Gli USA stanno ricattando la UE per attivare il “meccanismo di arbitrato” per l’accordo nucleare con l’Iran, che porterà quindi alla fine dell’accordo.
Questo meccanismo di arbitrato non è un ultimo tentativo di salvare l’accordo, è esattamente l’opposto: se non c’è accordo sull’arbitrato arriva l’interrogazione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, se non si è trovato un accordo questo cessa di esistere e le vecchie sanzioni all’Iran tornano automaticamente in vigore.
Due anni che gli USA cercano di raggiungere questo risultato, in questo modo la UE si sentirebbe vincolata ad unirsi alle sanzioni statunitensi contro l’Iran.
Nessuna iniziativa europea, di fatto è solo ricattata dagli Stati Uniti: o l’UE attiva il meccanismo di arbitrato o gli Stati Uniti impongono dazi elevati alle automobili. Come al solito la UE è saldamente controllata, inchiodata all’asse di legno come un’anguilla da spellare viva.

Gli USA hanno fatto sapere che non vogliono accanirsi contro Mercedes e BMW in questa fase dei colloqui, infatti hanno generosamente minacciato Germania Francia e Regno Unito – nella disputa sull’accordo nucleare iraniano – che in caso di mancata adesione subiranno dazi del 25%. Kramp-Karrenbauer ha confermato la minaccia/ricatto.
Solite questioni di democrazia bovara.
Altri media confermano la minaccia statunitense di dazi contro l’Europa, parola di Washington Post. Si parla di possibili tariffe sulle importazioni di automobili europee, se Germania Francia e Gran Bretagna non attivano il cosiddetto meccanismo di risoluzione delle controversie nell’accordo nucleare con l’Iran, si parla di un sobrio “tariffe punitive del 25%”.
Quindi il meccanismo di arbitrato è la strada a senso unico per nuove sanzioni all’Iran, ma poi porta alla fine dell’accordo nucleare.

Rimangono come ultimo appiglio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite gli articoli 36 e 37. Comunque se il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha un parere unanime, le sanzioni vengono automaticamente ripristinate.

Facite Ammuina in salsa napoletano-europea diabetica dei prossimi giorni: la UE fingerà di voler salvare l’accordo, farà credere alle persone come è buono il meccanismo di mediazione, e sgomenti i neuropei si troveranno davanti alla fine dell’accordo nucleare.
Per gli USA è arrivato il momento della mietitura.
Vale sempre la pena ricordare che Trump annunciò a maggio 2018 che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall’accordo.

Rimane in essere una piccola diatriba, ci sono palesi violazione del contratto:

In base all’accordo UE non ha mantenuto transazioni commerciali e di pagamento con l’Iran e non ha più acquistato petrolio dall’Iran. Insomma la UE può violare l’accordo ma l’Iran no?
l’Iran per diritto dell’articolo 26 dell’accordo può cessare di adempiere ai propri obblighi qualora altre parti contraenti violano l’accordo e impongono sanzioni all’Iran.

Difficile criticare Khamenei se mette in guardia l’Iran di NON fidarsi degli europei nell’accordo nucleare, sa già come finirà. Ormai l’Iran NON può più fidarsi di UE e USA. E credetemi che nei prossimi giorni vi faranno credere che la UE vuole salvare l’accordo.

What is the EU? Inglorious Globastards? Alessia C. F. (ALKA)