In questo articolo si vuole analizzare i problemi e le differenze che nascono tra Cina e Occidente. Oltre alla cultura differente – che è a tutti nota – si indaga in altre direzioni. Non si vuole affrontare solo l’ovvio segmento economico politico che ha portato al ritardato sviluppo. Qua si vuole affrontare la struttura del cervello e l’indole caratteriale sociale cinese, come si è arrivati a differenti strutture. Andiamo a sondare le sottili differenze tra Occidente e Cina.

1)Prendiamo in analisi la dislessia, un disturbo neurologico caratterizzato da difficoltà di lettura e scrittura. Questo si presenta con caratteristiche diverse a seconda della lingua madre del soggetto. La persona dislessica ha parti del cervello diversamente colpite. Un recente studio ha mostrato le differenti dislessia tra Europa e Cina, dove è marcato un diverso funzionamento “linguistico” del cervello. Ovvero hanno studiando le funzioni cerebrali di studenti cinesi e inglesi, sani e dislessici. In Europa si osserva un minore sviluppo della regione parietale sinistra (implicata nella conversione delle lettere in suoni) in Cina i dislessici hanno un volume di materia grigia inferiore nella sezione del lobo frontale, la parte coinvolta nella memoria e nell’identificazione delle immagini e delle forme. Quindi la dislessia, rispetto a due sistemi di scrittura completamente opposti, uno per suoni e uno per immagini, fa capire che colpisce aree differenti del cervello. Di fatto la dislessia cinese si lega alle abilità richieste nella lettura delle lingue ideogrammatiche. In UK e USA il problema è più marcato perché c’è una scarsa corrispondenza tra ortografia e pronuncia delle parole inglesi, ma dove esiste il semplice alfabeto la dislessia diventa più affrontabile, spesso il disturbo nemmeno viene diagnosticato. Non è solo un disturbo, richiede lo sviluppo di aree differenti del cervello, e in questa direzione vale davvero la pena indagare, a quanto pare se le aree di un cervello sono troppo sovra costruite si trovano blocchi difficili da affrontare, tanto che in Cina in molti hanno pensato che sia arrivato il momento di cambiare il sistema di scrittura. Del resto il sistema fonetico è stato quello che ha avuto il maggior successo e che ha permesso di raggiungere l’alfabetizzazione in modo più veloce.

2)Lo sviluppo della prima programmazione e dei programmi a blocchi richiede di base un fondamentale: la semplicità di trasmissione. Qua (in Occidente) si usa la logica, si incita la creatività, l’Occidente creò il pensiero computazionale. E nel farlo decideva il coding e il modo più semplice per ragionare.

3)Esistono anche profonde interazioni tra il linguaggio e la matematica. La matematica e il linguaggio non sono discipline così separate come potremmo immaginarle. La matematica ha un suo particolare linguaggio (o notazione se si preferisce) che include simboli unici, ha una sua grammatica, condivisa dai matematici di tutto il mondo, indipendentemente dalla loro lingua madre. Questa da molti secoli ha portato a una convenzione unica per la scrittura delle formule. Ma la matematica è collegata alle capacità cognitive in generale. I test dove gli studenti raggiungono i punteggi più alti spesso identificano un certo tipo di studenti, chi ha prestazioni elevate spesso eccellono sia in matematica che nella lingua, raramente uno studente eccelle in una materia e nell’altra è scarso. In questo caso le regioni del cervello responsabili dell’elaborazione del linguaggio e della matematica sono separate e distinte, ma qualcosa le collega e le accomuna. Alcuni recenti studi dimostrano che un certo tipo di lingua possa avvantaggiare quando si tratta di affrontare la matematica e di risolvere i problemi. Sembra una banalità, ma la matematica occidentale si concentra sui numeri stessi, mentre in Cina dove ancora oggi si insegna con l’uso di un abaco, questo è un sistema che salta e slitta, ti aiuta a risolvere il problema numerico sia in termini di spazio che visivi (si ritorna al sistema immagine). Un sistema che permette di calcolare ad alta velocità, ma non si ragiona sui numeri. Uno studio riportato su Journal of Experimental Psychology nel 2001 dimostra che gli studenti di lingua cinese erano più bravi a risolvere complesse equazioni matematiche rispetto a quelli di lingua inglese provenienti dal Canada, ma la risonanza magnetica del cervello usata in fase di osservazione, rivelava che gli anglofoni erano attivi in parti del lato sinistro del cervello, ovvero quelle legate al significato delle parole quando si fa matematica. Gli anglofoni poi utilizzavano ulteriori regioni cerebrali interessate all’aspetto visivo e alla manipolazione fisica dei numeri, mentre i cinesi usavano meno parti del cervello che elaborano la lingua. I numeri cinesi per come sono denominati sembrano favorire un apprendimento più facile, sembra che la struttura della lingua cinese permetta di supportare calcoli più veloci. Di fatto sembra che la lingua cinese supporti meglio la comprensione matematica. La diversa struttura mentale si conferma con un dato di fatto: Cina, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud e Giappone sono sempre nella top ten della matematica internazionale, mentre UK e USA si piazzano rispettivamente al 27° e 39° posto.

4)Gli occidentali parlano facilmente, tanto che la maggior parte nemmeno ci pensa, siamo abilissimi a comunicare con il linguaggio, il più semplice vince, il più complicato è soggetto a costanti modifiche. Di solito bastano alcune parole + alcune regole e già in Occidente sei è in grado di esprimerti, si arriva alla sufficienza che consente di raggiungere l’espressione e a un buon numero di enunciati. Se sbagli fai sorridere, ma alla fine tutti ti capiscono! Pensate che sia poco? In Occidente rappresenta un fulcro importante per tutta la specie umana, indica la sua centralità nella psicologia umana. Ti apre le porte ad una inclusività: anche se vieni da parti differenti del globo. E’ un concetto avanzato, straordinariamente moderno e che offre libertà, la libertà permette di creare. Quanto si apprende è senza sforzo, si districano i meccanismi del cervello per il linguaggio, infatti siamo stati i primi a fondare i pilastri delle neuroscienze e a scandagliare le lingue più ostiche al fine di interpretarle. Siamo stati i primi a capire le diverse connessioni tra il cervello che parla lingue occidentali e la lingua cinese. In Occidente esistono lingue flessibili, capaci di esplorare e di poter indagare al fine di imparare altri linguaggi. E’ stata nostra l’idea di creare tutti i vocabolari che ad oggi aiutano le persone ad apprendere una lingua, capirla e interpretarla.

5)Ritorniamo al cervello, alle due aree sul lato sinistro del cervello, chiamate area di Broca e area di Wernicke, molto importanti per il linguaggio. Le vittime di ictus o di lesioni cerebrali traumatiche – a una di queste aree cruciali sul lato sinistro del cervello – mostravano profonde disabilità per la produzione e la comprensione del linguaggio. Siamo stati in grado di capire che la conoscenza è distribuita in diverse parti del cervello. Attraverso molte indagini e studi stiamo mappando il linguaggio, le parole e il relativo significato. Alla fine siamo arrivati a varie mappature e al confronto delle lingue. Come i bambini apprendono i fonemi. Ed in Europa i fonemi sono limitati. Il mondo occidentale è arrivato a comprendere le diverse lingue e come differiscono profondamente nei suoni e quanto sono importanti per la comunicazione altrui. Di fatto il cinese è una lingua tonale dove gli stessi suoni di base (sì avete capito bene) possono riferirsi a cose molto diverse in base al tono con cui viene pronunciato. Nelle lingue non tonale occidentali non si pregiudica l’informazione, addirittura puoi anche capire la parte emozionale del parlante e non si pregiudica la parola a cui ci vogliamo riferire. Al contrario il Cinese è una lingua scivolosa, dipende dal tono. Una lingua machiavellica.

6) Il lato destro. Gli anglofoni mostravano una connettività più forte che portava dall’area di Wernicke all’area di Broca. Questa maggiore connettività è stata attribuita all’inglese che si basava più sulle informazioni fonologiche, o sui suoni piuttosto che sui toni. Ricordate che le lingue tonali non hanno una larga diffusione.

7)Di fatto i cinesi stanno costruendo impianti e programmi adattandoli al loro cervello e modo di pensare. Per superare la loro arretratezza si sono messi a copiare e questo ha permesso la loro evoluzione, hanno adattato tutto al loro sistema-cervello, ma di fatto fanno poca innovazione, non è la Nazione delle scoperte e delle evoluzioni che cambiano il globo. In particolare in certi settori chiave.

8)Dimostro le differenze partendo da Shishi mangia dieci leoni di pietra – Zhao Yuanren (3 Settembre 2011Sha ZhuGrammatica CinesePoesia Cinese Come già detto, in cinese esistono innumerevoli omofoni: alcune sillabe, da sole, ne hanno diverse decine, come yixilu e molte altre. Il linguista Zhao Yuanren (赵元任, 1892-1982), per dimostrare l’impossibilità di trascrivere efficacemente la scrittura classica usando i caratteri latini, ha scritto una poesia in stile arcaico utilizzando solo, e per 92 volte, il suono shi nei vari toni. La lingua rispetta le convenzioni del cinese letterario antico, e si intitola “La storia di Shishi che mangiò dieci leoni” (施氏食獅史). Il componimento è soprattutto un manifesto di linguistica, del tutto oscuro se ascoltato o anche letto nella trascrizione in pinyin: come nelle intenzioni dell’autore, acquista senso solo nella versione scritta con i caratteri. Eccolo insieme alla (inutilizzabile) trascrizione in pinyin e una traduzione in italiano.

《施氏食獅史》
石室詩士施氏,嗜獅,誓食十獅。
氏時時適市視獅。
十時,適十獅適市。
是時,適施氏適市。
氏視是十獅,恃矢勢,使是十獅逝世。
氏拾是十獅屍,適石室。
石室濕,氏使侍拭石室。
石室拭,氏始試食是十獅。
食時,始識是十獅屍,實十石獅屍。
試釋是事。

TRADUZIONE FONETICA:

« Shī Shì shí shī shǐ »
Shíshì shīshì Shī Shì, shì shī, shì shí shí shī.
Shì shíshí shì shì shì shī.
Shí shí, shì shí shī shì shì.
Shì shí, shì Shī Shì shì shì.
Shì shì shì shí shī, shì shǐ shì, shǐ shì shí shī shìshì.
Shì shí shì shí shī shī, shì shíshì.
Shíshì shī, Shì shǐ shì shì shíshì.
Shíshì shì, Shì shǐ shì shí shì shí shī.
Shí shí, shǐ shí shì shí shī, shí shí shí shī shī.
Shì shì shì shì.

La storia di Shi Shi che mangiò dieci leoni
In una camera di pietra c’era il poeta Shi Shi, gran mangiatore di leoni, che giurò di mangiarne dieci.
Shi andava spesso al mercato a vedere i leoni:
alle dieci, per l’appunto, dieci leoni arrivarono al mercato,
e allo stesso orario, anche Shishi arrivò al mercato.
Shi vide i dieci leoni, e grazie alle sue potenti frecce causò la morte di quei dieci leoni.
Shi prese i corpi dei dieci leoni, e li portò nella camera di pietra:
la camera era umida, e Shishi ordinò ad un domestico di asciugarla.
Una volta asciutta, Shi cominciò a mangiare i dieci leoni,
ma mentre mangiava, si accorse subito che quei leoni in realtà erano dieci corpi di leoni di pietra.
E ora spiegatemi questa cosa. In base alle ricostruzioni filologiche, se la poesia fosse davvero stata composta durante il periodo antico del cinese (fino al III sec. a.C.) la sua lettura non sarebbe stata tanto indecifrabile, in quanto molte delle pronunce che oggi sono identiche erano in quel periodo ancora abbastanza differenziate. Per chi volesse invece avere un’idea di come viene letta con la dizione moderna, ecco un video, qua.

Ora vagamente capite l’abisso che ci separa? Non abbiamo nemmeno toccato il livello storico, quello culturale, sociale ed economico, nemmeno quello politico. Abbiamo lasciato fuori l’ovvio e il normalmente conosciuto, siamo semplicemente partiti dall’inizio.

Quindi passiamo allo scomodo. Perché la Cina non ha il suo Steve Jobs, Bill Gates o Mark Zuckerberg? Perché la Cina non ha imprenditori in stile schumpeteriano?

Perché l’imprenditoria schumpeteriana – che è scoperta, avida di scoprire e di sfruttare le nuove opportunità di mercato e l’introduzione di prodotti e processi per sfruttarle – ebbene non si fonde con la cultura cinese. La cultura cinese è spesso conforme alle confuciane norme presenti e pre-esistenti.

La mentalità del collettivismo cinese e l’ordine cinese fa sparire inventori e pionieri, al contrario in Occidente prevale la mentalità dell’individualismo e favorisce la nascita di moltissime idee. Questo atteggiamento conformista cinese è ostile, di fatto vogliono imprenditori, ma gli stessi sono nettamente diversi dall’Europa mercantile.
Sempre dopo la rivoluzione la società cinese aveva un odio popolare verso gli affari e gli imprenditori, non tolleravano la borghesia e la classe capitalista, anche negli ultimi 30 anni dopo il post comunismo – quando comparve la liberalizzazione economica – il concetto stesso di imprenditorialità è ancora diverso in Cina rispetto alle società occidentali e persino ad alcuni Paesi asiatici. Spesso gli imprenditori non sono visti come pionieri e amanti del rischio alla ricerca di rendite di mercato, ma vengono considerati come leader sociali eroici e laboriosi, come modelli per i loro compagni di lavoro e per la società.

Questo eroismo operaio non crea imprenditori in stile schumpeteriano e le aziende innovative come Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft non nascono.

Capiamoci bene:

  • i cinesi hanno ora la capacità e la conoscenza per perseguire le innovazioni
  • i moderni leader comunisti e i burocrati governativi hanno la capacità e le conoscenze per perseguire le innovazioni
  • ma la natura delle istituzioni cinesi e il retaggio culturale tende a bloccare tutto questo nonostante le riforme del periodo post-liberalizzazione
  • le imprese cinesi in genere non hanno le informazioni, le libertà e gli incentivi per sviluppare prodotti pionieristici perché rimangono “unità” all’interno di un piano centrale piuttosto che “imprese”

All’interno di questo quadro istituzionale, i razionali pianificatori cinesi – che hanno il controllo di enormi risorse e sono ansiosi di trovare qualche rapido utilizzo che produca una crescita a breve termine – non fomenta la nascita di aziende del tipo GAFAM.

Ad essere onesti, non tutte le aziende americane comprendono e applicano questa mentalità. Un certo numero di aziende tecnologiche – come Eastman Kodak, Cisco Systems e Hewlett-Packard – sono regredite con conseguenze disastrose per i loro stakeholder.

La linea di base è sempre una: per avere celebri imprenditori bisogna avere un’economia di mercato incentrata sul consumatore che liberi l’ingegno e la creatività, dove le persone ricercano nuovi modi per cambiare la vita dei consumatori, e alla fine possono accumulare ricchezza per se stessi nel processo. Diversamente tutto soffoca. ALKA Alessia C. F.