In Medio Oriente e in Asia centrale la domanda di petrolio e gas sta crescendo rapidamente a causa della necessità di stimolare la crescita industriale, lo sviluppo dei trasporti, la generazione di energia e l’urbanizzazione. E’ noto che le guerre geopolitiche del XXI secolo saranno principalmente associate al petrolio e al gas. Senza dubbio, il petrolio e il gas sono il motore dell’economia mondiale. Il petrolio è ancora la più grande risorsa energetica del mondo, ma l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) prevede che il gas sostituirà il petrolio a causa della sua crescente domanda e della rapida crescita relativa del 2,3% all’anno rispetto al petrolio dell’1,6% e al carbone dell’1,5% o all’energia nucleare dello 0,4%.

Ora è stato coniato il termine “Pipelinistan”, dove l’Afghanistan è al centro di questo nuovo sviluppo. La posizione del Medio Oriente e dei paesi dell’Asia centrale come epicentro del mercato energetico globale definisce nuove sfide. Per esempio, l’Agenzia internazionale dell’energia suppone che la Cina e l’India rappresenteranno più del 50% della domanda globale di energia, il 60% della domanda globale di petrolio, il 20% della domanda di gas naturale e l’85% della domanda globale di carbone. Il Medio Oriente ha più riserve di petrolio e gas naturale dell’Asia centrale, ma le riserve di energia naturale di quest’ultima sono più accessibili a Cina, India e Pakistan, che stanno aumentando il loro livello di influenza nell’arena politica regionale e globale.

In questo scenario, trovare riserve alternative di petrolio e di gas naturale è indispensabile per soddisfare le esigenze energetiche future. È chiaro che l’Asia centrale ha importanti riserve di petrolio e di gas naturale, ma il livello demografico dei paesi di questa regione non è commisurato alle sue risorse. La domanda di energia in rapida crescita può essere soddisfatta dai corridoi energetici dall’Asia centrale e dal Medio Oriente. L’India è da tenere in debita osservazione poiché il suo tasso di crescita della popolazione è dell’1,34%: la popolazione indiana dovrebbe raggiungere 1,57 miliardi entro il 2030. Pertanto, se questa nazione aspira a diventare una potenza regionale, questo obiettivo può essere realizzato solo se viene assicurato un flusso costante di risorse energetiche.

L’Asia meridionale ospita circa 55 trilioni di metri cubi di gas naturale, cioè circa l’1% del totale mondiale. Questa regione consuma circa 1,8 trilioni di metri cubi di gas all’anno. Circa il 44% di questo è rappresentato dall’India, il 39% dal Pakistan e il restante 17% dal Bangladesh. In questo contesto, gli stati di questa regione dovranno aumentare le loro importazioni.

Per quanto riguarda il petrolio, l’Asia meridionale contiene 5,1 miliardi di barili di petrolio, che è circa lo 0,5% delle riserve mondiali. La maggior parte delle importazioni di petrolio greggio proviene dal Medio Oriente e questa tendenza continuerà probabilmente nei prossimi anni. Si prevede che le importazioni di petrolio dell’Asia meridionale aumenteranno, le riserve di petrolio e di gas nell’Asia meridionale sono insufficienti per soddisfare i bisogni energetici e le tre nazioni più popolose (Bangladesh, India e Pakistan) stanno affrontando una crisi energetica. La maggior parte dei loro bisogni energetici sono soddisfatti dal petrolio della regione del Golfo.

  • Il pool energetico dell’India è composto dal 51% di carbone, 36% di petrolio, 9% di gas, 2% di nucleare e 2% di energia idroelettrica. L’India importa il 75% del suo petrolio dal mercato internazionale.
  • Il Pakistan è la seconda nazione più popolosa dell’Asia meridionale, sta anche vivendo una crisi energetica. Il pool energetico del Pakistan è coperto da gas naturale al 51%, petrolio al 29%, carbone all’8%, energia idroelettrica all’11% e nucleare all’1%.
  • Il pool energetico del Bangladesh è composto dal 68% di gas naturale, dal 30% di petrolio e dal 2% di energia idroelettrica.

L’Asia centrale è la fonte di approvvigionamento energetico più vicino ed economicamente attraente per le tre economie sopra indicate. Il Pakistan ha un vantaggio maggiore perché è anche il centro di comunicazione di tutta la regione. Nel 2000 il Pakistan ha preso contatti con il Turkmenistan e il Kazakistan al fine di sviluppare progetti di condutture energetiche interregionali. Già nel 2007 l’India sottolineava come priorità di assicurarsi una rete interregionale di sicurezza energetica strategica tra l’Asia centrale e i paesi dell’Asia meridionale.

Secondo l’International Energy Outlook, le riserve mondiali totali di gas ammontano a 6.675 trilioni di metri cubi. La Russia detiene una quota enorme (1.680 trilioni di metri cubi o il 25,4% delle riserve mondiali totali), seguita dall’Iran (1.046 trilioni di metri cubi o il 15,8% delle riserve mondiali), il Qatar (899 trilioni di metri cubi o il 13,6% delle riserve mondiali), l’Arabia Saudita (263 trilioni di metri cubi o il 4,1% della quota mondiale) poi viene il Turkmenistan con (265 trilioni di metri cubi o il 4% della quota mondiale). Di fatto l’Asia meridionale dipende direttamente dalle riserve di gas naturale, l’Iran, il Qatar e il Turkmenistan sono tra i primi cinque stati di stoccaggio del gas naturale, di conseguenza il Pakistan diventerà il corridoio energetico nel contesto della sicurezza dell’approvvigionamento.

Il Central Asia Gas Pipeline Project è iniziato nel 2002, era stato concepito per coprire tre stati: Turkmenistan, Afghanistan e Pakistan. Più tardi l’oleodotto si estese alla parte orientale del Pakistan fino all’India. C’è anche un progetto di gasdotto tra Iran-Pakistan e India, ma la presenza degli USA nella regione mina i progetti dell’ultimo oleodotto perché influenza e fa pressione sul Pakistan e sull’India. Nel gennaio 2010, la parte americana promise di fornire assistenza finanziaria e tecnica al Pakistan per la costruzione di un terminale di produzione di gas e di fornire sostegno finanziario per l’importazione di elettricità dal Tagikistan attraverso il corridoio Wakhan dell’Afghanistan. Il rifiuto del Pakistan di firmare un accordo per un gasdotto con l’Iran era una condizione. Nonostante la pressione americana il Pakistan non abbandonò il progetto del gasdotto, il 15 marzo 2010 Iran e Pakistan firmarono un accordo sul gasdotto e l’Iran nel luglio 2011 annunciò che l’oleodotto era stato completato dalla sua parte.

Sempre in Asia centrale Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan hanno abbondanti riserve di petrolio e di gas, mentre Kirghizistan e Tagikistan hanno sviluppato l’energia idroelettrica. Il Pakistan affronta spesso gravi interruzioni di corrente, questo lo ha portato a firmare l’accordo Central Asia-South Asia Regional Electricity Market con il Kirghizistan e il Tagikistan per importare elettricità. In tale progetto è stato coinvolto l’Afghanistan come zona di attraversamento.

I paesi dell’Asia meridionale, altamente energivori, dovranno anche puntare su energia più pulite per abbassare le emissioni di anidride carbonica (CO2). Tuttavia, queste fonti avranno un impatto reale limitato a causa della mancanza di una rete di infrastrutture estese. Inoltre, sono più interessate allo sviluppo che non a tenere in considerazione le condizioni climatiche e ambientali. Sicuramente tenteranno la strada delle tecnologie di energia rinnovabile, ma saranno progetti che impatteranno poco sulle loro necessità energetiche nel lungo termine.