Posted by ExitEconomics Thursday, March 19, 2020 Link originale https://exiteconomics.blogspot.com/2020/03/i-motivi-per-cui-penso-che-la-bce.html

La FED e la BCE hanno inaugurato espansioni monetarie intense. Al di lá dell’entitá, c’é una differenza sostanziale fra Europa e USA.

Negli USA, la FED puó lavorare di concerto con il Governo americano. In altri termini, funziona cosí:

  • 1) Il governo fa deficit
  • 2) Il deficit é finanziato per mezzo dell’emissione di titoli di stato (bonds)
  • 3) I titoli di stato sono comprati dalla FED, con denaro creato dal nulla
  • 4) I rendimenti dei bond collassano, perché c’é un compratore di ultima istanza che fa piazza pulita dei bond governativi, che vanno a ruba (*)
  • 5) Il governo puó quindi finanziare il deficit con denaro su cui paga pochissimi interessi, al limite persino negativi
  • 6) Con i soldi derivanti dalla vendita dei propri bond, lo stato puó pagare i servizi: medici, infermieri, netturbini, vigili del fuoco, polizia, militari, spese per la difesa, per il monitoraggio del paese, burocrati, politici,..tutto. 
  • 7) Il pubblico quindi, con i propri stipendi, esce e fa acquisti, fa benzina, va al cinema, nei supermercati, nelle palestre, compra le case perché le banche pensano che saranno in grado di ripagare i mutui, investono nei fondi pensione
  • 8) Il privato vende la merce al pubblico, fornisce consulenze, e viene pagato
  • 9) Il privato é in grado di pagare le tasse, compra le case perché le banche pensano che ripagheranno i mutui, investorno nei fondi pensione, e cosí via
  • 10) l’economia evita di collassare e quando si rimette in piedi la banca centrale puó attuare politiche di monetary tightening, cioé smette di creare denaro dal nulla per evitare che si generi inflazione, misurata col CPI (**)

In caso di crisi finanziaria innescata da una pandemia, il punto 7) viene meno. E’un FATTO. Cioé la gente rimane chiusa in casa e riduce gli acquisti al MINIMO (fare la spesa, comprare le medicine, qualche acquisto on line, poco altro).
Quindi c’é chi obietta che per quanto denaro la FED o la BCE possano creare, non funzionerá perché il punto 7, che lega pubblico a privato, é rotto. Pertanto anche i punti 8, 9 e 10 saltano per aria. 

C’é chi invece sostiene ALTRO: io mi baso molto sulle riflessioni di Richard Duncan (https://richardduncaneconomics.com/), un economista verso il quale nutro una stima immensa, e che per me é un faro per capire l’economia moderna. Risponde anche a email private. Duncan osserva che visto che viviamo in una bolla di credito/debito, il governo americano dovrá fare ALTRO per far fronte a questa guerra. Dico guerra perché di fatto ha ragione Macron: é una guerra che fará morti e causerá un inferno nei cambiamenti della vita di molte persone. 
Duncan osserva che l’unico modo per far fronte a questa guerra (potete ascoltare questa intervista: https://static.financialsense.com/audio/2020-03/financial-sense-20200317-duncan-5b3d45f87e0ee7.mp3) é che:

  • A) il governo americano possa fare una manovra a deficit nell’ordine di 30-50% del PIL annuale, piú alti dei deficit occorsi durante la seconda guerra mondiale
  • B) dovrá salvare mutui e prestiti per famiglie e imprese
  • C) i punti A) e B) sono in AGGIUNTA a misure straordinarie in cui la FED, cambiando il proprio statuto, inizi ad acquistare massicciamente nel mercato azionario per tenere in piedi le azioni e i fondi pensione che investono nelle azioni. 

Il punto B) viene chiamato in gergo helicopter money. Di fatto é un bail-out di stato. Cioé lo stato mette i soldi nei conti correnti dei cittadini e delle imprese. Come? Pagando mutui e stipendi della gente, anche dei privati. Non ci credete? In Olanda di fatto lo stato giá copre fino al 95% gli stipendi dei dipendenti i cui negozi stanno chiudendo per motivi sanitari.

L’alternativa é una spaventosa deflazione con milioni di disoccupati che innescherebbe una depressione; in ogni caso lo stato avrebbe un deficit stellare perché non riscuoterebbe le tasse. Se dovesse generarsi inflazione, sarebbe il male minora, argomenta Duncan. 

E’ qua che si dividono le strade UE e USA

Gli USA potrebbero farlo. L’Europa no, perché per via del patto di stabilitá, e piú in generale di una visione limitata dell’economia, secondo la peggiore tradizione tedesca, un deficit a doppia cifra non verrebbe mai accettato. In Olanda la misura é strettamente temporanea, ma l’Olanda ha pochissimo debito pubblico, e puó permetterselo senza troppi problemi. Idem la Germania che pensa a manovre da centinaia di miliardi di finanziamenti governativi. L’Italia, la Francia, la Spagna e la Grecia NO. Sentire l’Italia che fa una manovra da qualche decina di miliardi é patetico. E’ come combattere un carro armato con arco e frecce.

Quindi? La BCE si limiterá a fare acquisti di bond, forse di ETF, ma poco altro. Il problema sta nei GOVERNI. Che hanno poco margine di manovra. La disoccupazione in Europa potrebbe aumentare molto piú che negli USA, esplodendo nell’Europa meridionale giá gravata dalle politiche di austeritá.

Azzardo qualche altra previsione: come giá scritto in tempi non sospetti (metá Febbraio scorso), penso che Shengen, cioé la libera circolazione di persone e merci e servizi intra UE, sará sospesa. Sará l’inizio per fare un test sulla cooperazione fra stati. Ogni governo adotterá le misure che meglio crede. E’ un importante test per la resilienza del costrutto europeo ad una nuova crisi. La crisi finanziaria post 2008 ha generato i movimenti populisti, quest’altra crisi di natura sanitaria metterá alla prova le risposte dei singoli stati sul contenimento dell’infezione e sulle misure per tenere in piedi l’economia, in un momento di panico. E’un vero test per le classi governative.

Tutto é relativo al timing!

Tempo per trovare una cura, tempo per avere fiducia che le cose miglioreranno, tempo per verificare che il contagio é sotto controllo e i nuovi casi sono pochi, tempo per far si che le misure economiche tampone funzionino. Tempo, insomma, per dire: “tornate alla vostra vita di prima” e la gente inizia a comprare, spendere, e per buona pace dei gretini a inquinare.