Un modo di dire che troviamo per forza in un rapporto. Che tipo?

Scambio.

Di che tipo?

Volontario. 

A che serve? 

Ad arricchire le parti e costruire.

Il modo di dire presuppone l’esistenza della fiducia, analizzi e giudichi la controparte e, siccome decidi che merita/no fiducia scopri le carte. 

Dall’altra parte idem. 

Idillio…!, che non sempre funziona o magari funziona per un tempo limitato, a quel punto ci ripensiamo, qualcuno si scaglia contro la controparte perché ha tradito, qualcun’altro si scaglia contro sé stesso perché è stato tradito dal suo giudizio.

Eppure al pentito rimane il piacevole ricordo di aver provato quello stato di grazia, quando resosi completamente vulnerabile è riuscito nonostante ciò ad avere un rapporto che fino a quel punto non ha danneggiato nessuno, ha anzi costruito per tutti ed espanso la mente.

Dopo una fregatura si vanno subito a rivedere e correggere certi parametri, ma il tarlo di quello stato di grazia rimane. Ne vuoi ancora!

Sì, certo, ne voglio ancora ma senza effetti collaterali e inizi a studiare un modo più raffinato ed indolore.

Di solito rivedendo i parametri si tirano i remi in barca, si evitano nuovi esperimenti, ci si blinda e protegge, alcuni si chiudono direttamente nella bara sperando di vegetare il più a lungo possibile… 

Ma il ribelle NO!

Il ribelle è una vera testa di cazzo fiero di esserlo, si ammira così com’è, e dagli aspiranti ribelli è stimato, invidiato e studiato.

Lui ha rivisto un solo parametro per diventare ciò che è diventato: ha trasformato la paura di perdere qualcosa di sé nel pensiero che nessuno può portarti via qualcosa di te. Nemmeno con l’inganno o la forza.

Il perdente è il traditore o l’aggressore, il ribelle vince sempre perché non ha paura di perdere.