano15, illustra i casi di Covid registrati ogni 100.000 abitanti nei vari paesi del mondo:

D’altronde è risaputo che molti medici di fama mondiale stanno perorando la causa dell’idrossiclorochina e del suo sistematico utilizzo nella cura dei pazienti di Covid. Tra di essi figura il noto virologo francese Didier Raoult16, H-index pari a 187, uno dei più alti al mondo, quando quello dell’onnipresente televirologo italiano Burioni è pari a… boh? Meglio lasciar perdere. Sia quel che sia, persino Donald Trump, prima di essere bandito a vita da Twitter, si era speso a favore dell’idrossiclorochina. Negli annali è rimasto questo suo tweet:

In Italia, in barba al protocollo ministeriale che prevede solo “tachipirina e vigile attesa” per chi si è ammalato di Covid, quello dei medici di Terapia Domiciliare17 contempla espressamente, almeno in certi casi, l’uso dell’idrossiclorochina:

Ma perché l’idrossiclorochina sarebbe così efficace contro il Covid? Per provare a capirci qualcosa, diamo un’occhiata a come agisce la malaria sul nostro organismo:

Come abbiamo detto in precedenza, la causa del paludismo è un parassita chiamato plasmodium falciparum che viene iniettato nell’organismo umano attraverso la puntura delle femmine delle zanzare anofele. Il plasmodio è un parassita del sangue di cui distrugge i globuli rossi, dopo esservi penetrato, per nutrirsi dell’emoglobina ricca in proteine. Ricordiamo altresì che l’emoglobina è la molecola proteica presente nei globuli rossi e contenente ferro mediante la quale si compie il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti e dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni. È dunque l’elemento fondamentale che regola la saturazione arteriosa del sangue18. La chinina ed i suoi derivati sintetici (clorochina e idrossiclorochina) risultano efficaci contro il plasmodio perché, accumulandosi prima negli endosomi19 (che permettono ad una cellula di inglobare al proprio interno molecole che altrimenti non passerebbero attraverso la sua membrana) e di lì nei lisosomi del parassita (per semplificare, potremmo definire un lisosoma come l’apparato digerente di una cellula20), impediscono a questo di digerire correttamente l’emoglobina di cui si ciba. Pur essendo il Covid causato non da un parassita ma da un virus che, essendo essenzialmente composto da materiale genico, è del tutto privo sia di endosomi sia di lisosomi, parrebbe che la clorochina interferisca sul virus in maniera del tutto analoga a quanto succede col plasmodio21. Ecco spiegato in poche parole perché l’idrossiclorochina, commercializzata sotto il nome di plaquenil, sarebbe un farmaco efficace per debellare le infezioni da coronavirus.

Covid e malaria avrebbero dunque in comune tante cose, a cominciare dai sintomi quali febbre, difficoltà respiratorie, stanchezza e mal di testa particolarmente acuti. Il primo inoltre porta ad un abbassamento proprio della saturazione arteriosa, per la regolazione della quale l’emoglobina riveste un ruolo centrale. Spesso il Covid può apparire all’inizio come una semplice influenza, essendo i sintomi molto simili Ma a distanza di giorni, quando ormai si pensa che il peggio sia alle spalle, succede che la saturazione si abbassa, ci si sente sempre più deboli e si hanno sempre maggiori difficoltà respiratorie. In questo il Covid è decisamente più simile alla malaria che ad una semplice, per quanto violenta, influenza. Si ha infatti come la sensazione che il nostro sangue, attraverso l’emoglobina, non sia più in grado di garantire una sufficiente ossigenazione del nostro organismo.

Molti studiosi ritengono che i guariti di malaria abbiano effettivamente sviluppato una forte immunità nei confronti del Covid22. Un team di ricercatori italiano è giunto a formulare un’ipotesi assai interessante: là dove la malaria era endemica ed ha sempre mietuto molte vittime, nella popolazione locale si sarebbero sviluppate per selezione naturale alcune caratteristiche genetiche che oggi potrebbero rivelarsi vantaggiose non solo per contrastare l’infezione malarica ma anche quella da coronavirus23.

Ma non vi sono solo l’idrossiclorochina e gli altri derivati dalla chinina a tenere banco. Alcuni studi avrebbero dimostrato l’efficacia anche dell’ivermectina, noto farmaco antiparassitario ad uso zootecnico (ma ampiamente usato anche in ambito umano), nella cura del Covid.

Projects Verictas, il collettivo di giornalisti indipendenti whistlebower, ha recentemente pubblicato una serie di documenti che dimostrerebbero come il famigerato Anthony Fauci, che Biden ha promosso Chief Medical Advisor della Casa Bianca, avrebbe ripetutamente finanziato in Cina all’epoca in cui dirigeva il National Institutes of Health una serie di studi, cosiddetti di gain-of-function, sui coronavirus dei pipistrelli24. Cosa questa che Fauci ha sempre negato di aver fatto, anche sotto giuramento davanti al Congresso degli USA. Tra i documenti pubblicati figura pure questo:

Si tratta di un documento che proverebbe che sin dall’aprile 2020, all’inizio della pandemia, erano stati realizzati degli studi che proverebbero quanto l’ivermectina sia efficace in tutte le fasi di sviluppo del Covid. Non a caso là dove le stesse autorità hanno incentivato l’uso di questo antiparassitario, come in certi stati dell’India25, i casi di Covid sono drasticamente calati lasciando ogni emergenza alle spalle.

Ad onor del vero, queste relative a farmaci che potrebbero curare facilmente il Covid sono informazioni ormai note a molti, e non solo tra chi viene bollato come “cospirazionista”.Non si ha l’intenzione di fare una crociata a favore dell’uso dell’idrossiclorochina e dell’ivermectina ma non si può fare a meno di puntualizzare come solo coloro che si informano esclusivamente tramite i media mainstream e credono ciecamente alla narrativa imposta dai nostri governi ignorino come da tempo vi sia in atto un acceso dibattito mediatico, prima ancora che scientifico, circa l’efficacia di questi medicinali di uso comune, in produzione ormai da diversi decenni e dai costi per il grande pubblico pressoché irrisori.

Tra l’altro, non sarà sfuggito ai più come questi due farmaci (ivermectina e l’idrossiclorochina) siano il primo un antiparassitario, il secondo un farmaco abitualmente utilizzato per combattere una malattia causata da un parassita. È una ben strana coincidenza, questa, che meriterebbe da parte delle autorità preposte un maggiore approfondimento.

Comunque, sembra che questi due non siano neppure gli unici protocolli con cui sarebbe possibile curare il Covid. In questi ultimi giorni, ha fatto scalpore il modo in cui uno dei televirologi nostrani più in vista, Massimo Galli, è stato curato – lui tri-dosato – dopo essersi ammalato di Covid in forma apparentemente seria. È stato forse curato con il tanto chiacchierato protocollo ministeriale “tachipirina e vigile attesa”? Manco per sogno! Gli hanno somministrato gli anticorpi monoclonali26. Abbiamo motivo di ritenere che Galli si sia fermamente opposto a questa cura. Solo poco tempo fa sosteneva che fosse inaccettabile parlare di cure alternative al vaccino poiché a sua detta non ce ne erano affatto27.

Quindi, essendo lui persona coerente, avrà sicuramente provato un fremito di indignazione quando i medici che lo avevano in cura, data la sua età e la sua anamnesi, gli hanno consigliato di curarsi con questo “inaccettabile” protocollo anziché con quello del sinistro ministro Speranza. Si suppone che abbia opposto un fermo diniego: “Ma cosa? Siete matti? Non esistono alternative al vaccino! Voi state solo illudendo la povera gente facendole credere che esitano cure miracolose”. Questo è per lo meno quanto ci immaginiamo il nostro povero degente ospedaliero abbia risposto. Ma probabilmente era tanto indebolito dalla malattia da non essere stato in grado di far valere la propria volontà. E cosi, alla fine, il nostro è stato curato con gli anticorpi monoclonali. A quanto pare, però, questi stessi gli hanno assai giovato; così ci sembra di poter dire, dopo aver visto come il Galli sia apparso particolarmente ringalluzzito dopo la terribile malattia, curata con un protocollo di evidentemente lui stesso ne ignorava persino l’esistenza.

È giunta l’ora di trarre le nostre conclusioni. Che cosa ci dimostra tutto quanto sopra esposto? Semplice: la narrativa corrente è fallace. In realtà, del tutto menzognera. Ohibò! Non che fosse poi così difficile comprenderlo… Solo chi ha le fette di salame sugli occhi non se ne è accorto. Ma sarà vero? Sarà vero che anche le persone con le fette di salame sugli occhi non si sono accorte di nulla? In realtà, ci spingiamo a dire che potrebbe non essere così. Qualcosa non torna. In verità, in molti non sono proprio in grado di mettere in discussione la narrativa corrente. Ci tocca dire che questi sono individui senza speranza: si fidano ciecamente della TV e non hanno alcun spirito critico, oltre probabilmente a capacità intellettive poco sviluppate. Ci spiace dover descrivere il prossimo con termini del genere. Però l’impressione è che sia proprio così. E pertanto è inutile perdere tempo parlando con persone che, ahinoi, devono essere oramai considerate come irredimibili.

Tuttavia per tanti altri questo discorso non può valere perché ci si rifiuta di credere che non abbiano anche solo minimamente mangiato la foglia. Queste sono persone che non possono non essere consapevoli del fatto che gli si mente costantemente. Certo, è innegabile che oggi non è facile tenere dritta la barra poiché ognuno di noi è soggetto a pressioni che sono in continuo aumento. In fin dei conti sono oramai due anni che siamo tutti noi bersagliati da una propaganda che quella di Goebbels al confronto era roba da principianti! D’altronde, quanto vengono pagati i media dalle stesse autorità governative per seminare angoscia in ogni dove ed a ogni ora?28

Ma ciascuno di noi, sempre che sia degno di essere chiamato umano, non può esimersi dall’avere dei dubbi, dal porsi degli interrogativi e dal percorrere strade alternative per capire ciò che sta capitando. La narrazione corrente fa acqua da tutte le parti, la menzogna imperversa, si assiste persino allo spettacolo indecoroso di un capo di governo che mente sapendo di mentire e lo fa in maniera tanto maldestra da risultare persino comico nel suo patetico tentativo di mettere le persone le une contro le altre. Ci sarebbe quasi da sorridere per tanta mediocrità. Purtroppo la strategia del divide et impera funziona, porta a dei risultati concreti.

Ma si badi bene. Se essa funziona non è perché questi personaggi tanto infimi e mediocri sono realmente in grado di apparire come credibili e convincenti. Ci si rifiuta di credere che certe facce lombrosiane possano veramente avere presa sull’opinione pubblica. La verità è molto più amara. La gente non è né stupida né credulona ma è talmente assuefatta alla menzogna da aver perso persino la volontà di ricercare la verità. Eppure è scritto: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” 29.

Purtroppo oggi sempre più individui non si limitano solo a credere alle bugie che vengono loro raccontate. Fosse solo questo! Fosse solo creduloneria! Infatti, in questo caso, sarebbe difficile metterne in dubbio la buona fede. La gente andrebbe quindi considerata principalmente solo come una vittima. Invece è molto peggio ancora. Oggi la gente è quasi costretta a credere alle fandonie che le vengono propinate. Non lo fa tanto per costrizione, ma per libera scelta. Sceglie essa stessa di credere alla menzogna; ma così facendo, soprattutto, sceglie essa stessa la schiavitù che non può che conseguirne.

Si hanno delle ultime domande da porre. Si pensa realmente che sia normale tutto ciò che i no vax stanno facendo? Si crede veramente alle parole del mefistofelico presidente del consiglio che li addita come la causa ultima dei mali dell’Italia? Si è genuinamente convinti che i no vax non vogliano vaccinarsi solo per fare un dispetto a chi anela solo a poter ritornare alla vita di prima? Gira in rete un meme alquanto sagace e divertente sui vaccini che recita grossomodo così: “questa è la prima volta nella storia in cui per l’inefficacia di un farmaco viene incolpato colui che non ne fa uso”. Si tratta di un’amarissima verità. Si fatica a capire cosa ci sia di sbagliato nelle menti di coloro che non riescono ad afferrare quello che pare un concetto così semplice… Ci si vaccina per proteggere se stessi, mica gli altri. È così da sempre e sempre sarà. Perché quindi biasimare chi, al più, ha la colpa, non volendosi vaccinare, di danneggiare solo se stesso ma di certo non gli altri?

Il fatto è che, checché se dica, anche le persone comuni, quelle che paiono credere al ciecamente nel dio vaccino, nel profondo del loro animo rifiutano la propaganda a reti unificate. Esse si pongono realmente il dubbio se i no vax non abbiano ragione. Si chiedono: perché? Perché i no vax fanno così? Non è normale. Certo che non lo è! Non è normale per nessuno accettare quelle autentiche angherie che i no vax oramai da mesi stanno subendo. Costoro oggi sono persone che vengono apertamente discriminate dal loro stesso governo. Sono divenuti a tutti gli effetti cittadini manco di serie B, ma addirittura di serie C.

Hanno meno diritti di un nero in uno stato meridionale degli Usa all’epoca della segregazione razziale! Almeno i neri potevano salire su un bus o su un treno. Dovevano solo limitarsi a sedersi nei posti loro assegnati. La famosa Rosa Parks, icona dei diritti civili degli afro-americani, fece scandalo non perché mise piede su un bus su cui non avrebbe potuto salire, ma perché si sedette in un posto riservato ai bianchi. Invece oggi, in Italia, i non vaccinati non possono proprio salirci su un mezzo pubblico, pena il pagamento di una salatissima multa. Mentre immigrati clandestini sono resi liberi di scorrazzare e di violare qualsiasi legge o divieto, le nostre irreprensibili forze dell’ordine sono intente solo a multare mansueti ed onesti cittadini a spasso senza mascherina.

Persino la continuità territoriale è stata interrotta, visto e considerato che ai cittadini italiani non vaccinati che vivono sulle isole viene di fatto impedito di salire su un traghetto per raggiungere la terraferma. Vi sarebbero persino gli estremi per una denuncia per sequestro di persona, se non fosse per la magistratura italiana connivente. A questi cittadini non vaccinati oggi sono negati diritti che neppure i più biechi regimi segregazionisti osarono negare alle minoranze da loro oppresse. E tutto questo per cosa? Perché non esisterebbe alcuna alternativa al vaccino miracoloso? Eppure non è così. Lo sappiamo bene. E lo sanno anche vaccinati, anche se non vogliono ammetterlo.

Niente cinema, niente ristoranti, niente sport, niente teatri, niente svaghi… Come disse un altro discusso televirologo da operetta, i non vaccinati sono sorci segregati in casa. Ma questo è il meno. Soprattutto chi oggi è discriminato per non essersi voluto sottoporre ad una terapia che al momento è ancora ufficialmente sperimentale, è una persona che ogni giorno rischia di perdere tutto. Per tutto, si intende proprio tutto. Il lavoro tanto per incominciare, e con esso la possibilità di mantenere la propria famiglia in maniera decorosa e di avere una vita normale e dignitosa. Quante persone sono state vaccinate contro la loro stessa volontà solo perché, sentendo di avere precise responsabilità verso la propria moglie ed i propri figli, hanno accettato in qualche modo di immolarsi per il bene dei propri cari? Ma pensiamo anche agli affetti di amici e parenti che si rischia costantemente di perdere solo perché si è osato confessare loro che non ci si vuol far vaccinare.

“Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà30”. Oggi sta letteralmente succedendo tutto questo.

Oggi i non vaccinati stanno portando una croce pesantissima. E tutto questo per cosa? Veramente si pensa che sia solo un capriccio? Che così tanta gente arrivi a sacrificare i propri fondamentali diritti di persona, prima ancora che di cittadino, solo per paura di una punturina? Chi persiste nelle proprie convinzioni lo fa perché è sicuro di quello che fa, ed è disposto ad andare fino in fondo, costi quel che costi. È spaventato dal peso della croce che deve portare ma è altresì consapevole di non poter fare diversamente. Ma tutti gli altri? Tutti coloro che credono, o per meglio dire fingono di credere, alle continue menzogne? Lo sanno loro per cosa lottano tutti coloro che hanno scientemente accettato la limitazione, financo la perdita totale, dei propri elementari diritti costituzionali? Immaginiamo che lo sappiano. È così, lo sanno. Infatti non possono ignorare che ci deve essere una ragione dannatamente seria perché così tante persone arrivino al punto di accettare tutte queste angherie da parte del potere statale. Realmente si crede che qualcuno sia disposto a perdere tutto solo per fare un dispetto al prossimo ed impedire che dopo due anni si esca finalmente dall’incubo Covid?

La verità è ben altra. La verità è che a tutti costoro fa comodo pensare che sia solo così. È una loro libera scelta pensarlo. Li solleva da tante di quelle responsabilità! Sanno di non essere in grado di portare questa gravosissima croce: non hanno né le qualità morali, né la forza d’animo né la determinazione per riuscire loro stessi ad affrontare tutte quelle difficoltà che incontrano quotidianamente sul loro cammino le persone che alla porta larga ed alla via spaziosa hanno preferito la porta stretta e la via angusta che conduce alla Vita.

Ma soprattutto, hanno paura. Essi sono atterriti all’idea svegliarsi un giorno e di dover prendere atto del fatto che i no vax avevano avuto ragione sin dal principio. Questo li terrorizza letteralmente a morte perché prenderne coscienza vuol dire dover ammettere apertamente a se stessi di essersi infilati – nel migliore dei casi – in un vicolo cieco. Anzi: di aver compiuto un atto al quale potrebbe rivelarsi impossibile il porvi rimedio.

Sono costretti a vivere nella menzogna e nell’illusione. Ma così facendo coltivano solo l’odio. La paura, per altro frutto del loro egoismo, è il loro vero nemico. Temono il giorno in cui dovranno ridestarsi. Temono, soprattutto, che quel giorno sia troppo tardi per molti di loro.

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  • 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Raphaël_Géminiani
  • 3 https://www.ilgiornale.it/news/geminiani-cos-coppi-poteva-essere-salvato.html
  • 4 https://it.wikipedia.org/wiki/Chinino
  • 5 https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/torna-la-malaria-in-italia-mussolini-riusci-a-debellarla-grazie-alle-bonifiche-72214/
  • 6 https://red-jack.blogspot.com/2016/05/gin-and-tonic.html
  • 7 https://www.corriereregioni.it/2021/07/01/chinino-barolo-e-vermouth-chinato-di-silvana-de-mari/
  • 8 https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Andersag
  • 9 https://www.scienzainrete.it/articolo/storia-della-clorochina-e-dei-suoi-antenati/adriano-zecchina/2020-04-07
  • 10 https://it.wikipedia.org/wiki/Artemisinina
  • 11 https://www.epicentro.iss.it/malaria/epidemiologia-mondo
  • 12 https://www.maurizioblondet.it/nei-paesi-malarici-niente-covid/
  • 13 https://www.corriere.it/editoriali/22_gennaio_06/strage-mai-avvenuta-f95ac496-6f0c-11ec-97e0-94289cfbf176.shtml
  • 14 https://malariajournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12936-020-03541-w
  • 15 https://it.wikipedia.org/wiki/Centers_for_Disease_Control_and_Prevention
  • 16 https://www.radioradio.it/2021/01/didier-raoult-su-covid-e-vaccino-intervista/
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  • 24 https://www.rt.com/news/545737-veritas-fauci-funded-covid/
  • 25 https://newsrescue.com/the-undeniable-ivermectin-miracle-indias-240m-populated-largest-state-uttar-pradesh-horowitz/
  • 26 https://www.laverita.info/galli-ammette-curato-anticorpi-monoclonali-2656258523.html
  • 27 https://www.msn.com/it-it/salute/other/covid-galli-parlare-di-cure-alternative-a-vaccino-è-inaccettabile/ar-AAOvC1S
  • 28 https://www.maurizioblondet.it/il-ministero-dello-sviluppo-economico-paga-le-tv-se-parlano-di-covid-piu-750mila-e-ad-ogni-tv-che-faccia-almeno-20-sevizi-al-giorno-sul-covid-e-nelle-fasce-orarie-indicate-dal-ministero-dello-svilup/
  • 29 Giovanni 8, 32
  • 30 Matteo 10, 34-39