Torniamo con un breve racconto nel mondo della fantapolitica, stretta parente della fantascienza, dove tutto è possibile grazie all’immaginazione.

Immaginiamo un mondo in cui, da secoli, un pugno di persone ricchissime, banchieri e teste coronate lucrano sulle sventure dell’umanità – guerre, malattie e altri orrori – arrivando anche a scatenarle pur di aumentare a dismisura i proprio guadagni e tenere sotto controllo le persone.

Immaginiamo che, grazie alla loro immensa ricchezza, nel corso del tempo abbiano formato una rete di collaboratori, più o meno consapevoli del loro vero ruolo, che abbia esteso i propri tentacoli nella politica, nella religione, nell’imprenditoria, nella Magistratura, negli eserciti, nei Servizi, ovunque, grazie anche al controllo a 33 gradi (nella fantapolitica corrispondono a 360°) di società più o meno segrete nelle quali tutti sono burattini tranne loro, che stanno al di fuori della geometria, nella dimensione dal 34mo grado in su.

Immaginiamo che essi abbiano, nel corso dei secoli, selezionato all’interno delle loro famiglie unicamente la progenie senza scrupoli e dall’indole più inumana, arrivando persino a eliminazioni fisiche dei “divergenti” che rischiavano di svelare o boicottare disgustati il modus operandi di famiglia.

Queste persone, secondo la fantapolitica, non sanno fare nulla. Non hanno lasciato all’umanità per esempio né opere d’arte né letteratura, non grandi scoperte scientifiche e neppure oggetti di alto artigianato. Sono solo dei parassiti incapaci di fare a livello un po’ più che infimo qualunque cosa che non sia controllare e manipolare gli altri. E lo sanno. E hanno ormai imparato che il denaro non può acquistargli il vero genio. E ne sono frustrati.

Immaginiamo di essere arrivati ad un punto cruciale della Storia in cui le scoperte tecnologiche, oltre a permettere la distruzione totale della vita sulla Terra, li abbiano illusi di poter conquistare ciò che più desiderano: l’immortalità, la possibilità di non venire spazzati via come polvere insignificante dalla scopa del tempo; ma che si siano resi conto di essere stati ingannati. Peggio, di essere stati presi in giro e truffati da chi gli ha “venduto” come certo il raggiungimento dell’agognato traguardo.

Immaginiamo che loro, ultranovantenni tenuti in vita con lo sputo da trasfusioni e altre pratiche mediche comunque insufficienti, si siano resi conto che la chimera del trasferimento della coscienza in una macchina corrisponde a poco più che lasciare una registrazione di parte delle loro memorie su CD o, nel migliore dei casi, ad inserire nella macchina degli algoritmi che le consentano di simulare il loro comportamento. Immaginiamo che si siano resi conto che l’interfacciamento uomo-macchina ha dei limiti intrinseci nella fisica e nella struttura complicatissima del sistema nervoso umano e che comunque non sarà neanche minimamente possibile negli stretti tempi imposti dalla loro età senile. Immaginiamo che i tentativi di introdurre componenti miniaturizzati all’interno dell’uomo tramite avio-dispersione di nanoparticolato e nanomacchine non abbia dato i risultati sperati, e che quelli effettuati con l’inoculazione di miliardi di persone stia parimenti fallendo, così come gli esperimenti di modificazione genetica, ibernazione e altri miraggi. Detto in soldoni, che si siano finalmente accorti che gli scienziati e i tecnici sui quali facevano cosi tanto affidamento per raggiungere l’agognata immortalità, per lucro, li hanno sempre presi per il culo approfittando della loro crassa ignoranza e mediocre intelligenza.

Ebbene, la fantapolitica vede molto chiaramente il rischio che uno o più di questi vegliardi livorosi sull’orlo della fossa ai quali basterebbe inciamparsi in uno scalino per liberare il mondo dalla loro presenza possano, poiché sanno che moriranno tra breve, far agire i loro burattini in modo da provocare l’estinzione della vita sulla Terra, ad esempio per mezzo di una guerra nucleare o biologica: après moi, le Déluge. E non potranno fermarli eventuali rivoluzioni popolari, già previste con relative contromisure da tempo, né azioni di persone singole troppo lontane dai centri del vero potere, a meno che i loro burattini stessi, che sono gli unici che hanno la possibilità di fare qualcosa avendone i mezzi, non si sveglino dal loro sonno ipnotico e agiscano in tempi rapidi e con decisione. Per la loro stessa salvezza e per la salvezza di coloro che amano.

Perché, secondo la fantapolitica, i tempi potrebbero essere ormai maturi per l’amara scoperta da parte dell’umanità di essere nelle mani di un pugno di vecchi affetti da una patologia psichiatrica tra le più pericolose. La Sindrome di Sansone.

BY M.D.G.