Un analista militare turco ha presentato alla CNN Turk una mappa delle isole greche che lui “chiama” isole turche. La mappa mostra anche la portata degli S-300 da Creta e Cipro.

“Alcune isole, isolotti e scogli sono sotto occupazione greca quando la Grecia non ne ha diritto. Devo ripetere? Sono sotto occupazione. Sì, questa è la situazione reale”, ha dichiarato l’analista Mete Yarar.
L’analista turco ha poi spiegato che la dichiarazione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan “Potremmo arrivare all’improvviso una notte” è l’inizio di un processo simile a quello che ha preceduto l’invasione di Cipro.
“Sono stati fatti i preparativi militari”
“Per fare un intervento militare qui (a Cipro) per 10 anni, sono stati fatti dei preparativi militari (….) Nel frattempo, la TMT (Organizzazione della Resistenza Turca, un’organizzazione paramilitare a Cipro, controllata dalla Turchia) è stata istituita per raccogliere informazioni”, dice Mete Yarar, parlando alla stazione televisiva turca CNNturk, secondo tourkikanea.gr

<<Bene vediamo alla finestra cosa accade. Paisios sempre più autorevole.>> Notevole frase mentre parlavo con l’autore Il Separatore

Un paese della NATO è disposto e come sosterrà un altro paese della NATO nel suo conflitto con un terzo paese della NATO?
Sembra un gioco di parole ma non lo è.
Prendiamo in esame la complicata relazione tra Francia Grecia e Turchia, che mette in risalto il mondo acefalo euro-atlantico.
Il ministro degli Esteri francese Catherine Colonna, dopo un colloquio ad Atene con il suo omologo greco Nikos Dendias, ha promesso che Parigi sarà al fianco della Grecia e di Cipro se la loro sovranità sarà minacciata. Ebbene di recente le relazioni tra Grecia e Turchia sono nuovamente “congelate”. Secondo quanto riferito dalla Turchia, il 23 agosto l’S-300 greco ha scortato un F-16 turco che sorvolava lo spazio aereo greco.
Di recente Ankara ha dichiarato di aspettarsi obiettività dalla NATO in merito all’incidente. Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha dichiarato che Atene sta ignorando il diritto internazionale, le relazioni di buon vicinato e l’amicizia. Da parte sua, il Ministero degli Esteri greco ha affermato che i funzionari turchi stanno minando la coesione della NATO.
Però un anno fa, la Grecia e la Francia hanno concluso un accordo di partenariato strategico di difesa e sicurezza. Il trattato è stato firmato a Parigi dal primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e dal presidente francese Emmanuel Macron. L’accordo prevede l’assistenza di difesa reciproca nel caso in cui uno dei due Paesi venga attaccato, con impegni che in questo caso “superano quelli assunti sia all’interno del blocco NATO sia all’interno dell’Unione Europea”. È stato specificamente stabilito che il requisito della difesa reciproca si applica anche se una delle parti viene attaccata da alleati della NATO, come la Turchia.
Non si può escludere che Parigi abbia deciso di continuare il dialogo a porte chiuse sulla sicurezza internazionale, da tempo in sospeso, quando il presidente francese Macron ha annunciato che la NATO era “cerebralmente morta” e il leader turco Erdogan ha risposto che lo stesso Macron era cerebralmente morto.
Ora, visto che esistono trattati specifici di cooperazione militare “al di sopra della NATO”, sono curiosa di vedere cosa succede.
Ovvero come verrà invocato il famoso articolo 5 del trattato NATO sulla difesa collettiva del membro NATO attaccato.
E’ interessante, perché il nuovo mondo multipolare si manifesta anche nel campo della difesa, quindi credo che prevarranno in nuovi accordi bilaterali presi tra due membri della NATO, e in questo caso la Francia si è presa un bell’impegno con la Grecia e dovrebbe rispettarlo.

Il comando americano del 39° Stormo da combattimento di Incirlik si è congratulato con la Turchia per il 100° anniversario della catastrofe dell’Asia Minore, ha pure accettato in modo ufficiale la narrazione di Recep Tayyip Erdogan sugli “invasori greci”!
A quanto pare le gaffe della NATO continuano:

Nel frattempo il Sultano prosegue la sua longeva vita sostenendo la NATO, intrattiene ottimi rapporti con la Russia, nell’affaire Ucraina e Siria mantiene polivalenti salde relazioni. Galleggia perché troppo non danneggia, sgomita ma non procura troppi clamori e danni eccessivi.

Il fine equilibrista non si arrende, ieri ha rilanciato sul banco. Erdogan si arrabbia e lancia un ultimatum: “Chiederemo i caccia alla Russia se gli Stati Uniti si rifiutano di dare gli F-16”.
La Turchia potrebbe rivolgersi ad altri Paesi, tra cui la Russia, per l’acquisto di jet da combattimento, se gli Stati Uniti non le forniranno gli F-16, ha dichiarato oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
“Spero che gli Stati Uniti non ci spingano verso altre rotte. Voglio dire che gli Stati Uniti non sono gli unici al mondo a vendere aerei da combattimento. Anche Inghilterra, Francia e Russia vendono. È possibile ottenerli ovunque”, ha detto il capo di Stato turco.
“Ci sono già alcuni soggetti che ci inviano segnali”, ha aggiunto, riferendosi a Paesi che sono potenziali fornitori.
In sostanza Erdogan punta a ottenere i jet dalla Russia. Sa che non li otterrà dalla Francia, e che quelli inglesi sono inadeguati.

Ma la Russia fornirà i caccia ai turchi?
Davvero la Russia farà questo dispetto alla Grecia?
Finché non lo vedo non ci credo!
La disperata ricerca turca di caccia nasce perché il conflitto contro la Grecia sta salendo, quindi Erdogan continua a rilasciare dichiarazioni provocatorie contro la Grecia.
Tempi interessanti nell’Egeo.

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.