Dopo l’infuocata dittatura televisiva dei grandi chef, durata quasi un decennio, ora imperversano i medici- scesi in soccorso alla politica -modello: sotuttoiotunonsaiuncazzo sui media.

Però sta dittatura non ci obbliga a servire deliziosi manicaretti, non ci impone di seguire la bibbia culinaria di Pellegrino Artusi, bensì ci riempe di: lockdown, mascherine, tamponi, promessi vaccini, restrizioni e DPCM. Covid DPCM che sono pieni di lacune, spannometrici, contengono ilari bizzarrie da essere menzionati in un novello Decamerone.

La nuova dittatura dei medici-virologi super esperti? Beh francamente ho la sensazione che stavolta queste superano di gran lunga un certo tipo di pressioni e infiltrazioni.

Mi chiedo anche se siamo talmente abituati a vivere in una colonia soggiogata dove è cambiato solo l’attore che appare in televisione. Ma almeno Mafia Camorra e Ndrangheta non sono mai state così plateali da andare in televisione e trasformarsi in nuova dittatura. Loro hanno il buon gusto di NON apparire per ammazzarci di terrore.

La Covid dittatura sfrutta i baroni della medicina. Avete mai fatto una visita presso uno di questi baroni?

La Medicina irregimentata come il Vaticano è il nuovo imperativo.

Impossibile da scalare.

Hanno imposto la nuova fede.

Covid-sacrale per le persone di fede.

Covid schiena regione sacrale per tutti quelli che sanno dove il calcio andrà duramente a colpire.

Eh sono tempi duri per la zona L5-S1, per pochi semplici motivi.

Devi tenere botta al male, devi stringere cinghia e il lockdown se ne frega se non mangi, se perdi il lavoro, se perdi tutto, pagare le tasse, pagare le bollette e nel mentre perdi tutto per cui hai duramente lavorato per una vita.

Così mentre inghiotto amari ferri, cammino e arrivo alla casa dei miei genitori. Li trovo tutti tristi e chiedo il motivo. L’amarezza non era dovuta ai nuovi contagiati che stanno scontando tranquillamente la contenzione obbligatoria, era l’amarezza di aver udito l’odio starnazzante di una persona che urlava: “ tu tu tu tu tu hai infettato i miei genitori, tu sei colpevole… “ e ho visto scorrere fiumi di odio vicino alla casa dove sono prima cresciuta e poi da dove sono scappata.

I miei mi facevano vedere – sommersi da tristezza – i nuovi fiumi di odio di cui si riempono le strade.

Contagiare colpevolizza, come se questo cazzo di virus fosse visibile, come se fosse un nuovo HIV. Una malattia che ti obbliga a scoprire l’untore. Perché devi scoprirlo e indicarlo. Malattia e colpevolezza.

Una cattiveria priva di confini.

Così mentre ascolto i miei genitori, consapevole che sono ritornata a casa e che per molto tempo avrò attorno alle orecchie un immenso frastuono tuonante, mi assento e vado per qualche minuto in sala. Mi siedo davanti al caminetto e lì vedo il falò delle nuove vanità composta da tanti dottori che impongono regole al governo.

Qua al Nord il freddo è arrivato prima e il caldo del camino non mi disturba, altrove strillano e capisco che è consolidato il nuovo decennio. Basta cucina e da ora solo medici-virologi. Vorrei spiegare ai miei che ogni decennio cambia attori e ogni tanto la politica abbisogna di nuovi dittatori per servire meglio.

Ma i miei genitori sono vecchi e ammalati, tocca a me proteggerli e senza nemmeno perdersi in mille rivoli.

Una lacrima scende amara, i nuovi baroni sono arrivati e non intendono mollare la poltrona. Servirà un altro decennio di battaglia per combatterli.

Guardo il loro viso superbo, non sono qua per curare. Eppure arrivarono tra la benevolenza di tutti perché erano dottori.