La situazione in Kazakistan si è calmata dopo il tentativo di colpo di stato, ma politicamente il paese è attualmente in fase di epurazione dei vecchi politici.
Tutto questo molto probabilmente è stato preparato con molto anticipo, molto ben organizzato e militarmente coordinato, occupando contemporaneamente strade, collegamenti ferroviari e persino l’aeroporto di Almaty per tagliare i rifornimenti alle forze di sicurezza della città.

Mentre il mondo guardava il Kazakistan con stupore, il presidente Nazarbayev (che ha governato il paese dal 1989 al 2019) è stato rimosso dal suo posto di capo del Consiglio di sicurezza nazionale durante il colpo di stato, ed è sostituito dal nuovo presidente Tokayev. Questo potrebbe essere visto da alcuni come una presa di potere “totale” da parte di Tokayev, da altri come un segno della gravità della crisi.
Probabilmente Nazarbayev non era più in grado di guidare il paese che sta vivendo una grossa crisi, questo potrebbe essere stato uno dei motivi per la sua rimozione.
Pochi giorni dopo tutto faceva pensare che i golpisti avessero l’appoggio dei più alti circoli del paese, poiché il capo dei servizi di intelligence è stato arrestato per tradimento e uno dei suoi generali si è tolto la vita. Il 16 gennaio è stato anche riferito che i membri della famiglia di Nazarbayev stavano lasciando i loro incarichi.

Si può pensare che Nazarbayev abbia lasciato volontariamente la presidenza al suo compagno di lunga data. Non escludo che tra i due ora ci sia una qualche disputa, ma anche la famiglia di Nazarbayev era in affanno perché il patriarca è molto anziano, è ammalato e nell’ultimo periodo il suo potere politico era diminuito, anche se formalmente deteneva ancora importanti cariche.

Comunque tutto è scoppiato quando hanno tolto il sussidio del gas e le attese proteste si sono immediatamente concretizzate. Questo è stato colto come il miglior momento per creare il colpo di stato da parte dei militanti islamisti, che ovviamente hanno avuto l’aiuto dei servizi segreti kazaki (che casualmente hanno ritirato le guardie dall’aeroporto di Almaty al momento giusto). Contemporaneamente però Tokayev sapeva che non poteva fidarsi di nessuno e che i golpisti nelle strade dovevano avere un sostegno nell’apparato di sicurezza kazako. È stato il momento in cui ha annunciato la rimozione di Nazarbayev e si è rivolto alla CSTO con la richiesta di inviare forze di pace. Quando il CSTO ha aderito a questa richiesta le forze armate dell’Alleanza sono sbarcate in Kazakistan e in pochi giorni la calma è tornata. Da quel momento Tokayev si è impegnato nella nomina di un nuovo governo e nel rimpasto dell’apparato di sicurezza.

Al momento non ci sono rapporti ufficiali su come altri stati siano stati coinvolti nel colpo di stato; ci sono solo dichiarazioni generiche dove si afferma che altri stati ci abbiano messo lo zampino. Probabile che lo zampino sia occidentale perché hanno solo criticato la CSTO e le sue forze di pace. Sempre in occidente tutti erano preoccupati di una occupazione permanente del Kazakistan da parte della Russia, una stupidaggine perché le forze di pace si stanno già ritirando completamente in questi giorni.
E nonostante quello che pensino gli occidentali, il potere in Kazakistan è sempre stato gestito da clan e famiglie molto potenti, è solo cambiato il vertice ma non cambiano le dinamiche. Del resto nessuna famiglia dura in eterno, credo che sia stato un regolamento di conti interno con grosse infiltrazioni straniere.