“Gli stati nazionali devono essere disposti a rinunciare alla sovranità”: così si è espressa Angela Merkel a Berlino il 22/11/2018, durante un evento dove si è parlato di soluzioni contro il populismo ed elezioni europee 2019.

L’evento è stato promosso da Konrad-Adenauer-Stiftung di Berlino, think tank della CDU, tra i relatori, numerosi ex presidenti dei parlamenti europei

Ovviamente si parlava anche del famoso Global Compact for Migration, si evidenziava il fatto che alcuni Paesi pensano di poter determinare quando questi accordi possono perdere la loro validità (si riferivano per caso all’Italia?). A questo evento si sono scagliati contro i nazionalismi: bellissima la frase dove la Cancelliera tedesca afferma che “Il popolo sono le persone che vivono permanentemente in un Paese e non un gruppo che si definisce come popolo” („Das Volk sind die Menschen, die dauerhaft in einem Land leben und nicht eine Gruppe, die sie als Volk definiert“ e chi vuol capire capisca!). Insomma è aperta la sfida al populismo: il terribile nemico da sconfiggere. La corrente populista per Loro nasce dall’insicurezza della popolazione, dalle paure alimentate dall’immigrazione.

E chi arriva sul palcoscenico? Laura Boldrini, tutta preoccupata per i recenti sviluppi avvenuti in Italia. Così la nostra Laura nazionale afferma che qua gli immigrati sono diventati il capro espiatorio per molti problemi (che Lorsignori hanno creato), parla della mancata distribuzione dei rifugiati (per Laura sono sempre e solo rifugiati, mai migranti economici irregolari eh!) a livello UE. Ha chiesto una nuova politica più intensa contro gli euro-scettici, contro il populismo sbandierando in campo il solito ritornello: dignità e diritti umani. Laura ormai è come Nerone: ama cantare e suonare la cetra mentre la UE cade a pezzi. Purtroppo la UE ancora non brucia! Sic!

Angela Merkel e Emmanuel Macron spingono per arrivare alla dissoluzione degli stati nazionali della UE e creare un super-stato europeo: per loro i Governi non dovrebbero ascoltare i loro cittadini. Emmanuel Macron propone il solito motore franco-tedesco per dirigere l’intera operazione.

Le megalomanie-ranocchie di Macron non si fermano: vuole un rilancio dell’Europa per impedire che il mondo scivoli nel caos e promuovere la pace (Europa più forte e più sovrana). Questo discorso è stato pronunciato il 18/11/2018 davanti al Bundestag di Berlino: Merkel e Macron intendono mostrare un fronte unito fino alle elezioni europee per fronteggiare Donald Trump e l’ascesa del populismo. Per lui la responsabilità franco-tedesca deve arrivare a costruire un sistema armonizzato per dare asilo agli immigrati e creare un esercito europeo: strumenti imprescindibili per raggiungere la sovranità. Viene rilanciato di nuovo l’euro come moneta internazionale.

Sull’esercito europeo si possono fare due considerazioni tra loro molto diverse:

  • serve in caso di conflitto a bassa intensità (LIC) in una Europa con migranti che possono acuire dinamiche già ben presenti sul territorio, rivolte popolari che potrebbero diffondersi e divampare all’improvviso (gilets jaunes insegna!), atti di sabotaggio e disordini ovunque, ecco perché Macron vuole un vero esercito europeo. Di sicuro non deve difendersi da invasioni sino-russe, ma vuole un esercito europeo perché proprio teme questi sviluppi interni europei
  • l’esercito europeo serve a svincolarsi dalla protezione americana divenuta sempre più gravosa; Gli USA contribuiscono alla spesa NATO per il 72% (che corrisponde circa al 12% del budget americano), ma in cambio la tengono in pugno e gestiscono il 90% del valore degli acquisti (che vanno tutti alle industrie americane). Di fatto la NATO costa agli USA solo il 2-3% del budget. Gli USA vogliono far aumentare il contributo UE (e di fatto così inizierebbero a guadagnarci), ma con gli stessi soldi. Con le atomiche francesi si potrebbe mettere in piedi un apparato difensivo in grado di rendere l’Europa indipendente. Macron e Merkel segnalano che dobbiamo difenderci dagli USA, che hanno dimostrato di essere una democrazia malata, un paese inaffidabile in preda di un delirio di onnipotenza insopportabile.

Tutto ciò potrebbe anche essere condivisibile, se non fosse che lo pseudo-stato che vogliono costruire è altrettanto inaffidabile e delirante: un apparato di potere totalmente a-democratico, dominato dall’élite franco-tedesca, da una banca centrale e da una burocrazia che non devono rendere conto a nessuno, meno che mai ai cittadini.

E’ anche il vostro sogno?

https://www.kas.de/veranstaltungsberichte/detail/-/content/-das-herz-der-demokratie-

https://www.rtl.fr/actu/politique/emmanuel-macron-veut-une-relance-de-l-europe-pour-eviter-un-chaos-mondial-7795618423

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.