Non è una ipotesi tanto campata in aria che tra i due Mattei della politica italiana ci sia in ballo qualcosa di più “ghiotto” che non il semplice trovarsi dalla stessa parte della barricata in occasione di votazioni su alcuni provvedimenti, tipo la prescrizione o il TAV. Avevamo ipotizzato non molto tempo fa, che i due soggetti politici, che se vogliamo per molti versi presentano caratteristiche comuni, sottobanco lavorassero di comune accordo per prendersi la scena politica in un futuro molto prossimo, per potersi confrontare successivamente in un bipolarismo ricostituito, ognuno come leader assoluto del proprio schieramento, dopo aver levato di mezzo PD, Berlusconi e aver spolpato la carcassa del M5s ormai agonizzante.

C’è però chi si spinge ad ipotizzare addirittura un possibile accordo di governo tra le due forze politiche apparentemente acerrime nemiche, dopo aver fatto cadere il governo Conte bis. Ci sono alcuni indizi che fanno pensare che l’ipotesi non sia così peregrina.

Bisogna tenere in considerazione innanzitutto la figura di Denis Verdini, vera eminenza grigia della politica italiana recente, vicino a Renzi ma anche, sia pure per interposta persona -la figlia- a Salvini, che potrebbe costituire il mediatore tra i due leader, come già visto tra Renzi e Berlusconi. Lo paventava giusto stamane in TV Diego Fusaro: “Un ampio accordo tra i due mattei sotto l’egida di Verdini”. E poi diversi indizi che fanno pensare come tra i due non ci sia, politicamente parlando, tutto questo cattivo sangue. Ricorderete tutti la puntata di Porta a Porta che ospitò il confronto diretto tra i due Mattei, confronto nel quale i due politici sembrava volessero evitare accuratamente di farsi del male. Io stesso, l’altra mattina, ho visto a Coffee Break, su la7, che tra il renziano Luciano Nobili e il leghista Riccardo Molinari, a parte qualche stoccatina reciproca di prammatica, era sbocciato “l’ammore”, con complimenti reciproci e salamelecchi vari: mancava solo facessero “lingua in bocca”. Per non parlare delle dichiarazioni shock di Librandi di I.V. che ha cambiato totalmente atteggiamento nei confronti della Lega e parla di possibile governo insieme.

https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13565700/gianfranco-librandi-cena-matteo-renzi-salvini-bravo-ragazzo-possibile-governo-insieme.html

In anni e anni di osservazione del mondo politico italico ne ho viste tante che nulla mi sorprende più. Da “no-euro” a “non vogliamo uscire dall’euro”, da “mai col PD/mai coi 5s” -o se preferiamo la versione hard “mai col partito di Bibbiano/mai coi pentafasci” a alleanza di governo e possibili accordi programmatici tra “bibbianesi e pentafasci”, da “se perdo il referendum me ne vado” a “non me ne vado nemmeno se mi sparano (non lo ha mai detto, ma è come se lo avesse fatto)” la lista di “miracoli” è lunga e ce n’è abbastanza per rendere la real politik italica più sorprendente di un qualsiasi esercizio di fantasia.

Io però sono agnostico di natura, e tendo a non accettare aprioristicamente tesi precostituite se rimangono forti elementi di dubbio legati a questioni concrete. E “quella stronza della realtà”mi suggerisce che per portare a termine un’operazione ardita ma non impossibile come questa, secondo quanto esposto sopra, mancano “i numeri”. Lega e I.V. da sole non possono sostenere alcun governo. Un governo tecnico sembra fuori discussione, mentre un governo istituzionale o governo di scopo non sembra ricevere troppi gradimenti: PD, FdI e M5s appaiono fortemente contrari. Di elezioni manco a parlarne, visto che bisogna prima celebrare il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari e poi varare una modifica alla legge elettorale che tenga in conto la riduzione dei collegi elettorali. E comunque, con qualsiasi legge elettorale si voti, non importa, non credo che la Lega possa sostituire un alleato che oggi conta oltre l’11% con uno che a malapena arriva al 5%.

Che cosa rimane? La quasi certezza che nessuno voglia andare a elezioni, meno che meno Renzi, il quale però non sembra molto intenzionato nemmeno a proseguire l’esperienza di governo coi 5s. Essendo Renzi il prosecutore del berlusconismo, e per certi versi più berlusconiano dello stesso Berlusconi, potrebbe decidere che è più conveniente andare all’opposizione e lasciare in carica questo esecutivo, in maniera tale che i partiti che lo sostengono si “impicchino con le loro stesse mani”. Per far questo però c’è bisogno che qualcuno sostituisca i parlamentari renziani passati all’opposizione. Ed ecco entrare in gioco l’anima berlusconiana che è in Renzi, con l’aiuto dell’amico Verdini: i responsabili, cioè parlamentari confluiti nel gruppo misto ma che provengono in buona parte da FI, ripetendo il giochetto ideato dallo stesso Verdini grazie al quale Berlusconi, dopo aver sostenuto un governo a guida PD passò all’opposizione ma senza far cadere il governo Renzi, concordando con Verdini e Alfano una bella scissione a tavolino, quella che generò il Nuovo centrodestra, che assicurò al governo Renzi i numeri necessari per continuare, potrebbero dare il loro sostegno al governo Conte bis. E così avremo l’ennesimo governo guidato da coloro che “non ci alleiamo con nessuno” sono diventati quelli che si alleano con tutti pur di conservare la poltrona, e quando dico tutti intendo proprio tutti: da salvini a bersani, a renzi e ora pure ai fuoriusciti (a tavolino) forzaitalioti guidati da Paolo Romani, quel Romani che il M5s rifiutò di votare come presidente del Senato a causa dei suoi problemi giudiziari!

E’ questo il vero renzusconi!