Due tipi di responsabilità, una individuale ed una collettiva.

Quella collettiva ha un successo stratosferico perché annulla quella individuale, assolve tutti anche quando sono tutti colpevoli.

Faccio un esempio: siamo una folla ad un comizio, è una giornata di sole e ci siamo portati tutti uno specchietto. 

Ad un certo punto il governante di turno inizia a fare discorsi che non ci piacciono, tiriamo fuori lo specchietto e riflettendogli il sole contro lo inceneriamo all’istante.

Di chi è la responsabilità di quella cremazione? 

Individuale no di certo, io col mio specchietto da solo non arreco alcun danno se non una impercettibile sensazione di calore sulla faccia del governante, eppure lui brucia in sette secondi grazie alla collettività di specchietti. 

La responsabilità è collettiva ma non individuale.

Questo meccanismo si ripete in ogni attività da branco, dalla democrazia alle guerre, ai saccheggi, ai cori da stadio (prova a dire di persona “cornuto” ad un arbitro, vediamo che succede…), alle lapidazioni ed alla creazione di regole…

Il meccanismo è semplice, se si è in tanti a far qualcosa di male ognuno può scaricare la propria responsabilità sugli altri.

È interesse di chi ambisce al controllo del branco mantenere questo stato di cose, lui stesso si mantiene in una posizione in cui la responsabilità è ambigua, se le cose vanno bene è merito suo, se vanno male è colpa del branco perché può dire semplicemente di aver assecondato le loro istanze.  L’intermediario ci guadagna sempre a prescindere, un po’ come gli avvocati…

Dunque se l’interesse dell’intermediario è avere o incrementare l’irresponsabilità individuale sarà conseguente un degrado diffuso della moralità. 

Del resto questo succede proprio perché ci sono persone che preferiscono essere schiave e non avere responsabilità piuttosto che libere assumendosene.

Quelli che ragionano in termini di “così fan tutti” si stanno autoassolvendo da responsabilità ma ignorano che stanno anche annullando il loro valore individuale e personale.

Eppure anche quegli smidollati hanno ancora la capacità di riconoscere la grandezza di individui diversi da loro, più virtuosi. 

Alcuni proveranno ad emularli evolvendosi, altri invece di solito la maggior parte degli smidollati non proveranno nemmeno perché soffrono di un complesso di inferiorità, che se vogliamo è deleterio per l’evoluzione individuale e di conseguenza della società.