Nei giorni precedenti alcuni si sono chiesti come le navi militari russe dal Mar Caspio raggiungessero velocemente il Mar Nero. Esiste il canale navigabile Lenin Volga-Don, è artificiale, è lungo un centinaio di chilometri, e’ stato costruito negli anni 50 e permette il collegamento tra i due fiumi, Il Volga sfocia nel mar Caspio, il Don nel mar D’Azov. Questo sistema unificato di idrovie russe permette di raggiungere anche il mar Bianco (tramite la navigazione sul Volga e il passaggio sulla Suchona, ramo sorgentifero della Dvina Settentrionale) e il mar Baltico (tramite il corso del Volga e il successivo passaggio sul canale di Mosca).

Ma non è finita, c’è anche il progetto per la tratta Caspio-Golfo Persico. Il canale di navigazione russo-iraniano Caspio dovrebbe essere lungo 750 km, la sua progettazione fu iniziata nel 1910 al tempo dell’impero russo e gli ultimi studi furono terminati negli anni 1970-1990 dagli specialisti iraniani e sovietici. Ovviamente – ma che ve lo dico a fare – il principale ostacolo alla sua attuazione è la costante opposizione degli Stati Uniti.

Peculiare è anche la valutazione di questa importante arteria da parte del famoso economista Valentin Katasonov: “Del progetto ne parlò Iosif Stalin, quando alla Conferenza di Teheran del 1943 incontrò lo Scià dell’Iran Mohammad Reza Pahlavi. Ma l’Iran si trovava allora sotto una forte influenza degli Stati Uniti. In seguito, nel 1997, Washington preavvisò Teheran che avrebbe adottato le più severe sanzioni economiche contro tutte le società e le organizzazioni che avrebbero osato iniziare a costruire il canale, poiché tale progetto avrebbe indebolito l’influenza geopolitica degli Stati Uniti”. Chiariamo che le sanzioni di Washington contro questo progetto (1997) prevedevano anche una maggiore pressione finanziaria ed economica direttamente sull’Iran qualora avesse iniziato la costruzione del canale. Tuttavia, secondo Katasonov: “Oggi stanno emergendo condizioni favorevoli per un riavvicinamento attivo tra Russia e Iran”. L’esperto ritiene che ad accelerare questo riavvicinamento potrebbe essere proprio la costruzione congiunta del canale Caspio-Golfo Persico. https://www.vision-gt.eu/news/al-posto-di-suez-dal-caspio-alloceano-indiano/

Nel 2018 è ri-partito il progetto, la tratta iraniana andrà dal porto iraniano di Anzali (Caspio meridionale), seguirà i fiumi Sefid Rud – Karkheh – Nahr al-Kakhla fino alla confluenza di quest’ultimo nello Shatt al-Arab, un ampio canale fluviale (al confine con l’Iraq) che sfocia nel Golfo Persico.

Tale arteria aggira il Canale di Suez, crea anche un transito eurasiatico più diretto che si va anche a collegare ai già summenzionati Volga-Don e Volga-Mar Bianco e Mar Baltico. In pratica dal Golfo Persico arrivi dritto in Scandinavia e nel Mar Nero. Al progetto sono interessati: Russia, Kazakhstan, Turkmenistan, le Nazioni affacciate sull’Oceano Indiano e ovviamente la Cina. Ammortamento realizzazione del progetto previsto in cinque anni.

Questa tratta rafforzerebbe non solo il progetto OBOR (BRI – Nuova Via della Seta), ma creerebbe grossi danni economici all’Egitto coi minori introiti al Canale di Suez. Questa è di sicuro un’area instabile a causa dei noti conflitti etnici e religiosi, ma questa tratta potrebbe davvero risolvere una volta per tutti i conflitti in Medio Oriente, alla fine tutti ci guadagnerebbero. Una cosa però è certa, diventerà la zona più sorvegliata del pianeta se il progetto verrà realizzato.

Chi ci guadagna due volte? Ma ovviamente la Russia, perché avrebbe un canale per aggirare la Convenzione di Montreux, perché questo canale permetterebbe alla Russia di eliminare la sua dipendenza dalla rotta del Mar Nero controllata dalla Turchia nel Bosforo – Mar di Marmara – Dardanelli.