Mentre gli Stati Uniti sprofondano nel caos i “media di qualità” la dipingono come una lotta per i diritti dei neri negli USA. Ma gli sviluppi dimostrano che i disordini non hanno nulla a che vedere con questo.

Illegalità e sparatorie regnano sovrane nelle strade, città come New York e Chicago sono colpite dall’aumento di morti per armi da fuoco rispetto ad altri decenni. In alcune città la situazione è completamente fuori controllo. Quello che sta succedendo non è un disordine spontaneo dopo la morte di un afroamericano, è una rivolta orchestrata. Il metodo e i finanziatori sono gli stessi delle rivoluzioni colorate degli ultimi anni (basta seguire i flussi finanziari).

Gli Stati Uniti stanno sperimentando la loro Maidan, organizzata dai Democratici e dai loro sostenitori, con solo uno scopo: impedire la rielezione di Trump. La vita quotidiana è diventata sanguinosa e la polizia ha paura di intervenire. Nei giorni scorsi cinque adolescenti sono rimasti vittime di una sparatorie in Virginia, un uomo armato ha attaccato il centro del Corpo dei Marines in California. A New York sono state uccise 11 persone 63 sono state ferite. La polizia è stata attaccata nel Bronx, due criminali hanno aperto il fuoco su un’auto di pattuglia proprio accanto alla stazione di polizia. La pazienza della polizia di New York si sta esaurendo. Con l’attuale politica la polizia ha paura, a New York i crimini sono aumentati del 130 per cento a giugno. Ad Atlanta stessa situazione, la sindaca nera di Atlanta, Keys Lance Bottoms, ha perso il controllo della situazione e il governatore della Georgia ha dichiarato lo stato di emergenza.
La portavoce di Trump, Kayleigh McInani, afferma che le sparatorie sono triplicate.

Queste poi sono le capacità mentali di Biden:

Bisogna anche notare che gli USA hanno il più grande sistema penitenziario dove sono imprigionati migliaia di persone per reati minori, come il possesso di droghe. Il fuoco della rivolta è maggiormente alimentato dalla situazione economica, quindi le tensioni politiche continueranno ad aumentare. Con l’aumento della disoccupazione e delle difficoltà economiche in molti vorranno rivendicare i loro diritti. La classe operaia (bianchi, afro e latinos) è allo stremo, questa è una miccia pronta ad esplodere.

Trump in effetti si è accorto che i DEM puntano sui giovani e sulle divisioni in cui si trovano ora gli Stati Uniti.

Non importa chi vincerà le elezioni presidenziali americane a novembre, chi ci perderà saranno sempre gli stessi: i cittadini. Ormai le elezioni presidenziali americane non sono una scelta populista, sono un “raduno di azionisti per eleggere il prossimo presidente del consiglio di amministrazione”.

Chiunque creda che questa elezione porterà un reale cambiamento nel modo in cui il governo americano conduce i suoi affari è incredibilmente ingenuo perché comunque gli USA rimangono un’oligarchia creata “dai ricchi e per i ricchi”. Quando un paese spende quasi 10 miliardi di dollari per un’elezione, mentre più di 40 milioni della sua popolazione vive in povertà, più di 40 milioni di americani sono disoccupati, più di 500. 000 americani sono senzatetto e gli analisti prevedono che ci vorrà un decennio prima che il Paese esca dall’attuale recessione indotta dal Covid-19, tutto questo fa capire che è un Paese le cui priorità non sono in linea con le esigenze della sua popolazione.

Le elezioni sostengono l’illusione che in USA esista la democrazia, ma in realtà si tratta di una tirannia camuffata dove chi governa realmente sono le élite economiche, lobbisti, società e gruppi di interesse. I funzionari eletti negli USA tendono a rappresentare gli interessi dei ricchi e dei potenti piuttosto che quelli del cittadino medio. I cittadini hanno poca o nessuna influenza sulla politica del governo.

In Occidente è lo stesso, siamo stati portati a credere che ci sia una differenza tra i partiti, quando in realtà sono tutti esattamente gli stessi. Tutti spendono fuori controllo, ignorano i diritti fondamentali dei cittadini, non hanno alcun rispetto per lo stato di diritto, sono comprati e pagati dalle grandi imprese, si preoccupano solo del proprio potere e a fine carriera si pensionano con una lunga storia di abusi di potere e di libertà.

Il sistema occidentale sta letteralmente crepando sotto il peso di troppi debiti (insostenibili), troppe guerre, troppo potere nelle mani di governi gestiti dall’élite, troppa burocrazia, troppe leggi e regolamenti, troppi lobbisti.

Chi è al potere è convinto che i diritti del cittadino iniziano e finiscono quando si va a votare. Vogliono che rimaniamo divisi su questioni politiche (spesso fasulle o problemi fasulli), che siamo ostili se non siamo politicamente corretti, che siamo intolleranti se non la pensiamo come loro.

Può anche succedere che qualche statunitense si sveglia e si pone queste domande:

  • il governo è corrotto?
  • il sistema è manipolato?
  • i politici non ci rappresentano?
  • le elezioni sono una barzelletta?

Se i problemi aumentano credo che le strade americane affonderanno nel disordine e nella violenza. Sotto la cenere cova molto altro.

Hannah Arendt forse aveva ragione quando ha scritto: “Never has our future been more unpredictable, never have we depended so much on political forces that cannot be trusted to follow the rules of common sense and self-interest—forces that look like sheer insanity, if judged by the standards of other centuries.”

Previous articleCash 4 Crash?
Next articleBerlinguer ti voglio bene
Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.