Con la fine dell’era Merkel arriva la politica dei Verdi e con loro il futuro cancelliere Baerbock. Non ci sono dubbi sulla loro vittoria nelle elezioni del Bundestag, ma bisognerà vedere se si formeranno delle coalizioni per fermarli.
Cosa ne sarà della Germania se vincono i Verdi? BBRRRRRRR….. rabbrividiamo….

Le elezioni federali del 26 settembre 2021 saranno epocali per tre motivi:

  1. sarà l’ultima volta che gli elettori esprimeranno la loro volontà sulla carta, le prossime elezioni saranno condotte solo elettronicamente
  2. Angela Merkel, che ha guidato il paese ininterrottamente dal 2005, non sarà più cancelliera
  3. il blocco CDU/CSU, grazie al quale le relazioni russe si sono mantenute vive e stanno resistendo all’attacco affinché venga portato a termine il Nord Stream2 (leggere pressione americana). Credo che non otterranno certamente la maggioranza e non riusciranno a formare un governo, che porrebbe la fine della vecchia politica tedesca. SE vinceranno i verdi l’Europa diventerà finalmente antirussa = Biden Docet.

La struttura politica tedesca occidentale (comunque voluta e prevista dagli alleati dopo la seconda guerra mondiale) era sempre un ponte verso la Russia. Infatti nei decenni si sono viste le normali relazioni commerciali e le relative mescolanze politiche. Questa grande alchimia era gestita e controllata dai centristi della CDU/CSU. Il blocco di partiti dell’Unione Cristiano Democratica (CDU) e dell’Unione Cristiano Socialista (CSU) copriva saldamente idee e obiettivi politici che erano “permessi” allo stato tedesco. Si può affermare a grandi linee che la CDU raccoglieva “il centro e un po’ di conservatorismo a destra” e la CSU rappresentava “dal centro a sinistra”, questa binaria formazione è stata la base su cui si è formato il centrismo ideologico dello stato tedesco. Formazione performante che ha affrontato sfide esterne e interne per più di sette decenni.

Di fatto ci sono sempre stati altri partiti e movimenti sociali in Germania, e il blocco al potere non ha avuto paura di inserire le loro idee nella propria agenda. Si era creata una sorta di stabilità. Ma questo nel tempo ha eroso la capacità della politica ufficiale tedesca di adattarsi alle sfide esterne. La lunga tradizione politica tedesca prevedeva di assicurare che nessuna forza politica emergesse nel paese affinché non potesse prendere il potere e usarlo per costringere con la forza il resto della società a seguire una particolare linea strategica. E’ stata creata affinché NON si venisse a creare un altro Hitler. Quindi si è sempre cercata una politica di coalizione del governo che consentiva il maggior compromesso possibile, coinvolgendo il maggior numero possibile di gruppi sociali. E così è stato per decenni. Questa assicurata stabilità del corso politico ha protetto la Germania da brusche virate, assicurava carattere multivettoriale. Ecco perché la BIPOLARE Germania era in grado di seguire la NATO ma anche di dedicarsi ad una attiva Ostpolitik, arrivando persino a influenzare il Medio Oriente e a interessarsi del Sud-Est asiatico. Solo in Africa non hanno messo gli scarponi perché lì primeggiano gli interessi inglesi e francesi.

Dopo il crollo dell’URSS e l’unificazione dei due stati tedeschi, l’inizio del processo di integrazione europea, l’obbligo di cercare un compromesso pacifico, tutto questo ha diluito criticamente il significato del processo. Nei primi anni 2000, la Germania riunificata in Europa ha rappresentato una chiara minaccia per le aspirazioni geopolitiche di Francia e Regno Unito. Queste due si sono trovate in pericolo di perdere il loro ruolo di leadership economica e di cadere al secondo posto nella geopolitica. Da qui il Brexit. Di fatto a tutti pesano costantemente gli interessi della Presunta Europa dove normalmente prevalgono gli interessi tedeschi. La Germania, sempre alla ricerca di compromessi, ha dovuto includere le posizioni dei paesi dell’Europa orientale, che erano chiaramente anti-russi, al punto da danneggiare in modo del tutto assurdo i loro stessi interessi economici.

In mezzo alla acefala politica UE cade anche il blocco dominante CDU/CSU. La politica tedesca ha perso il suo senso comune, questo ha disincantato il pubblico nei confronti dei valori di base e ai crescenti dubbi sulla capacità della CDU/CSU di affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Di conseguenza, le idee della SPD non sono molto popolari tra la gente oggi, il programma grigio e senza volto del blocco conservatore non approderà da nessuna parte.

I sondaggi attuali mostrano che i Verdi (nome ufficiale: Bündnis 90/ die Grünen), otterrebbe almeno il 28%. Forse di più, perché come ricordiamo, nel Baden-Württemberg, il candidato del Partito Verde Winfried Kretschmann ha ottenuto il 32,6% nelle elezioni statali. Eppure non molto tempo fa i Verdi erano sostenuti solo dall’8% dei tedeschi nel 2016. Ma l’eccessivo centrismo ha proibito ai tedeschi di lottare per idee politiche o sociali. Questo ha innescato la miccia su uno sfondo di progressiva dissolvenza della politica tradizionale, le idee ambientali sono diventate sempre più popolari in Germania.

A settembre Annalena Baerbock dei Verdi si batterà per ottenere la più alta carica dello stato. Per capire la dinamica generale dei processi, vale la pena confrontare la popolarità dei Verdi con i risultati del periodo di governo di Angela Merkel, che governava il paese come cancelliere della CDU/CSU.

Merkel ha assunto la guida della Germania nel 2005, quando la Germania era all’apice del suo potere e sulla strada per diventare il leader indiscusso dell’UE. I suoi oppositori si sono persino lamentati che i tedeschi stavano ancora una volta cercando di costruire un nuovo impero. Poi i problemi hanno cominciato ad accumularsi:

  1. Nel 2008 è arrivata la crisi finanziaria globale.
  2. Nel 2010, la Grecia è diventata insolvente e ha minacciato di lasciare l’euro.
  3. Nel 2014 è arrivata la migrazione di massa di rifugiati dal Nord Africa e dal Medio Oriente.
  4. Nel 2016 c’è stato l’attacco terroristico al mercatino di Natale di Berlino e una serie di attacchi terroristici in tutta Europa.
  5. Nel 2017 è arrivato il tentativo degli Stati Uniti di fare pressione sull’UE per la firma del TTIP.
  6. Nel 2018 sono arrivate le sanzioni commerciali degli Stati Uniti contro l’UE.
  7. Nel 2020, l’epidemia di coronavirus.
  8. L’errore fatale di Berlino: gli accordi di Minsk sull’Ucraina e l’affare Navalny. Doveva solo occuparsi del Nord Stream2.

In base alle attuali previsioni i tedeschi voteranno per i Verdi con un ampio margine (forse fino al 32-34%) in autunno. Il vecchio blocco conservatore che governa la Germania non ha davvero nulla da offrire al momento. Da parte mia mi pongo solo una domanda: I tedeschi hanno capito esattamente per cosa stanno votando?

Affidandoci alla statistica credo che sarà impossibile per i Verdi formare il governo interamente da soli, anche con un trionfo massimo. I Verdi lo sanno e stanno tentando il percorso “blocco di verdi, socialdemocratici e comunisti” con una profonda inclinazione all’ecologia e al populismo, che i verdi domineranno. Ehm anche Hitler era artista, vegetariano, animalista, astemio e non fumatore, pure ambientalista, ucciso dalle armate russe che hanno invaso la Germania in quegli anni…. voci dicono che fosse pure socialista. Questa è la storia vista dai Woke (Nuke Grazie per il riassunto Woke di Adolf).

Secondo il programma ufficiale, il partito verde vuole cambiare l’economia di mercato e la protezione dell’ambiente. La loro posizione però è molto più ampia e radicale. Inizio ad elencarne solo alcune:

  1. La tecnologia energetica convenzionale basata sui combustibili deve essere bandita in vista della necessità di una riduzione radicale delle emissioni di CO2.
  2. L’energia nucleare deve essere vietata anche a causa dell’altissimo rischio di incidenti e di contaminazione a lungo termine.
  3. Il limite di velocità di 140 km all’ora dovrebbe essere applicato immediatamente sulle autostrade e 120 km all’ora nel prossimo futuro.
  4. Limitare le emissioni. Entro il 2040 o 2045 tutto il traffico tedesco dovrebbe essere completamente convertito alle auto elettriche.
  5. Ogni produzione anche solo un po’ “sporca” deve essere chiusa per ridurre radicalmente i rifiuti industriali e domestici.
  6. Per raggiungere questo obiettivo, tutte le aziende che si basano sul riciclaggio saranno attivamente sovvenzionate.
  7. Profonda e radicale modernizzazione tecnologica dell’industria e dell’economia nel suo insieme, creando almeno un milione di nuovi posti di lavoro e aumentando significativamente i salari.
  8. Le frontiere devono essere aperte ai migranti, perché la popolazione tedesca sta invecchiando e la demografia ha bisogno di un afflusso di lavoratori.
  9. Spinta per una alimentazione vegetariana consapevole.

Per come la vedo io sembra una tedesca gattopardiana politica del cambiare “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” che andrebbe ad assorbire gran parte di ogni questione popolare e oltre l’ambientalismo fino al genderismo. Infatti i “Verdi” stanno già facendo campagna per la parità di genere, per la diversità culturale, per la digitalizzazione totale, per la libertà individuale e …………… per limitare i diritti di proprietà privata e in generale “per tutto ciò che è buono e contro tutto ciò che è cattivo”. COSA? HO SENTITO BENE?

Ora io non sono Rothbardiana, ma difendo apertamente la proprietà privata. E’ un mio punto personale su cui non cambierò mai idea.

Ora mi chiedo come tutto questo possa essere implementato nella pratica. E’ un partito che vuole solo sconfiggere la CDU/CSU dopo di che vedremo??????????? Un Modello M5S?

Comunque i Verdi vogliono anche ripulire il loro comportamento con la Russia. La linea politica di Annalena Baerbock è chiaramente in linea con l’attuale politica statunitense, sia sulle questioni ambientali che geopolitiche. Quindi se per qualsiasi motivo il Nord Stream 2 non sarà completato e messo in funzione prima dell’autunno, è probabile che il progetto affronti nuovi blocchi. In questo caso, il potere dei lobbisti dalla parte dell’economia tedesca -interessata a mantenere la cooperazione con la Russia – sarà notevolmente ridotto. Dopo queste elezioni l’intera UE potrebbe scivolare nel pantano politico dell’antirussismo.

Si rischia davvero di inabissarci in una politica tedesca che scivola troppo nel populismo a breve termine e di perde il contatto con la realtà attuale. Pertanto, la perdita della CDU/CSU e la sostituzione con i Verdi alla guida dello stato cambierà inevitabilmente la politica tedesca. Si allontanerà dal senso comune, così come la realtà oggettiva ha poco a che fare con le opinioni dei Verdi. Ci potremmo ritrovare con tedeschi dove la politica “contro il buon senso” è la norma per loro.

E la prevedibile politica verde tedesca attuerà un programma a cui seguirà un inevitabile calo dei profitti dell’economia tedesca, almeno nel breve e medio termine. Se non altro a causa del prevedibile forte aumento del costo dell’energia, che è la base della produzione industriale, aggravato dal forte aumento del costo di produzione dovuto all’introduzione di nuove norme ambientali di vasta portata. E anche la chiusura delle “industrie sporche” non può aumentare le esportazioni, che attualmente rappresentano almeno un terzo del PIL della Germania.

Questo lascerà Berlino con molto meno denaro per sostenere il Fondo di coesione dell’UE, che sovvenziona 21 (dei 27 attuali Stati membri dell’UE). Ed è su questo che si basa fondamentalmente l’intera idea del progetto di integrazione paneuropea. Se non ci sono soldi, ci saranno problemi con la solidarietà europea e ci saranno problemi con l’esistenza ufficiale dell’Unione Europea stessa. Quindi le prossime elezioni federali del settembre 2021 hanno sicuramente la possibilità di essere di importanza epocale.

Tempi Interessanti. Sempre Comunque Ovunque Alessia C. F. (ALKA): ora davvero le elezioni tedesche vi sono così tanto indifferenti? Buona Consapevolezza!