“Il catastrofico indebolimento del mondo occidentale e di tutta la sua civiltà…, è soprattutto il risultato di una crisi storica, psicologica e morale di tutta quella cultura, di tutta una visione del mondo concepita all’epoca del Rinascimento, che ebbe la sua massima formulazione negli Illuministi del secolo XVIII». Solzenicyn, lettera ai capi dell’Unione Sovietica)”.
La Verità manifestata è amore. L’amore realizzato è bellezza. Il mio stesso amore è azione di Dio in me, e mia in Dio. Pavel A. Florenskij

Introduzione

Scrivere un saggio su Florenskij è difficile e semplice allo stesso modo. Difficile per la poliedricità del filosofo, facile perché parla col cuore di un bambino analizzando i fatti, le cose che lo circondano e scoprendo sempre nuovi punti ed aspetti da presentare al lettore. Questo è un pamphlet di domande, molte domande ma non di risposte! Vorrei cercare, per quel poco che ho potuto comprendere, tentare di analizzare le cose sacre con gli occhi di un bambino che si domanda tanti perché.

È straordinario come quest’uomo abbia potuto osservare il mondo, pur rinchiuso nel gulag delle Isole Solovke, incitando i propri figli a guardare il cielo, l’azzurro che ricorda nel colore il manto della Théotokos. L’analisi dei fatti, delle cose del mondo che lo circonda è sempre in una comunione intensa con Dio dal quale ricava un’emozione dolce che è rappresentata dalla finezza e dalla competenza dei suoi scritti.

Questo elaborato è volto alla comprensione di questo mistero del Bambino che il Padre descrive collegando la sua “Teodicea1” al testo “Non dimenticami”.

Le fonti dalle quali ho attinto sono quelle dei curatori più interessanti che hanno saputo andare nel profondo dell’anima di Florenskij2: il Prof. Natalino Valentini, il Prof. Ľubomír Žák, Elémire Zolla anche se non ho percorso il loro itinerario professionale, avendo studiato e lavorato per una multinazionale. Spero pertanto che mi perdonino per le ipotesi che andrò a formulare ed eventualmente mi correggano se porrò delle affermazioni un po’ rivoluzionarie.

Ritrovo in Florenskij qualcosa di profondamente giovanneo, poco legato alla legge mosaica e molto a quella dell’Amore agapico che è una costante nella sua ricerca.

Florenskij è stato, a mio avviso, l’annunciatore di una Nuova Era e le sue affermazioni sono valide per un Cristianesimo indiviso, sono ovverosia totalizzanti. Gli annunciatori rimangono nascosti finché non si apre la porta d’oro che contiene il tesoro delle loro pubblicazioni. Il lavoro realizzato qui in Italia dai soprannominati professori offre spunti considerevoli, ricchi di saggezza e capacità di penetrare il mistero. Da parte mia il mio è un limitatissimo contributo che probabilmente passerà sotto silenzio ma dopo aver letto gli scritti dell’autore ed essermi acquistato tutti i suoi testi ti accorgi che vi sono sempre dei nuovi aspetti da riscoprire, nuove angolazioni per capire la sostanza spirituale di un uomo eccezionale.

Florenskij, a mio avviso, non disgiunge il Cattolicesimo (purtroppo decadente grazie alla follia del Modernismo) dall’Ortodossia se non in alcune descrizioni liturgiche che incontriamo nel testo “Le porte regali” e nell’analisi sulla Sophia che ha creato sempre creato un po’ di subbuglio in casa Ortodossa essendo stata introdotta da Sergej Bulkagov del quale era amico.

Florenskij si interessò anche di matematica, arte, linguistica, fisica, semiologia, elettrotecnica, e mistica3. Ovunque posasse lo sguardo egli cercò sempre di penetrare il mistero, di analizzare le aporie, le contraddizioni ed i fatti sociali, morali e spirituali del mondo e pur sotto il regime di ferro del partito comunista dell’URSS del quale, portando tutto verso l’autodafé completa, ne profetizzò la fine:

“Confido che il nichilismo, quando sarà esaurito, mostrerà la propria incapacità, tutto il mondo sarà stanco e si risveglierà dall’odio. E allora, dopo che questa ignominia sarà fallita, i cuori e le menti, già rinnovati, si volgeranno verso l’idea russa, senza guardare indietro, affamati”.

Nel mondo russo, che deve essere considerato non come nazione ma come una Civiltà, le idee sia bolsceviche che cristiane ortodosse hanno sempre un aspetto fortemente messianico. Il fatto che il mondo russo sia una Civiltà, come quella sinica, come quella araba, quella turca, quella indiana e quella occidentale ci fa comprendere che effettivamente il mondo non è monopolare ma forzatamente dobbiamo ammetterne la sua multipolarietà. Alexandar Dugin nel suo testo sulla “Quarta teoria politica” sostiene questa tesi anche basandosi sulle analisi evoliane e guenoniane sulla Crisi e sulla Rivolta del mondo moderno.

Libri letti con attenzione e che nella loro analisi sul decadimento della società sono straordinariamente chiari, meno chiara è invece la soluzione di un recupero della Tradizione che rimane un’entità senza volto.

Sicuramente cogliendo ambedue i testi questo crollo della società occidentale, anticipato anche O. Spengler nel suo “Tramonto dell’Occidente” presuppongono la possibilità che l’anticristo possa manifestarsi in questi tempi pur senza entrare in concetti troppo millenaristi.

Solov’ëv4, altro tesoro donatoci dalla Russia Ortodossa, vide chiaramente come si sarebbe presentato l’Anticristo descrivendolo nei minimi particolari:

egli – dice Solov’ëv – sarà un «convinto spiritualista», un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo. Sarà, tra l’altro, anche un esperto esegeta: la sua cultura biblica gli propizierà addirittura una laurea «honoris causa» della facoltà di Tubinga. Soprattutto, si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare «con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza». Nei confronti di Cristo non avrà «un’ostilità di principio»; anzi ne apprezzerà l’altissimo insegnamento. Ma non potrà sopportarne – e perciò la censurerà – la sua assoluta «unicità»; e dunque non si rassegnerà ad ammettere e a proclamare che egli sia risorto e oggi vivo.

La descrizione dell’Anticristo ricorda molto la frase di Paolo VI relativa al fumo di Satana entrato nella chiesa e pertanto nella nostra epoca post-moderna.

L’idea agapica di Giovanni in Florenskij

“Il segreto dell’attività creativa sta nel conservare la giovinezza. Il segreto della genialità, nel conservare l’infanzia, la disposizione d’animo dell’infanzia per tutta la vita. È proprio questa disposizione che dà al genio una percezione obiettiva del mondo, non centripeta, una sorta di prospettiva rovesciata del mondo, e per questo motivo tale percezione è integrale e reale. La percezione illusoria del mondo, invece, per quanto splendente e chiara “possa essere, non sarà mai definita geniale. Infatti, l’essenza stessa della percezione geniale del mondo sta nella capacità di penetrare nel profondo delle cose, mentre l’essenza della percezione illusoria sta nel nascondere a sé stessi la realtà. Le figure più tipiche della genialità sono Mozart, Faraday e Puškin: essi sono bambini per la loro forma mentis, con tutti i pregi e i difetti che da ciò derivano.5

L’infanzia è la genialità assoluta e questa genialità ha in sé il Logos che permane conservato sulla terra dallo spirito giovanneo (Non vi lascerò soli – Giovanni 16:16-18). Questa percezione dinamica del mondo che crea costantemente è la vera ed unica aspirazione verso l’infinito, verso il simbolismo che lega l’uomo che non respinge il Logos. Essa ci rivela la Vita della Triunità e quest’ultima elimina l’indurimento della Legge che, come conosciamo, è fonte di maledizione (“Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi, come sta scritto: Maledetto chi pende dal legno.” (Galati 3, 13).

La Legge è un tempo, dove si è stata pedagogo per l’uomo per duemila anni ed anche questa obbedienza è servita a portare la giusta ed umile predisposizione all’accoglienza dell’Amore di Dio espresso negli unici due comandamenti di Cristo6. Questa processione verso la Divino-Umanità di Cristo si ha solo quando il cuore dell’uomo si è fatto Bambino.

Scrive Florenskij: «Se gli allievi ed i seguaci capissero a che cosa, in fin dei conti, sono ancorate le teorie dei maestri, a quali infantili intuizioni irrazionali, essi smetterebbero di jurare in verba magistri e invece cercherebbero di cogliere più profondamente il bambino geniale nascosto nella personalità di questi maestri7»

La salvezza non è un atto univoco, ma un atto collaborativo tra Dio e l’uomo e l’uomo e Dio. Cristo ristabilisce la libertà dell’amicizia in Abramo e rivela la libertà spirituale del nuovo Adamo.

Nella indagine su alcuni scritti di Pavel Florenskij in “Non dimenticatemi” il padre chiarisce il mistero del Bambino affermando che “il bambino …emana una sapienza straordinaria, e solo un uomo eccezionale può raggiungere da adulto questa sapienza, e con l’ascesi di tutta la vita. Sembra volermi chiedere come mai ritorno sempre alle impressioni dell’infanzia. Prima di tutto perché il mondo interiore si cristallizza attorno ad esse e da esse viene sostanzialmente determinato. Se la vita in genere ha senso e valore, dimenticare il passato è ingratitudine e insensatezza, poiché tutto diventa passato, e allora tutta la vita, tirate le somme, deve rivelarsi uno zero…

Il Bambino

La realtà del Bambino è coerente con Matteo 18,1-11 (Mt16,13-18,35): 1 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù̀ dicendo: «Chi dunque è il più̀ grande nel regno dei cieli?». 2 Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 3 «In verità̀ vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4 Perciò̀ chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più̀ grande nel regno dei cieli. 5 E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me».

Questo raggiungimento dell’infanzia viene spiegato da Cristo direttamente a Nicodemo: «4Gli disse Nicodemo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». 5Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. 7Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. 8Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito» (Gv. 3,4-8).

Pertanto il segreto della genialità, quindi della capacità di penetrare gli enigmi è di pertinenza solo di coloro che si fanno bambini perché è nella rinascenza che l’uomo può avere accesso ai misteri. Senza paura di esaltare, anche Florenskij era un bambino di Dio perché in tutta la sua attività ha sempre voluto cercare ed approfondire i misteri della vita, i drammi ed i dogmi del mondo8 acquisendo pertanto la Sapienza nella piena esperienza mistica e la capacità di ricordare, cioè di riportare sempre al cuore9. Riportare al cuore, è bellezza, è intelligenza d’amore, è amore alla Sapienza10.

L’apparizione di questo misterioso Bambino, anticipatore dei Bambini che Cristo chiamò a Sé, fu Ottaviano Augusto Imperatore11 che vide un Bimbo scendere dal cielo al quale dedicò un altare che denominò Ara Coeli che intitolò al dio sconosciuto.

La Basilica di Santa Maria in Ara Coeli che si trova a Roma vicino al Campidoglio e dove viene tenuta in una teca la statuetta di un Bambino ricoperto d’oro e di brillanti, topazi e rubini.

Un secondo Bambino si trova nel piccolissimo Borgo di Giulianello di Roma, anche questo ornato di corallo cerasuolo, un raro corallo siciliano che veniva lavorato dai maestri a Torre del Greco.

Perché i Bambini sono due? Questo è un grande mistero. Molti grandi pittori hanno infatti raffigurato la Santa Vergine con due Bambini. Leonardo da Vinci nella Vergine delle Rocce descrive la Deipara con due Bambini ed un Angelo che indica un bimbo. Questi bimbi vengono spesso interpretati come Gesù e San Giovanni Battista, ma in realtà si tratta di San Giovannino, l’apostolo che lui amava e Cristo. L’Angelo presente nella raffigurazione indica infatti il secondo bambino perché? Questo misterioso Bambino deve essere il depositario del Logos perché noi sappiamo che è la Parola di Verità che può cambiare il mondo. Le parole del mondo sono tempo, la Parola di Verità è l’attimo eternato nei tempi. L’uomo è tempo, il Bambino regna nel tempo eternato dell’Amore di Dio che vive negli attimi d’amore che si propagano nello spazio-tempo per mantenere sempre creativa la Creazione tutta12.

Se la Creazione non fosse un processo dinamico di movimento continuo il Cristianesimo non avrebbe ragione di esistere e non sarebbe Cristianesimo. Se Cristo ci dice: Io sono Vita, Verità e Vita” vuole confermare che solo in Lui possiamo trovare l’attimo che si prolunga all’infinito. L’uomo si converte alla Verità Cristica nell’attimo. Il tempo permane per coloro che non hanno ancora conosciuto la Verità assoluta della Via, Verità e Vita.

Questo spiega il perché Pavel Florenskij indica nella sua Teoria dei Cerchi concentrici chi ha la piena Regalità secondo l’ordine di Melchidesech.

Scrive Padre Pavel ne “La colonna ed il fondamento della Verità – Capitolo “l’amicizia”:

Nella comunità cristiana tutti sono uguali e allo stesso tempo tutta la struttura della comunità è gerarchica. Intorno al Cristo ci sono alcuni circoli concentrici che conoscono più e più profondamente, a misura che si restringono. Partendo dall’esterno ci sono “le masse del popolo”; poi l’entourage del Cristo; poi i discepoli e seguaci segreti come Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea, Lazzaro e le sorelle, le donne che seguivano Cristo, ecc.; poi ancora gli eletti, “i settanta”, poi “i dodici”, poi “i tre”, cioè Pietro, Giacomo e Giovanni, infine “uno che il Signore amava” (Gv. 13, 23; 19, 26; 20, 2; 21, 7, 20). 

Occorre ancora ricordare la predicazione per parabole, la scelta dei testimoni, la spiegazione delle parabole in privato? “I suoi discepoli poi lo interrogavano sul significato di quella parabola. Egli disse: “A voi è stato dato di conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri sono proposti in parabole, affinché vedano senza vedere e ascoltino senza ascoltare”” (Lc. 8, 9-10).

Padre Pavel ci introduce nella vera mistica della Regalità Giovannea che permane sulla terra ad attendere Cristo: 22 Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi». 23 Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?». Gesù non aveva detto aPietro che egli non sarebbe morto, ma: «Se io voglio che lui rimanga finché io venga, che te ne importa?».

Pertanto questo spirito Bambino permane nella terra per portare l’uomo nella via di un orientamento spirituale prettamente agapico e giovanneo. Sono i mistici come Padre Pavel che colgono gli aspetti più misterici del Cristianesimo13. La rivoluzione spirituale della Divino-Umanità è destinata a attuarsi nel mondo per affrancarlo dal servaggio della menzogna multiforme che lo opprime. La menzogna si traveste da agnello per confondere con parole umane la buona volontà di parte dell’umanità. Il serpente ha sempre bisogno di una colonna di Verità per aggrapparsi e mascherarsi, per questo si afferma che “il diavolo sta nei dettagli”. La chiesa petrina ha una natura democratica che si è determinata nei millenni. Il Paracleto, al contrario possiede nella vita religiosa una natura aristocratica. La Chiesa ha sempre parlato alle masse, lo Spirito parla14 ad ogni singola persona, perché, come un medicamento, lo Spirito dosa la Parola per aiutare l’uomo nella conoscenza della Verità.

Il Cristianesimo petrino si è fatto positivista ed ha imprigionato l’uomo nella concettualità dei pensieri del mondo che sono finiti ed antispirituali ed a ragione V. Solov’ëv cita: tutto ciò che noi vediamo non è che il riflesso. Non è che l’ombra di ciò che è invisibile ai nostri occhi”.

È il Bambino che dona il Logos sapienziale al mondo. Il Bambino Giovanni è colui che mantiene il Logos Creatore sempre vivo come simbolo e significato della Divino-Umanità del Cristo che tornerà sulla terra. Se non ci fosse questa eredità giovannea, il simbolismo non avrebbe potuto essere utilizzato contro il mondo moderno che percepisce in ogni cosa unicamente il riflesso di dolorose esperienze psichiche.

Distaccare la propria comprensione del mondo nel definire solamente tutto come mistero ed infinito accentua la conoscenza simbolica, dinamica e perennemente creativa15.

Il rapporto tra la persona, (non cito individuo perché si tratta di una concezione materialista e massificata dell’umanità), e Dio non è un rapporto accidentale, esso si trova nell’attimo e fuori dal regno deterministico del tempo quindi all’interno del regno della piena libertà coscienziale. L’esistenza della persona prevede la piena libertà da ogni influsso sia morale che filosofico del mondo16. Nello stato di piena e libera coscienza si ritrova la vera dignità umana che si libera dalla schiavitù e dalla rappresentazione servile della vita religiosa perché nulla oggettivo può costituire un autentico centro esistenziale legato alla Divino-Umanità di Cristo.

Coloro che considerano la meditazione e l’azione come complementari, si pongono da un punto di vista più profondo e più vero.

Il mondo sta lentamente uscendo da un’età oscura, moralistica, deterministica e lontana dalla solarità della Verità. L’uomo tradizionale, l’uomo dell’esperienza diretta e luminosa della Verità dello Spirito, intuisce che esiste una conoscenza splendente della Divino-Umanità come liberazione dalle credenze materialistiche e spiritualistiche che oggi per lo più dominano il tempo.

Il mistero del Bambino supera e chiarisce la necessità esistenziale della perfetta realizzazione della vita dell’uomo, come sede dell’infanzia che lo rende altare del Logos17.

La realizzazione dell’infanzia come richiesto da Gesù ci porta verso il primato dell’Amore perché solo l’Onnipotenza dello Spirito Santo ci dona la Comunione dei Santi e la forza indomabile per il rinnovamento di tutto il mondo. L’Onnipotenza dello Spirito Santo è il Logos che è centrato nella Teoria dei cerchi concentrici. Il Logos si dona, si donerà soltanto attraverso la Regalità del Cuore di Giovanni, cioè attraverso “colui che Gesù amava” e che ha potuto ascoltare i battiti d’amore del Cuore di Cristo.

È il Bambino Giovanni che mantiene vivo il Logos sulla terra perché il suo spirito non morirà mai. Il mondo occidentale sta crollando nella sua presunzione razionalistica e neo-gnostica18.

Il male è non amare. Il Bene è solo nell’amore. Il peccato può essere anche una esperienza di male per combatterlo in coloro che sono caduti nello stesso peccato. La conoscenza del male sta nel tempo. Il Bene sta nell’attimo. La Parola deve essere parte integrante della persona. Se questa si aliena dall’uomo, diventa una parola umana che distrugge la creazione. La Chiesa del futuro sarà la Chiesa dei cuori, perché ogni uomo dà solo o in compagnia dovrà percorrere la strada per la conoscenza della Divino-Umanità che lo farà Bambino e Figlio del Figlio dell’uomo. Lo spirito profetico è spirito rinnovatore, spirito che resiste ai richiami del mondo, spirito che regna nel mondo pur non appartenendo al mondo19.

Un proverbio russo dice: “Una parola di Verità soverchia il mondo intero”.

La Sofia

Scrive Florenskij: “La Sofia20 è l’essenza originaria del creato, l’Amore creatore di Dio «che è stato riversato nei nostri cuori per “mezzo dello Spirito Santo» (Rom. 5, 5). Proprio per questo l’amore divino è il suo vero Io divinizzato, il suo «cuore», come l’amore intertrinitario è l’Essenza divina. Perché tutto esiste veramente solo in quanto partecipa del Dio-amore, della Sorgente dell’essere e della verità. Se la creatura si stacca dalla propria radice, l’attende fatalmente la morte; «perché», come dice la Sapienza stessa, «chi trova me trova la vita e ottiene il favore di Jahvè, ma chi si allontana da me fa torto a sé stesso: tutti coloro che odiano me, amano la morte» (Prov. 8, 35-36).

La Sofia è l’angelo custode del creato, la personalità ideale del mondo. Essa è il Logos costitutivo del creato e quindi “il contenuto costituito di Dio Logos, il «contenuto psichico» di Lui, eternamente creato dal Padre attraverso il Figlio e compiuto nello Spirito Santo: Dio pensa «mediante le cose».

Perciò esistere significa essere pensato, ricordato o, in ultima analisi, conosciuto da Dio. Possiede la realtà chi «è conosciuto» da Dio, mentre chi non è da Lui conosciuto non esiste nemmeno nel mondo spirituale, nel mondo della vera realtà e il suo essere è ombra; egli è vuoto e alla luce della Luce triradiosa è evidente che non è affatto, che semplicemente sembrò esistere. Per essere, bisogna essere conosciuto da Dio.21

Florenskij da alla Sapienza la definizione di quarta ipostasi22 pur nella Trinità un concetto complesso, rivoluzionario e di difficile comprensione nel confronto tra Sophia23 e Sapienza.

Tornando a Florenskij egli scrive:

“Dal punto di vista di Dio, la ragione della creatura è l’amore auto-umiliantesi di Dio per la creatura. Abbiamo così un atto indescrivibile (nel quale si toccano e collaborano l’umiltà ineffabile dell’amore divino e l’audacia incomprensibile dell’amore creato) che penetra nella vita della Trinità divina, che è superiore all’ordine (perché il tre non ha ordine), un amore-idea-monade, un quarto elemento ipostatico che in rapporto a se stesso provoca una variazione nell’ordine (κατά τάξιν) delle Ipostasi della Santissima Trinità, la quale accondiscende a questa correlazione di Sé con la sua stessa creatura e alla definizione di Sé da parte “della creatura che ne consegue e perciò «si esaurisce» о «svuota» degli attributi assoluti. Dio rimane onnipotente, ma si comporta quasi come non onnipotente con l’ореrа delle sue mani, non costringe la creatura ma la convince, non la forza ma la prega. Restando in Sé «uno», le Ipostasi si fanno «altro» rispetto alla creatura… La Sofia è la Grande Radice della creatura totale (cfr. Rom. 8, 22: πάσα ή χτίσις, cioè il creato tutto integrale e non semplicemente il tutto). Per lei il creato penetra nell’intimo della vita triadica e ottiene la vita eterna dall’unica Fonte della vita. Sofia è l’essenza originaria del creato, l’Amore creatore di Dio21 «che è stato riversato nei nostri cuori per “mezzo dello Spirito Santo» (Rom. 5, 5). Proprio per questo l’amore divino è il suo vero Io divinizzato, il suo «cuore», come l’amore intertrinitario è l’Essenza divina. Perché tutto esiste veramente solo in quanto partecipa del Dio-amore, della Sorgente dell’essere e della verità. Se la creatura si stacca dalla propria radice, l’attende fatalmente la morte; «perché», come dice la Sapienza stessa, «chi trova me trova la vita e ottiene il favore di Jahvè, ma chi si allontana da me fa torto a sé stesso: tutti coloro che odiano me, amano la morte» (Prov. 8, 35-36).

La Sofia è l’angelo custode del creato, la personalità ideale del mondo. Essa è il Logos costitutivo del creato e quindi “il contenuto costituito di Dio Logos, il «contenuto psichico» di Lui, eternamente creato dal Padre attraverso il Figlio e compiuto nello Spirito Santo: Dio pensa «mediante le cose».

Perciò esistere significa essere pensato, ricordato o, in ultima analisi, conosciuto da Dio. Possiede realtà chi «è conosciuto» da Dio, mentre chi non è da Lui conosciuto non esiste nemmeno nel mondo spirituale, nel mondo della vera realtà e il suo essere è ombra; egli è vuoto e alla luce della Luce triradiosa è evidente che non è affatto, che semplicemente sembrò esistere.24

Ho inteso questa comunanza tra Sophia25 e Sapienza che sembrano termini intercambiabili ma potrebbe rilevare anche un doppio rapporto:

Le domande che mi pongo sono queste:

La Sofia e la Sapienza sono la stessa cosa?

  • Sono ambedue energie ed essenze increate o create oppure una è creata e l’altra increata26?
  • Se la Vergine è sede della Sapienza ma era già nel pensiero di Dio (l’utero del Padre – come lo definisce San Alberto Magno27) può essere che questa Sapienza, con la quale Dio ha creato l’universo, si sia auto-umiliata in terra con le fattezze della Vergine? (Il Signore mi ha creato sin dall’inizio della sua attività)
  • oppure come un rapporto tra energia increate e create con la possibilità di ipostatizzarsi pur rimanendo nella Trinità28.
  • Se era nell’utero del Padre non potrebbe essere la Vergine il volto materno di Dio come proclamò Papa Luciani (Dio è anche Madre)? In tal caso sarebbe coerente la relazione con Caino: Dio nel suo volto di Padre voleva punire Caino, ma nella tenerezza della Madre29 lo voleva salvare per questo lo chiamava.

Il che farebbe presupporre che la Vergine sia increata.

Ovviamente sono tutte ipotesi.

Il primo Consolatore è anche Cristo che nella sua divino-umanità parla agli uomini come Dio e come uomo. Rivela i segreti dell’Amore di Dio attraverso parabole affinché alcuni capiscano ma non tutti.

L’ipotesi anche il Nuovo Consolatore sia ipostatizzabile è altrettanto interessante, perché doveva essere qualcuno che doveva rimanere sulla Terra a rendere testimonianza, quindi a mantenere in vita la Parola di Dio, dicendo ancor di più, dando maggiori spiegazioni.

Il Nuovo Consolatore che ci lascerà Cristo è uno spirito che rimarrà sulla terra. L’unico spirito che rimane sulla terra è Giovanni, quindi questo spirito come fa a mantenere in vita la Parola di Dio se non si ipostatizza? La Chiesa in maniera erronea ha presentato Giovanni il Prediletto come rappresentante l’umanità ma questo è come dire che il Paraclito abbia rappresentato l’umanità allo stesso modo per un altro eone. Queste affermazioni non hanno senso a meno che il secondo Consolatore non si ipostatizzi.

Se questa essenza divina è stata donata a noi diventa preesistente, cioè increata è parte della relazione Tripostatica?

Una divino-umanità così come quella del Figlio?

E la relazione con lo Spirito Paraclito come si esplica?

Scrive Florenskij nella sua Teodicea: “Anche Gesù lo annuncia gradualmente, come puoi constatare leggendo attentamente: “Io pregherò il Padre mio che darà un altro Consolatore” (Gv. 14, 16), affinché non lo ritenessero un avversario di Dio che parlasse con un’autorità diversa. Poi, anche se adopera la parola “vi darà”, aggiunge “nel mio nome” (Gv. 14,26), “omettendo la parola “pregherò”. Poi adopera la parola “manderò” (Gv. 16,7) dimostrando la propria dignità e poi ancora la parola “verrà” mostrando l’autorità dello Spirito (Gv. 16, 13).”

Proverbi

22 Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività,
prima di ogni sua opera, fin d’allora.
23 Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra.
24 Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua;
25 prima che fossero fissate le basi dei monti,
prima delle colline, io sono stata generata.
26 Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo;
27 quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso;
28 quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso;
29 quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra,
30 allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno,
dilettandomi davanti a lui in ogni istante;
31 dilettandomi sul globo terrestre,
ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo.

Siracide 24,9

Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò;
per tutta l’eternità non verrò meno.

Sapienza 7,21

Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so,
poiché mi ha istruito la sapienza,
artefice di tutte le cose.

Sapienza 7,26

È un riflesso della luce perenne,
uno specchio senza macchia dell’attività di Dio
e un’immagine della sua bontà.

Sapienza 8,3

Essa manifesta la sua nobiltà,
in comunione di vita con Dio,
perché il Signore dell’universo l’ha amata.

Sapienza 9,9

Con te è la sapienza che conosce le tue opere,
che era presente quando creavi il mondo;
essa conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi
e ciò che è conforme ai tuoi decreti.

Geremia 31,33-34

33 Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. 34 Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato.

Il Separatore – ilseparatore@protonmail.com

  • 1 La colonna ed il fondamento della Verità.
  • 2 Il concetto di esperienza è indubbiamente uno dei concetti chiave del pensiero di Florenskij, in quanto ogni sua attività filosofica, teologica o scientifica nasceva dall’incontro (dialogo personale con la realtà viva e concreta…Bisogna però subito ricordare che nella vita di Florenskij occupano un posto del tutto speciale le esperienze vissute nell’età dell’infanzia e della giovinezza. Perché? Perché attraverso le esperienze di quell’età venivano poste – almeno a livello di intuizioni – le prime fondamenta dei concetti e dei contenuti costitutivi del suo pensiero originale e, di conseguenza si formava il vero Urgrund del pensiero originale della sua opera filosofica. Pavel Florenskij – Verità come Ethos – introduzione prof. Ľubomír Žák pag. 67 Ed. Città Nuova 1998
  • 3 «La geometria dei numeri previsti dalla Teoria della relatività descrive il Regno di Dio» – Pavel Florenskij
  • 4 Mosca 28 gennaio 1983 – Uzkoe 13 agosto 1900 / Владимир Сергеевич Соловьёв
    5 Passi di: Florenskij, Pavel A.“Non dimenticatemi: Le lettere dal gulag del grande matematico, filosofo e sacerdote russo – Apple Books. Pg 1833-1834
  • 6 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,28-34)In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come sé stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
  • 7 Vospominan’ja pg. 51 – L’importanza dell’infanzia per il pensiero e l’opera di Florenskij viene ribadita anche in una delle sue lettere scritte dal lager (23-25.4.1936).
  • 8 “l’uomo che non ha provato il dramma e non ha alle spalle un atto ascetico eroico, non capisce la bellezza interiore né della tesi né dell’antitesi” P. Florenskij – La colonna ed il fondamento della Verità – Capitolo: La Creatura
  • 9 «la tradizione orientale non ha mai fatto una netta distinzione fra “mistico” e “teologico”, cioè̀ tra l’esperienza personale dei misteri divini e il dogma professato dalla Chiesa. Essa non ha mai conosciuto alcun divorzio tra la teologia e la spiritualità̀, né la devotio moderna con le sue forme di pietà individuale. L’esperienza mistica vive il contenuto della fede comune e la teologia lo ordina e lo riduce a sistema. Così la vita di ogni fedele, asceta o mistico, è strutturata dall’elemento dogmatico della liturgia e la dottrina riferisce l’esperienza intima della verità̀ vissuta dai santi e dai Padri della Chiesa. La teologia è mistica e la vita mistica è teologica; questa è il vertice della teologia, teologia per eccellenza, contemplazione della Trinità̀». Pàvel Nikolàjevič Evdokìmov
  • 10 “La mia vita spirituale, la mia vita nello Spirito, il mio divenire «simile a Dio» è bellezza, quella bellezza della creatura originaria di cui è detto: «E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono» (Gen. 1,31).”
  • 11 «Al tempo di Ottaviano Imperatore, i senatori, vedendolo così magnifico che nessuno poteva guardarlo negli occhi, e latore di tanta prosperità e di tanta pace che aveva fatto suo tributario l’intero mondo, dissero: “Vogliamo adorarti perché in te vi è divinità. Se ciò «Al tempo di Ottaviano Imperatore, i senatori, vedendolo così magnifico che nessuno poteva guardarlo negli occhi, e latore di tanta prosperità e di tanta pace che aveva fatto suo tributario l’intero mondo, dissero: “Vogliamo adorarti perché in te vi è divinità. Se ciò non fosse non avresti avuto tanta prosperità in ogni cosa”. Quello parlò e chiese loro un termine e fece chiamare a sé la Sibilla Tiburtina e le riferì tutto quello che i senatori gli avevano detto. Questa chiese un termine di tre giorni, durante i quali digiunò strettamente. Il terzo giorno presentò la risposta all’Imperatore: “O sovrano Imperatore, tieni per certo che il segno del giudizio è questo: la terra si bagnerà di sudore; dal cielo verrà un re di sembianze umane che regnerà per secoli e giudicherà il mondo”. Subito si aprì il cielo e un grandissimo splendore ricadde sull’Imperatore, il quale vide in cielo una vergine bellissima ritta su un altare e con in braccio un bambino. Egli ne fu grandemente stupito e udì una voce che diceva: “Questo è l’altare del figlio di Dio”. Egli subito si prostrò e adorò. Riferì poi la visione ai senatori i quali pure ne rimasero grandemente ammirati. Questa visione avvenne nella camera dell’imperatore Ottaviano, dove ora vi è la chiesa di Santa Maria in Capitolio, detta per questo Santa Maria in Aracoeli» (Mirabilia Urbis Romae, XI). Fonte: https://www.radiospada.org/2019/08/augusto-e-gesu-bambino/
  • 12 Il respiro del Bambino dona ossigeno alla Terra per avvolgerla nella sua purezza che è aria benedetta nell’amore del Padre che quell’aria ha creato per riceve le suppliche degli uomini di cuore che non sono amati da coloro che si sono ressi servi degli spiriti della terra. (n.d.A)
  • 13 Non già gli scolastici, né i metafisici bensì i mistici hanno saputo esprimere il mistero della vita teandrica spirituale, i misteri delle vie e dei destini. L’esperienza dei Santi ci offre una conoscenza della personalità umana ben più profonda di quella offertaci da tutta la metafisica e la teologia messe insieme. (N. Berdjaev – Filosofia dello spirito libero – Cap. Spirito è natura ed. San Paolo pag. 130/131
  • 14 … il fatto è che, se per riflessione, la parola è solo segno di un certo schema, di un concetto, per un atteggiamento diretto e preriflessivo, la parola, per lo meno nel suo legame con le altre, è qualcosa di più di uno strumento destinato a suscitare uno schema nella coscienza…La parola ha una duplice natura. Essa è parola in senso proprio, e, in quanto tale, può essere definita transrazionale, ossia una piccola creazione artistica…(P. Florenskij – Il cuore cherubico pg. 129 Ed. San Paolo)
  • 15 “Ma questa stessa realtà della luce è testimoniata da una serie innumerevole di vite di santi, per cui solo chi è privo di senno può negare che siano autentiche queste manifestazioni della luce della grazia. Lo conferma l’aureola delle icone (in tutte le sue varianti), la quale rappresenta questa luce di grazia emanante dai portatori dello spirito, che non avrebbe potuto comparire e imporsi definitivamente nell’iconografia e in tutte le arri figurative se fosse stata una semplice convenzione, un attributo convenzionale della santità.” La Colonna ed il fondamento della Verità
  • 16 “I circoli non ortodossi cadevano in dottrine chiaramente false quando tentavano, a forza, di conoscere il Paracleto, di rinchiudere con la violenza Lui, Spirito della libertà, nella gabbia dei concetti filosofici. Invece dello Spirito catturavano moti illusori e pseudomistici dell’anima sprofondata nelle tenebrose fondamenta infime del mondo, abbarbicata alle forze delle tenebre quasi fossero angeli di luce. La colonna ed il fondamento della Verità.
  • 17 “Se oggi non ci sono appercezioni piene dello Spirito Santo come Ipostasi, se non ci sono pneumatofanie personali (eccetto casi eccezionali di persone eccezionali), è impossibile elaborare formule, perché queste crescono sul terreno della vita ecclesiale generale, quotidiana, nell’ambito dei fenomeni comuni, per così dire costanti, e non per essere applicate a punti unici e speciali della vita spirituale. La Colonna ed il fondamento della Verità.
  • 18 “Il catastrofico indebolimento del mondo occidentale e di tutta la sua civiltà…, è soprattutto il risultato di una crisi storica, psicologica e morale di tutta quella cultura, di tutta una visione del mondo concepita all’epoca del Rinascimento, che ebbe la sua massima formulazione negli Illuministi del secolo XVIII».
  • (A. Solzenicyn, lettera ai capi dell’Unione Sovietica)”
  • 19 I rapporti tra Dio e l’uomo possono essere risolti solo nella Terza Persona, nello Spirito, che è Amore realizzato. Il regno dell’Amore nella libertà è il Regno della Trinità. N. Berdjaev – Filosofia dello Spirito libero – Ed. San Paolo pg. 223
  • 20  Il nome mistico della Sapienza, la gnostica Sophia-Achamoth, che nel Cosmo è l’Etere-Akasha, il 3^ regno dei Dhyan Chohan, mentre nel corpo umano è il Manas. Come Saggezza, diventa poi Buddhi, e Buddha nel Cosmo. Gli Gnostici la rappresentavano con il Serpente; nella filosofia occulta è un elemento della Trinità, lo Spirito di Sapienza, di Amore e di Verità. È la Divina Madre del Salvatore ed anche lo Spirito Santo. Il Sofianesimo, è una corrente teologico-mistica del pensiero russo moderno, fondata sul concetto di Sophia come sapienza di Dio, da lui distinta, intermediaria fra l’Uno ed il molteplice. È una espressione del cristianesimo orientale che passa attraverso una riflessione del neoplatonismo rinascimentale, il misticismo di Boheme e la liturgia bizantina. La sapienza di Sophia si rivela nel Cristo, si attua nella chiesa, è l’eterna amica, l’essere reale e femminile, la vera, pura ed intera umanità. Cfr. https://www.teosofica.org/it/materiale-di-studio/glossario/glossario/,32?alfa=s&start=690
  • 21 Passi di: Pavel Florenskij. “La colonna e il fondamento della verità”. Apple Books. Pag.1020-1021-1022
  • 22 “Egli offre una definizione alternativa: il creato nella sua “unità, dunque in quanto ne traspaia l’integralità e bellezza. Un’ulteriore definizione: la Sapienza è la «sostanza originaria delle creature». A questo punto Florenskij riporta in vita, forse senza saperlo, la concezione alchemica del mondo, l‘unica che apra i sigilli che serrano il passo di san Paolo sul creato gemente e implorante la liberazione. Ogni creatura, anche minerale, è retta da una stilla о scintilla della bellezza о Sapienza divina о anima mundi. La vita religiosa è alchemica, se è qualcosa di più d’una morale, trasforma in bellezza о partecipazione alla Sapienza.” Passi di: Pavel Florenskij. “La colonna e il fondamento della verità”. Apple Books. – Introduzione di Elémire Zolla.
  • 23 Essenza originaria del creato pertanto legata alla creazione.
  • 24 Passi di: Pavel Florenskij. “La colonna e il fondamento della verità”. Apple Books – pag. 1013-1014-1021-1022
  • 25 In un certo periodo, nella Chiesa Ortodossa russa, Sophia fu individuata da alcuni teologi come una figura chiave per la comprensione della Divinità. Tra questo i più famosi furono Vladimir, Pavel Aleksandrovi Florenskij, Nikolaj Berdjaev e Sergej Nikolajevi Bulgakov, il cui libro Sophia: La Saggezza di Dio rappresenta l’apoteosi della Sophiologia. La sua opera fu, però, denunciata dalle autorità ortodosse russe come eretica. Per Bulgakov, Sophia era sullo stesso piano della Trinità, operando come parte Femminile di Dio di concerto con i tre principi Maschili del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo, naturalmente, in contrasto con il punto di vista ufficiale della Chiesa Ortodossa Orientale, che affermava che Sophia era la stessa persona del Figlio (riferito al femminile nel Vecchio Testamento perché “Sophia” in greco è un termine femminile) che si incarnò in Gesù Cristo. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Sofia_(sapienza)
  • 26 La Sofia è l’essenza originaria del creato, l’Amore creatore di Dio – P. Florenskij
  • 27 San Alberto Magno – Il Bene – L’utero del Padre infatti è la natura della divinità feconda del Figlio nel Padre. – Il Bene – Rusconi 1987 ed. pg. 216-217 Trattato 124
  • 28 L’utero del Padre infatti è la natura della divinità feconda nel Padre e nel Figlio…Allora infatti per la prima volta risplendette sopra di noi la luce, quando Dio ci donò il casto utero della Vergine per il quale possiamo ricevere la purezza della divinità stessa, in cui non c’è nulla di immondo, e la sindone della castità in cui avvolgiamo le sfere del vero sole, affinché il nostro Dio che «fuoco che consuma – Deut. 4,24» e sole di «luce inaccessibile – 1 Tim.6,16», confondendo gli occhi della nostra debolezza non ci consumi con la sua luce, come nel fuoco fumante e nello splendore non velato per mezzo della quale si accostò agli antichi Cfr. Es. 19,18; 20,18.
  • 29 «Io sono tranquillo e sereno, come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia» (Salmo 131,2); se l’abbandono a Dio viene vissuto con tanta fiduciosa consegna, tipica del piccino che affonda il viso nella dolcezza delle braccia materne, allora Dio deve essere come una madre! E che dire delle parole rivolte da Dio stesso al suo popolo, figlio visceralmente amato: «Quando Israele era giovinetto io l’ho amato (…) ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare…» (Osea 11,1.4). Chi non vedrebbe in queste immagini la tipica cura di una madre?