Benjamin Meffre per Pure Medias 23/10/2019

Se l’uso di Netflix, Youtube e company progredisce quanto la loro impronta ecologica.

Quando il network inquina. Secondo l’AFP che cita un rapporto della società canadese Sandvine, di settembre 2019, lo streaming video rappresenterebbe oggi il 60,6% del traffico globale sulla rete.

Su questo totale, Google, con YouTube, rappresenta il 12%, contro 11,4% di Netflix.

Se la diffusione numerica sembra smaterializzata, implica in verità dei terminali, delle reti di immagazzinamento dati e diffusione, che consumano una quantità crescente di energia.

Risultato: il digitale emetterebbe oggi il 4% dei gas a effetto serra a livello mondiale, secondo i calcoli dello Shift Project, gruppo di ricerca francese che ha pubblicato a luglio un rapporto sull’insostenibile uso del video streaming online. Una cifra a priori in aumento, il consumo energetico del settore aumenta il 9% ogni anno. In questo, lo streaming video avrebbe la sua parte rilevante.

Con 300 milioni di tonnellate di CO2 emesse ogni anno, questo impiego rappresenterebbe le emissioni di CO2 pari a un paese come la Spagna, cioè 1% delle emissioni mondiali.

I video porno rappresentano 82 milioni di tonnellate di CO2

Tra gli utenti dello streaming, è il video on-demand con abbonamento che la fa da padrone, con i suoi giganti Netflix, Amazon e a breve Apple e Disney, che dominano. Questi ultimi da solo rappresenterebbero da soli il 34% del totale delle emissioni, secondo Shift Project, cioè 102 milioni di tonnellate di CO2.

Vengono a seguire i video pornografici, che peserebbero per un 27% del totale e non meno di 82 milini di tonnellate di CO2. I “tubes” come YouTube o Dailymotion rappresenterebbero un 21% delle emissioni dello streaming, mentre gli altri usi comporterebbero il 18%, in modo particolare il boom dei video sui social network.

I video digitali sono dei file molto pesanti e che aumentano di taglia ad ogni nuova generazione dell’alta definizione” sottolinea Gary Cook, citato da AFP, che segui il settore per Greenpeace negli USA. Sviluppando l’ultra HD, 4K e 8K, i produttori aggravano regolarmente la situazione. “Più dati equivale a più energia per mantenere una rete in grado di visualizzare i video nei vostri strumenti in un secondo” aggiunge quest’ultimo. Shift Projet spinge per un dibattito pubblico sulla questione della “sobrietà digitale”. https://www.ozap.com/actu/pollution-le-streaming-video-emet-autant-de-co2-que-l-espagne/585110

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