L’ambasciatore di una qualsiasi nazione non è solo un rappresentante diplomatico di alto livello del proprio paese in uno stato straniero o un’organizzazione internazionale, non è semplicemente un portavoce del governo del proprio paese e dei suoi interessi, è anche obbligato ad agire in linea con il suo status di diplomatico. Come rappresentante di una nazione, un ambasciatore è strettamente associato alla propria patria agli occhi degli stranieri. La condotta di un ambasciatore costituisce l’impressione del loro paese e dei suoi cittadini, determinando il loro livello di prestigio.
Negli ultimi anni, i media internazionali hanno condiviso innumerevoli storie sugli ambasciatori americani, questi purtroppo non sono generalmente elogiati per le loro azioni umanitarie. Sono piuttosto conosciuti per la loro vera natura aggressiva, che nessuno può nascondere.
Oggi, diverse circostanze contribuiscono al crescente malcontento in molte parti del mondo non solo con la politica estera di Washington, ma anche con gli ambasciatori americani. La ragione principale di ciò è il loro palese disprezzo per i cittadini nel paese in cui prestano servizio, unita alla loro arroganza e riluttanza a tenere conto delle norme internazionali di condotta, comprese quelle dell’etichetta diplomatica.

In Corea del Sud, anche tra i sostenitori del presidente Moon Jae-in, l’ambasciatore americano Harry Harris è recentemente diventato bersaglio di un feroce odio. Come riferiscono i media giapponesi, dal 12 dicembre 2019 si sono tenuti raduni quotidiani contro l’ambasciatore americano vicino all’ambasciata americana in Corea, i partecipanti lo hanno paragonato a un “governatore di una colonia giapponese”. Membri di partiti politici e alcune organizzazioni hanno preso parte a raduni dove sono arrivati persino a organizzare eventi eccessivamente estremi, ad esempio hanno decapitato un pupazzo imbottito con le sembianze dell’ambasciatore o hanno bruciato la sua immagine e inneggiato alla tortura “con le bacchette”. Secondo i giornalisti, l’ambasciatore Harris persegue fedelmente la politica del suo paese con la semplicità tipica di un ex membro delle forze armate. Questa è probabilmente la causa dell’antipatia che la classe politica sudcoreana prova per lui, così scrive il quotidiano giapponese JB Press.

Da mesi ormai il governo e la popolazione tedesca esprimono apertamente la loro disapprovazione per le azioni dell’ambasciatore americano in Germania, Richard Grenell. Secondo la rivista Spiegel, è stato politicamente isolato dall’élite al potere della Germania dall’inizio del 2019.
Nel gennaio 2019, il sito tedesco di notizie Bild ha pubblicato alcuni estratti delle famigerate lettere dell’ambasciatore Richard Grenell, in cui ha apertamente minacciato alcune società tedesche con sanzioni per la loro partecipazione alla costruzione del gasdotto Nord Stream 2, chiedendo che la Germania si ritirasse dal progetto. Questa ingerenza negli affari del paese è stata considerata inaccettabile dal Ministero degli Esteri tedesco. Wolfgang Kubicki, vicepresidente del Bundestag, ha invitato il ministro degli Esteri ad espellere Grenell a causa della sua ingerenza negli “affari politici della Germania sovrana”. Il 6 giugno 2019 Grennell è stato invitato al Ministero degli Esteri tedesco per una conferenza a porte chiuse dove gli veniva spiegata cosa comportava la sua condotta. La sua espulsione fu ancora una volta richiesta apertamente dal Bundestag, in particolare dalla leader della fazione di sinistra Sahra Wagenknecht. Oltraggiata dall’ambasciatore Grenell, che pubblicamente sostiene le forze conservatrici in Europa, questo è stato percepito come una intromissione nella vita politica della Germania.
Ad agosto, ancora una volta, l’ambasciatore Grenell si è trovato al centro di un altro scandalo dopo aver trasmesso e condiviso la sua interpretazione personale di un’altra dichiarazione “anti-tedesca” del presidente americano.
Dopo che Washington aveva imposto ampie sanzioni contro il gasdotto Nord Stream 2, l’ambasciatore Grenell ha dovuto affrontare un’altra ondata di indignazione il 22 dicembre, quando ha dichiarato ai media tedeschi che tali sanzioni sarebbero state adottate nell’interesse dell’Europa e in risposta alle richieste europee. Nel frattempo, l’ambasciatore ha completamente ignorato la dichiarazione ufficiale del governo tedesco secondo cui le nuove sanzioni statunitensi contro Nord Stream 2 e i gasdotti turchi rappresentano un’inaccettabile intrusione negli affari europei.

Perfino la Georgia, che sta cercando di dimostrare il proprio impegno nei confronti degli Stati Uniti, ha criticato la non democratica ambasciatrice americana. L’ex ministro della Georgia per la risoluzione dei conflitti e il famoso regista Georgi Khaindrava hanno invitato i politici occidentali a trattare la Georgia con il massimo rispetto. Hanno anche consigliato vivamente gli occidentali di affrontare i loro problemi nazionali interni prima di pensare al percorso della democrazia georgiana. Hanno sottolineato in particolare che: “La comunità internazionale deve rispettare qualsiasi nazione, indipendentemente dalle sue dimensioni. Alcune ambasciate qui non difendono gli interessi dei paesi che rappresentano in Georgia, ad esempio l’inviata degli Stati Uniti in Georgia, Elizabeth Rood. “

Gli Stati Uniti sono stati costretti a richiamare il loro ambasciatore in Zambia Daniel Foote il 23 dicembre, perché la nazione sudafricana si rifiutava di continuare a lavorare con lui a causa della sua difesa marcatamente attiva dei membri della comunità LGBT. Il ministro degli Esteri dello Zambia, Joseph Malanji, ha affermato che queste azioni equivalgono a un attacco alla costituzione del paese e sono state considerate “interferenze negli affari interni dello Zambia”. Già in precedenza il presidente dello Zambia Edgar Lungu aveva dichiarato che i cittadini del paese non avrebbero fatto concessioni sull’omosessualità nemmeno in cambio di aiuti umanitari: “Se questo è il modo in cui ci desiderate aiutare, temo che l’Occidente dovrebbe lasciarci in povertà. Lotteremo e sopravviveremo come una volta “.

La critica sugli ambasciatori statunitensi è diffusa anche all’interno degli stessi Stati Uniti. Per esempio in un’intervista al New York magazine dell’8 dicembre, l’avvocato personale di Trump Rudy Giuliani, ha criticato il sistema di lobbismo politico usato per nominare gli ambasciatori statunitensi. Ha detto che, per esempio, l’investitore George Soros ha usato i servizi dell’FBI per nominare quattro ambasciatori statunitensi in Ucraina.
Questi esempi dimostrano come si arriva alla mancanza di disciplina da parte di numerosi ambasciatori statunitensi, questo contribuisce a creare una percezione piuttosto negativa delle “face of Washington”. Di conseguenza, considerando la tanto criticata politica estera degli Stati Uniti, ecco come continua ad aumentare l’avversione per gli Stati Uniti stessi.

Vladimir Platov, Middle East expert, exclusively for the online magazine “New Eastern Outlook.” Link articolo originale https://journal-neo.org/2020/01/10/the-well-deserved-love-for-us-ambassadors-around-the-world/