Un docente collega di Ernest Rutherford confidò all’illustre scienziato di avere un problema con uno studente, il docente riteneva quel ragazzo brillante ma le risposte che dava ai problemi scientifici non erano ortodosse. “una volta”, raccontò il docente a Rutherford, “in un problema doveva calcolare l’altezza di un edificio utilizzando un barometro, invece di utilizzare le differenze di pressione indicate dal barometro alla base e sul tetto dell’edificio e applicare la formula che restituisce l’altezza, ha risolto il problema dicendo che si poteva calare il barometro dal tetto e misurando la corda avrebbe saputo l’altezza. È giusto ma non dimostra alcuna competenza in fisica”

Allora Rutherford andò dal ragazzo e gli pose il medesimo problema dandogli 10 minuti per rispondere, dopo 8 minuti il ragazzo non aveva ancora detto niente, allora Rutherford chiese se ci fosse qualche problema, ma il ragazzo rispose “no no, nessun problema, è che ci sono talmente tante soluzioni che non so decidermi per la migliore!”. All’ultimo momento il ragazzo dice “vado sul tetto, faccio cadere il barometro e con un cronometro misuro il tempo che ci mette ad arrivare a terra, e con la formula

 calcolo l’altezza dell’edificio.

“Giusto” disse Rutherford, ma chiese al ragazzo “quali sono le altre risposte visto che ne avevi così tante?” “Bè” disse il ragazzo:

Misuro l’ombra del barometro e quella dell’edificio e faccio la proporzione

oppure misuro l’altezza del barometro e utilizzando la scala d’emergenza traccio sul muro dei segni distanziati con la misura del barometro, li conto e so quanto è alto l’edificio

potrei anche andare sul tetto e poi attacco una corda al barometro, lo calo fino a fargli sfiorare la strada e lo faccio oscillare, misuro il periodo p di oscillazione e con la formula

saprò l’altezza dell’edificio, o più semplicemente vado dal custode e gli dico che se mi rivela quanto è alto l’edificio gli regalo un barometro!

“Vuoi farmi credere” disse Rutherford “che non conosci la formula della differenza di pressione?” “certo che la conosco” disse il ragazzo, allora indispettito Rutherford gli chiese perché non l’avesse detto subito, il ragazzo rispose: “perché sono stanco che mi si dica come devo pensare!” Quel ragazzo era Niels Bohr!

Questo era Niels Bohr, un libero pensatore, uno che riteneva apparente anche l’evidenza e che grazie a questo suo intuito, a questo suo non fermarsi difronte all’evidenza, gettò le basi della meccanica quantistica. Non è certo che questo fatto sia avvenuto realmente, ma è certo che Einstein, discutendo con Bohr dell’assurdità di quello che avviene nella meccanica quantistica, gli disse “Dio non gioca a dadi con l’universo” e Bohr rispose “smettila di dire a Dio quello che deve fare”.

Io ho fatto mio l’insegnamento di Bohr e ho sempre cercato di rispettarlo, ho sempre cercato di evitare che il mio pensiero venisse condizionato e quando mi hanno imposto la museruola chirurgica FFP2 raccontandomi che è in grado di ridurre se non di bloccare un contagio mi sono detto “forse, o forse no, vediamo…”

Perché la mascherina sia in grado di fungere da barriera e non fare passare il virus bisogna che le sue maglie siano più piccole del virus, ma quanto è grande un virus?  Su Wiki leggo che è 1/100 di un batterio. Quanto è grande un batterio? Sempre su Wiki leggo che varia da un minimo di 0,3 a un massimo di 30 micron (millesimi di millimetro), bene, prendiamo come misura la più grossa, 30 micron. E’ un batterio bello grosso, un Primo Carnera dei batteri, perche anche con un semplice micrometro da officina riesco a misurare 30 micron, ma il virus è 100 volte più piccolo quindi, come ci hanno insegnato alle elementari, facciamo 30/100 e assumiamo come grandezza del virus 0,3 micron. Detta così non dice nulla, mettiamo allora che se il batterio fosse grande come una pallina da ping pong che ha un diametro di 40 millimetri, il virus avrebbe un diametro di 4 decimi di millimetro, circa un granello di sabbia. Quindi il virus, anche confrontandolo con una bestia di batterio di 30 micron, è proprio molto ma molto più piccolo, riuscirà la mascherina a fermarlo? Certamente, a patto che le sue maglie siano più piccole del virus, quanto grandi sono allora le maglie della mascherina chirurgica? Boh non si sa, non sono riuscito a trovare questo dato, ma niente paura: c’è sempre il lapidello!

Per chi non lo sapesse il lapidello è un tipo di rettificatrice che usa una mola a tazza, serve a rendere lisce le superfici metalliche, in officine ne abbiamo 2 che usano una mola i cui grani hanno una grossezza mesh di 80, adatti quindi alla lappatura. Cosa vuol dire? Vuol dire che devo dividere 1 pollice (25,4 mm) per il numero di mesh, quindi facendo 25.4/80 ottengo la grandezza del grano, ovvero 0,3 millimetri.

Quando si “lapidella” un pezzo si sente un odore caratteristico dovuto ai grani che si staccano dalla mola quindi, ho pensato, se la mascherina chirurgica FPP2 è in grado di bloccare un virus è a maggior ragione in grado di bloccare i grani della mola! Ho indossato una mascherina nuova di zecca, l’ho indossata correttamente cercando di farla aderire nel miglior modo possibile alla faccia, e ho cominciato a lapidellare…dopo un minuto circa ho cominciato a sentire l’odore dei grani, come se non avessi niente!

Quei grani hanno passato la mascherina, chiunque può fare questa prova. Mattiamo anche che durante lo sfregamnto col metallo i grani si siano dimezzati, anzi che si siano ridotti a un quarto della loro misura iniziale, avrebbero comunque un diametro di 0,07 mm, ovvero 7 centesimi ma un virus e molto molto iù piccolo: 0,3 micron, cioè 300 nanometri, cioè 0,0003 millimetri! Un quarto di grano di mola sono 0,07 millimetri ovvero 70.000 nanometri quindi il virus è 233 volte più piccolo del quarto di grano!

Quindi ci passa per la mascherina, eccome se ci passa! Qualcuno forse rimarrà impigliato nelle fibre ma tanti passano e rimangono sospesi nell’aria per molto molto tempo, ben oltre la loro morte e ben oltre il ridicolo metro di distanziamento sociale!

Il virologo parla pensando alle caratteristiche biologiche di un virus, parla pensando al suo tasso di crescita e di diffusione, parla pensando a come incide sulle cellule, cerca di contenerlo come può, con i mezzi che ha, io invece non so nulla di biologia, io guardo solo le misure e come queste si rapportano alla fisica a cui vanno applicate; il virologo parla e mi impone la mascherina, io ragiono sulle misure e vedo che la mascherina è totalmente inutile!

Perché nessuno mi dice come devo pensare!