Bella , bellissima foto, che mi riempie di tanto amore.

Benetton, il maledetto Toscani e le sardine sparsi a casaccio su di un prato. Il miliardario e il suo “genio” prezzolato che si uniscono alla “ggente comune“… che bello.

Aveva capito tutto Fantozzi, ovvero il buon Paolo Villaggio, che tanta fama (e tanti soldi) raccolse con i suoi film e con i suoi libri, dove rovesciava a piene mani il suo giusto odio per gli italiani, popolo di pecoroni furbi ed approfittatori.

Quasi cinquanta anni fa aveva intuito la funesta parabola delle sinistre del belpaese. Prima forza “riformista”, ovvero alleati del blocco sovietico, poi, lentamente , molto lentamente, l’incredibile trasformazione in paladini dei froci e dei “diritti umani”, dimenticando i diritti dei lavoratori e dei pensionati. Questione di linguaggio, il “frocio” diventa “gay”, il padrone “datore di lavoro” e lo sfruttato “classe meno abbiente”.

Intendiamoci, non che fosse una meraviglia come raziocinio e obiettivi il comunista classico duro e puro, quello che proclamava i “diritti” come “assoluti”. Ma questi servi dei ricchi , disposti a vendere tutto per un biscottino e il patrocinio di un “gay pride”. Gente che sdegna il pensionato di pelle chiara che razzola nei cassonetti e idolatra l’abbronzato analfabeta e violento che entra clandestinamente in ciabatte proprio non si possono guardare.

Come disse l’immortale Machete, il Santo Profeta di noi Giardinieri:

“Le Male piante e le Erbacce non hanno il diritto di crescere! Non hanno il diritto di essere qui. Non hanno neanche il diritto di essere vive!”

e come disse il sommo Nuke: “Maledetto sia il cane che sceglie volontariamente la catena per un biscottino, che volontariamente fa la spia al suo padrone

Uomini, anzi, ominicchi, che si credono grandi e intendono regnare sui pigliainculo e sui quaquaraquà, come scriveva l’immenso Sciascia«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.»

Ma anche Totò aveva capito, esitono gli uomini e i caporali:

Ma pure Totò sbagliava, i Caporali esistono, e sono di vari tipi, esistono scale gerachiche, e solo la classe più bassa, quella più abbietta può definirsi “caporale”, ovvero quella dei poveri tartassati che si vendono al “capo” per un biscottino. Magari si credono “ministro dell’interno” o “capo del governo”.

Tutto già scritto da parecchi decenni, da geni immortali che avevano capito la vera natura dell’italiota.