L’aumento dei veicoli industriali e degli equipaggiamenti per la logistica a trazione elettrica nel mondo gretino o del green new deal richiede un incremento della produzione di energia elettrica, ma come fai se non puoi usare i combustibili fossili?

E’ vero che nell’ultimo periodo le rinnovabili sono aumentate tantissimo, ma non sono una fonte stabile e non sono capaci nemmeno di coprire il continuo aumento del fabbisogno energetico.

Nell’ultimo periodo si parla di tornare al nucleare, ma è molto diverso da quello tradizionale. Si parla di piccole centrali: tempi veloci e bassi costi. La Rolls Royce sta preparando un progetto di sedici impianti di questi tipo da realizzare nel prossimo ventennio. In questo caso il nucleare servirà anche a de-carbonizzare il trasporto producendo idrogeno (che è un vettore di energia elettrica) e carburante sintetico per l’aviazione. Ogni mini centrale nucleare dovrebbe fornire 440 mW di energia elettrica, questa dovrebbe bastare per una città di 450mila abitazioni per 60 anni. Quando le vedremo? Tra circa 10 anni, si potrebbe arrivare a realizzarne due all’anno.

Di fatto sono in molti a pensare ai “small modular reactors”: centrali nucleari di dimensioni molto ridotte che possono essere facilmente assemblate a partire da moduli prefabbricati. Gli stessi moduli verrebbero preparati in stabilimenti ad alta tecnologia. L’investimento per ogni singolo impianto sarebbe relativamente contenuto rispetto alle somme richieste per uno di dimensioni normali: 3 miliardi di euro. Ridotto l’ingombro: il reattore misura 16 metri in altezza per 4 di diametro, può essere facilmente trasportato con un normale autorimorchio, per via ferroviaria o con chiatte fluviali – così come gli altri componenti, del resto. Quindi un impianto occuperebbe 40.000 metri quadrati, un decimo rispetto alle centrali odierne. In questo campo è molto avanti UK, con un obiettivo di circa 10-15 centrali da installare in ex aree nucleari (in Cumbria, nel Galles).

In Russia ad esempio hanno una centrale atomica trasportabile offshore, la Akademik Lomonosov (Rosatom), assomiglia a una grossa chiatta su cui è stata installata una coppia di mini-reattori atomici da 35 megawatt. Wired l’ha giustamente definita una “Nucleare prêt-à-porter per piccole taglie”, anche la Russia si proietta nel mercato delle centrali atomiche di piccola taglia, comode da trasportare in luoghi remoti. Questo progetto pensa agli impianti di dissalazione dell’acqua marina (che richiedono enormi quantità di energia) o a portare energia nelle regioni artiche per sfruttare le risorse petrolifere e minerarie ora accessibili grazie al ritiro dei ghiacci polari. Progetto che la Russia già ben conosceva perché usava da molto tempo i mini-reattori atomici per i motori delle navi rompighiaccio e per i sottomarini militari. Rosatom ha in progetto altre sei unità ma punta a costruire centrali su misura adatte a ogni necessità, con prezzi contenuti e con consegna a domicilio.

Anche la Danimarca partecipa al progetto con Seaborg Technology, simile a quello russo, punta ai mini reattori nucleari galleggianti, facilmente trasportabili da 200-600 MW. La startup danese ha raccolto nel 2020 i primi 20 milioni di euro da alcuni investitori privati connazionali ed europei. I danesi commercialmente puntano ai paesi in via di sviluppo che non dispongono di una buona infrastruttura di rete, i primi mini reattori dovrebbero arrivare per il 2025. Quale è la novità di Seaborg? Questa “non può fondersi o esplodere, non può rilasciare gas radioattivi pericolosi nell’aria o nell’acqua e non può essere utilizzato per armi nucleari”; i reattori sarebbero in grado di trasformare il materiale radioattivo “in una roccia solida”, in modo che non possa disperdersi in caso di incidenti.

TerraPower di Bill Gates punta in questa direzione per integrare le reti dove le rinnovabili stanno crescendo ma non sono sufficienti. L’azienda ha come partner GE Hitachi Nuclear Energy, mirano a commercializzare negli USA la Natrium. Il progetto avrebbe già il sostegno di PacifiCorp (gruppo Berkshire Hathaway di Warren Buffett), di Energy Northwest e Duke Energy. In questo caso gli impianti da 345 megawatt sarebbero raffreddati da sodio liquido e costerebbero circa 1 miliardo di dollari ciascuno.

Ho scoperto una cosa molto curiosa datata 16 Gennaio 2021. Trump aveva emesso un Ordine Esecutivo il 12 gennaio, che mira a promuovere i piccoli reattori nucleari modulari per la difesa e l’esplorazione dello spazio. Secondo il comunicato stampa rilasciato dalla Casa Bianca, sarà “un’ulteriore slancio degli Stati Uniti nel settore dell’energia nucleare, rinvigorire il programma americano per l’esplorazione spaziale e produrre diverse tipologie di opzioni energetiche per esigenze di difesa nazionale.” L’ordine indica alla NASA di preparare una relazione entro 180 giorni per lo sviluppo di un sistema d’energia nucleare per uso umano e robotico nelle missioni esplorative per il 2040. L’ordine include anche una “Comune Technology Roadmap” tra la NASA e Dipartimenti dell’Energia e della Difesa per l’attuazione del nuovo reattore. Il testo completo dell’Ordine Esecutivo che può essere letto in WhiteHouse.gov. E’ un articolo davvero molto lungo e vi allego il link sotto nelle fonti.

Passiamo ad altre nazioni, il Canadian Nuclear Laboratories ha annunciato che la tecnologia SMR è una priorità di ricerca e il Canada ha ora una tabella di marcia per costruire un impianto dimostrativo SMR entro il 2026, con l’Integrated Molten Salt Reactor di Terrestrial Energy.

Anche la Cina si sta muovendo velocemente sul suo SMR da 100 MW progettato dalla China National Nuclear Corporation. Chiamato Linglong One, questo reattore nucleare ACP100 ha completato la sua fase di progettazione preliminare ed è qualificato per la costruzione nella provincia di Hainan quest’anno. Il suo primo utilizzo sarà quello di generare calore per un quartiere residenziale, sostituendo le caldaie a carbone.

Nel frattempo negli Stati Uniti un altro progetto è guidato dalla piccola compagnia di reattori nucleari modulari, NuScale, dell’Oregon. Questa avrebbe depositato una domanda di licenza e di certificazione del progetto presso la Nuclear Regulatory Commission degli Stati Uniti, ed è la prima che in NRC ha completato le sue revisioni e approvato il progetto in tempo record. L’impianto NuScale userà un condensatore raffreddato ad aria, che ridurrà l’uso dell’acqua di oltre il 90%. Un condensatore a secco semplifica i requisiti di ubicazione – non c’è bisogno di una grande fonte d’acqua. Sposta l’energia nucleare più vicino per essere una tecnologia a tutto tondo. E sulla costa un impianto NuScale può produrre abbastanza acqua potabile per una grande città, per specifiche applicazioni industriali e manifatturiere, piccole reti elettriche, comunità remote e off-grid, impianti industriali off-grid, compresi i siti minerari, e installazioni militari. Si pensa anche di usarle per aiutare a ripristinare l’alimentazione di una rete dopo qualsiasi catastrofe, come ad esempio gli uragani.

Ora fermiamoci per un istante alla volontà UE che vuole imporre macchine elettriche e che vuole investire nel green. E’ ovvio che tale progetto richiede grossi rinforzini. Orrore orrore, mai più grosse centrali nucleari e di vecchia generazione. Se fate le debite ricerche vi accorgerete che sono i siti +++ green e rinnovabili che parlano di mini nucleare come nuova soluzione. Volete l’aria pulita? Cattifi occidentali non dovete inquinare! E abbiamo bisogno sempre di maggiore energia.

Ci sono già gli investimenti, vi ho segnalato quanto ci puntano, e in che direzione andiamo. Da profana ovviamente non ho la capacità di spiegare in modo dettagliato tutte le nuove tecnologie, ma leggendo da sola e senza le dovute competenze ho scoperto che è un settore completamente rivoluzionato e che abbassa o azzera i rischi che nessuno vuole rivedere dopo Chernobyl e Fukushima. I rischi si legano alle vecchie centrali, ma la nuova tecnologia prevede grandissimi cambiamenti in termini di sicurezza. Si abbassano anche tantissimo i prezzi e in molti potrebbero trarne vantaggio.

Conoscendovi so che emergeranno le VS più recondite paure, dopo gli incidenti è solo aumentato l’odio verso il nucleare. MA ricercando e leggendo ho capito DA SOLA che la nuova tecnologia punta a non esporci più a tali problemi. Tocco un tasto che genera ansia, ma se come me fate un minimo di ricerca o semplicemente leggete le fonti che sotto allego capirete che si va verso una nuova direzione. Ed è pure da molti anni studiata e testata. E’ già all’applicazione commerciale in mini size. Alessia C. F. (ALKA)

  • consigli di lettura
  • https://www.trasportoeuropa.it/notizie/logistica-verde/mini-centrali-nucleari-rolls-royce-per-produrre-idrogeno/
  • https://energiaoltre.it/le-mini-centrali-nucleari-della-rolls-royce/
  • https://www.wired.it/scienza/energia/2019/08/24/akademik-lomonosov-centrale-nucleare-galleggiante/
  • https://www.rinnovabili.it/energia/politiche-energetiche/seaborg-mini-reattori-galleggianti/
  • https://www.seaborg.co/
  • https://www.rinnovabili.it/energia/politiche-energetiche/mini-centrali-nucleari-bill-gates/
  • https://www.energy.gov/ne/nuclear-reactor-technologies/small-modular-nuclear-reactors
  • https://www.thedrive.com/the-war-zone/38687/white-house-accelerates-development-of-mini-nuclear-reactors-for-space-and-the-battlefield
  • https://www.forbes.com/sites/jamesconca/2021/01/14/nuscale-small-modular-nuclear-reactor-moves-another-step-forward/?sh=54df2b795264