Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”; questa è una delle più celebri e azzeccate battute del film “Amici Miei”. Una frase tanto indovinata da aver fatto scuola ed essere entrata nell’immaginario collettivo degli italiani.

Similmente, cosa potrebbe essere il suo contrario, la stupidità? Si potrebbe rispondere: la mancanza di fantasia, l’omologazione, la titubanza e l’incapacità di una pronta reazione. Ordunque, se oggi in Italia vi è un politico a cui possono essere ascritti questi pesanti difetti, tanto da doversi parlare di vera e propria stupidità in senso politico, costui è il governatore della regione Lombardia, Attilio Fontana.

Fontana l’ha fatta grossa: ha appena decretato il coprifuoco per la sua regione, di cui mi pregio di essere cittadino. A partire da giovedì 22 ottobre sono decretati le chiusure durante il weekend dei centri commerciali ed un fermo generalizzato di attività e viaggi all’interno della regione Lombardia nella fascia oraria notturna tra le 23:00 e le 05.00 del mattino.

Premetto che personalmente non verrò particolarmente colpito da queste misure. Sono solito fare vita ritirata: tornato a casa dal lavoro mi limito a leggere e a scrivere, non guardo la TV, di uscire la sera non me ne frega proprio più niente e odio visceralmente i centri commerciali in cui mi rifiuto di mettere piede per principio. Anzi, per me è anche un bene che stiano chiusi le domeniche. Quindi per me, nella mia vita quotidiana, cambierà poco o nulla. L’unica tangibile conseguenza è che, quando andrò in montagna per il weekend, dovrò affrettarmi a far ritorno al mio domicilio prima delle 23:00: poi scatterà il coprifuoco.

Ma tutti gli altri? Quante sono le persone che diversamente da me verranno pesantemente colpite da queste disposizioni? A parte il fatto che qualsiasi coprifuoco, se non in periodo di guerra, deve essere considerato di default come una indebita limitazione delle libertà costituzionali di ciascuno di noi e che questo stesso virus, per motivi a noi misteriosi, appare come un virus dalle abitudini “auliche”, che disdegna i plebei che viaggiano stipati come sardine sui mezzi pubblici, fa una prima fugace apparizione all’ora dell’aperitivo e folleggia tutta la notte sino a che non sorge il sole… Qui non si tratta comunque solo di vietare a qualche decina di migliaia di giovani, sul cui spessore morale si preferisce peraltro soprassedere, il diritto alla movida notturna. Vi è tutto l’indotto, già pesantemente colpito dai mesi di lockdown e dagli ultimi DPCM di Conte, che ne soffrirà enormemente. Ristoranti, bar, discoteche, ma anche piccole attività commerciali, negozi, società di catering e di organizzazione eventi… tutto è a rischio chiusura oggi, a causa della sciagurata decisione di Fontana. Inoltre non si può non sottolineare l’impatto di tipo terroristico sulle persone che annunci del genere possono causare. Coprifuoco è una parola pesante, ricorda la guerra, spaventa già il nome di per sé.

Lo si è già visto negli scorsi giorni quanto possa essere deleterio paventare certi scenari. Non appena Conte ha iniziato a parlare di nuovi DPCM, di violare la sacralità del domicilio privato, di limitazioni al numero degli invitati a feste, matrimoni, battesimi…, subito gli italiani si sono impauriti e hanno smesso di uscire di casa a socializzare. Attività di ristorazione che fino a poche settimane fa registravano una buona affluenza di pubblico, tanto da aver fatto tornare il sorriso ai gestori già provati dal lockdwon primaverile, hanno visto, praticamente dall’oggi al domani, più che dimezzarsi l’afflusso di clientela e quindi i propri guadagni. Negli anni ’80 Milano era la Milano da bere, la città della moda, dei paninari, degli yuppies rampanti, dell’alta finanza e dell’edonismo sfrenato tipico di quel decennio. Oggi è divenuta la città del coprifuoco, delle multe ai fidanzatini che si baciano per strada perché non rispettano il distanziamento sociale1, degli spacciatori immigrati clandestini che impestano i parchi pubblici… La città che tradizionalmente vive del terziario oggi, per decisione dei suoi stessi amministratori locali, lascia che muoiano le sue stesse attività del terziario per colpa di un virus la cui effettiva pericolosità viene costantemente messa in discussione dai freddi numeri.

Qualche giorno fa, in data 10 ottobre, così scriveva l’ANSA: “Continuano a crescere i contagi da coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore i positivi sono aumentati di 5.724 (ieri erano stati 5,372), con 29 morti (ieri 28). Lo si apprende dai dati del Ministero della Salute. I tamponi sono stati 133.084, nuovo record (ieri 129.471). Tra le regioni la Lombardia registra 1.140 nuovi positivi, la Campania 664. I casi totali sono ora 349.494, i morti 36.140. Tra le Regioni dopo Lombardia e Campania per numero di nuovi positivi trovati figurano il Veneto con 561, la Toscana con 548, il Piemonte con 499. Il Lazio ne ha 384, l’Emilia Romagna 383. I ricoverati con sintomi in tutto il Paese aumentano di 250 unità in 24 ore, portando il totale a 4.336, mentre i pazienti in terapia intensiva sono appena 3 in più in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, arrivando a 3902. I toni usati sono a dir poco allarmistici. Ma andiamo a vedere cosa succedeva al culmine della pandemia. Nella tabella sottostante sono riportati i dati relativi al 28 marzo:

Calcoliamo le differenze tra le giornate del 10/10 e del 28/03:

  • Nuovi casi 5.724 contro 5.974
  • Ricoverati in Terapia Intensiva 390 contro 3.856 (-89,8%)
  • Morti 29 contro 889 (-96,7%)
  • Tamponi 133.084 (record) contro 35.447 (+275%)

Che cosa si può dedurre logicamente da questi numeri? Di primo acchito, si potrebbe suggerire che, sì, il virus è ancora in giro, ma è molto meno virulento della scorsa primavera, si propaga più difficilmente che in passato tanto che occorre aumentare considerevolmente il numero di tamponi per trovare lo stesso numero di contagiati rispetto al periodo più critico, e lascia meno strascichi sulla popolazione come dimostra il drastico calo delle persone ricoverate in Terapia Intensiva e soprattutto dei deceduti. In altre parole, viene da pensare che avesse pienamente ragione l’esimio dottore di fama internazionale Giulio Tarro quando mesi fa sosteneva che, qualora il virus si fosse ripresentato in autunno, la maggior parte degli italiani ne sarebbe stato immune3. Questi non paiono affatto numeri da emergenza, non certo tali da dover portare ad un coprifuoco che può mettere in ginocchio l’economia della nazione. Men che meno sono numeri che debbano portare ad una sospensione del diritto dei cittadini a farsi curare4 dal momento che, dandosi la priorità al COVID, oggi tutte le altre patologie sono sistematicamente trascurate. Ma non si muore di solo di COVID; si continua a morire principalmente di altro. Ad esempio, sono quasi 500 gli italiani che ogni giorno muoiono di cancro5. Ma nessuno parla di un’emergenza cancro; solo di COVID. E di conseguenza gli ospedali sono ritornati ad essere intasati di malati di COVID, che però sono in massima parte asintomatici. Cosa sono mai questi asintomatici di cui tanto si parla? Stando al professor Giorgio Palù6, il mentore del tanto decantato Crisanti (che però secondo lo stesso Palù non sarebbe qualificato ad apparire in continuazione in TV a pontificare di virus in quanto non virologo ma entomologo7), gli asintomatici sono fondamentalmente persone non malate e non contagiose8.

Eppure, pur in un contesto di malati per lo più asintomatici, Fontana decreta il coprifuoco… Non si può non rimarcare l’insipienza politica del personaggio. Di fatto, il coprifuoco c’era già. Lo aveva istituito – seppur non formalmente – Conte coi suoi DPCM. Nel momento in cui stabilisci che ogni esercizio pubblico debba abbassare le serrande ad un orario anticipato rispetto al solito, che a partire dalle 21:00 sia fatto divieto di servire le persone che non siano sedute ai tavoli, e che non ci si possa più intrattenere con gli amici davanti ai locali dopo la loro chiusura, ecco che di fatto hai già istituito un coprifuoco perché comunque neghi in concreto alla gente la possibilità di tirare tardi come era solita fare, a meno che uno non si limiti a girovagare tutta la notte in macchina come una trottola senza una destinazione precisa. Solo da un punto formale quello decretato da Conte non è un coprifuoco; forse non sarebbe tecnicamente appropriato chiamarlo così; ma di fatto quello è un coprifuoco.

Conte è esecrabile per mille motivi, ma gli va riconosciuto una certa scaltrezza. Non è uno stupido, anzi è un bel volpone. Conte sa di non poter più attuare un lockdown come quello della scorsa primavera, perché sa che la situazione è critica e prossima al punto di rottura. In altre parole, non ci sono più soldi e gli italiani sono sempre più incazzati. E che cosa fa? Per alcuni giorni, paventa, anzi minaccia misure draconiane, come coprifuoco, violazione di domicilio da parte delle autorità in caso di eccessivi assembramenti, limitazioni forsennate a destra e manca, ecc… Così spaventa tutti e i ristoranti si svuotano. Poi va in televisione e dice: “ma no, sapete che c’è? Alla fine non abbiamo bisogno di tutto questo. Anzi, vi dico un’altra cosa: il MES non ci serve. Dovrei aumentarvi le tasse se lo prendessimo e non è il caso. Però, se gli amministratori locali volessero mettere di propria iniziativa delle misure più stringenti, non hanno che da chiedere”. Eccolo là! Lo sapevo. Quando ho sentito pronunciare da Conte queste ultime parole, mi sono messo le mani nei capelli: “No, non sarà che quell’allocco di Fontana abbocchi e vada a chiedere in ginocchio a Conte di fare il coprifuoco in Lombardia?”. Come volevasi dimostrare! Chi è il primo che va da Conte a chiedere di poter mettere il coprifuoco? Fontana, of course.

Così sarà il governatore leghista salviniano a passare alla storia come colui che ha messo il coprifuoco, non Conte, per quanto già le prime disposizioni di quest’ultimo fossero in tutto e per tutto simili a quelle di un coprifuoco. Conte ha salvato le apparenze. Volgarmente parlando, si è parato il culo. Aveva bisogno di qualcuno sufficientemente improvvido, per non dire peggio, che non mangiasse la foglia e che si facesse avanti per prendersi le sue, di colpe. Fontana, e di riflesso Salvini, non più Conte ed il PD, saranno incolpati in futuro quando le cose andranno male. Nessuno si ricorderà più di come il governo Conte abbia sprecato un’intera estate senza prendere provvedimenti concreti in vista della famigerata seconda ondata, se non acquistando a prezzi folli cineseria da quattro soldi spacciati come banchi a rotelle per le scuole. Tutti invece si ricorderanno del coprifuoco di Fontana, uomo della Lega, quindi di Salvini, e di come la sua iniziale richiesta abbia dato il là a tutta un’altra serie di misure restrittive da parte delle altre regioni amministrate dalla destra sovranista. In questo modo, tutti assoceranno la destra sovranista agli insuccessi nella gestione della cosiddetta seconda ondata, benché il governo centrale finora non abbia fatto altro che scaricare in maniera finto-paternalistica le responsabilità dei contagi sugli italiani, non avendo esso preso alcuna misura concretamente efficace. Ho persino il sospetto, a questo punto, che il diniego di Conte di utilizzare il MES fosse solo un espediente per stanare la preda: in altre parole, fingo di non voler più il MES, mi prendo gli insulti dei miei alleati di governo, lascio che l’opposizione gongoli per quello che ritengono una loro vittoria di prestigio, ma già predispongo la trappola per circuire il mio obiettivo.

Certo che Fontana non ha resistito neppure 24 ore… L’hanno messo subito nel sacco! D’altronde, il personaggio non ha mai dato dimostrazione di brillantezza mentale. Sin da subito, è stato attaccato per la gestione maldestra dell’emergenza COVID. Fece persino sorridere quando apparve trafelato in una diretta Facebook con la mascherina tutta di traverso, perché aveva paura di aver contratto il virus, essendosi trovata positiva una sua collaboratrice9. Venne subito subissato di critiche dalla sinistra. Ma quelli erano ancora i tempi degli hashtag #abbracciamouncinese, #milanononsiferma, e i virologi alla Burioni andavano in TV a rassicurare che tutto era sotto controllo. Infatti…

Personalmente, non credo nella sua malafede. Forse in altri tempi Fontana avrebbe avuto la possibilità di diventare anche un discreto amministratore. Ma da quando è iniziata l’emergenza COVID non ne ha azzeccata una. Prima di tutto, è stato attaccato per l’alto tasso di mortalità che il virus manifestava in Lombardia. In effetti, pareva che in Lombardia si morisse di coronavirus più facilmente che altrove, come se la sanità locale non fosse in grado di curare i pazienti nella maniera adeguata. In seguito, fu aspramente criticato per l’ospedale costruito in fretta e furia all’ex Fiera di Milano, divenuto presto – secondo i suoi detrattori – una cattedrale del deserto, inutile e dispendiosa. Fontana avrebbe potuto facilmente controbattere a queste accuse. Prima di tutto, relativamente all’ospedale dell’ex Fiera, avrebbe potuto specificare semplicemente che questo è stato allestito grazie a donazioni private, sicché non è costato nulla o quasi alla sanità pubblica. Ma soprattutto avrebbe dovuto ricordare come i molti, troppi morti che si sono avuto all’inizio della pandemia siano stati colpa dei protocolli di cura rivelatisi in seguito sbagliati. Infatti, come si è scoperto solo successivamente, il COVID non causa delle vere e proprie polmoniti interstiziali, ma delle micro-embolie. Quindi i protocolli con cui inizialmente erano stati curati i pazienti si sono rivelati il classico rimedio peggiore del male10. Intubare i pazienti era proprio ciò che non si doveva fare. E lo si è fatto per troppo tempo perché inizialmente si erano voluto seguire le disposizioni dell’OMS, palesemente errate. Le cose sono andate a migliorare solo dopo che si erano incominciate a fare, da parte di medici di quello stesso sistema sanitario messo sotto accusa, le prime autopsie sui corpi dei deceduti che hanno dimostrato come i protocolli inizialmente seguiti fossero completamente sbagliati. E se le autopsie sono state fatte in ritardo, questo lo si deve principalmente ad una circolare del ministro Speranza che sconsigliava, quasi vietava, di fare le autopsie sui corpi dei deceduti11.

Sarebbe stato così facile mettere in ginocchio il palesemente inadatto ministro della salute Speranza! Sarebbe stato sufficiente ricordare come da che mondo è mondo l’anatomia patologica sia alla base di ogni razionale conoscenza delle forme morbose e della loro possibile terapia. Un ministro della salute che ignora questa semplice verità e che sconsiglia in piena pandemia di fare ricorso a questo fondamentale strumento è per definizione indegno di ricoprire questo ruolo. In ultima istanza, Speranza deve essere ritenuto come il vero colpevole dello spreco di denaro, anche se privato e non pubblico, dell’ospedale dell’ex Fiera di Milano. E mi chiedo pure se forse non abbia sulla coscienza anche la morte di tanti innocenti che potevano essere curati più tempestivamente se solo non ci fosse stato questo ritardo nel far fare le dovute autopsie. Eppure è stato Fontana a passare per colpevole, pur non essendolo concretamente.

Un’altra cosa che Fontana avrebbe potuto fare, anzi che aveva il dovere di fare, era di rendere nota la seguente tabella:

Come è possibile che nella ragione Campania, amministrata dallo sceriffo De Luca, la sanità locale possa spendere per ogni contagiato di COVID quasi 15 volte più della Lombardia? Che la versione campana del COVID sia più virulenta di quella lombarda, e pertanto necessitante di spese sanitarie superiori? Eppure mi ricordo bene di come alcuni governatori delle regioni del Sud, agli inizi di marzo, implorassero i propri concittadini che lavoravano in Lombardia di non fare ritorno a casa per non portare con sé il virus lombardo12

Battute a parte, è grave come Fontana abbia sin dall’inizio rinunciato alla possibilità di difendere se stesso e la regione da lui amministrata. A tutti coloro che su Twitter negli ultimi mesi hanno rilanciato l’hashtag #commissariatelalombardia poteva anche ricordare un altro dato di non trascurabile rilevanza:

Ogni anno sono 165.000 gli italiani di altre regioni che vanno in Lombardia a farsi curare. Chissà quante sono quelle persone che, pur continuando a rilanciare questo hashtag, hanno o hanno avuto parenti o amici che si sono dovuti recare nella regione che vorrebbero fosse commissariata perché non in grado di ricevere visite specialistiche di pari livello nella loro regione di residenza? Ricordarlo sarebbe stato doveroso: è un modo per salvaguardare il proprio buon nome ma soprattutto quello di quei cittadini che con i soldi delle proprie tasse (oltre 50 miliardi di euro di residuo fiscale a loro sfavore ogni anno13) mantengono in vita un sistema sanitario e di servizi di cui usufruisce tutta la comunità nazionale.

E poi c’è l’imbarazzante vicenda dei camici commissionati alla ditta di abbigliamento del cognato, alla quale si è cercato di mettere una pezza in una maniera a dir poco ingenua e maldestra. Tutto questo, paradossalmente, testimonia della buona fede di Fontana. Nessun gaglioffo, infatti, se realmente desideroso di frodare le casse pubbliche, farebbe mai quello che ha fatto Fontana, ossia tentare di risarcire di tasca propria il cognato per il mancato guadagno, attraverso un bonifico di 250.000 euro da un proprio conto estero, senza causale, non ottenendo altro risultato che quello di farsi segnalare all’Antiriciclaggio di Bankitalia14. A nessuno che fosse veramente disonesto passerebbe mai per l’anticamera del cervello di far diventare di dominio pubblico l’esistenza di propri conti occulti all’estero, per quanto scudati a norma di legge. Men che meno lo farebbe un politico truffaldino, col rischio di vedersi la carriera politica stroncata pur in mancanza di un reato concreto. Fontana non è un dunque disonesto, non ha secondo fini inconfessabili. E’ solamente uno sprovveduto. E questo è forse ancora più grave perché lo rende totalmente inadatto alla guida della Lombardia, la regione traino dell’economia italiana.

Fontana è una sorta di Hunter Biden nostrano. Non che lo si accusi – per fortuna – delle nefandezze di cui il figlio del candidato democratico pare essersi macchiato. Ma così come il figlio di Sleepy Joe è l’anello debole dei dems che, giustamente, il team di Trump vuole colpire per debellare il nemico a suon di scandali, così Fontana appare come l’anello debole di tutta l’opposizione italiana (invero a molti non sembra neanche un’opposizione): è cioè come il cucciolo di antilope, malato e zoppicante, che le belve della savana individuano come preda prediletta, perché più facile da ghermire, tanto debole che persino i suoi simili, neppure la madre, si sentano in dovere di difendere dai predatori. Non è che selezione darwiniana.

La decisione di Fontana di procedere a questo coprifuoco regionale rischia di non essere senza gravi conseguenze: non tanto dal punto di vista economico-sociale, quanto di quello politico. Altrove, la linea dura anti-COVID sposata da alcuni governatori, trasformatisi in sceriffi, pare aver dato ottimi risultati a livello di consenso elettorale; almeno questo è quello che pare di evincersi stando a quanto emerso dalle ultime elezioni regionali in Campania ed in Puglia. Ma – col dovuto rispetto – non si possono comparare queste due regioni del Sud, tra le più povere in Europa, con la locomotiva economica di Italia. E poi, si sa, c’è pure una certa percentuale di italiani favorevole ad un nuovo lockdown per motivi sanitari. Ma mi chiedo: che lavoro fanno costoro? Perché se sei un ristoratore, un cuoco, un cameriere, un operatore del settore turistico, un commerciante al dettaglio, anche una semplice commessa in un negozio, di sicuro non vorrai che vi sia un altro lockdown, soprattutto se i numeri dei contagi e dei decessi sono questi (cioè grandemente inferiori, facendo le opportune comparazioni, con quelli della scorsa primavera). Sono tutte persone queste che hanno perso decine o centinaia di migliaia di euro nello scorso lockdown e non sono più in grado di sopportarne un altro. Un’altra chiusura generalizzata per loro e per le loro attività sarebbe la fine. Punto.

Chi sono mai coloro che si dicono favorevoli ad un nuovo lockdown? Non saranno mica impiegati del settore pubblico per i quali lo smartworking è una manna da cielo e che comunque lo stipendio a fine mese lo prendono sempre, che lavorino o meno? Perché forse è il caso di ricordare a queste persone che, non avendo più l’Italia una banca centrale che funga da prestatore di ultima istanza, i soldi con cui lo Stato paga questo loro stipendio sono in ultima istanza i soldi delle tasse di quelle altre persone che devono andare a lavorare, perché altrimenti lo stipendio non lo prendono perché non è lo Stato a pagarglielo, e per le quali un nuovo lockdown sarebbe catastrofico. Ma lo sarà anche per i primi, perché se i redditi privati crollano, perché chiudono le attività private, crolla anche il gettito fiscale. E nel momento in cui la BCE dovesse chiudere la stampante e non acquistare più titoli di stato italiano (cosa che potrebbe avvenire da un momento all’altro fino a prova contraria), lo Stato da cui finora hanno preso regolarmente lo stipendio dovrà iniziare a prendere misure draconiane anche se non soprattutto nei loro confronti, vale a dire licenziamenti di massa nel settore pubblico e tagli su pensioni e redditi degli impiegati statali. Questo per dire che si è tutti sulla stessa barca, anche se non se ne ha percezione.

Ecco perché Fontana, anche se non se ne rende conto, ha gravi responsabilità. La Lombardia è per antonomasia la regione in cui l’economia si basa su uno sviluppato spirito di imprenditorialità da parte dei suoi privati cittadini. Anzi, i suoi abitanti sono stimati in tutto il mondo proprio per questo. Sarò diretto a costo di essere brutale: in Puglia e Campania vi può essere una certa fetta della popolazione che, per i motivi sopraesposti, cioè perché campa di lavoro pubblico, può persino compiacersi di un nuovo lockdown, al netto del fatto che chi lavora in nero potrebbe trovarsi dall’oggi al domani sprovvisto di reddito (del resto, se si lavora in nero non si pagano le tasse, e quindi non si dovrebbe avere diritto ad alcuna tutela sindacale). Ma in Lombardia non funziona così. E l’aver preso questa decisione del coprifuoco può costare molto caro alla Lega in termini di consenso elettorale.

La Lombardia non è il Veneto dove il consenso di Zaia è a dir poco plebiscitario. Per quanto apertamente di destra e conservatrice, la Lombardia presenta al suo interno delle isole rosse, come le grandi città. Milano, Bergamo e Brescia sono tutte a guida PD. Anche città più piccole ma comunque piuttosto grandi e popolose per gli standard italiani sono governate dalla sinistra. Fondamentalmente è la provincia, anche per motivi di immigrazione dal meridione, ad essere più conservatrice e quindi filoleghista. Se la si perde perché si commette una qualche cazzata, si rischia veramente di ritrovarsi la regione governata in un prossimo futuro dal PD. Ma ci pensate? La Lombardia “rossa” come la Toscana o l’Emilia-Romagna?

Se la destra riuscisse nella sciagurata impresa di perdere la Lombardia a favore della sinistra, il PD diverrebbe inarrestabile a livello nazionale. Non sarebbe solo uno smacco politico di portata colossale. Il PD metterebbe le mani sull’economia più prospera della nazione. E conoscendo quando vendicativi potrebbero diventare i sinistri, ci sarebbe da temere per il peggio. Non solo la Lombardia potrebbe essere invasa, già più di quanto non sia adesso, da orde di immigrati clandestini che la nuova ipotetica amministrazione a guida PD potrebbe raccattare da tutta Italia. Conoscendo come governano i sinistri, c’è da temere per la stessa prosperità economica della regione. Per farsi un’idea, basti guardare ciò che succede in America: gli stati più poveri sono sempre e comunque quelli a guida democratica. Città una volta floride sono divenute cloache a cielo aperto, come la città di San Francisco, una volta tra le più belle e ridenti al mondo, dove interi quartieri sono sprofondati in un tale stato di degrado e sporcizia che è ritornata a fare capolino persino la peste bubbonica15.

Ma essendo la Lombardia la locomotiva economica d’Italia, quello che succede in Lombardia non può rimanere senza conseguenze anche nel resto di Italia. In questo senso si potrebbe dire che la Lombardia sia realmente il fronte del Piave delle forze patriottiche e va difesa per il bene di tutti. Conte ha appena giurato e spergiurato che non richiederà il MES, cosa che gli ha attirato gli strali di quelli che in teoria sorreggono il suo governo. Ma sarà vero? Del personaggio c’è poco da fidarsi, mellifluo come è. Ha appena chiesto al rapper Fedez ed alla sua compagna Chiara Ferragni di prestarsi come testimoni per incentivare l’uso delle mascherine da parte dei giovani italiani16. Dite quello che volete, ma io non mi fido di uno che va chiedere aiuto ad un altro così:

Resta il fatto che ci converrà sperare in Trump. Se Trump dovesse vincere in maniera netta le prossime elezioni americane, le cose potrebbero decisamente migliorare e le succitate considerazioni lascerebbero il tempo che trovano. Infatti lo scandalo Obamagate diverrebbe dirompente e politici come Renzi e Gentiloni finirebbero sulla graticola. Sarebbe forse la fine per la sinistra sorosiana in Italia. Diversamente, le cose si farebbero assai difficili per l’Italia. C’è da aspettarsi che in caso di sconfitta di Trump i sinistri passino al contrattacco scatenando i vari palamara nel trovare un seppur minima falla nella regione Lombardia. I media farebbero da cassa di risonanza. Il governatore Fontana verrebbe letteralmente massacrato e conoscendo la sua pavidità, andrebbe nel panico e finirebbe col prendere ulteriori decisioni sbagliate. Alla fine, si andrebbe ad elezioni anticipate in Lombardia, ed il linciaggio mediatico ai danni della Lega unito alla perdita di credibilità dovuta a queste fin troppo stringenti misure anti-COVID potrebbero portare ad un’incredibile affermazione del PD. Il che significa, tra le altre cose, anche MES assicurato, malgrado gli attuali proclami di Conte.

Posso anche capire Fontana: è spaventato dalla possibilità di essere ancora una volta travolto dagli eventi, come era capitato a febbraio/marzo quando andò letteralmente nel pallone. Certamente deve fronteggiare una concorrenza interna cospicua. Immagino che le amministrazioni comunali a guida PD gli stiano costantemente sul collo e gli prospettino le peggiori conseguenze. Fontana vuole solo evitare di finire ancora una volta nell’occhio del ciclone. È umanamente comprensibile che abbia paura. Ma questo non è certo il momento per dimostrarsi pavidi e titubanti. Il momento è topico. Per il bene di tutti gli italiani, non si può desistere. Questo è il frangente in cui occorre mostrare il proprio genio: fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione. Purtroppo è evidente che Fontana non disponga di queste qualità. Sarebbe quanto mai opportuno che si faccia da parte. O quanto meno che qualcuno che gli sta affianco glielo faccia capire.

Speriamo che Dio ce la mandi buona.

1 https://www.ilgiornale.it/news/milano/milano-galeotto-fu-bacio-400-euro-multa-1896796.html

2 https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/10/10/covid-contagi-ancora-su-5.724-i-morti-sono-29-in-24-ore_156e2201-bcfb-41ec-87f8-8a89d00a886c.html

3 http://www.meteoweb.eu/2020/07/coronavirus-virologo-giulio-tarro-sars-mers-autunno-naturalmente-immunizzati/1452262/

4 https://www.maurizioblondet.it/ci-hanno-tolto-il-sistema-sanitario/

5 https://www.repubblica.it/oncologia/news/2019/09/23/news/ogni_giorno_485_persone_muoiono_per_tumore-236749530/

6 https://giorgiopalu.wordpress.com/curriculum-vitae/

7 https://www.iltempo.it/attualita/2020/10/17/video/crisanti-non-e-un-virologo-esperto-zanzare-giorgio-palu–24914292/

8 https://www.affaritaliani.it/coronavirus/palupotremmo-tornare-alla-quasi-normalita-c-e-un-modo-per-abbassare-la-curva-701095.html?refresh_ce

9 https://www.ilgiornale.it/news/politica/fontana-mascherina-ora-diventa-caso-politico-1833059.html

10 https://www.dailymail.co.uk/news/article-8856931/Coronavirus-UK-Rush-patients-ventilators-wave-RAISED-death-rate.html?ito=push-notification&ci=42342&si=15091539

11 https://www.ilgiornale.it/news/politica/cura-grazie-autopsie-ministero-sconsiglia-1865742.html

12 https://www.lacnews24.it/italia-mondo/presidente-emiliano-puglia-fermatevi-tornate-indietro_112243/

13 https://www.panorama.it/economia/tasse/residuo-fiscale-lombardia-tasse-sud

14 https://www.ilmessaggero.it/politica/fontana_scudo_fiscale_ultime_notizie_camici_bonifico_svizzera_cognato-5368255.html

15 https://newrightnetwork.com/2019/06/leftist-policies-bubonic-plague.html/

16 https://www.corriere.it/moda/20_ottobre_19/apello-fedez-ferragni-il-presidente-conte-ci-ha-chiesto-aiutarlo-sensibilizzare-giovani-mascherina-e32605e8-1227-11eb-9ff9-df76cb96fbac.shtml