L’istituto NOVA LVCE annuncia che un incontro ai massimi vertici si è
verificato tra Sergej Viktorovič Lavrov, Ministro degli Affari Esteri
della Federazione Russa, e Luigi Di Maio, suo omologo italiano.
Durante l’incontro, durato pochi secondi, prima che Lavrov se ne andasse
c’è stato un brevissimo scambio di frasi in italiano che il LVCE riporta
con grande precisione come segue:

Di Maio: Buongiorno
Lavrov: Buongiorno
Di Maio: Vado subito al punto, se non cederete su tutta la linea
inaspriremo le sanzioni
Lavrov: Se continuate così, будете умереть от голода и холода
Di Maio: Eh?
Lavrov: сука

L’Istituto comunica che i traduttori e gli esperti di cultura russa sono
tuttora al lavoro per capire l’oscuro significato delle parole del
Ministro Lavrov.

Questa è una storiella che gira sui social. Veramente divertente. Mi sono fatta grosse risate a leggerla.
MA
A quanto pare non è solo una barzelletta se andiamo al leggere questo link https://notalotofpeopleknowthat.wordpress.com/2022/03/18/iea-wants-energy-lockdowns/:

Dai blocchi COVID ai blocchi energetici!
Con l’invasione russa dell’Ucraina che ha portato a una riduzione delle forniture ai mercati petroliferi prima della stagione di punta della domanda, il piano in 10 punti dell’AIE propone azioni per alleviare le tensioni e il dolore dei prezzi.
Di fronte all’emergente crisi energetica globale innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, azioni pratiche da parte dei governi e dei cittadini nelle economie avanzate e oltre possono ottenere riduzioni significative della domanda di petrolio in pochi mesi, riducendo il rischio di una grave crisi di approvvigionamento, secondo una nuova analisi pubblicata oggi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.
Questi sforzi ridurrebbero il dolore dei prezzi avvertito dai consumatori di tutto il mondo, attenuerebbero il danno economico, ridurrebbero le entrate della Russia dagli idrocarburi e aiuterebbero a spostare la domanda di petrolio verso un percorso più sostenibile.
Se pienamente attuate nelle economie avanzate, le misure raccomandate dal nuovo piano in 10 punti dell’AIE per ridurre il consumo di petrolio abbasserebbero la domanda di petrolio di 2,7 milioni di barili al giorno entro quattro mesi – equivalente alla domanda di petrolio di tutte le automobili in Cina. Questo ridurrebbe significativamente le tensioni potenziali in un momento in cui una grande quantità di forniture russe potrebbe non raggiungere più il mercato e la stagione di punta della domanda di luglio e agosto si avvicina. Le misure avrebbero un effetto ancora maggiore se adottate in parte o completamente anche nelle economie emergenti.
Il nuovo rapporto include anche raccomandazioni per le decisioni che devono essere prese ora dai governi e dai cittadini per passare dalle azioni di emergenza a breve termine incluse nel Piano in 10 punti a misure sostenute che metterebbero la domanda di petrolio dei paesi in un declino strutturale coerente con un percorso verso emissioni nette zero entro il 2050.
Le 10 azioni chiave

Ridurre i limiti di velocità sulle autostrade di almeno 10 km/h
Impatto*: Risparmiare circa 290 kb/d di consumo di petrolio dalle auto, e altri 140 kb/d dai camion
Lavorare da casa fino a tre giorni a settimana dove possibile
Impatto: Un giorno alla settimana risparmia circa 170 kb/d; tre giorni risparmiano circa 500 kb/d
Domeniche senz’auto nelle città
Impatto: Ogni domenica si risparmiano circa 380 kb/d; una domenica al mese si risparmiano 95 kb/d
Rendere più economico l’uso del trasporto pubblico e incentivare la micromobilità, gli spostamenti a piedi e in bicicletta
Impatto: Risparmia circa 330 kb/d
Alternare l’accesso delle auto private alle strade delle grandi città
Impatto: Risparmio di circa 210 kb/d
Aumentare il car sharing e adottare pratiche per ridurre il consumo di carburante
Impatto: Risparmio di circa 470 kb/g
Promuovere una guida efficiente per i camion da trasporto e la consegna delle merci
Impatto: Risparmia circa 320 kb/d
Utilizzare, ove possibile, treni ad alta velocità e treni notturni al posto degli aerei
Impatto: Risparmia circa 40 kb/d
Evitare i viaggi aerei di lavoro quando esistono opzioni alternative
Impatto: Risparmio di circa 260 kb/d
Rafforzare l’adozione di veicoli elettrici e più efficienti
Impatto: Risparmia circa 100 kb/d
https://www.iea.org/news/emergency-measures-can-quickly-cut-global-oil-demand-by-2-7-million-barrels-a-day-reducing-the-risk-of-a-damaging-supply-crunch
Ci sono stati molti accenni al fatto che i blocchi COVID si sarebbero trasformati in blocchi climatici. Ma ora l’idea viene promossa in modo abbastanza sfacciato dalla IEA.
E’ inquadrata come una misura a breve termine per superare la crisi dell’Ucraina. Ma qualcuno può onestamente immaginare che tali misure vengano abbandonate tra qualche mese?
In effetti, l’AIE ha fatto uscire il gatto dal sacco quando ha detto
:
Il nuovo rapporto include anche raccomandazioni per le decisioni che devono essere prese ora dai governi e dai cittadini per passare dalle azioni di emergenza a breve termine incluse nel Piano in 10 punti a misure sostenute che metterebbero la domanda di petrolio dei paesi in un declino strutturale coerente con un percorso verso emissioni nette zero entro il 2050.
Notate come tutto ciò sia presentato come “nel nostro stesso interesse”.
Marc Morano di Climate Depot riassume il tutto:
Le “soluzioni” proposte per il cambiamento climatico, COVID, e ora la guerra russa sono tutte esattamente le stesse – martellare i poveri e la classe media con più restrizioni sui viaggi, meno libertà, e ancora più resa del potere a regolatori governativi non eletti.

Parlando con un amico in riferimento alla storiella emerge l’ennesima calata dall’alto di imposizioni che impattano pesantemente sulla vita della maggior parte della popolazione, con 10 azioni che non sono che un palliativo e non hanno nulla di strutturale.
Perché non intervenire invece sul trasporto marittimo, che ha un impatto inquinante enorme, ad esempio con la rilocalizzazione della produzione vicino ai luoghi di consumo invece che dall’altra parte del globo e con la riduzione della  velocità (per le navi la potenza richiesta aumenta con il cubo della velocità)? https://www.rinnovabili.it/ambiente/navi-da-crociera-inquinamento-ue/
Oppure sugli aerei privati (per tutti noi ma non per i partecipanti di Davos https://compareprivateplanes.com/it/articles/how-common-are-private-jets
Oppure iniziare con lo smantellamento delle oltre 400 basi militari incredibilmente energivore e inquinanti che gli Stati Uniti d’America mantengono al di fuori dai loro confini, con quasi 180.000 soldati che tra l’altro vanno avanti e indietro dagli USA per licenze e motivi vari oltre che per servizio? https://www.youtrend.it/2021/08/30/dove-sono-i-soldati-americani-nel-mondo/
Alla fine un dubbio sorge spontaneo: certe organizzazioni internazionali, blasonate e iper finanziate, quanto sono realmente competenti e d’aiuto per i problemi che pretendono di risolvere e quanto sono indipendenti dagli interessi dei ricchi del pianeta?

Ah saperlo in tempi interessanti…