Buona guerra a tutti!

l’operazione speciale iniziata dal governo russo assomiglia sempre di più ad una guerra campale che vede contrapporsi centinaia di migliaia di soldati su centinaia di chilometri. Una guerra la cui principale vittima è la verità. verità che non ci è data di sapere, dato che le propagande contrapposte , quella occidentali e quella russa hanno i loro motivi per mentire. Mentono i russi, ovviamente, siamo in guerra e non è il caso di far sapere al nemico o ai suoi alleati cosa succede veramente. Mentono, eccome se mentono i “giornalisti” dei media occidentale. mentono senza ritegno, senza senso, pur di non insinuare dubbi.

Niente di nuovo sotto il sole
L’uomo si affatica e tribola
per tutta una vita.
Ma che cosa ci guadagna?
Passa una generazione e ne viene un’altra;
ma il mondo resta sempre lo stesso.
5Il sole sorge, il sole tramonta;
si alza e corre verso il luogo
da dove rispunterà di nuovo.
Il vento soffia ora dal nord ora dal sud,
gira e rigira, va e ritorna di nuovo.
Tutti i fiumi vanno nel mare,
ma il mare non è mai pieno.
E l’acqua continua a scorrere
dalle sorgenti dove nascono i fiumi.
Tutte le cose sono in continuo movimento,
non si finirebbe mai di elencarle.
Eppure gli occhi non si stancano di vedere
né gli orecchi di ascoltare.
Tutto ciò che è già avvenuto
accadrà ancora;
tutto ciò che è successo in passato
succederà anche in futuro.
Non c’è niente di nuovo sotto il sole.
Qualcuno forse dirà:
‘Guarda, questo è nuovo!’.
Invece quella cosa esisteva già
molto tempo prima che noi nascessimo.
Nessuno si ricorda delle cose passate.
Anche quello che succede oggi
sarà presto dimenticato
da quelli che verranno.

(Ecclesiate, Libro di Qoélet)

I discorsi de religiosi contro la guerra, i giornalisti venduti, i politici che diffamano le élite dell’avversario… tutte cose già viste. Le persone intelligenti sono sempre rimaste turbate da questo. ma è la natura umana.

Parliamo per esempio dell’attacco alla scuola militare di Makiivka. Alcuni missili, lanciati da sistemi americani Himars hanno colpito un gruppo di cadetti. 96 vittime ufficiali, secondo le dichiarazioni dell’esercito russo. dato che i russi non sono dei pagliacci incompetenti (ogni riferimento a politici ucraini e occidentali è del tutto casuale) il numero è senz’altro più affidabile della versione ucraina, che ne indica molti di più. Ed è inutile la discussione su come mai questo sia successo, e come mai ai cadetti sia stato permesso di inviare numerosi messaggi alle famiglie l’ultimo giorno dell’anno. La verità è che i ragazzi hanno usato whatsapp, quella sera. E chi poteva monitorare il traffico telefonico russo e leggere i messaggi? non certo gli ucraini. e non certo gli ucraini, ricavate le coordinate in tempo reale le hanno comunicata ai lanciatori di missili. Gli americani, o le forze Nato, se volete (sono la stessa cosa) hanno raccolto i dati e forniti ai lanciatori le coordinate del bersaglio. Questo è il vero elefante nella stanza, gli americani che spudoratamente usano direttamente i loro sistemi di arma contro i militari russi. Credo che dal primo di gennaio i rapporti tra Russia e NATO si siano ancora più raffreddati, se possibile, e forse rischiano di scaldarsi di brutto in futuro. Rimarchevole anche il fatto che questo non venga affermato direttamente nei media russi. le guerre nucleari non piacciono a nessuno. Ovviamente può essere anche una operazione gestita dai servizi ucraini. L’ucraino medio. che assomiglia ad una persona ripetutamente caduta dal seggiolone da piccolo, generalmente non è in grado di elaborare piani astuti: se glielo spieghi bene, parlando con calma e usando termini semplici , di solito li esegue. Senza discutere.

Inutile continuare con la sterile polemiche “i miei missili sono più grossi dei tuoi e fanno più morti, gna gna gna”. Pensate solo chi ha interesse ad allargare la guerra e , non solo fino all’ultimo ucraino, ma fino all’ultimo europeo. A parte deficienti come Stoltemberg (Nomen Omen) credo pochi altri.

Aggrionamento:

I siti russi si interrogano su come sia stato possibile tracciar ei cellulari,. usando aerei spia e satelliti è difficile intercettare il segnale, che è rivolto verso terra. ufficialmente si parla di uso “ragionato” delle antenne cellulari da parte degli ucraini, peccato che le antenne stesse siano regolarmente bersaglio dell’artiglieria russa, in zona di combattimento.

Quello che si può ipotizzare è l’uso di rilevatori passivi, probabilmente montati su furgoni o addirittura in uno zaino, rilevatori trasportati da agenti USA , ovvero canadesi che parlano ucraino discendenti dei volontari che si sono uniti alle SS e che non sono stati rimpatriati a forza in Unione sovietica. Quei loschi figuri, scappati giustamente con le loro famiglie all’estero, perlopiù erano stati rimpatriati come contropartita dell’accordo di Yalta. il Canada si rifiutò. Rilevazione passiva, comunicazioni satellitari e interfaccia con i lanciamissili Himars, decisamente non alla portata dei zucconi Ukro.

Parliamo di torrette.

Volevo scrivere su questo argomento, ovvero di torrette e depositi di munizioni nei carri armati. Chi, suo malgrado ha la sventura di leggere spesso gli “articoli” di Repubblica, La stampa o i deliri sull’arte militar di un tal Uriel Fanelli ( che il fatto di conoscere certi argomenti non lo esime dal fatto di non sapere assolutamente niente della tecnica militare stessa ). Le puttanazze dei media e il tale di cui sopra, accomunati dal fatto di non essersi mai messo gli anfibi e marciato nel fango, ripetono ossessivamente che: “i carri armati russi sono progettati male perchè esplodono le torrette”. Mostrano alcune foto di torrette divelte dal carro , russo o sovietico e fanno vedere disegno come questo, tratti dal Post.

LINK DEL POST ORIGINALE USA (L’autore probabilmente non lo ha mai neanche visto , un carro armato)

I carri russi hanno il compartimento munizioni in basso, sotto i due membri dell’equipaggio che gestiscono la torretta, artigliere e comandante, le munizioni. Razzi e proiettili sono caricati nel cannone da un sistema automatico.

Ma come mai i due carri occidentali sono disegnati di profilo mentre il carro russo no?

Ve lo spiego.

Qui vedete affiancati due modelli, , del tipo che potrebbero scontrarsi nelle steppe ucraine. Io Abrahams e il T72 russo. Probabilmente non vedremo nello stesso campo Gli Abrahams, per vari motivi, , costano, sono di difficile manutenzione e non sono certo adatti per la guerra in Ucraina. Troppo pesanti.

Qui vediamo la disposizione degli interni, appare chiaro che le corazze del carro russo sono più spesse, e non è affatto semplice colpire il famigerato deposito delle munizioni. In effetti quello è in assoluto il punto del carro più difficile da colpire. La forma stessa della torretta russa , progettata per deflettere i colpi aiuta a proteggere gli occupanti. In effetti anche i progettisti navali, che infilano i depositi di munizioni nel punto più basso dello scafo, possibilmente sotto il livello dell’acqua devono essere matti. Perché non fanno come i progettisti di carri occidentali, che li mettono bene in alto, così possono esplodere senza fare danni?. mistero. Ovviamente le dimensioni dei carri occidentali non sono dovute ad un complesso di inferiorità, ma dalla necessità di realizzare torrette più grandi, l’equipaggio è formato da quattro persone, una delle quali ha il compito di prelevare i proiettili e la relativa carica dal deposito e di piazzarli nel cannone. Operazione decisamente più macchinosa, che richiede più spazio e che difficilmente permette di ricaricare in movimento.

qui vediamo a confronto il T72 e il Leopard 2, i due carri che probabilmente vedremo presto contrapporsi. Il peso simile e la sagoma maggior del carro europeo, con le pareti verticali della torretta probabilmente non garantiranno una protezione ideale ai carristi “ucraini” . Vedremo.

Elenchiamo i difetti dei carri russi:

  • se è colpito il deposito delle delle munizioni esplode la torretta.

Questo è vero, ma le munizioni stesse sono molto più difficili da colpire e un colpo in grado di incendiare le munizioni dopo aver perforato la corazza con estrema probabilità ha già ucciso sul colpo gli occupanti del carro.

Elenchiamo i vantaggi:

  • sono più manovrabili
  • hanno tre membri dell’equipaggio che rischiano la vita invece di quattro
  • possono sparare più colpi , più precisi ed in fretta, anche in movimento
  • sono meglio corazzati
  • sono più adatti per terreni fangosi e ghiacciati
  • sono più difficili da colpire
  • consumano meno carburante
  • la manutenzione dei carri russi, malgrado il sistema infernale di caricamento automatico delle munizioni, è incredibilmente più semplice e veloce.

Elenchiamo i vantaggi dei carri occidentali:

  • Il deposito munizione è in alto, ma se esplode non dovrebbe uccidere l’equipaggio. E esplode con meno violenza, dato che contiene meno proiettili.
  • Se viene colpito lo spazio destinato all’equipaggio può esplodere un solo proiettile al suo interno. che culo per i carristi chiusi in alcuni metri cubi al massimo. Parliamo di una decina di chili di esplosivo.

Il problema è che i carri occidentali, grossi e pesanti hanno una sezione molto maggiore e corazzatura ai lati e superiore molto minore. i motori sono praticamente utilizzabili fino a mille cavalli, su quei bestioni e se li vuoi far muovere in fretta devi ridurre i pesi.

Inoltre un Leopard 1 pesa minimo 35 tonnellate e un carro russo almeno dieci tonnellate in più (ok , il Leopardi 2 è decisamente più corazzato, ma ce ne sono pochi, e inoltre vedo difficile per i tedeschi cederli agli ucraini). Però il carro russo, per vari motivi è molto più, manovrabile e meglio in grado di superare terreni fangosi. evidentemente i poveri progettisti russi sono incapaci di progettare motori e trasmissioni decenti, ma nessuno glielo ha mai detto. Come facciano i giornalisti occidentali a scrivere di “corazzature migliori”, poi, riferendosi a mezzi molto più ingombranti, questo lo ignoro. E poi cianciano di “mezzi russi poco corazzati”. Brutta cosa leggere il The Washington Post senza documentarsi, vero?

Lasciamo perdere discorsi su corazzature composite in alluminio , ceramica e plastica. I russi hanno dimenticato molte più cose sulle corazze di quante ne sappiano gli americani. Esperimenti NATO e prototipi di carri leggeri con corazze in alluminio hanno portato solo a scoprire che contro un cannone occorrono spessi strati di metallo pesante, e basta. Oltre a corazze attive e sistemi reattivi, ovvio. Gli ucraini presto scopriranno che le corazze composite dei Bradley americani, sono una vera merda. Oltre a bucarsi facilmente possono prendere fuoco. Non è un “difetto di progettazione” come quello russo, ma obsolescenza pianificata.

Sono discorsi molto teorici, lo sviluppo di armi e di mezzi anticarro moderni hanno ridotto gli spazi di utilizzo dei cari armati. Adesso si muovono di concerto con mezzi leggeri, artiglieria, fanteria ed aviazione Un importante ruolo, ma non decisivo come in passato. Questo è stato scoperto dai carristi iracheni, che, senza supporto aereo si sono trovati subito in difficoltà. In pratica non sono riusciti a ingaggiare il nemico.

Peccato che la superbia, l’imbecillità e la partigianeria impediscano a molti di scrivere in modo razionale.

Uriel, sei un grande ma… Sutor ne utra crepidam. Quando inizierò a vaneggiare su VPN e simili avvisami, ok? Non ridurti alla stregua di una Puttanazza della Stampa.

VIdeo tratti dal Tank Biathlon, dove potete vedere all’azione i mezzi progettati male dell’era sovietica. Come mai, mi dico, malgrado i numerosi restyling, ovvero una drastica riprogettazione dei mezzi, con telai nuovi, trasmissione e motori diversi i russi non hanno cambiato il layout? sono masochisti? .

Già che ci sono rispondo già a detrattori che diranno: “e allora i carri sovietici esplosi nelle varie guerre? Gna gna gna!”

Ogni carrista sa che esistono infiniti modi per ucciderli, primo tra tutti un colpo di cannone diretto contro di loro esploso da un altro carro. I grossi cannoni che vedete sulla torretta servono a quello, non a bombardare. Inoltre senza appoggio di fanteria, imbarcata su mezzi corazzati più leggeri ed aviazione non è una buona idea per i carristi addentrarsi da soli in territorio nemico. Gli israeliani hanno progettato il Merkava , un grosso carro ingombrante e molto blindato, ideato per muoversi contro la fanteria armata di razzi anticarro. anche loro hanno scoperto in Libano che questo, purtroppo non basta. Se ti possono vedere i nemici possono anche ucciderti, alla lunga.

I tedeschi hanno l’arma segreta, potrebbero fornire agli ucraini i Wiesel, vecchi carri progettati per le forze aerotrasportate. potrebbe essere un bel sistema per far morire dal ridere i carristi russi. A parte gli scherzi con il loro peso ridotto sicuramente non si impantanerebbero nel fango. Gli ucraini li userebbero. In ambiente urbano o in una foresta avrebbero pure senso.

Trasformatori ad alta tensione e dove trovarli

Cambiamo decisamente argomento , e passiamo ai trasformatori di corrente.

Le immagini che vedete, , ovvero modellini realizzati con i Lego sono dovuto all’immenso lavoro dell’ing,

Pelliccione di Terna. la mia intenzione è quella di usare le immagini per sdrammatizzare e cercare di spiegare il funzionamento di un trasformatore da 110 kV. nessuna intenzione di denigrare il lavoro di terna, che tanto si da da fare per tenere insieme il sistema energetico italiano, impresa difficile anche senza bombardamenti come in Ucraina. (ma quella è una altra storia)

Qui vedete rappresentato un trasformatore, che ha la principale funzione di “trasformare”, appunto

l’energia dal livello di trasmissione (per il trasporto a grande distanza) al livello di subtrasmissione (per lo smistamento ai centri di carico o il prelievo dell’energia dai centri di produzione) – ad esempio, nel caso italiano, passando da 420 kV a 150 kV, e viceversa.

I Ucraina vengono utilizzati generalmente trasfromatori da 110 kV, proprio come questi, che prelevano l’energia da quelli molto più grossi e potenti presenti nelle centrali.

Per funzionale i trasformatori hanno bisogno di essere immersi in olio, che ha funzione di raffreddamento e di isolamento.

I russi lo sanno bene e possiedono chiaramente la posizione di tutte le sottostazioni energetiche ucraine. però colpire ogni trasformatore è costoso.

I russi quindi hanno utilizzato i droni Geran 2, derivati dai Shaed 136 iraniani. ovviamente i russi hanno tutte le capacità tecniche per realizzarli, si tratta di un prodotto realizzato in materiale composito, e propulso da un semplice motore a pistoni, con elica in legno. A parte alcuni prototipi, gli stampi per realizzare le fusoliere e il progetto ai russi non serviva altro, con buona pace dei complottisti atlantici.

Questi droni , per loro stessa natura non sono impossibili da abbattere e sono estremamente rumorosi, questo basta ad avvisare le antiaeree del loro arrivo. inoltre non sono un mostro di precisione.

Per distruggere un trasformatore in tensione d’altronde non basta molto, basta forarlo con qualche scheggia e facilmente prende fuoco. Inizialmente le forze ucraine si sono impegnati per abbatterli, rendendosi presto conto che i Geran costano pochissimo, ed è facile produrli in grande serie. Lanciargli contro un missile progettato per altri bersagli, tipo aerei e missili da crociera veri è uno spreco impensabile. Sono passati ad utilizzare fantasiosi sistemi come vecchia mitragliatrici antiaeree o addirittura semplice fucili.

I russi hanno iniziato ad utilizzarli come “bersaglio civetta” o, addirittura ad usarli solo di notte.

La strategia ucraina è cambiata nuovamente.

Hanno cominciato a coprire i trasformatori con barriere improvvisate, sacchi di sabbia o pareti prefabbricate in cemento. Inoltre al minimo segno di arrivo di missili o droni russi staccano la corrente. Questo permette di utilizzare anche un altro espediente. se il trasformatore non viene colpito una catasta di pneumatici lì di fianco viene accesa, ad uso di eventuali osservatori.

Questa strategia non è certo completamente efficace, ai russi non servono complicate analisi satellitari. a loro basta osservare se e come la corrente torna a scorrere nelle prese e cercare di capire da dove passa.

Qualche giardiniere gentile che passa di lì ha probabilmente piazzato a distanza di sicurezza una telecamera dotata di Sim. un semplice segnale e la bastardella inizia a trasmettere immagini, just in case. ma non diteglielo, agli ucraini, non vorremmo mai che tanta fatica per accumulare pneumatici vada sprecata.

L’obbiettivo dei russi però non e semplicemente quello di distruggere la capacità di trasferimento di energia ucraina, in fondo il sistema è progettato fin dai tempi sovietici per essere resiliente in caso di attacco. L’obbiettivo è quello di rendere difficili i trasporti e di distruggere la capacità industriale. e questi due obbiettivi sono già stati pienamente raggiunti. Se le luci sono adesso accese in molte città ucraine è perchè dalla capacità in eccesso del 50 per cento di alcuni mesi fa si è arrivati ad un sostanziale pareggio con una riduzione di produzione di due volte. in pratica è rimasta a malapena l’energia per riscaldare e illuminare le case dei civili. Le locomotive elettriche sono state sostituite da quelle diesel e le industrie sono ferme. Se volessero ai russi basterebbe colpire le centrali, per paralizzare completamente il sistema ucraino.

la primavera è ancora lontana.

Ciao a tutti ragazzi!

La prossima volta parleremo di Femminielli, Femministe, e di Giardinieri che hanno sbagliato.

RImanete connessi.

By Nuke di Liberticida e OraZero