… il nostro Conte se ne vola al G20 ad Osaka e lontano da occhi indiscreti sblocca la trattativa con la UE sui conti. Si sente fiducioso e lavora per evitare all’Italia la procedura d’infrazione per eccessivo debito.

L’indebitamento netto del 2019 sarà rivisto al 2/2,1% del Pil, riferisce una delle fonti. Per il 2020, l’esecutivo italiano punta a ribadire a Bruxelles la promessa di tagliare la spesa e rivedere le agevolazioni fiscali, ma senza formalizzare nuovi target. Sarà anche sottolineato che per disinnescare gli aumenti di Iva e accise, previsti a legislazione vigente dal prossimo gennaio, occorreranno misure compensative, spiega la fonte.

Quindi l’accordo tra Italia e UE è in arrivo, rimane da capire se verrà sospesa in attesa della manovra di Ottobre, o se verrà tutto sistemato fornendo una serie di garanzie/tagli sulla previsione di spesa del 2020. Nel 1° caso no infrazione ma + garanzie si rischia di far saltare la flat tax di Salvini, quest’ultimo non gradirebbe la manovra dell’asse Tria-Conte e minaccerebbe di far saltare il Governo.

stando al Financial Times, secondo il quale l’ipotesi più accreditata sarebbe quella del socialista olandese Frans Timmermans alla guida della Commissione europea, del popolare tedesco Manfred Weber presidente dell’Europarlamento e del francese Francois Villeroy de Galhau alla Bce. L’unico rischio potrebbe essere l’opposizione dei Visegrad.”

Conte fa bene a genuflettersi a Bruxelles per evitare la procedura di infrazione? E’ il male minore?

L’Italia si è deindustrializzata e ha ceduto assets a paesi dominanti, viene mantenuta in vita in modo artificiale e nessuno si ribella, tutti hanno paura dei tracolli e di dover fare sacrifici nel breve termine. Un Governo non unito e non sostenuto da validi economisti non può uscire dall’euro. Siamo incapaci di resistere alle pressioni e ai ricatti europei. L’asse Tria-Conte sono garanti della UE, in Italia è ormai impossibile nominare ministri dell’economia eurocritici.

E’ impossibile parlare di RdC, quota 100, salario minimo e taglio delle tasse. Il quadro è sempre lo stesso: instabilità, governo diviso, outlook negativo. Proviamo per un attimo ad ipotizzare che vengano varate certe manovre, appena possibile gli italiani tornerebbero a risparmiare (e poco consumare) perché temono i momenti negativi e da troppo tempo le aspettative non sono di certo incoraggianti. Gli stessi imprenditori hanno poca voglia di investire.

Questa spirale negativa genera tendenze negative sul PIL e sull’andamento della produttività, con una UE che ci impone misure recessive si sta creando un mix sempre più letale.

Un uragano di deiezioni in una oceanica cloaca senza fondo che genera solo tempeste di escrementi

Ci stiamo economicamente messicanizzando, sottomessi ad africanizzazione forzata, colonia delle colonie, proiettati al Terzo Mondo (chi può fugge all’estero), una UE irriformabile, un asse franco-tedesco non digerito dagli USA che provoca ulteriori malumori dei bovari statunitensi, una economia che ristagna anche nel mitico Nord Italia.

Personalmente punto verso una uscita e punterei a farmi un forte alleato esterno: Sì ho detto USA – anche se rimango sempre comunque ovunque filo-russa – ma questa è una delle poche strade che l’Italia può percorrere per sopravvivere.

In Italia il governo deve capire che per motivi di sopravvivenza deve scegliere un ALLEATO che lo sfrutti, a patto che questo lo porti ad una uscita coesa, in grado di sostenere lo scontro UE e BCE. Una Italia con gli occhi verso Mosca, ma che se vuole sopravvivere deve accettare nuovamente il vecchio sistema americano… dove magari dovrà accettare un nuovo golpe? Ah Saperlo…

Previous articleMAD “Mutually Assured Destruction”
Next articleCome si distrugge una civiltà
Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.