By PAUL C. F.

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Osservazione preliminare: L’obbiettivo di un’unità di crisi è di riconoscere un pericolo eccezionale e di contrastarlo finché non si è ritornati ad una situazione di normalità. Una situazione di normalità non può essere definita una crisi.

Riassunto dei risultati dell’analisi

1. Per la gestione delle crisi in passato (nonostante i miglioramenti apportati alle istituzioni) non sono stati istituiti strumenti adeguati per l’analisi e la valutazione dei pericoli. I rapporti di gestione, in cui tutte le informazioni pertinenti alle decisioni dovrebbero essere sintetizzate, affrontano solo una piccola parte dei possibili pericoli nell’attuale crisi. Sulla base di informazioni incomplete e inappropriate, una valutazione corretta della situazione non è possibile. Non esiste una pianificazione delle misure adeguata ed efficace per la valutazione del rischio. Il deficit metodologico interessa ogni livello istituzionale fino a quelli superiori. Finora, la politica ha avuto una possibilità notevolmente ridotta di prendere decisioni effettivamente corrette

2. Gli effetti osservabili e l’impatto del COVID-19 forniscono prove sufficienti riconoscere che – in termini di effetti sulla salute della società nel suo insieme – si è trattato di poco più che un falso allarme. Il nuovo virus probabilmente non è mai stato un pericolo per la popolazione (il dato comparativo è il solito tasso di mortalità in Germania). Dal punto di vista statistico, le persone che quest’anno sono morte è perché erano in sostanza alla fine della loro vita ​​e il loro corpo indebolito non era in grado di difendersi dagli attacchi quotidiani di organismi patogeni (compresi i circa 150 virus attualmente in circolazione). La pericolosità di Covid-19 è stata sopravvalutata. (In tutto il mondo, in un trimestre 250.000 morti con Covid-19, rispetto a 1,5 milioni di morti durante l’ondata di influenza 2017/18). Il pericolo ovviamente non è maggiore di quello di molti altri virus. Abbiamo probabilmente a che fare con un falso allarme globale che non è stato riconosciuto per molto tempo. Questo risultato dell’analisi è stato verificato dall’unità di crisi 4 per plausibilità scientifica e non contraddice sostanzialmente i dati e le valutazioni dei rischi presentate dal Robert Koch Institut.

3. Esiste un motivo importante per cui il presunto falso allarme è rimasto inosservato per settimane: l’attuale quadro d’azione dell’unità di crisi per la gestione delle pandemie, non contiene strumenti di rilevamento adeguati che disattiva automaticamente un allarme e avvia l’immediata cessazione delle misure non appena un avviso di pandemia si rivelasse un falso allarme. Soprattutto nel caso in cui il danno collaterale prevedibile – e in particolare per la vita umana – minaccia di diventare più grande del potenziale danno causato dall’epidemia.

4. Il danno collaterale è divenuto superiore al beneficio riconoscibile. Quella constatazione non è una parificazione tra danno materiale e perdite di vite umane! Solo un confronto tra i decessi causati finora dal virus e morti attraverso le misure di protezione imposte dallo Stato (entrambe senza una base dati sicura) dimostrano questa conclusioni. Di seguito è riportata la raccolta di danni collaterali alla salute (compresi i decessi), revisionati scientificamente per plausibilità.

5. Il danno collaterale (completamente inutile) causato dalla crisi del Coronavirus è diventato gigantesco. Una gran parte di questo danno diventerà evidente solo medio e nel lungo termine. Questi danni non possono più essere evitati, ma solo limitati.

6. Le infrastrutture critiche sono necessarie alla sopravvivenza della società. Queste, in seguito alle misure di protezione imposte, non sono più garantite dalla sicurezza degli approvvigionamenti, (che ad es. nelle situazioni stressanti future possono precipitare). La resilienza di un sistema altamente complesso e fortemente interdipendente è diminuita. La nostra società vive da ora in poi una maggiore vulnerabilità e maggiori rischi di crollo delle infrastrutture vitali. Ciò può avere conseguenze fatali per le nostre infrastrutture critiche già indebolite se una pandemia veramente pericolosa o un’altra minaccia dovessero presentarsi. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha sollevato la questione quattro settimane fa. Guterres ha dichiarato (secondo un rapporto quotidiano del 10 aprile 2020): “Le debolezze e le carenze nei preparativi esposti da questa pandemia ci danno un’idea su come un attacco bio-terroristico potrebbe apparire – e [queste debolezze] potrebbero far aumentare i rischi. ”Secondo le nostre analisi, una grave carenza di Germania è la mancanza di un adeguato sistema di analisi e valutazione dei pericoli in situazioni di crisi (vedi sopra).

7. Le misure di protezione ordinate dallo stato, nonché le diverse iniziative e attività sociali, che hanno causato i danni collaterali non hanno più senso, ma sono ancora in gran parte ancora in vigore. Si raccomanda vivamente di eliminare queste norme nel più breve tempo possibile per evitare danni alla popolazione, in particolare morti supplementari non necessarie – al fine di stabilizzare la situazione potenzialmente precaria nelle infrastrutture critiche.

8. I deficit e i fallimenti nella gestione delle crisi hanno avuto come conseguenza di trasmettere l’impressione che lo Stato dia informazioni errate e che quindi sia creata molta disinformazione nei confronti della popolazione (lo Stato potrebbe essere accusato di essere uno dei maggiori produttori di fake news durante la crisi del Corona).

Da queste considerazioni risulta che:

a) Non c’è stato proporzionalità nelle interferenze nei diritti dei cittadini, perché lo stato non ha adeguatamente valutato le conseguenze. La Corte Costituzionale chiede un’adeguata considerazione delle misure da prendersi con le relative conseguenze negative (sentenza PSPP del 5 Maggio 2020).

b) Le relazioni dell’unita di crisi del ministero dell’Interno e della Sanità e le relazioni dello stato centrale ai Lander devono quindi immediatamente:

  • o svolgere un’adeguata analisi e valutazione dei pericoli.
  • o contenere un dipartimento aggiuntivo con dati significativi sul danno collaterale(vedi ad es. versioni nella versione lunga).
  • o Essere liberati da dati e informazioni superflui non necessari per il la valutazione del rischio in quanto complicano l’immagine generale.
  • o I dati chiave dovrebbero essere messi in primo piano.

c) Un’adeguata analisi e valutazione dei pericoli deve essere effettuata immediatamente, altrimenti lo stato potrebbe essere chiamato a rispondere per eventuali danni subiti.